
Lo stato di emergenza in Serbia: tutti i particolari
| Data: 13-03-2003 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: Autori vari |
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N.E. BALCANI #635 - SERBIA/MONTENEGRO
13 marzo 2003
LO STATO DI EMERGENZA IN SERBIA: TUTTI I PARTICOLARI
(da "Danas" [Belgrado], 13 marzo 2003)
NOTA: Come hanno riportato tutti i media, da ieri in Serbia vige lo stato di emergenza, anche se pochi, o meglio nessuno, ha spiegato concretamente cosa comporti. Riportiamo qui sotto una serie di documenti sull'argomento, richiamando in particolare l'attenzione sulle misure speciali, alcune delle quali non hanno nulla a che fare con la lotta contro la criminalità o i terroristi e sono estremamente gravi, degne di uno stato di polizia (per es. i punti 2, 6, 8 e 9). Le formulazioni, inoltre, sono sufficientemente generiche da consentire libertà di arbitrio alle "autorità" che ne volessero approffittare.
1) L'ORDINE COSTITUZIONALE E' MINACCIATO
Il governo della Repubblica di Serbia, durante una seduta tenutasi il 12 marzo 2003, sulla base dell'articolo 83 punto 8 e dell'articolo 90 punti 4 e 10 della Costituzione della Repubblica di Serbia, nonché degli artt. 1 e 3 della Legge sulle misure in caso di stato di emergenza, ha approvato la seguente proposta di proclamazione dello stato di emergenza:
1. Il governo ritiene che con l'attentato al presidente del Governo della Repubblica di Serbia, dr. Zoran Djindjic, siano minacciati l'ordine costituzionale e la sicurezza della Repubblica di Serbia.
2. Il governo ritiene che la minacia all'ordine costituzionale e alla sicurezza della Repubblica di Serbia abbia prodotto delle conseguenze per la libertà e i diritti dei cittadini e per il lavoro degli organi statali, tanto che i fatti relativi a tali minacce e conseguenze rendono giustificato presupporre che sia possibile il crearsi di conseguenze ancora più gravi per la sovranità della Repubblica di Serbia, per il suo ordine costituzionale e per la sua sicurezza complessiva.
3. Il Governo ritiene che esistano tutte le condizioni per proclamare lo stato di emergenza previsto dall'articolo 83 punto 8 della Costituzione della Repubblica di Serbia e dall'articolo 2 paragrafo 1 della Legge sulle misure in caso di stato di emergenza.
4. Il Governo ritiene che la messa in atto delle misure per rimuovere lo stato di emergenza debba avvenire immediatamente e, a tale fine, tutti gli organi sono tenuti senza indugio ad adottare le misure di loro competenza.
5. Nel mettere in atto le misure per rimuovere lo stato di emergenza, l'Esercito di Serbia e Montenegro si assumerà i poteri di competenza del Ministero degli Interni della Repubblica di Serbia, previsti dai regolamenti vigenti in materia di affari interni.
In conformità a tali valutazioni, il Governo della Repubblica di Serbia propone che il facente funzione di Presidente della Repubblica di Serbia, per i motivi sopra elencati, adotti le decisione, sulla base dell'articolo 83 punto 8 della Costituzione della Repubblica di Serbia e degli artt. 1 e 4 della Legge sulle misure in caso di stato di emergenza, di proclamare lo stato di emergenza sul territorio della Repubblica di Serbia e che tale decisione venga resa pubblica in conformità alla Legge e consegnata allo stesso tempo al Parlamento della Repubblica di Serbia e al Governo della Repubblica di Serbia.
[Natasa Micic, facente funzione di presidente della Serbia, ha approvato la proclamazione dello stato di emergenza e ha emesso il decreto sulle norme speciali che riportiamo qui sotto, specificando che lo stato di emergenza rimarrà in vigore fino a quando "gli esecutori e i mandanti di tale crimine, nonché di tutti gli altri crimini commessi negli ultimi tempi, non verranno portati davanti alla giustizia": la frase lascia supporre che lo stato di emergenza non durerà poco, poiché l'obiettivo è quello di risolvere con le misurespeciali misteri che rimangono insoluti da mesi, o addirittura anni,. Un particolare importante: secondo l'articolo 83 paragrafo 8 della Costituzione della Serbia, lo stato di emergenza viene indetto "quando su parte del territorio della Serbia sono minacciati la sicurezza della Repubblica di Serbia, le libertà e i diritti dell'uomo o il lavoro degli organi statali" - si tratta di una clausola che era stata prevista specificamente per il Kosovo, come testimoniano le parole "su parte del territorio". Lo stato di emergenza, infine, non riguarda il Montenegro: Filip Vujanovic, altro facente funzione, questa volta di presidente della repubblica del Montenegro, ha detto che "per il momento non vi è necessità di indire lo stato di emergenza in Montenegro" e che sono solo stati rafforzati i controlli alle frontiere]
2) LE MISURE SPECIALI DELLO STATO DI EMERGENZA
La facente funzione di presidente della Serbia, nonché presidentessa del Parlamento della Serbia, Natasa Micic, ha approvato ieri sera il decreto sulle misure speciali che verranno applicate durante lo stato d'emergenza. Come si afferma in un comunicato del governo della Serbia, tali misure vengono introdotte "al fine di impedire ulteriori conseguenze che potrebbero minacciare la sovranità, l'ordine costituzionale e la sicurezza della Repubblica di Serbia".
* Versione integrale del decreto sulle misure speciali che vengono applicate durante lo stato di emergenza:
1. Con questo decreto vengono poste limitazioni ad alcune libertà e alcuni diritti delle persone e dei cittadini previsti dalla Costituzione della Repubblica di Serbia e vengono definite le competenze particolari degli organi statali durante lo stato di emergenza.
2. Le persone che minacciano la sicurezza di altri cittadini o la sicurezza della Repubblica, potranno essere arrestate e trattenute dal Ministero degli Interni in spazi ufficiali per un periodo fino a 30 giorni. Sull'applicazione delle misure di arresto e trattenimento verrà emessa una delibera, contro la quale si potrà ricorrere in appello presso il ministro degli interni.
Le persone di cui al capoverso qui sopra non avranno diritto a un difensore ai sensi del Codice di Procedura Penale.
Il Ministero degli Interni avviserà le famiglie delle persone di cui al primo capoverso del presente articolo in merito alle misure di arresto e trattenimento adottate, qualora ciò sia possibile.
3. Il Ministero degli Interni può limitare o vietare temporaneamente il movimento delle persone in luoghi pubblici o in determinate zone, nonché ordinare a singole persone di trattenersi presso il proprio luogo di residenza, oppure porle agli arresti domiciliari con obbligo di firma.
Il ministro degli interni può ordinare la chiusura di tutti gli accessi a determinati spazi o edifici, impedendo l'abbandono di tali spazi ed edifici, senza necessitare di un'approvazione.
4. Il direttore dell'Agenzia di Sicurezza e Informazione [BIA - i servizi segreti - N.d.T.] può adottare determinate misure nei confronti di persone fisiche o giuridiche, in deroga ai principi di inviolabilità della corrispondenza e di altri mezzi di comunicazione, e ciò anche senza una decisione del tribunale competente.
5. Un funzionaro autorizzato potrà entrare in un'abitazione o in altri spazi, anche in assenza dell'autorizzazione di un tribunale competente, se sarà necessario al fine di scoprire e arrestare persone che hanno compiuto atti criminali con elementi di criminalità organizzata, di scoprire tracce di tali atti criminali od oggetti importanti per una procedura penale.
6. Viene vietato il diritto allo sciopero.
7. E' vietato organizzare e tenere assembramenti e altre adunanze pubbliche dei cittadini che secondo la legge sono soggetti alla comunicazione preventiva al Ministero degli Interni.
8. Sono vietate le attività politiche e sindacali il cui obiettivo sia quello di ostacolare o impedire l'applicazione delle misure per il periodo dello stato di emergenza.
9. Viene vietata la diffusione pubblica, la divulgazione a mezzo stampa o con altri mezzi di comunicazione di informazioni sui motivi della proclamazione dello stato di emergenza, con l'eccezione dei comunicati ufficiali degli organi statali competenti.
L'applicazione della misura prevista dal capoverso qui sopra sarà di competenza del Ministero della Cultura e dell'Informazione Pubblica in collaborazione con il Ministero degli Interni.
10. Il presente decreto entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nello "Sluzbeni Glasnik Republike Srbije" [Gazzetta Ufficiale]
Il facente funzione di presidente della Repubblica, Natasa Micic
3) LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO SUPREMO DELLA DIFESA
Ieri nel Palazzo della Federazione si è tenuta la prima riunione del Consiglio Supremo della Difesa sotto la presidenza del neoeletto presidente della Serbia e Montenegro, Svetozar Marovic. Ai lavori della seduta hanno partecipato, oltre ai membri del Consiglio stesso (il facente funzione di presidente della repubblica, Natasa Micic, il facente funzione di presidente della repubblica del Montenegro, Filip Vujanovic), anche: il presidente del parlamento della Serbia e Montenegro, Dragoljub Micunovic, il ministro degli esteri Goran Svilanovic, il vicepresidente del governo della Serbia, Nebojsa Covic, il capo di stato maggiore dell'esercito di Serbia e Montenegro generale colonnello Branko Krga, i ministro degli interni della Serbia, Dusan Mihajlovic, il ministro degli interni del Montenegro, Milan Filipovic, l'ex ministro degli interni federale Zoran Zivkovic e il segretario del Consiglio Superiore della Difesa, Dusan Stajic.
Durante la seduta sono state approvate le seguenti conclusioni:
- Il Consiglio Superiore della Difesa condanna nella maniera più decisa l'attentato contro il presidente del governo della Repubblica di Serbia, Zoran Djindjic e dà il proprio sostegno alla decisione e alle misure intraprese dal governo della Serbia nella lotta contro il terrorismo in tutte le sue forme di criminalità organizzata, nonché al risoluto impegno a scoprire gli esecutori e gli organizzatori di tale atto criminale;
- Si chiede la piena collaborazione del Ministero degli Interni dell'Unione di Serbia e Montenegro e si dispone ai servizi di sicurezza militari di dare tutto il proprio aiuto al Ministero degli Interni della Serbia.
- E' stato disposto al capo di stato maggiore dell'Esercito di Serbia e Montenegro di intraprendere tutte le misure di sua competenza al fine di aumentare la preparazione al combattimento delle unità dell'Esercito.
Il Consiglio Superiore della Difesa, oltre alle conclusioni citate, ha adottato la decisione di impegnare l'Esercito di Serbia e Montenegro nella lotta contro il terrorismo e per rimuovere i motivi che hanno portato alla proclamazione dello stato di emergenza sul territorio della Serbia, in coordinazione con il Ministero degli Interni della Serbia.
| Data: 13-03-2003 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: Autori vari |
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