"NATO e USA nei Balcani: nuovi approcci, nuove basi"

Data: 29-11-2001 Fonte: "Dnevnik", "Sega"
Autore: Autori vari

NOTIZIE EST #501 - NATO/BALCANI
29 novembre 2001


NATO E USA NEI BALCANI: NUOVI APPROCCI, NUOVE BASI


[Seguono due brevi articoli e un "flash": 1) le ipotesi di "concentrazione" di tutte le missioni NATO attualmente operanti nei Balcani; 2) l'aeroporto bulgaro di Burgas diventa una mini-base statunitense; 3) l'inaugurazione in Bulgaria di un monumento alla NATO]

L'ALLEANZA COSTRUISCE UN APPROCCIO REGIONALE PER I BALCANI
di Svetlana Jovanovska - ("Dnevnik" [Skopje], 26 novembre 2001)


La NATO unirà le proprie missioni in Bosnia, Kosovo e Macedonia? Per l'elaborazione di questo piano, le autorità militari dell'Alleanza dovranno ottenere il mandato della riunione dei ministri che si terrà a dicembre a Bruxelles. Seguendo l'esempio dell'Unione Europea, il Patto Atlantico si prepara a un approccio regionale per i Balcani Occidentali. Questa idea è stata il tema principale al cento dell'incontro dei capi di stato maggiore dei paesi membri della NATO, tenutasi domenica a Bruxelles. Il capo del comitato militare dell'Alleanza, l'ammiraglio italiano Guido Venturoni, ha dichiarato che Bruxelles ha deciso di passare a "una strategia regionale e complessiva nei Balcani e di unire le forze e i mezzi che attualmente agiscono in Bosnia, Kosovo e Macedonia". Dopo l'incontro del Comitato militare della NATO, Venturoni ha affermato che dal punto di vista operativo si tratta di un modo molto più efficace di lavorare. Egli ha dichiarato che il Comitato militare ha deciso che per i Balcani è necessario un approccio regionale: "Cercheremo di lavorare con un approccio regionale dettagliato. Molti problemi sono di carattere regionale, comune, come per esempio il controllo dei confini e altri elementi rilevanti. Speriamo in tale modo di comprendere la situazione complessiva e di finalizzare una strategia regionale che dovrebbe comportare dei risparmi. In tal modo verranno unificate in un unico posto le risorse che utilizziamo per diverse missioni", ha dichiarato Venturoni. L'ammiraglio ha precisato che le missioni della NATO in Bosnia e in Kosovo non sono uguali a quella in Macedonia che, come ha affermato, è "di dimensioni contenute e limitata nel tempo". Egli ha espresso la convinzione che in Bosnia e in Kosovo le autorità locali si assumeranno compiti come quelli della polizia locale, della giustizia e della lotta contro la criminalità organizzata, e la SFOR e la KFOR le aiuteranno. L'approccio regionale, secondo Venturoni, "sarà utile per affrontare le minacce regionali e i problemi come il passaggio illegale dei confini, il contrabbando, le attività criminali, il nazionalismo nel suo complesso". Le autorità militari della NATO e i comandi della KFOR, della SFOR e della missione Volpe d'Ambra confermeranno entro il prossimo mese di maggio questo approccio regionale, che successivamente dovrà ottenere l'approvazione ufficiale del consiglio dei ministri dell'Alleanza nel giugno dell'anno prossimo. "Penso che il modo di lavorare possa essere razionalizzato. Potremo sfruttare appieno le riserve operative, gli elicotteri di trasporto, come quelli che abbiamo in Bosnia o in Kosovo, potremo prendere in esame la possibilità di un supporto comune alle due missioni principali, quelle in Kosovo e in Bosnia, e alla piccola missione in Macedonia, che è limitata nel tempo. Le prime due hanno mandati differenti ciascuna dall'altra e ognuna di esse deve avere un comando specifico. Ma a livello più alto possiamo avere qualche struttura comune", ha dichiarato Guido Venturoni. Per l'elaborazione di questo approccio regionale le autorità militari dell'Alleanza dovranno ottenere un mandato dal consiglio dei ministri che si terrà in dicembre a Bruxelles. Dal momento in cui il mandato verrà approvato, il comitato militare comincerà un'analisi della situazione: "Quali ne saranno i risultati verremo a saperlo quando avremo un'analisi pronta e l'analisi la avvieremo quando otterremo un mandato dalle autorità politiche. Noi non possiamo lavorare da soli in assenza di una richiesta da parte dei politici. Spero che in primavera disporremo di un'analisi dettagliata e i risultati dipenderanno dai parametri che emergeranno nel corso di tale analisi", così ha riassunto il processo il presidente del Comitato Militare della NATO. Con l'avvicinarsi del prossimo summit della NATO, previsto per il novembre 2002, durante il quale con ogni probabilità alcuni paesi candidati verranno invitati ad aderire alla NATO, la tendenza alla regionalizzazione nel modo di affrontare i Balcani non giungerà come una sorpresa. A tale riguardo ricordiamo che recentemente la Camera dei Rappresentanti del Congresso americano ha proposto di stanziare fondi per la preparazione dei nuovi paesi candidati a entrare a fare parte dell'Alleanza. E' stato proposto di assegnare da 7 a 10 milioni di dollari ciascuno a sette stati, tra i quali vi sono la Macedonia e l'Albania. La proposta dovrà ancora passare il filtro del congresso ed essere ufficializzata da parte del presidente Bush.


DIAMO L'AEROPORTO DI BURGAS AGLI USA
di Bozidar Bozkov e Desislava Stojanova - ("Sega" [Sofia], 24 novembre 2001)

L'aeroporto di Sarafovo presso la città di Burgas [importante centro portuale bulgaro sul Mar Nero - N.d.T.], ha accolto ieri il primo di sei aerei-cisterna militari americani KC-135, che vi rimarranno di base fino alla fine dell'operazione "Libertà duratura" in Afghanistan. Nei prossimi giorni ci si attende che arrivino anche i rimanenti aerei, i quali avranno ciascuno a bordo un equipaggio composto da tre membri. Contemporaneamente, a Burgas si insedieranno complessivamente 200 militari americani, che provvederanno alla manutenzione e alla protezione degli aerei. L'operazione è diventata possibile dopo che il Consiglio dei Ministri ha deciso di rendere esecutivo l'accordo con gli USA per l'attraversamento e il soggiorno di loro contingenti sul nostro territorio. L'intera operazione sarà diretta dal generale maggiore Ken Hes, che comanda il terzo stormo dell'aviazione americana, di base in Gran Bretagna. I militari americani che saranno di stanza a Burgas saranno invece sotto il comando diretto del colonnello Denis More. Oltre ai due ufficiali, all'aeroporto erano presenti il ministro degli esteri bulgaro Solomon Pasi e l'ambasciatore statunitense Richard Miles. [...] "Noi diamo cielo e terra, e loro compreranno benzina dalla Neftohim [la maggiore raffineria bulgara - N.d.T.]", ha detto Pasi in risposta a una domanda riguardante cosa offre la Bulgaria e cosa ottiene in cambio. [...] Gli aerei arrivano da una base USA in Gran Bretagna. Ognuno di essi è in grado di trasportare circa 90 tonnellate di kerosene. Il loro compito è quello di rifornirsi presso la Neftohim e successivamente di trasferire il carburante in volo, al di sopra del Mar Caspio, nei serbatoi degli aerei da trasporto americani che svolgono missioni umanitarie sull'Afghanistan. Ogni 24 ore verranno effettuati 4-6 voli. Il gen. Hes non ha escluso la possibilità che in una fase successiva il carburante acquistato a Burgas venga utilizzato per rifornire gli aerei da guerra che bombardano lo stato asiatico. Egli ha affermato che l'aeroporto di Sarafovo sarà "più che sufficiente" per lo svolgimento della missione. L'aeroporto di Sarafovo rimarrà aperto anche ai voli civili, che tuttavia in inverno sono molto rari. Se la presenza dei militari americani si prolungherà fino all'estate, non ci saranno problemi per il traffico turistico. Il gen. Hes ha spiegato che Burgas è stata scelta per due motivi: per la distanza dai luoghi in cui viene condotta la campagna militare e perché in tal modo i militari americani avranno la possibilità di collaborare sul posto con l'aviazione bulgara. Né Hes né Pasi hanno potuto spiegare per quale termine è stata concordata la trasformazione dell'aeroporto di Burgas in una base militare americana. "Ci prepariamo a un inverno difficile e molto lungo in Afghanistan", ha osservato il generale. "Si potrebbe trattare di mesi, forse di un anno. Nessuno lo può dire", ha aggiunto Pasi. Quest'ultimo ha dichiarato che il coinvolgimento della città di Burgas nell'operazione ha una dimensione non solo militare e umanitaria, ma anche finanziaria, senza dare spiegazioni più concrete. [...]


UN MONUMENTO ALLA NATO

Il quotidiano "Sega" di ieri informava che nella città bulgara di Sumen verrà inaugurato il 7 dicembre un monumento alla solidarietà atlantica, composto da vari cubi metallici. Il consiglio municipale aveva recentemente proposto anche di rinominare il parco cittadino dandogli il nome "Bruxelles", in omaggio alla capitale atlantica, ma i cittadini sono insorti e le autorità hanno dovuto fare marcia indietro.




Data: 29-11-2001 Fonte: "Dnevnik", "Sega"
Autore: Autori vari