Fosse comuni in Serbia: ancora nessuna indagine

Data: 23-10-2003 Fonte: "Politika"
Autore: Politika

N.E. BALCANI #704 - KOSOVO/SERBIA
23 ottobre 2003


FOSSE COMUNI IN SERBIA: ANCORA NESSUNA INDAGINE
da “Politika” (Belgrado) 23 ottobre 2003 - fonte: Tanjug)


[Pubblichiamo qui sotto un aggiornamento su un tema che "Notizie Est - Balcani" ha seguito costantemente dal 2001]



L’Alto commissariato per i diritti umani dell’ONU ieri ha espresso una profonda preoccupazione perché nemmeno a due anni e mezzo di distanza dalla scoperta delle fosse comuni nella località di Batajnica e in altri luoghi in Serbia, dove sono stati riesumati 750 corpi di persone uccise in Kosovo e Metohija, non è stato fatto nulla per trovare gli esecutori di questi crimini.

“Il fatto che questi crimini contro l'umanità vengano trascurati è un serio ostacolo al processo di riforme nel vostro paese. Se desideriamo attivare le riforme e accelerare il ritorno (degli sfollati) in Kosovo, dobbiamo risolvere anche la questione di Batajnica”, ha fatto notare ieri capo ad interim della missione dell’UNHCR in Serbia e Montenegro, Laurie Weisberg, durante una conferenza stampa tenutasi a seguito della pubblicazione della consueta ricerca di suddetta agenzia dell’ONU.

La Weisberg ha riferito che il Centro di coordinamento per il Kosovo e Metohija ha appoggiato il lavoro di esumazione, che gli esperti forensi hanno raggiunto dei risultati attendibili, e che è stato finanziato il trasferimento di un certo numero di corpi in Kosovo, ma ha aggiunto che “si è fatto poco nelle indagini penali che avrebbero dovuto rivelare i responsabili e invitarli a rispondere di tutto ciò”.

Il membro dell’ufficio dell’ONU per i diritti umani in Serbia e Montenegro, Paul Miller, ha ribadito che “esiste una serie di prove” che confermano le affermazioni secondo cui sono stati commessi dei gravi crimini in Kosovo negli anni 1998/99, che molte persone sono state torturate, uccise e poi seppellite in Kosovo, e che i loro cadaveri sono stati poi trasferiti a Batajnica o a Perucac. “Siamo preoccupati, perché si è trattato di una grave operazione poliziesco-militare. Salutiamo l’inizio dell’esumazione dei corpi, ma non c’è un'indagine penale contro gli esecutori”, ha detto Miller.

Miller ha detto che il governo sebo deve attenersi alla raccomandazione dell’ONU e dare il proprio appoggio alla formazione di una commissione speciale che aiuterebbe nelle indagini penali relative alle fosse comuni in Serbia, dalle quali fino ad oggi sono stati esumati 750 su circa 900 corpi.

“Per quanto riguarda il Kosovo, sono state scoperte solo le piccole fosse, non quelle di massa. Il problema principale è la mancanza di informazioni, ossia non esiste un flusso di informazioni che ci possa mettere in grado di identificare dove sono queste fosse”, ha detto Miller e ha aggiunto che hanno criticato pure l’UNMIK, “perché il sistema giuridico in Kosovo non funziona”.

Il consigliere giudiziario dell’ufficio dell’UNHCR Aleksandar Cveijc ha criticato il governo perché la pubblica accusa ha fatto poco e perché l’articolo 142 del Codice penale della Repubblica della Serbia “viene applicato in modo restrittivo” . “Il Ministero dell’interno della Serbia ha sì avviato l’intero caso, ma non sono stati formati i team di sostegno formati da esperti del Ministero stesso, e nemmeno il consiglio giudiziario presso il tribunale speciale per i crimini di guerra. Il procuratore speciale per i crimini di guerra per legge gode di tutte le facoltà di ingerenza e può ordinare l’avvio delle indagini sul caso di Batajnica, e pertanto il Tribunale speciale deve iniziare a lavorare” ha constatato Cvejic.

Alla domanda se una tale commissione indipendente relativa ai crimini in Kosovo e Metohija potrebbe essere formata anche in Kosovo, Laurie Weisberg ha detto “credo che sia possibile creare una commissione simile anche in Kosovo” e che si tratta di un suggerimento che “valuterà seriamente”.

(traduzione di Luka Zanoni)

Data: 23-10-2003 Fonte: "Politika"
Autore: Politika