
"Riservisti in bilancio"
| Data: 06-11-2001 | | Fonte: "Forum" |
| Autore: Vladimir Jovanovski |
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NOTIZIE EST #490 - MACEDONIA
6 novembre 2001
RISERVISTI IN BILANCIO
di Vladimir Jovanovski - ("Forum" [Skopje], 19 ottobre-1 novembre 2001)
[NOTA: seguono più sotto una notizia in breve sulla costruzione di un'enorme croce del "millennio" finanziata dal governo di Skopje e una "ultima ora" sull'annunciata incriminazione dell'ex ministro Frckovski per l'attentato a Gligorov del 1995]
**Oltre all'insieme di soldati e poliziotti attivi, che ammontano a 15-16.000 uomini, la Macedonia mantiene altri venti-trentamila riservisti. Perché i governanti rifiutano di sciogliere queste formazioni, quando si sa che le enormi spese a cui portano sono insostenibili per il bilancio?**
Il centro minerario di Probistip si è rivelato essere negli ultimi mesi, quelli di guerra, una città particolare. Se nelle maggiori metropoli macedoni vi sono stati problemi nel raccogliere e richiamare coloro che erano vincolati ai servizi di riserva militare, in questa città il problema è stato opposto. A Probistip l'interesse a partecipare è stato tale che per entrare nella riserva era necessario avere una raccomandazione! Secondo alcune valutazioni la città, che ha 15.000 abitanti, è quella in Macedonia che ha avuto la maggiore percentuale di mobilitazione rispetto alla popolazione. Attualmente, oltre 700 abitanti di Probistip sono sotto le armi, in parte come soldati e in parte come poliziotti, mentre nei mesi più roventi, quelli di giugno e luglio, il loro numero superava il migliaio. Tutto questo non è dovuto solo al patriottismo degli abitanti locali, ma anche alla miseria sociale nella quale questi ultimi si trovano da molti anni. Le due maggiori aziende della città - le Miniere Zletovo e la Fabbrica di Accumulatori - sono nella lista delle maggiori aziende in perdita da liquidare, e i loro dipendenti sono in ferie forzate o ricevono stipendi limitati e irregolari. Per questo l'uniforme è stata per loro, se non un sfida esistenziale, almeno un occasione di guadagno. Riuscire a guadagnare mille marchi in un mese, anche se ciò comporta esporre la propria vita a un rischio, non è cosa da poco conto per un minatore di Probistip in cassa integrazione. Se poi si riesce a "fare il colpo" e ottenere alcuni mesi, è possibile guadagnare soldi a sufficienza per mantenere l'intera famiglia per un anno. Naturalmente, la vita diventa un pericolo, ma riuscire a tirare avanti a Probistip è così difficile che la gente è costretta a esporsi a ogni rischio.
Salito sulla cima del monte Vodno, il premier Ljubco Georgievski, lasciandosi trasportare, ha rilasciato recentemente la seguente dichiarazione a chi gli poneva domande sulle spese militari in bilancio: "Posso dire che la maggior parte di tali spese sono attribuibili al fabbisogno dei riservisti". In quella occasione aveva aggiunto che tutti i relativi conti si trovano presso i ministeri della difesa e degli interni e che "in ogni momento possono essere messi a disposizione dell'opinione pubblica". Alla fine è risultato che il prezzo della guerra sarà per i cittadini macedoni maggiore di tutte le previsioni più pessimistiche e che, con il proseguimento del finanziamento ai contingenti mobilitati, continua ancora ad aumentare. Prima dell'inizio delle trattative con il FMI, il ministro delle finanze Nikola Gruevski ha parlato di un deficit di bilancio di 22 miliardi di denari, pari a circa 700 milioni di marchi, per poi ridurre la cifra dopo le trattative a 17 miliardi (a nessuno è chiaro come nel giro di una sola settimana siano stati "salvati" tali cinque miliardi di denari). Contrariamente alla dichiarazione del premier secondo cui le spese sarebbero trasparenti, i tentativi di "Forum" di verificare la struttura del deficit di bilancio, e più precisamente il prezzo per la costituzione del contingente di riservisti, non hanno dato alcun frutto. Al ministero degli interni hanno detto che il numero dei poliziotti riservisti è "un segreto operativo del ministero" e che esso viene citato nel loro bollettino militare interno, che non è disponibile per il pubblico. Nemmeno al ministero della difesa hanno reso pubblici tali dati, sebbene il suo portavoce ce lo avesse promesso.
SMOBILITAZIONE IN GIUGNO
Tuttavia non è impossibile formulare qualche stima approssimativa, almeno per quanto riguarda il numero dei riservisti. In un'intervista al giornale "Vest", il ministro Gruevski, cercando di giustificare le spese mostruose effettuate per la guerra, ha dichiarato: "La Macedonia deve pagare da 20.000 a 30.000 riservisti". Questa cifra, se anche è solo approssimativamente esatta, lascia esterrefatti. Ci si pone la domanda del perché è stato necessario mobilitare una forza umana di tale entità, quando si sa che le forze del nemico erano di gran lunga inferiori, forse addirittura di dieci volte. E' noto, per esempio, che la stima della NATO era che il numero dei membri dell'UCK non fosse maggiore di 3.000. Da tale cifra consegue il numero di kalashnikov raccolti durante la missione di "mietitura". Anche la valutazione del ministero della difesa era che nelle file del cosiddetto UCK non ci fossero più di 2.000/3.000 terroristi e un numero massimo uguale di loro sostenitori attivi. Diamo uno sguardo ora alle nostre forze di difesa. Nel ministero degli interni, secondo i calcoli ufficiali, lavorano oltre 9.000 dipendenti, mentre nel ministero della difesa la "situazione" numerica è di circa 6.500 (non rientrano in tale numero i militari di leva). Vale a dire che solo in questi due organi ci sono tra 15 e 16 mila persone, più le reclute, che ogni anno si aggiungono alle fila dei militari. Da qui viene la domanda: per quali motivi è mai necessaria la mobilitazione? E, se in determinati momenti è stata indispensabile, come per esempio durante la crisi intorno alla capitale, perché ora, quando la situazione è abbastanza pacificata, bisogna tenere queste persone? Tra l'altro, negli ultimi tempi accade sempre più spesso che queste ultime, sotto l'effetto dell'alcool, si feriscano o uccidano reciprocamente. E' proprio necessario ora effettuare tutte queste spese per il mantenimento dei riservisti, che alla fine sono sempre a carico dei cittadini? Non è forse il tempo di dichiarare una smobilitazione? In realtà, non solo non si pensa nemmeno alla smobilitazione, ma si fanno addirittura piani affinché i riservisti rimangano attivi anche l'anno prossimo. Nella già menzionata intervista, il ministro delle finanze Gruevski, motivando in qualche modo il suo ottimismo riguardo alla catastrofe economica dello stato, ha detto di sperare che "a gennaio termini la mobilitazione dell'esercito e, al massimo a giugno, quella nel ministero degli interni".
HANNO PERSO IL SENSO DELLA MISURA
La questione dei riservisti qui da noi è quasi un tema tabù. In Macedonia regna la convinzione che chi chiede la smobilitazione manchi nei fatti di patriottismo. Cioè: "come potete scrivere contro i difensori della Macedonia, che sacrificano la loro vita per la patria?". Uno dei rari esperti pronunciatosi criticamente sulle spese eccessive dei "ministeri della forza" è il professore della Facoltà di Economia Zivko Atanasovski. Un mese fa egli ha rilasciato una dichiarazione al quotidiano "Utrinski Vesnik" nella quale ha accusato il ministero degli interni e il ministero della difesa di spendere in maniera eccessiva i soldi pubblici. "I ministeri della difesa e degli interni sprecano i mezzi in bilancio in maniera estremamente irrazionale e hanno ormai perso ogni senso della misura nello spendere i soldi dello stato. Questi due ministeri si meritano le critiche più aspre. Vi sono ampi motivi per sospettare della giustificatezza dei loro approvvigionamenti", ha dichiarato allora il professor Atanasovski. Questo esperto ha parlato dello stesso problema, con toni leggermente più moderati, anche con "Forum". "Sembra che le spese militari stiano seguendo la linea generale che viene adottata nel segmento degli approvvigionamenti pubblici e che può essere riassunta con il principio 'cercare di riuscire a risucchiare il massimo possibile'. In primo luogo, non ha senso nascondere i dati del deficit di bilancio. Tali dati sono noti non solo agli americani, ma anche agli albanesi, e quindi il risultato è che vengono nascosti soltanto ai cittadini macedoni. In secondo luogo, sono note informazioni, che sono derivate da fatture concrete, secondo cui nella struttura del deficit di bilancio il cosiddetto mantenimento dei riservisti abbia un ruolo molto più grande degli approvvigionamenti militari che, detto per inciso, dovevano essere acquistati e costituisce motivo di meraviglia che ciò non sia stato fatto prima. Se si esaminano le fatture risulta che esiste una grande irrazionalità negli approvvigionamenti di cibo e indumenti e che tali approvvigionamenti sono stati effettuati per termini di tempo irragionevolmente lunghi, che arrivano fino a coprire parte dell'anno prossimo. Si tratta di un onere troppo grande per i contribuenti. Inoltre lo stesso sistema fiscale non ha una struttura tale da potere alimentare una tale ondata di spese e quindi queste ultime devono essere fermate", afferma il dr. Atanasovski.
ESERCITO DI SINISTRA, POLIZIA DI DESTRA
Sapendo che il mantenimento dei contingenti di riserva diventa un peso insopportabile per lo stato, e di conseguenza anche per il popolo, si pone la domanda del perché si insiste così tanto sul proseguimento dell'esistenza di tale struttura. Tutti i responsabili risponderanno qui in coro che ciò è reso necessario dalla "complessa situazione della sicurezza". Ma davvero è solo questo il motivo? E' noto, per esempio, che quando è stata effettuata tale mobilitazione di massa dei riservisti - quelli della polizia in giugno - sono corse molte voci secondo cui in gioco vi erano non solo criteri militari, bensì anche criteri politici, o più precisamente di partito. Vale a dire che il ministro degli interni Ljube Boskovski ha armato una parte dei membri del suo partito, la VMRO-DPMNE. L'attuale sfuggire alla necessità di smobilitare tali persone, trova forse radice anche nel desiderio di rafforzare la loro situazione materiale e finanziaria. Analoga è stata la formazione dei cosiddetti Leoni (che hanno fatto la loro comparsa dopo la tregua del 5 luglio), dei quali vi sono sospetti che siano anch'essi attivisti della già menzionata formazione politica. Ci permettiamo di ipotizzare che motivi partitico-economici analoghi siano forse presenti anche nell'altro grande partito politico, la SDSM, che dirige l'ancora più prodigo ministero della difesa. Qualcuno dirà, va bene, non è poi un gran male se i poveri macedoni, anche se poi si tratta di appartenenti a determinati partiti, riesca a porsi a riparo dalla crisi e a ottenere qualcosa dal bilancio. Ma proprio questo è il modo sbagliato di guardare alla faccenda. Infatti, i buchi nel bilancio verranno coperti proprio dagli stessi cittadini e dalle ditte macedoni. Che utilità c'è a fare arricchire qualcuno, se poi tutti gli altri, e in particolare i businessmen, impoveriscono?
LA CROCE MILIARDARIA
E' stata posata nei giorni scorsi la prima pietra di una gigantesca croce "panoramica" che verrà costruita sul monte Vodno. La croce, definita "del millennio", avrà un ascensore interno che trasporterà i visitatori fino alla sua cima e sarà visibile, a quanto affermano le autorità macedoni, fin dalle città di Kumanovo e di Tetovo. Alla cerimonia di posa della prima pietra hanno preso parte il premier Georgievski e i più alti gradi della chiesa ortodossa macedone. Questa opera religiosa, infatti, verrà realizzato integralmente con fondi stanziati dallo stato e il costo complessivo stimato sarà di 2,7 miliardi di lire. Il settimanale "Forum" si è posto la domanda del perché, e di come, il governo di Skopje abbia deciso di spendere una tale cifra nel momento di massima crisi economica del paese, oltretutto per un progetto che andrà a beneficio esclusivamente della chiesa ortodossa locale. Tra i politici che la testata macedone ha sentito per avere un'opinione sul fatto, solo un esponente della SDSM ha espresso la propria contrarietà per l'iniziativa della costruzione della croce, di chiaro stampo propagandistico e mirata a rafforzare i rapporti già saldi tra la VMRO-DPMNE e i vertici ecclesiastici ortodossi. I partiti albanesi hanno invece elegantemente glissato sull'iniziativa, attribuendo la responsabilità ai vertici di un governo del quale tuttavia sono anch'essi membri.
(fonte: "Forum", 19 ottobre - 1 novembre 2001)
ULTIM'ORA: FRCKOVSKI, TRAJANOV E COKREVSKI DICHIARATI "COMPLICI" DELL'ATTENTATO CONTRO GLIGOROV
Il ministro degli interni macedone Boskovski ha comunicato ieri, nel corso di un briefing, che gli ex ministri degli interni Frckovski (uno dei personaggi politici più influenti del paese, attualmente consigliere del presidente Trajkovski), Cokrevski e Trajanov (fuoriuscito a suo tempo dalla VMRO-DPMNE) verranno incriminati come complici dell'attentato compiuto contro Gligorov nel 1995, dal quale l'allora presidente della repubblica era uscito miracolosamente illeso. Secondo Boskovski tutti i tre ex ministri avrebbero compiuto omissioni gravi e decisive nel corso delle indagini e avrebbero ingaggiato noti criminali nei team di esperti incaricati di appurare i fatti e individuare i colpevoli. In tal modo, secondo il ministero, i tre avrebbero impedito l'individuazione degli attentatori e sarebbero quindi dei complici di questi ultimi.
Frckovski era stato a suo tempo, come ministro, la "mano armata" di Gligorov nella repressione delle manifestazioni di piazza e degli albanesi. All'inizio del conflitto di quest'anno è stato tra i più accesi sostenitori della linea dura e della soluzione militare. Successivamente si è avvicinato al presidente Trajkovski e ai settori del potere più "moderati" e favorevoli all'applicazione in tempi brevi degli accordi di Ohrid, osteggiati invece dalla VMRO-DPMNE. Nelle scorse settimane vi erano stati duri scambi di accuse reciproche tra Frckovski e Gligorov, proprio in relazione alle rispettive linee politiche, essendo il secondo schierato con coloro che si oppongono agli accordi dell'agosto scorso.
(fonte: "Dnevnik" e "Utrinski Vesnik", 6 novembre 2001)
| Data: 06-11-2001 | | Fonte: "Forum" |
| Autore: Vladimir Jovanovski |
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