"VMRO: la rinascita del revanscismo bulgaro"

Data: 22-02-1999 Fonte: "Notizie Est"
Autore: Andrea Ferrario

NOTIZIE EST #175 - BULGARIA
22 febbraio 1999


**** SPECIALE BULGARIA / 5 ****


VMRO: LA RINASCITA DEL REVANSCISMO BULGARO
di Andrea Ferrario

Negli ultimi anni in Bulgaria sta acquistando sempre maggiore rilevanza una forza politica di dimensioni per ora relativamente limitate, ma con influenti agganci nelle più alte sfere del potere. Il suo nome è VMRO (acronimo di Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone), lo stesso di un'organizzazione fondata alla fine del secolo scorso per la liberazione del popolo macedone dalla dominazione ottomana e che ha avuto negli anni un'esistenza particolarmente travagliata, contrassegnata dalle tendenze più diverse, come quelle rivoluzionarie di sinistra o quelle apertamente fasciste. Queste ultime sono state nei fatti tra le due guerre lo strumento delle politiche espansionistiche della reazione bulgara, nonché delle repressioni interne operate da quest'ultima contro ogni forza democratica [per una breve scheda sulla questione macedone nella storia bulgara si veda "Notizie Est #110" - http://www.ecn.org/est/balcani/bulga/bulgaria13.htm]. L'attuale VMRO fa riferimento esclusivamente a tale ala reazionaria, rivendicandone apertamente l'eredità e propugnandone le medesime idee. La sua rinascita, tuttavia, trova origine nell'ultima fase del regime stalinista bulgaro e più precisamente nelle tendenze nazionaliste promosse dal dittatore Zivkov negli ultimi anni del suo regime.

LE ORIGINI DELLA VMRO
Il nucleo di quella che sarà la rinascita della VMRO è stato negli anni '80 il club culturale-educativo "Goce Delcev" di Sofia (tollerato e perfino appoggiato dal regime stalinista) al quale prendono parte alcuni anziani esponenti della reazione che avevano operato in Bulgaria fino al 1946. Tra le prime attività del club vi sono l'organizzazione di lezioni e di discussioni pubbliche sulla questione macedone. Nel 1987 gli studenti del club fondano una propria sezione e iniziano un'opera di propaganda attiva nelle università di Sofia e di Veliko Tarnovo. Nel 1988 il club stabilisce contatti con due organizzazioni della emigrazione bulgara più reazionaria: la MPO (Organizzazione Patriottica Macedone), con sede in Canada, e la società "Todor Aleksandrov", con sede a Bruxelles. Attraverso quest'ultima il club riesce a mantenere contatti anche con Ivan Mihajlov, un vecchio terrorista e fascista bulgaro emigrato a Roma, che invia regolarmente la sua pubblicazione "Nezavisima Makedonija" [1]. Tutti questi fatti hanno dell'incredibile per chi conosce la situazione della Bulgaria di quegli anni, in cui ogni iniziativa, anche solo prettamente culturale, che non fosse totalmente controllata dal regime veniva immediatamente soffocata, mentre invece il club "Goce Delcev" ha proseguito le proprie attività indisturbato per alcuni anni. Gli attuali dirigenti della VMRO liquidano la questione spiegando che ciò è stato reso possibile dal clima della perestrojka, che tuttavia in Bulgaria è stato assolutamente solo di facciata. Basti pensare che perfino organizzazioni di carattere unicamente ecologista e fondate da membri del Partito Comunista Bulgaro (PCB) non sono riuscite in quegli anni a sopravvivere per più di qualche mese e sembra del tutto improbabile che in un tale contesto un'organizzazione con legami con l'emigrazione più reazionaria abbia potuto proseguire le proprie attività per un'improvvisa e improbabile tolleranza del regime di Zivkov. In realtà il contesto che ne ha consentito la nascita e la sopravvivenza è ben altro: quello della "rinascita nazionale" messo in atto in quegli anni di crisi dal regime comunista e che ha portato a sanguinose repressioni nei confronti delle minoranze turca e musulmana e alla riapertura della questione macedone con toni revanscisti. Ciò è confermato anche dal fatto che tra i membri del club vi era Hristo Tenev, un diplomatico di carriera e membro del partito che aveva rapporti con le autorità, dalle quali è riuscito a ottenere una protezione di fatto [2]. Fondatore e presidente del club è stato inoltre il prof. Dimitar Gocev, oggi presidente della VMRO e sempre attivo sia a livello politico sia a livello accademico, che in quegli anni aveva avviato nell'ambito dell'Accademia delle Scienze un'opera di progressiva riabilitazione della reazione bulgara con il beneplacito del regime. Nel 1988, inoltre, a una delle serate organizzate regolarmente dal club nella sala "Makedonija" è intervenuto addirittura un funzionario del Comitato Centrale del Partito Comunista, Ivan Aleksandrov, tenendo una lezione, già letta l'anno precedente di fronte al Comitato stesso, in cui viene ufficialmente riabilitato Ivan Mihajlov [3]. Alla luce di questi fatti, la tradizionale bandiera rossa e nera della VMRO assume oggi paradossalmente il ruolo di simbolo delle due anime dell'odierna organizzazione: da una parte quella fascista del passato, dall'altra quella stalinista più recente, una doppia anima confermata anche dal fatto che le sue figure più autorevoli abbiano quasi tutte avuto importanti ruoli nel passato regime.

All'inizio del 1989 nel club si verifica una spaccatura tra i "moderati", che ritengono opportuno un più contenuto approccio politico alla questione nazionale, e i "radicali" di Gocev e Tenev, che sembrano comunque godere del favore del regime. Nel paese intanto si formano nuovi club, in particolare a Varna, a Blagoevgrad e a Veliko Tarnovo, dei quali il club di Sofia diventa il centro coordinatore. Nei giorni della caduta di Todor Zivkov (avvenuta il 10 novembre 1989) e di apertura di nuovi orizzonti politici, il club si pone come obiettivo quello di creare una forza "nazionale" alternativa a quelle dissidenti, contrassegnate da un'eccessiva presenza di marxisti e resesi colpevoli, secondo i suoi dirigenti, di avere partecipato alla campagna internazionale di discredito della Bulgaria per le repressioni contro i turchi, che erano proseguite per tutta l'estate dello stesso anno [4]. L'obiettivo viene conseguito in tempi brevissimi e già il 5 gennaio 1990 si svolge a Sofia il "Congresso di Rifondazione dell'Unione delle Società Culturali ed Educative Macedoni in Bulgaria" (SMKPD), che elegge a proprio presidente Gocev e come vicepresidente Tenev. Il suo obiettivo fondamentale è "la risoluzione della questione macedone sulla base della verità storica" [5]

In occasione del primo congresso del dicembre 1990 l'organizzazione prende il nome di VMRO-SMD (laddove SMD sta per Unione delle Società Macedoni), per diventare poi dopo qualche tempo semplicemente VMRO. Negli anni successivi la VMRO punta a una consolidazione interna dell'organizzazione e alla sua promozione all'esterno, facendo lavoro di lobby in parlamento e ricorrendo a volte ad azioni di chiaro stampo propagandistico, come l'organizzazione nel 1991 di un reclutamento di volontari disposti a combattere a fianco delle truppe croate contro l'esercito jugoslavo [6]. Nello stesso periodo, tra l'altro, l'organizzazione intesse stretti rapporti con il presidente croato Tudjman, per il tramite diretto di Dimitar Gocev. Un membro della VMRO, Ivan Tatarcev, acceso nazionalista e anticomunista, nonché nipote di uno dei fondatori della VMRO originale, riesce ad accedere nel 1992 a una carica di altissimo livello, come quella di Procuratore Generale, che in Bulgaria gode di poteri vastissimi. La sua nomina è stata voluta allora dall'ala più estrema del primo breve governo della SDS (Unione delle Forze Democratiche), il partito di destra che oggi è tornato saldamente al potere. Accusato a più riprese, e spesso in maniera documentata, di avere rapporti con alcuni dei più importanti boss mafiosi bulgari, Tatarcev si è in seguito dissociato dal nucleo della SDS insieme al sindacato "Podkrepa", con il cui leader Trencev, un altro personaggio dalle dubbie relazioni, intrattiene ottimi rapporti. Tatarcev si è distinto tra le altre cose per il suo accanimento contro l'organizzazione OMO-Ilinden, che chiede l'autonomia della Macedonia del Pirin [7] e il riconoscimento dell'esistenza in Bulgaria di una minoranza macedone. L'organizzazione è rimasta per anni illegale perché la Procura le negava il diritto di registrarsi presso il tribunale, con la motivazione che la sua esistenza costituirebbe un "tentativo di rimuovere la coscienza nazionale bulgara da una parte della popolazione, un fatto che va contro l'unità della nazione" [8] e i suoi membri sono sottoposti ad arresti e altre repressioni. Tatarcev si è inoltre impegnato per raccogliere fondi tra la numerosa emigrazione bulgara. Va inoltre notato che la VMRO già in quegli anni operava frequentemente di concerto con la polizia bulgara, come è stato portato alla luce da un rapporto al presidente della repubblica [9].

Nel 1994, nell'imminenza dello svolgimento di elezioni anticipate, l'organizzazione prende per la prima volta in considerazione a chiare lettere l'eventuale trasformazione in soggetto politico attivo. A tal fine viene svolto un referendum interno dal quale risulta che il 48% dei membri è a favore della creazione di un blocco delle "forze patriottiche", il 17% a una coalizione con la SDS, il 6% a un'unione con il BSP (Partito Socialista Bulgaro) e il 38% alla creazione di un partito indipendente. Nonostante questi risultati la VMRO partecipa alle elezioni del dicembre 1994 in coalizione con la SDS, conquistando due seggi. Comincia così una collaborazione ancora oggi in atto, che consentirà alla VMRO di ottenere un posto nel Comitato per gli affari esteri e cariche amministrative a livello locale [10]. Nelle elezioni del 1997 la VMRO si è nuovamente presentata in coalizione con la SDS e ha ottenuto ancora una volta l'elezione di due deputati.

LA VMRO OGGI
A partire dal 1997 la VMRO ha compiuto un grande salto di qualità nella scia del progressivo consolidamento al potere del suo partner di coalizione, la SDS. I membri della sezione giovanile dell'organizzazione, particolarmente attivi e bene organizzati, si erano già messi in luce nelle manifestazioni del gennaio '97 che hanno portato alla caduta del governo socialista. In quell'occasione i giovani, sventolando bandiere della VMRO, avevano guidato l'azione di assalto e di incendio del parlamento che ha fatto salire alle stelle la tensione nel paese e ha bloccato la nomina di un nuovo esecutivo socialista, aprendo la strada a un governo di emergenza della destra. La SDS ha ricompensato questo ruolo "attivo" della VMRO facendo propria la linea egemonistica dell'organizzazione nei confronti della Macedonia e la sua adesione al revisionismo storico e ai metodi autoritari.

La VMRO oggi ha circa 16.000 membri e quasi 200 organizzazioni locali in tutto il paese [11]. Dispone di molti mezzi finanziari grazie alla restituzione delle proprietà nazionalizzate e ai finanziamenti dei circoli degli emigrati, tanto che negli anni scorsi ha addirittura organizzato una società finanziaria per le privatizzazioni. La sua sede è un imponente edificio nel centro di Sofia con tanto di sala congressi. La VMRO gestisce inoltre un Istituto Scientifico Macedone che pubblica un gran numero di opere in proprio o in collaborazione con l'Accademia delle Scienze e l'Università di Sofia. Sono numerosi anche i suoi organi di stampa, che vanno da quello storico-teorico "Makedonski pregled", al bisettimanale più popolare "Makedonija", alla elegante rivista giovanile "Nie". A proposito di quest'ultima, è interessante raccontare un curioso aneddoto: per alcuni mesi la rivista ha avuto come proprio simbolo, poi cancellato senza spiegazioni, un'immagine che a un italiano risulta immediatamente famigliare e cioè una fiamma tricolore posta su una base rettangolare recante a lettere squadrate il nome della rivista, "N I E". Il simbolo è identico a quello dei neofascisti italiani dell'M.S.I., con il particolare grottesco che, alla faccia del nazionalismo, perfino il tricolore è nello stesso ordine della bandiera italiana, vale a dire verde-bianco-rosso, mentre in quella bulgara, che ha gli stessi colori, l'ordine è diverso. Probabilmente la gaffe è stata segnalata ai giovani bulgari dai loro referenti italiani di Alleanza Nazionale, che la VMRO ha tra i propri modelli insieme al Front National di Le Pen.

Dal febbraio 1997 la VMRO ha un nuovo giovane leader, Krasimir Karakacanov, mentre presidente è il "padre fondatore" Dimitar Gocev e Tatarcev è stato nominato presidente onorario. Negli ultimi due anni, con l'aiuto del governo, la VMRO è stata in prima linea in una massiccia campagna nazionalista. L'intera storia del paese viene rivisitata con la riabilitazione delle forze più reazionarie, e ciò nell'ambito di un arco propagandistico che va dalle pubblicazioni scientifiche, ai manuali di scuola, ai programmi televisivi, alla costruzione di monumenti e alla toponomastica. Grazie all'opera di uno storico della VMRO sono state ripubblicate in un'edizione congiunta dell'Università di Sofia e della casa editrice dell'esercito le opere complete del fascista Ivan Mihajlov, così come numerose altre di Todor Aleksandrov, che per anni ha operato anch'egli nei Balcani prendendo ordini da Mussolini. Il presidente dell'organizzazione, Gocev, è tra gli autori della "Dottrina Nazionale Bulgara", il "memorandum" revanscista degli accademici bulgari, tra i cui redattori figura anche il Capo di Stato Maggiore Miho Mihov, un altro personaggio di cui sono note le simpatie per la VMRO [sulla "Dottrina nazionale" si veda "Notizie Est #119 - http://www.ecn.org/est/balcani/bulga/bulgaria14.htm]. Al già menzionato Ivan Mihajlov è stato eretto un monumento nel centro di Sofia accanto a quelli di altri "eroi della patria", mentre nei mesi scorsi è stata organizzata dalla VMRO una campagna per il rientro della sua salma da Roma in Bulgaria, dove gli si intende costruire un mausoleo. La televisione bulgara sembra per certi versi essere tornata al clima del nazionalismo scatenato alla metà degli anni '80 dal regime di Zivkov, con una serie ricorrente di programmi e documentari improntati al revisionismo storico, soprattutto per quanto riguarda la storia della Macedonia. Per fare solo un esempio, l'emittente più seguita della televisione di stato, "Kanal 1", ha trasmesso nell'agosto scorso in primissima serata una trasmissione presentata come manifestazione per celebrare l'anniversario dell'insurrezione nazionale di Ilinden del 1903. In realtà per più di mezz'ora è stato presentato un vero e proprio comizio della VMRO, durante il quale, oltre a Tatarcev e a Krasimirov, è intervenuto il presidente del parlamento Jordan Sokolov, altro accesso sostenitore della VMRO, il quale ha affermato che "i confini tra Macedonia e Bulgaria devono cadere" e che "non esiste una parte della nazione bulgara che sia più bulgara dei macedoni" [12]. Nelle stesse ore, lontano dalle telecamere della TV, la polizia arrestava alcuni attivisti della OMO-Ilinden per il solo fatto di avere deposto dei fiori sul monumento di un attivista macedone [13]. A distanza di pochi giorni, il procuratore generale Tatarcev dichiarava, nel corso di una commemorazione del fascista Aleksandrov: "Si sono inventati un'artificiale, cosiddetta 'nazione macedone', solo per fare sì che una parte del popolo bulgaro smetta di sentirsi bulgaro. Questi bulgari sono stati costretti a rinunciare alla propria identità nazionale. Sono fatti vergognosi, che non dobbiamo dimenticare, perché ci sono e ci saranno sempre traditori della nazione. Il ruolo della VMRO oggi è quello di non permettere che venga compiuto alcun tradimento riguardo alla questione nazionale. Non vi è posto per i compromessi, quando si tratta di interessi nazionali. Ogni tentativo, da qualunque parte esso venga, di negare l'identità nazionale dei bulgari che vivono in Macedonia dovrà essere colpito dalla mano della nostra organizzazione. Questo è il suo fine e il suo ruolo - lottare per la bulgaritudine. Questo è il suo compito più sacro, che vale per tutti noi. La VMRO deve lottare per restituire la dignità nazionale a tutti i bulgari, indipendentemente dall'area della penisola balcanica in cui essi vivono" [14]. La VMRO, mossa da questi intenti pedagogici, non dimentica l'ambito dell'educazione: nei mesi scorso la sua organizzazione di Sofia è riuscita a fare approvare dal comune un regolamento in base al quale nelle scuole della città si svolgerà ogni mattina la cerimonia dell'alzabandiera [15]. Tra le altre recenti iniziative dell'organizzazione vi è quella di dichiarare la religione ortodossa religione ufficiale dello stato [16]. A livello di politica estera, la VMRO è particolarmente attiva, tra le altre cose, nel promuovere per il tramite del suo Istituto Scientifico Macedone la politica secondo la quale non esiste una lingua macedone. I suoi rapporti con la quasi omonima VMRO-DPMNE di Macedonia, salita anch'essa al governo nel suo paese, sebbene con posizioni molto più forti, sono ambigui: da un lato l'organizzazione bulgara non può accettare la rivendicazione di un'identità macedone e la conseguente autonoma linea nazionalista dei colleghi di Skopje, dall'altro, la VMRO-DPMNE viene vista come ben disposta verso la Bulgaria e, soprattutto, come portatrice di una linea di distacco dall'influenza di Belgrado, che è stato sempre l'obiettivo anche della destra bulgara. Formalmente, la VMRO di Sofia appoggia un piccolo gruppo di fuoriusciti dalla VMRO-DPMNE macedone, ma, soprattutto ora che quest'ultima è al potere, ci si possono attendere come minimo posizioni più diplomatiche.

La crescente rilevanza della VMRO sulla scena politica bulgara ha avuto come conseguenza due crisi, una sul fronte interno e una con i partner della SDS. Sul fronte interno è in atto uno scontro tra la linea di Tatarcev, tuttavia piuttosto isolato, che non vede di buon occhio la stretta collaborazione con la SDS e ambisce a un maggiore ruolo nell'organizzazione, poiché il suo mandato settennale di procuratore generale, non rinnovabile, è giunto ormai alla scadenza e pertanto egli è costretto a cercare un altro canale per continuare ad avere una presenza politica [17]. Sul fronte esterno, la crisi è una conseguenza del sempre maggiore ruolo riservato alla VMRO nell'ambito della politica del governo, ruolo che rischia di ritorcersi sulla stessa SDS. L'organizzazione pretende ora una maggiore visibilità anche a livello elettorale e chiede alla coalizione di governo di avere più candidati alle elezioni locali di quest'anno. Una prova della sua forza la si è avuta in occasione delle elezioni locali anticipate nella città di Stambolijski [18], dove la VMRO si è presentata con una lista separata dopo il rifiuto della SDS di candidare un suo uomo. Il risultato è stato schiacciante: il candidato della VMRO ha ottenuto il 74% dei voti, mentre quello della SDS appena il 12%. Nella città di Plovdiv, la seconda del paese e tradizionale roccaforte della SDS, un'indagine ha rilevato che se si votasse oggi, del 50% degli elettori che hanno già deciso chi votare il 13% sceglierebbe la VMRO, che si classificherebbe seconda dietro la SDS con il 21%. Una consistente affermazione della VMRO alle prossime amministrative, con o senza la SDS, consentirebbe all'organizzazione di fare un ulteriore salto di qualità e, forse, di pensare a una linea politica autonoma. Per ora, il leader Karakacanov ha dichiarato che l'obiettivo è quello di ottenere quanti più sindaci possibili, soprattutto nella Macedonia del Pirin, ma un'altra indagine ha rivelato che se si votasse ora per il parlamento la VMRO potrebbe ottenere tra 15 e 20 deputati. Secondo il settimanale "168 casa", l'ascesa della VMRO è favorita da una parte dal sempre maggiore rilievo che sta acquistando la "questione macedone" in conseguenza anche del conflitto in Kosovo e, dall'altra, dalla sua lobby all'interno delle istituzioni, in particolare negli ambienti accademici e nei ministeri. Secondo il settimanale, inoltre "l'esercito e i servizi segreti pullulano di loro aperti o nascosti simpatizzanti" [19].

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NOTE:

[1] Tutte queste informazioni sono tratte dal recente libro del copresidente della VMRO, Krasimir Karakacanov. Karakacanov, Krasimir, "VMRO - 100 godini borba za Makedonija", Sofia, 1996, 2a ed. aggiornata, pag. 183.

[2] Karakacanov, Krasimir, op. cit., pag. 184.

[3] Kancev, Nikolaj P., "Ivan Mihajlov, vodacat na VMRO", Sofia, 1996.

[4] Karakacanov, Krasimir, op. cit., pag. 185-186.

[5] Karakacanov, Krasimir, op. cit., pag. 188.

[6] Karakacanov, Krasimir, op. cit., pagg. 191-192.

[7] La Macedonia del Pirin è una regione dell'attuale Bulgaria che è stata assegnata dalle grandi potenze a quest'ultima nel 1913 dopo le guerre balcaniche.

[8] Bell, John D., "The 'Ilindentsi' - Does Bulgaria Have a Macedonian Minority?", in Bell, John D. (ed.), "Bulgaria in Transition", Boulder, 1998, pag. 195.

[9] Bell, John D., op. cit., pag. 198.

[10] Arnaudov, Vasko, "The VMRO and The Bulgarian Political Life", in WarReport, July/August 1995.

[11] "Partnjorstvoto za mir ili ODS", in Kapital, 11-17 luglio 1998.

[12] Sega, 3 agosto 1998.

[13] Demokracija, 3 agosto 1998.

[14] Makedonija, 9 settembre 1998.

[15] Sega, 26 novembre 1998.

[16] Demokracija, 19 novembre 1998.

[17] Per un resoconto particolareggiato di questo scontro interno si veda Rudozemska, Mina, "Tatarcev tarsi zasluzen otdih vav VMRO", in Kapital, 8-14 agosto 1998.

[18] Ironia della sorte, Stambolijski è la città natale dell'omonimo leader degli agrari di sinistra, ucciso nel 1923 da bande della VMRO su commissione dei golpisti fascisti.

[19] Tropankev, Ivan, "VMRO - mogastijat sajuznik na SDS?", in 168 casa, 14-20 agosto 1998. Dallo stesso articolo sono stati tratti anche i dati relativi alle stime elettorali.



Data: 22-02-1999 Fonte: "Notizie Est"
Autore: Andrea Ferrario