"Due profili: il Krug 99 e l'AMV"

Data: 29-03-2001 Fonte: "Notizie Est"
Autore: Autori vari

NOTIZIE EST #422 - BOSNIA
29 marzo 2001


DUE PROFILI: IL KRUG 99 E L'AMV
a cura di Luka Zanoni

KRUG 99 (CIRCOLO 99)

Il circolo 99 è un'associazione di intellettuali indipendenti che esiste nella BiH almeno dal 1994. Il Circolo si riunisce in sessioni regolari che spesso ospitano personalità dell'ambiente culturale e politico. Nel circolo sarajevese è confluita la metà degli intellettuali dell'Accademia delle scienze e delle arti della BiH, tra essi vi sono scrittori come Izet Sarajlic e Marko Vesovic, i pittori Afan Ramic e Edo Numankadic e molti altri intellettuali. Il Circolo è aperto a tutte quelle persone che ritengono che in Bosnia ed Erzegovina tutti i popoli siano autoctoni, e a tutte quelle persone disposte ad accettare e promuovere una cultura civile e di convivenza. Nel 1994 il Krug 99 sottoscrive una dichiarazione sull'unità e la libertà della città di Sarajevo, che raccoglie le adesioni di migliaia di persone sia della BiH che da diversi paesi del mondo. Nella dichiarazione si recitano le seguenti parole: "Siamo fermamente convinti che la vita nella diversità e nella tolleranza è l'inestimabile patrimonio del nostro passato e la base sicura del nostro pacifico e felice futuro per ogni cittadino di Sarajevo e della Bosnia ed Erzegovina" (AIM- Sarajevo, 4 settembre 1994). Nonostante che a questa dichiarazione abbiano aderito i maggiori partiti della BiH occorre rilevare la distanza che il Krug 99 cercò di prendere rispetto alle azioni estremiste dell'SDA (Stranka Demokratske Akcije) il partito di Izetbegovic, come per esempio, quando le frange estremiste di questo partito proposero una campagna contro i matrimoni misti. L'attività critica e di promozione di un libero pensiero che coinvolgesse tutti popoli della BiH ebbe ampio spazio sull'emittente libera "Studio 99". Grazie a questa radio il Circolo 99 riuscì a diffondere il proprio pensiero senza censure. In sostanza durante la guerra queste due istituzioni cercarono di salvare la faccia e la dignità morale di una parte della società della ex Jugoslavia. Nel febbraio del 1999 il caporedattore del settimanale indipendente "Dani", Senad Pecanin scende in polemica con il neo caporedattore del quotidiano "Oslobodjenje", Mirko Sagolj, per l'incontro di quest'ultimo con Alija Izetbegovic. La polemica prende luogo durante una delle sessioni del Krug 99, sul tema dei media indipendenti. Il testo di Pecanin e la risposta di Sagolj vengono entrambi pubblicati il 16 febbraio da "Oslobodjenje". Nella risposta, sul quotidiano di Sarejevo, Sagolj afferma di essere stato membro del Krug 99, ma che in seguito, per motivi che i membri del Circolo conoscono bene (ma che Sagolj stesso non precisa) se ne è andato, così come, sempre secondo Sagolj, avrebbero dovuto fare gli altri se poco dopo non ci avessero ripensato. Sagolj respinge infine l'accusa di Pecanin riguardo una relazione tra Oslobodjenje e Izetbegovic, ricordando che il quotidiano sarejevese è stato una delle poche testate a sostenere una soluzione non nazionalista per la BiH. Sempre nel 1999 il Circolo di intellettuali indipendenti risveglia l'attenzione della assopita opinione pubblica bosniaco-erzegovese sull'assedio di Grozny in Cecenia. Il Circolo 99 attiva una sottoscrizione per la petizione "Fermate l'assedio a Grozny", rilevando le affinità tra l'assedio alla capitale Cecena e quello di Sarejevo durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina. Nel giugno 2000 il Krug 99 propone la formazione di una commissione per la verità e la pacificazione in tutto il territorio della BiH, cioè un organismo che faccia luce sulle questioni relative al periodo di guerra, ma che mantenga una certa distanza dalla politica. Nell'ottobre del 2000 durante le sessioni del Krug 99 viene sollevata la questione concernente la corruzione degli intellettuali e dell'intero ambito accademico. L'accento viene posto non solo sul fatto che numerosi diplomi vengano rilasciati senza che gli studenti completino gli esami, ma anche sulla produzione scientifica di buona parte degli accademici. Si tratta perlopiù di pamphlet di stampo nazionalistico, realizzati con fondi che l'Accademia delle arti e delle scienze ottiene solo elemosinando. Viene proposta una immediata revisione dei magistrati e dottorati concessi durante il periodo di guerra. Il prof.Omanovic, coordinatore di queste sessioni del Circolo sarajevese, denuncia il trionfo della mediocrità che imperversa nelle università e nella società della BiH. Cocludiamo questa nota riportando, a titolo informativo, la presa di posizione della redazione della rivista belgradese "Republika" sulla decisione presa dalla Commissione indipendente per i media nella BiH, riguardante la revoca del permesso di emissioni di programmi nella regione di Tuzla (BiH) da parte dell'emittente indipendente "Studio 99". Quello che segue è l'articolo uscito nel numero di questo mese sulla suddetta rivista. "La redazione di 'Republika' esprime una profonda preoccupazione riguardo la decisione della Commissione Indipendente per i media di privare la Radio- televisione Indipendente Studio 99 (NRTV Studio 99, N.d.T.) del permesso permanente per l'emissione dei programmi sul territorio della regione di Tuzla. Si tratta di un atto senza precedenti che allarmerà i circoli degli intelletuali in tutto il Sud Est Europa. NRTV Studio 99 è sinonimo di media indipendente, nell'accerchiamento caotico della guerra civile decise di preservare il suo carattere multietnico e multiculturale. Studio 99 ha anche iniziato una collaborazione regionale, sulla base della quale è nata l'associazione 'Media per la democrazia', premiata da più riconoscimenti internazionali rompendo così le bariere che hanno messo i recentemente deposti regimi nazionalisti sul territorio della ex Jugoslavia. La questione della sua difesa non è per noi quindi niente di personale ma una questione di principio. Non possiamo osservare tranquillamente come i rappresanti della civiltà occidentale, che ammiravamo così tanto, decidono il soffocamento delle iniziative civili autonome, invece di aiutarle ben volentieri. L'idea che qualcuno non desideri la soluzione della crisi, ma il suo aumento per l'arbitrato, come minimo, è ripugnante" ("Republika", 1-31marzo 2001).


AMV (ALTERNATIVNO MINISTARSKO VIJECE - CONSIGLIO DEI MINISTRI ALTERNATIVO)

Nel gennaio del 1997 in Bosnia ed Erzegovina dall'"Iniziativa per il consenso politico" nasce l'idea di formare un "Governo ombra", inizialmente nella Republika Srpska e successivamente nella Federazione BiH, ovvero la federazione croato-musulmana. Il proposito del governo ombra è quello di affiancare le istituzioni esistenti, ma anche di cercare di correggere le posizioni del governo ufficiale, concorrendo con esso, attraverso i suoi rappresentati al parlamento, alla formazione di una politica non nazionalista. Nel testo dell'"Iniziativa per il consenso politico delle forze antinazionaliste della Federazione BiH e della Republika Srpska" si legge quanto segue: "La coerente implementazione degli accordi di pace e dell'attuazione dello statuto della BiH non ce la si può attendere dai tre partiti di governo, anzi si suppone che essi, sotto varie forme, cercheranno di realizzare un'aperta ostruzione alla stabilizzazione di un efficace sistema statale e all'affermazione delle responsabilità di tutte le strutture, e cercheranno di mantenere le forme delle decisioni extra-istituzionali. L'SDA, l'HDZ e l'SDS non temeranno né di rifiutare l'aiuto finanziario né l'introduzione di eventuali sanzioni nei confronti della BiH o di alcune sue parti, perché queste strutture si sono specializzate nell'attribuire le colpe alla comunità internazionale e ai "traditori nostrani", secondo le loro comprovate ricette che sembrano scambiarsi tra di loro. Su tale base, da parte di questi partiti, ci si aspetta un rafforzamento del controllo dei media, in particolare di quelli elettronici. Ciò significa rinforzare la già dominante funzione propagandistica dei media, per niente informativa, e privare lo spazio sui media all'alternativa politica democratica. La pressione sulla realizzazione dei diritti per il ritorno dei profughi e dei perseguitati nella BiH crescerà e ci si attende un sempre più numeroso ritorno dei profughi che provengono dai paesi europei. Ciò aprirà dei nuovi problemi riguardo la loro sistemazione, la loro occupazione e il loro inserimento nello spazio politico e sociale. In tale situazione generale, l'insoddisfazione sociale dei diversi gruppi sociali è inevitabile e i partiti nazionalisti, cercheranno sicuramente di indirizzarla verso una maggiore omogeneizzazione nazionale. Davanti a noi c'è la costruzione del futuro. I partiti nazionali di governo e le oligarchie nazionali non dispongono di progetti rilevanti. Consideriamo che sia indispensabile giungere il prima possibile a tali progetti. Perciò è necessario realizzare il consenso politico di tutti i partiti di opposizione, delle organizzazioni e dei partiti non nazionalisti, considerando alcune questioni strategiche. Primo, la ricostruzione e lo sviluppo; poi la politica sociale, la risoluzione dei problemi dei profughi e degli espatriati, la trasformazione della proprietà, la democratizzazione del sistema politico e la conseguente applicazione dell'accordo di pace nella sua interezza. Queste massicce questioni strategiche le dobbiamo risolvere insieme, a livello della Bosnia ed Erzegovina. In caso contrario, ci può capitare di avere nelle due entità due diverse strategie riguardanti la ricostruzione e lo sviluppo, oppure due modelli completamente differenti riguardo la proprietà e i rapporti di proprietà. Ciò può condurre soltanto a nuove divisioni. Sappiamo bene cosa ci hanno portato e cosa ci potranno portare le divisioni. Perciò promuoviamo queste iniziative per il consenso politico nella BiH e di quelle forze che stanno dalla parte opposta del nazionalismo. Nella realizzazione del consenso e nelle attività concrete adopereremo sia i metodi della lotta parlamentare che extraparlamentare: con l'attività dei nostri deputati nelle entità parlamentari e negli organi comuni della BiH, con l'attività attraverso i media, fino alla formazione delle istituzioni alternative come per esempio il Consiglio dei ministri alternativo del Governo ombra e altro. In queste condizioni solo in questo modo possiamo realizzare un punto d'appoggio per iniziare il lavoro sulla ricostruzione della vita" (AIM-Sarajevo, 4 marzo 1997). Nonostante queste parole, reazioni e critiche rivolte alla formazione di un Governo ombra giungono oltre che dai partiti di chiaro stampo nazionalista come l'HDZ, SDS e SDA, anche dal partito socialdemocratico (SDP). Il suo presidente avanza, infatti, dei dubbi sulle fonti dei finanziamenti che dovrebbero sostenere il Consiglio dei ministri alternativo. Dubbi sull'idea di una tale istituzione vengono sollevati anche dal Partito Repubblicano (RS) di Stjepan Kljuic. Il 31 gennaio 1997 i presidenti dell'UBSD (Unione dei socialdemocratici bosniacoerzegovesi), HSS (Partito dei contadini della Croazia), MBO (Organizzazione dei musulmani bosniaci), il Partito dei socialdemocratici della RS, il Partito social-liberale della RS, le Sinistre unite della BiH, il Forum dei cittadini di Tuzla, l'Unione degli intellettuali 99 (Krug 99) e le Iniziative democratiche dei serbi di Sarajevo concordano le prese di posizione sul consenso politico dei partiti di opposizione della BiH e sulla formazione del Consiglio dei ministri alternativo (AMV), ovvero del cosiddetto Governo ombra. Nel marzo 1997, prende definitivamente corpo l'AMV mediante un protocollo di intesa firmato da tutti quei partiti e associazioni che fino a quel momento l'hanno sostenuto (tutti quelli citati più sopra). La formazione dell'AMV viene annunciata il 4 marzo a Sarejevo durante una conferenza stampa condotta da Seifudin Tokic (UBSD), Miodrag Zivanovic (Partito social-liberale della Republika Srpska) e Senka Nozica (membro del senato del Partito Repubblicano e vicepresidente del Comitato di Helsinki della BiH). Gli intenti del Consiglio dei ministri alternativo sono mirati a sviluppare una politica alternativa a quella dei partititi nazionalisti. Con questa finalità l'AMV propone di prestare attenzione ai media, di procedere allo sviluppo di media indipendenti e di avere un certo riguardo sul difficile rientro dei profughi, nonché di vigilare sul degrado ambientale nella BiH. "La struttura del Consiglio alternativo sarà fondata sui principi dell'uguaglianza nazionale e della rappresentanza territoriale-regionale dei quadri. Le tre funzioni principali del Governo ombra, il presidente e i due vice, proverranno dalle file dei tre popoli costitutivi della BiH; secondo i bisogni e gli interessi potranno essere cambiati il numero e la pertinenza dei ministri, la sede del Governo ombra è a Sarajevo, indipendentemente da qualsiasi struttura politica o organizzazione non governativa, " (AIM-Sarajevo, 4 marzo 1997). Il presidente del Consiglio dei ministri alternativo - Governo ombra è Seifudin Tokic; i vice presidenti sono Miodrag Zivanovic (SLS RS) e Zeljko Ivankovic (HSS BiH). Ministro per la politica estera è Srdjan Dizdarevic (presidente del Comitato di Helsinki della BiH), Milorad Dodik (presidente SS RS) ministro per lo sviluppo, Nikola Kragulj (Partito socialdemocratico RS) ministro per il sistema economico e le comunicazioni, Senka Nozica (vicepresidente del Comitato di Helsinki della BiH, membro del Senato del Partito repubblicano), ministro per la realizzazione dei diritti dei cittadini, Juraj Martinovic (sindaco di Sarajevo prima della guerra e membro del Circolo 99) ministro per la scienza e l'istruzione, la cultura e lo sport. I ministeri citati sono formati in concordanza con l'accordo di Dayton, ossia con ciò che questo accordo precisa come pertinenza degli organi centrali dello stato della Bosnia ed Erzegovina (cfr. AIM-Sarajevo, 4 marzo 1997). Alla fine di marzo dello stesso anno i ministri, al completo per la seconda volta, si ritrovano a Banja Luka per concordare la piattaforma sull'attività alternativa concernente la politica estera. La messa a punto di questa piattaforma viene fatta poco prima di intraprendere un viaggio in America, alla ricerca di appoggio internazionale. Nel marzo 1998 il ministro dell'ecologia dell'AMV, Mustafa Omanovic, solleva alcune questioni circa l'esportazione dell'energia elettrica a basso costo grazie alla costruzione della centrale di Konjic, proponendo invece un investimento nell'industria bosniaco erzogovese, sapendo che parte dei finanziamenti sono di provenienza straniera. Nel gennaio 1999 il Consiglio dei ministri alternativo propone un'unica legge che regoli il rientro dei profughi, senza distinzioni di nazionalità o religione, a seguito della constatazione dell'inefficienza politica del potere nella Repubblica Serba, riguardo a tali questioni. Nel novembre dello stesso anno il Consiglio approva la decisione dell'alto rappresentante W. Petritsch circa la sostituzione di 22 parlamentari e allo stesso tempo sollecita la comunità internazionale ad occuparsi più energicamente delle persecuzioni che subiscono i profughi che cercano di fare rientro alle loro abitazioni. Nel marzo del 2000 un team di esperti dell'AMV, tra cui alcuni professori della Facoltà di filosofia di Sarajevo, si interessa alla definizione della lingua e della letteratura della Bosnia ed Erzegovina. Secondo gli accordi di Dayton, infatti, la lingua bosniaca corrisponde alla lingua bosgnacca (bosnjacki). L'interesse del gruppo di esperti propende piuttosto per il riconoscimento di una lingua bosniaca comune nelle sue varianti croata, serba e bosgnacca. Tuttavia la questione tocca un punto dolente, ovvero la nazionalizzazione di uno stato, una questione, cioè, mai prima d'ora affrontata. Nell'agosto del 2000 prima il vicepresidente dell'AMV, Miodrag Zivanovic, e poi il suo presidente Seifudin Tokic, prendono posizione contro le strumentalizzazioni dei partiti nazionalisti in previsione delle elezioni d'autunno. Di recente Seifudin Tokic (attualmente vicepresidente del SDP BiH (Partito socialdemocratico della BiH) ha rivolto un'iniziativa alla Presidenza della BiH e all'Alto rappresentante Wolfgang Petritsch nella quale si chiede che negli accordi sulle relazioni speciali e parallele (come quello tra la RS e la RFJ, recentemente stipulato) venga considerata l'intera Bosnia ed Erzegovina, anziché le due entità separatamente. In sostanza Tokic sottolinea ancora la mancanza di accordi tra le due entità della BiH. L'iniziativa non è stata ben accolta dal presidente della Republika Srpska, Mirko Sarovic, né tantomeno dal vicepresidente del Parlamento popolare della RS, Zoran Djeric, che ha affermato di non condividere la complicazione di queste faccende e di non volere uscire dalla cornice degli accordi di Dayton (cfr. "Oslobodjenje", 9 marzo 2001). Il 21 marzo scorso Seifudin Tokic è stato eletto vicepresidente, insieme con Nikola Spiric, della Camera popolare nella Federazione BiH. I partiti che hanno formato il governo della Federazine BiH fanno parte di una coalizione di circa dieci partiti denominata "Alijansa za promjene" (Alleanza per i cambiamenti).

(Fonti consultate: "AIM", "Oslobodjenje", "Republika", "Ansa/Balcani")


Data: 29-03-2001 Fonte: "Notizie Est"
Autore: Autori vari