"Progetto per porre fine alla guerra in Macedonia"

Data: 23-06-2001 Fonte: "Notizie Est"
Autore: Autori vari

NOTIZIE EST #451 - MACEDONIA
23 giugno 2001


PROGETTO PER PORRE FINE ALLA GUERRA IN MACEDONIA


[Quello che segue è il testo integrale del "piano di pace" reso pubblico dall'UCK il 14 giugno scorso. Il documento è stato distribuito dal National Albanian American Council (NAAC) nella mailing-list "Albanews" - in due punti vi erano parole illeggibili. Il documento è seguito da un mio commento - A. Ferrario]

L'Esercito di Liberazione Nazionale (UCK), orientato alla pace e con l'obiettivo di porre fine alla guerra in Macedonia, intenzionato a contribuire alla stabilità e alla sicurezza complessiva della regione, intenzionato a promuovere la Macedonia come modello di stato multietnico all'interno dei suoi attuali confini mediante la realizzazione delle richieste ampiamente note di eguaglianza tra gli albanesi e gli slavi di Macedonia, propone le seguenti attività in questi capi: A) Militare, B) Coinvolgimento internazionale, C) Politico.

A) Nel gruppo di attività relativo agli aspetti militari dovrà essere intrapreso quanto segue: I. Proclamazione immediata di un cessate il fuoco a opera di entrambe le parti; II. Amnistia generale per tutti, con l'eccezione di coloro che potrebbero avere commesso crimini di guerra, secondo la definizione del Tribunale Internazionale per i Crimini di Guerra nella Ex Jugoslavia (ICTY); La Macedonia dovrà adottare una legislazione per la cooperazione con l'ICTY; III. Conseguimento di un accordo per la smilitarizzazione e la trasformazione dell'UCK; IV. Conseguimento di un accordo per la riforma della polizia e dell'esercito macedone.

B) Il Coinvolgimento Internazionale per l'implementazione del piano di pace dovrà includere quanto segue: V. Presenza militare della NATO nell'intero territorio della Macedonia come garanzia per la realizzazione del futuro accordo tra entrambe le parti e per il conseguimento di una pace duratura;

C) Nel gruppo relativo agli aspetti politici: VI. Un processo negoziale, mediato e garantito internazionalmente dagli USA e dall'UE, con la partecipazione dell'UCK, nell'ambito del quale verrà raggiunto un accordo politico, quale base per la modifica della costituzione macedone.

Spiegazioni di riferimento:

1. Annuncio immediato di un cessate il fuoco. Il cessate il fuoco dovrà essere firmato dall'UCK e dall'esercito macedone, ed essere garantito dalla NATO. Ciò costituirà un passo verso la cessazione delle ostilità e creerà le condizioni per l'avvio del dialogo e il conseguimento di un accordo, nonché, naturalmente, le strutture per il dispiegamento delle forze NATO nel territorio della Macedonia.

2. Accordo per la trasformazione e la smilitarizzazione dell'UCK [parola mancante] presenza sarà possibile raggiunere un accordo per la trasformazione e la smilitarizzazione dell'UCK. Tale accordo, garantito dalla NATO, creerà per i membri dell'UCK la possibilità di integrarsi nell'esercito, nella polizia, nella politica e in altri campi.

3. Riforma della polizia e dell'esercito macedone. Conseguimento di un accordo per la riforma dell'esercito e della polizia macedone in conformità agli standard euro-atlantici. Tale riforma dovrà essere nell'interesse dei cittadini e basarsi sulla proporzionalità delle comunità etniche nel paese. Misure immediate per l'espulsione di tutti i mercenari stranieri che operano per le forze macedoni.

4. Presenza militare della NATO nell'intero territorio della Macedonia quale garanzia per la realizzazione del futuro accordo di pace. Per la piena realizzazione degli accordi menzionati sopra, firmati da entrambe le parti, la NATO sarà l'unicà autorità di implementazione e responsabile.

5. Modifica della costituzione della Macedonia mirata a una trasformazione democratica e multietnica dello stato macedone. Nel corso del lavoro per apportare le modifiche alla Costituzione e per la trasformazione politica, ci atterremo a questi principi: - riconoscimento del fatto che le riforme alle quali si punta preservano l'integrità e il carattere multietnico della Macedonia - riconoscimento del fatto che non vi sono soluzioni territoriali etniche ai problemi da affrontare - ogni tentativo di frammentare i territori su base etnica causerà danno ai cittadini della Macedonia e alla pace nella regione - riconoscimento del fatto che non vi sono soluzioni militari per i problemi nella Repubblica di Macedonia - riconoscimento del fatto che la trasformazione della Repubblica di Macedonia dovrà portare il paese all'integrazione euro-atlantica.

Il processo di dialogo politico dovrà essere organizzato, sulla base di questi principi, con la partecipazione dei rappresentanti dello stato macedone, del rappresentante politico dell'UCK, di rappresentanti dei partiti politici macedoni e albanesi e di rappresentanti internazionali che includano la NATO, il cui ruolo è insostituibile.

Nell'ambito del processo di questa riforma costituzionale, dovrà essere [compiuto? - parola mancante] quanto segue: - emendamenti al Preambolo e alla parte normativa della Costituzione della Macedonia - uso illimitato della lingua albanese come una delle lingue ufficiali in Macedonia - partecipazione proporzionale delle comunità etniche nelle istituzioni dello stato - ampliamento dei poteri delle municipalità - piena secolarizzazione della Costituzione / cioè dello stato - introduzione della democrazia consensuale in aree riguardanti i diritti etnici / cioè limitazione della prevalenza del voto di maggioranza in aree riguardanti i diritti etnici - diritto alla libera comunicazione all'interno dello spazio culturale macedone - liberazione di tutti i prigionieri politici e delle persone rapite - ricostruzione di villaggi, parti di città e dell'economia a conduzione famigliare distrutti durante i combattimenti, nonché assistenza per le vittime della guerra (invalidi di guerra, famiglie degli uccisi, orfani).

Il rappresentante politico dell'UCK

Ali Ahmeti, 14 giugno 2001


COMMENTO: A differenza del piano del presidente Trajkovski, che è stato esposto da quest'ultimo verbalmente di fronte al parlamento, ma di cui non è stata pubblicata, a quanto ci risulta, alcuna versione scritta, il contropiano dell'UCK è stato reso immediatamente pubblico con uno scritto firmato e suddiviso in punti precisi. Ciò costituisce di per se stesso una grande differenza e in generale vengono offerti punti molto più concreti per aprire trattative. L' ostacolo fondamentale a una soluzione della crisi continua quindi a rimanere quello del rifiuto, da parte dei vertici politici macedoni, di aprire trattative dirette con i "terroristi" dell'UCK, trattative senza le quali è impensabile ogni sblocco efficace della situazione. Detto questo, traspare chiaramente dal comunicato di Ahmeti l'intenzione di seguire l'esempio della Valle di Presevo e del modello di smilitarizzazione dell'UCPMB, con una piena integrazione del gruppo ristretto di leader della guerriglia nelle istituzioni statali, di polizia e militari del paese. L'impressione è che questo gruppo politico punti a egemonizzare lo spazio politico albanese in Macedonia, raccogliendo l'eredità dei due malandati partiti di Xhaferi e Imeri. Estremamente significativo, a tale proposito, è il fatto che il "progetto" dell'UCK, così come il "piano" di Trajkovski, ignori totalmente uno dei problemi più rilevanti, cioè quello dell'istruzione superiore e universitaria in albanese, che ha visto per l'appunto profondamente divisi i due partiti albanesi. Avanzare rivendicazioni su questo aspetto (e ribadiamo che a nostra opinione è fondamentale affrontarlo) avrebbe significato mettere il dito nella piaga della politica rinunciataria di Xhaferi e, implicitamente, un pronunciamento a favore del PDP. La richiesta della legalizzazione dell'università di Tetovo, inoltre, sarebbe stata un vero e proprio schiaffo all'OSCE e alla "comunità internazionale", che avevano chiuso la questione creando l'istituto di studi superiori di cui abbiamo già ampiamente riferito. Per il resto, accanto a rivendicazioni sacrosante e colpevolmente rimandate alle calende greche dai governi succedutisi a Skopje (ivi compresi i partiti albanesi), come la piena legalizzazione della lingua albanese quale lingua ufficiale, la modifica della Costituzione e la laicizzazione dello stato, spicca la delirante richiesta di una occupazione di tutto il territorio della Macedonia da parte della NATO. Delirante non solo perché i disastrosi risultati dell'agire della NATO nei Balcani sono chiari a tutti e perché non si capiscono, nemmeno mettendosi nell'ottica perversa dell'atlantismo come "fede", i motivi per cui la NATO dovrebbe occupare anche le vaste zone del paese dove non sono in atto conflitti e dove non vi sono nemmeno albanesi, ma anche perché lo stesso patto atlantico non è certo disponibile a un nuovo impegno di tali dimensioni. Tale richiesta può essere letta solo come la volontà di dimostrarsi più realisti del re, cosa che tutto sommato non stupisce in questi orfani di Enver Hoxha, oggi evidentemente alla ricerca di un nuovo "culto della personalità" dietro cui nascondere la loro povertà politica (A. Ferrario)



Data: 23-06-2001 Fonte: "Notizie Est"
Autore: Autori vari