
"Il bilancio di un'economia che non funziona"
| Data: 06-01-2002 | | Fonte: "Utrinski Vesnik", "Kapital" |
| Autore: Autori vari |
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NOTIZIE EST #515 - MACEDONIA
6 gennaio 2002
IL BILANCIO DI UN'ECONOMIA CHE NON FUNZIONA
[Seguono due articoli: 1) i dati dell'Istituto Statale per la Statistica sull'economia macedone nel 2001; 2) un'esposizione dettagliata del bilancio per il 2002 approvato dal parlamento macedone nei giorni scorsi - NOTA IMPORTANTE: Entrambi gli articoli sono usciti nel 2001, anno al quale pertanto ci si riferisce ogni volta che nei testi si parla di "quest'anno"]
1) L'ECONOMIA MACEDONE CALA DEL 4,6%
di Mirce Jovanovski - ("Utrinski Vesnik" [Skopje], 28 dicembre 2001)
La Macedonia terminerà quest'anno con una diminuzione della produzione lorda pari al 4,6%, indicano le proiezioni dei dati statistici presentate ieri dall'Istituto Statale per la Statistica. Tale situazione dell'economia interna è dovuta soprattutto alla diminuzione del valore aggiunto nei settori che coprono la maggior parte del PIL e in particolare nel settore alberghiero, nel quale il calo è del 15,7%, quindi nel settore dell'agricoltura, della caccia e delle foreste (-14,2%) e in quello del commercio all'ingrosso e al dettaglio (-9,6%). La diminuzione del PIL non fa altro che sublimare gli indicatori negativi e gli altri indicatori economici che, secondo la presentazione dell'Istituto, sono tra i peggiori degli ultimi anni. Così, la produzione industriale, come ha affermato Blagica Novkovska, direttrice dell'Istituto Statale per la Statistica, diminuirà quest'anno dell'8,8% rispetto all'anno precedente, e l'agricoltura del 13,3%.
Il deficit del commercio estero, secondo le valutazioni degli statistici, raggiungerà quest'anno 513 milioni di dollari USA, e questo in presenza di una diminuzione del volume degli scambi con il mondo, che quest'anno è stato pari a 2,88 miliardi di dollari ed è inferiore del 15,3% rispetto al 2000. La Macedonia quest'anno ha esportato merci per un valore di 1,18 miliardi di dollari, vale a dire il 10,2% meno dell'anno scorso. Allo stesso tempo, le importazioni sono state pari a 1,69 miliardi di dollari, cifra che secondo l'Istituto per la Statistica rappresenta un calo del 18,6% rispetto al 2000. Nonostante quest'ultimo dato, le importazioni vengono coperte dalle esportazioni solo per il 69,8%, ha affermato Novkovska. I cittadini macedoni quest'anno hanno guadagnato in media 10.574 denari al mese e i loro redditi reali sono stati inferiori del 2% rispetto all'anno precedente. I prezzi al dettaglio quest'anno saranno più alti del 5,3% rispetto all'anno scorso e la maggiore crescita la si avrà nei prodotti agricoli (10,3%), nei servizi (9,5%) e nei prodotti industriali-alimentari (5,6%). In conseguenza dei movimenti dei prezzi al dettaglio, la crescita del costo della vita, riferiscono gli statistici, sarà quest'anno pari al 5,9%. L'Istituto per la Statistica, secondo quanto afferma Novkovska, quest'anno ha messo in atto sforzi eccezionali per portare a termine l'indagine sulla forza lavoro, che a causa della crisi nella sicurezza del paese, è stata condotta in ottobre invece che in aprile. Secondo i dati raccolti, in Macedonia la forza lavoro complessiva ammonta a 863.000 persone, delle quali 599.000 sono occupate e 263.000 disoccupate. Secondo l'indagine, la quota dei disoccupati è in Macedonia pari al 30,5%. Tendenze preoccupanti sono state rilevate anche nella crescita della popolazione, nella quale è stato riscontrato un calo del 15,4%, mentre il numero dei matrimoni contratti è inferiore del 10% rispetto all'anno scorso. Nel momento in cui passerà da quest'anno all'Anno Nuovo, la Macedonia avrà 2.041.000 abitanti, secondo le valutazioni degli statistici. Infine, l'Istituto Statale per la Statistica è completamente pronto per il censimento che è stato fissato per il periodo compreso tra il 1° e il 15 aprile dell'anno prossimo. La sua realizzazione, tuttavia, dipenderà da fattori che sono al di fuori del controllo dell'Istituto. Ieri è stata promossa anche la pagina web dell'Istituto Statale per la Statistica, che è http://www.stat.gov.mk
2) IL BILANCIO DELLA MACEDONIA PER IL 2002
("Kapital" [Skopje], 27 dicembre 2001)
Il bilancio per il prossimo anno, che il governo ha proposto per l'approvazione ai parlamentari macedoni, ammonta a due miliardi e 139 milioni di marchi, vale a dire poco più di un miliardo di euro. Il nuovo bilancio sarà inferiore del 12,5% rispetto a quello dell'anno precedente, cioè di 307 milioni di marchi.
UN "BUCO" FIN DALL'INIZIO
Fin da ora il governo prevede un buco nelle casse dello stato pari al 2,7% della nuova ricchezza complessiva che verrà creata nel paese. Ciò significa che il governo prevede che le amministrazioni dello stato spenderanno 222 milioni di marchi in più rispetto al denaro che verrà riscosso presso i cittadini e le imprese. Tale buco verrà coperto con crediti e donazioni dall'estero, nonché con i fondi ottenuti mediante la vendita di proprietà dello stato.
Il bilancio per l'anno prossimo, se si esclude quello dell'anno scorso con il quale è stata finanziata la difesa del paese, sarà il più ingente della storia macedone. L'ultimo bilancio più alto il paese lo ha avto nel 2000, quando lo stato è riuscito a raccogliere addirittura più soldi di quanto non prevedesse, e per la prima volta nella storia della Macedonia è stato creato un surplus di fondi in bilancio. Sebbene allora si pensasse che il superamento della soglia psicologica dei due miliardi di marchi sarebbe rimasto per lungo tempo il bilancio più alto dello stato, quest'anno il bilancio preventivo ha raggiunto la somma davvero fantastica di quasi 2,5 miliardi di marchi. Nonostante il fatto che il bilancio per il prossimo anno sia superiore a quello del 2000, ma pur sempre lontano dalla somma di 2,5 miliardi di marchi, è sicuro che quello per l'anno in corso rimarrà ancora per lungo tempo il bilancio più alto della storia macedone.
MENO SOLDI PER LA POLIZIA E L'ESERCITO
La differenza più drastica tra il bilancio preventivo per l'anno prossimo e quello per l'anno ancora in corso consiste nei tagli operati nei due settori chiave per i quali quest'anno sono stati spesi più soldi. Si tratta dei settori della difesa e degli interni, che disporranno insieme di 400 milioni di marchi in meno rispetto a quest'anno. In tal modo è stata fatta in sostanza una concessione alla comunità internazionale, la quale durante la risi ha criticato il governo perché stava spendendo enormi mezzi in bilancio per un conflitto riguardo al quale gli stranieri non accettavano la tesi secondo cui una delle parti in causa era lo stato e l'altra qualcun altro. Essi ritenevano che si trattasse di un conflitto civile e che pertanto tali spese fossero ingiustificate.
Anche se i fondi destinati a tali due ministeri sono stati tagliati, nel bilancio preventivo dello stato sono stati stanziati a parte 132 milioni di marchi come spese per il finanziamento della crisi. E nonostante i suddetti tagli, i ministeri della difesa e della polizia disporranno di più soldi da spendere rispetto all'anno precedente a quello di guerra, cioè il 2000. Il bilancio della difesa è cresciuto del 31%, e quello della polizia del 24%, rispetto all'ultimo anno in cui non vi sono stati problemi dal punto di vista della sicurezza. Comunque, i 363 milioni di marchi di cui dispongono insieme, unitamente ai 132 milioni di marchi aggiuntivi, vale a dire nel complesso quasi mezzo miliardo di marchi, dicono con chiarezza che anche il prossimo anno non sarà pacifico, come ci attenderemmo, e che l'esercito e la polizia avranno molto lavoro e utilizzeranno munizioni. [Il quotidiano "Utrinski Vesnik" del 28 dicembre riporta le percentuali esatte delle voci "sicurezza pubblica" e "difesa" nel bilancio, che sono rispettivamente il 10,3% e l'8% - N.d.T.]
Il principio di una diminuzione generale del bilancio per il prossimo anno vale in generale per quasi tutti gli organi e le istituzioni dello stato che si nutrono dal "seno statale". Per esempio, il settore dell'Eurointegrazione guidato dal vicepremier Zoran Krstveski, disporrà di 1,5 milioni di marchi da spendere e come nuova voce in bilancio, nel mucchietto di soldi assegnati al governo, vi sono anche i 300.000 marchi destinati al Centro per le attività mediali. Se si tiene conto del cattivo rating di cui gode il governo presso l'opinione pubblica sia del paese che estera, questi soldi ci sembrano addirittura troppo pochi per conseguire l'obiettivo evidentemente desiderato.
LO STANZIAMENTO PER GLI STIPENDI DELL'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA E' ECCESSIVO
In maniera analoga a molti degli anni passati, lo stanziamento più alto contenuto nella parte delle allocazioni del bilancio è anche quest'anno, purtroppo, quello per gli stipendi e gli altri mezzi in denaro destinati alla lenta e distorta amministrazione del paese. Questo segmento della società, di grande importanza, in particolare per ogni governo in un anno in cui si terranno elezioni, spenderà nel 2002 solo per gli stipendi e per le indennità 570 milioni di marchi, pari al 27% del bilancio complessivo. E' interessante notare che, l'anno prossimo così come quest'anno, alla voce "Ricompensa per le ferie annuali, cioè quella relativa ai fondi per il noto K-15, il governo ha messo la cifra "0". Ciò non significa nulla in realtà, poiché anche quest'anno non vi sono stati soldi per le ferie annuali regresse, ma in conseguenza delle pressioni del sindacato, il governo ha deciso di distribuire il regresso in parte in denaro e in parte in generi alimentari.
La seconda voce in ordine di grandezza nel bilancio per l'anno prossimo sono le spese per la politica sociale, che ammontano complessivamente a 480 milioni di marchi. Per il rimborso dei debiti, interni o esteri, lo stato prevede di spendere l'anno prossimo 355 milioni di marchi. E c'è un'altra curiosità. L'anno prossimo, la Macedonia dovrà pagare per il rimborso di crediti alla sola Banca Mondiale ben 136 milioni di marchi. Solo alcuni giorni fa ci eravamo felicitati per il fatto che la rappresentanza della Banca in Macedonia avesse stanziato per quest'ultima aiuti non rimborsabili per 33 milioni di marchi. Un semplice calcolo matematico porta alla conclusione che con essi il paese non potrà restituire nemmeno un quarto dei soldi che l'anno prossimo dovrà versare alla Banca Mondiale. Anche il prestito per il quale la Macedonia sta cercando di creare le condizioni di ottenimento non supera tali 136 milioni di marchi, cioè la rata di rimborso da versare l'anno prossimo alla Banca.
NEL 2002 IL GOVERNO NON RISOLVERA' CON SERIETA' IL PROBLEMA DELLE AZIENDE IN PERDITA
Le riforme strutturali nel paese ammonteranno a 33 milioni di marchi nel 2002. Questa somma è sufficientemente eloquente sul fatto che anche per l'anno prossimo il governo non prevede di risolvere a fondo la questione delle aziende in perdita, poiché i soldi che ha previsto per esse, sotto la forma del pagamento di gratuità o sotto quella di assunzione dei debiti, sono troppo pochi. Due nuove spese in bilancio per il prossimo anno saranno i 4,5 milioni di marchi per le elezioni parlamentari e gli 11,3 milioni di marchi per il previsto censimento della popolazione.
Se si guardano le cose dall'altro lato, cioè quello delle entrate, la maggiore fonte di entrate per le casse dello stato sarà l'Imposta sul valore aggiunto (IVA), il cui contributo al bilancio sarà comunque inferiore dell'1,9% rispetto a quest'anno. Dall'IVA proverrà il 27% del bilancio. La seconda entrata in ordine di grandezza sarà costituita dai dazi, i quali, pure essendo inferiori dell'8,8% rispetto a quest'anno, andranno a coprire il 16,5% della cassa dello stato.
NEL 2002 IL CALO MAGGIORE LO SI AVRA' NEI DIRITTI DOGANALI
Il maggiore calo nelle entrate previste per l'anno prossima lo si avrà nei diritti doganali. La diminuzione del 29% nelle entrate da diritti doganali previste, come affermano fonti anonime del ministero delle finanze, è stata messa a punto da esperti del FMI, nonostante il team del ministro delle finanze Gruevski avesse previsto di dare mandato al capo delle dogane Daravelski di raccogliere più soldi mediante i diritti doganali. Il motivo principale della pianificazione di un calo così ingente nelle entrate doganali è il fatto che, ai sensi dell'Accordo di stabilizzazione e associazione con l'Unione Europea, dal primo di gennaio dell'anno prossimo verrà cancellata l'imposta dell'1% sulle importazioni per quella che veniva definita "registrazione doganale".
Il governo prevede comunque che questo bilancio, ammontante a due miliardi di marchi, potrà realizzarsi in presenza di condizioni pianificate quali una crescita economica del 4%, un'inflazione contenuta al 2,5%, il mantenimento del corso del denaro entro un limie di circa 61 denari per un euro, una decisa crescita delle esportazioni e una crescita moderata delle importazioni, e, cosa forse più importante per un'eventuale crescita del Prodotto Interno Lordo, la realizzazione dei progetti previsti con i quali verrà spesa parte dei soldi ottenuti con la vendita della Telekom.
[Sempre il già citato "Utrinski Vesnik" del 28 dicembre scorso, riferisce che il bilancio sopra esposto è stato approvato il 26 dicembre dal parlamento macedone con 56 voti a favore, 15 astenuti e 2 contrari - N.d.T.]
| Data: 06-01-2002 | | Fonte: "Utrinski Vesnik", "Kapital" |
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