
"Unicredito/Bulbank: un nuovo "caso Telekom"?"
| Data: 19-09-2001 | | Fonte: "Monitor" [Sofia] e altre fonti |
| Autore: Autori vari |
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NOTIZIE EST #471 - ITALIA/BULGARIA
19 settembre 2001
UNICREDITO/BULBANK: UN NUOVO "CASO TELEKOM"?
[Seguono: 1) un articolo sulle voci relative a una revisione dell'accordo di acquisto della Bulbank da parte della Unicredito; 2) un breve flash sul recente acquisto di una banca romena da parte della stessa Unicredito; 3) alcune righe sullo sciopero generale dei lavoratori della Telekom Srbija; 4) un breve aggiornamento sulle esumazioni dalle fosse comuni in Serbia]
NOTA INTRODUTTIVA SU UNICREDITO/BULBANK: Il nuovo governo Sakskoburggotski ha disposto una revisione di tutte le privatizzazioni effettuate in Bulgaria dai precedenti governi. Il parlamento ha creato a tale fine un'apposita commissione, guidata dal deputato del NDSV, Dimitar Lambovski, il quale ha dichiarato oggi in un'intervista al quotidiano "Sega" che verranno riesaminati tutti i principali accordi di privatizzazione, sia per quanto riguarda le modalità dei concorsi, che per il rispetto delle condizioni contrattuali dopo l'avvenuta privatizzazione. In particolare Lambovski ha affermato che verranno avviate procedure di revisione anche sulla base delle inchieste pubblicate da giornali. Uno degli accordi di maggiore entità, e la cui correttezza è stata messa in dubbio da numerose testate bulgare, è stato l'acquisto della maggiore banca del paese, la Bulbank, da parte di una delle maggiori banche italiane, la Unicredito, che ha una vasta ramificazione nell'Europa Orientale. Il quotidiano di Sofia "Monitor" ha pubblicato ieri un articolo, che riportiamo integralmente qui sotto, nel quale si afferma che la magistratura bulgara starebbe per disporre da parte sua un'inchiesta proprio su tale affare. Sottolineiamo che nello specifico "Monitor" si richiama a fonti anonime non confermate. La vendita del controllo della Bulbank alla Unicredito era avvenuta nell'estate del 2000, sotto l'allora governo Kostov (ne avevamo riferito per esteso in "Notizie Est" #332 del 13 giugno 2000 e #337 del 27 giugno 2000). Negli ultimi mesi del governo Kostov si era aperto un serio conflitto proprio tra l'allora premier e il procuratore Filcev - a.f.
1) FILCEV ESAMINA ANCHE L'AFFARE BULBANK
di Borislava Radoeva - ("Monitor" [Sofia], 17 settembre 2001)
**I magistrati sottopongono a un minuzioso controllo il prezzo della maggiore banca bulgara e le condizioni della sua vendita**
E' imminente una revisione da parte della procura dell'accordo per la vendita della Bulbank, ha dichiarato a "Monitor" un alto magistrato. La maggiore banca bulgara era stata venduta dal governo di Ivan Kostov al consorzio italiano Unicredito-Allianz nell'estate del 2000 per 360 milioni di euro. La definizione del prezzo dell'accordo è l'aspetto principale preso in esame dalla revisione. Come è noto, l'allora capo della Bulbank, Cavdar Kancev, aveva dichiarato che essa "costa almeno $100 milioni più della più alta tra le offerte iniziali, che era stata 350 milioni di euro". Si cercherà una risposta anche alla domanda di quale sia stato l'effettivo motivo dell'accelerazione dei tempi per l'accordo.
Nel corso della verifica i magistrati esamineranno nei dettagli le rimostranze del secondo classificato nel concorso per la Bulbank: il consorzio Canovas, formato dalla famiglia greca Vardinoiannis e dalla banca francese Credit Agricole Indosuez. Un anno fa, in una lettera aperta al parlamento, la Canovas aveva chiesto perché la BKK [Compagnia di Consolidazione Bancaria, cioè l'ente governativo che ha gestito la vendita della Bulbank - N.d.T.] ha dato la propria preferenza a un'offerta che proponeva un prezzo più basso per azione rispetto a quello di altri candidati, perché sono stati esclusi così in fretta i rimanenti candidati all'acquisto, perché è stata presa la decisione di condurre trattative solo con la Unicredito, perché il tesoro è stato venduto all'istituzione controllata da un governo straniero e perché la BKK ha trascurato l'offerta della Canovas dichiarando che, qualora non si fosse realizzato l'accordo con la Unicredito, avrebbe preferito trattare con un terzo candidato.
Il 29 maggio di quest'anno "Monitor" ha scritto che vendendo la Bulbank, lo stato ha rinunciato volantariamente a ottenere almeno 172 milioni di lev (1 lev = 1 marco) di dividendo, che rappresentano il profitto netto della banca fino al momento del suo acquisto da parte degli italiani. Nell'accordo di privatizzazione, comunque, non vi è una clausola in base alla quale il bilancio dello stato debba ricevere una parte del dividendo per l'anno precedente, hanno ammesso di fronte a "Monitor" l'allora ministro delle finanze Muravej Radev, il suo vice Plamen Oresarski e il vicepremier Petar Zotev.
Il giorno dopo, gli esperti di finanza Stojan Aleksandrov ed Emil Harsev hanno dichiarato che ciò significa che il prezzo di vendita reale della Bulbank è inferiore di circa 180 milioni di lev rispetto a quello dichiarato ufficialmente. Questi soldi, in pratica, sono stati ripartiti tra i nuovi proprietari della banca. La denuncia di una perdita per lo stato sarà anch'essa oggetto della revisione del procuratore.
"La Bulbank non rappresenta un'eccezione rispetto agli altri accordi di privatizzazione, vale a dire che se verranno individuate delle violazioni della legge nel modo in cui il relativo accordo è stato concluso, la procura proporrà agli organi competenti del potere esecutivo di chiedere la cancellazione dell'accordo per via giudiziaria, come già è stato dichiarato", ha detto la fonte di "Monitor".
CHI ANDRA' AGLI INTERROGATORI?
L'intera documentazione relativa alla privatizzazione della Bulbank verrà richiesta dalla procura all'inizio della revisione, hanno affermato inoltre le fonti di "Monitor". I magistrati interrogheranno "almeno 10 persone coinvolte nello scandaloso accordo". Tra di esse vi sarà il consiglio dei direttori della Compagnia di Consolidazione Bancaria (BKK), composto da cinque membri, del quale facevano parte l'ex vicepremier Petar Zotev, l'ex ministro dell'industria Aleksandar Bozkov, l'ex ministro delle finanze Muravej Radev, il suo vice Plamen Oresarski e la dirigente della sezione "Supervisione Bancaria" della Banca Nazionale Bulgara, Emilija Milanova.
Tutto ciò è necessario perché solo queste cinque persone hanno avuto accesso alle trattative con il potenziale acquirente della Bulbank prima della conclusione dell'accordo. L'ex capo della Bulbank, Cavdar Kancev e i suoi vice verranno anch'essi ascoltati, così come l'ex capo dell'Agenzia per le Privatizzazioni, Zahari Zeljazkov. "Kancev è una delle persone sulle quali facciamo molto affidamento per questa revisione", ha spiegato una fonte della Corte Suprema di Cassazione. Secondo tale fonte, il banchiere conosceva perfettamente e in anticipo le perdite che lo stato avrebbe subito con la vendita del tesoro.
L'ex ministro degli interni Bogomil Bonev potrebbe essere anch'egli utile ai magistrati, poiché più volte aveva menzionato tangenti prese da alcune persone per l'affare Bulbank, hanno affermato le fonti. Sicuramente verrà convocato per dare delle spiegazioni anche l'ex premier Ivan Kostov, che il 30 giugno 2000 ha dato in pratica il via libera per l'accordo, al ritorno da un viaggio a Salisburgo, ed è stato tra coloro che hanno difeso con maggiore convinzione l'affare. E' possibile che venga convocato per un'interrogazione anche il presidente Petar Stojanov, che alla fine del giugno 2000 ha chiesto di verificare i particolari dell'affare e dispone anch'egli di informazioni "di prima mano". "A tutti questi uomini di stato e funzionari verrà chiesto di raccontare quello che sanno dell'affare e verranno trattati come testimoni che possono aiutare i magistrati", ha precisato la fonte.
2) LA UNICREDITO ANCHE IN ROMANIA
Dopo la Polonia, la Croazia, la Slovacchia e la Bulgaria, la banca Unicredito sbarca anche in Romania. La Reuters (13 settembre) informa infatti che la banca italiana ha acquistato il controllo della banca romena Demirbank Romania e della sua controllata Demir Romelease per un totale di 18,1 milioni di dollari. La Demirbank è la dodicesima banca della Romania.
3) SCIOPERO GENERALE ALLA TELEKOM SRBIJA
Da ieri è in atto uno sciopero generale a oltranza dei dipendenti della Telekom Srbija. I lavoratori chiedono un aumento salariale, affermando che attualmente la stragrande maggior parte degli stipendi è di circa 200 DM al mese, mentre lo stipendio medio nell'azienda è di 250 DM al mese solo perché un numero limitatissimo di singole persone ha retribuzioni enormemente alte. I dipendenti ritengono doveroso ottenere un aumento, visto che l'azienda realizza un profitto di circa 70 milioni di marchi al mese. I lavoratori richiedono inoltre "che si proceda finalmente alla revisione dell'Accordo di vendita della Telekom" alla Telecom Italia e alla greca OTE. Vi è anche la richiesta che si riunisca il consiglio di amministrazione dell'azienda, che non si riunisce da lungo tempo nonostante sia tenuto a farlo almeno una volta al mese. [SEGNALAZIONE IMPORTANTE: Segnaliamo, per chi legge il serbo, che il quotidiano di Belgrado "Glas Javnosti" sta pubblicando dal 25 agosto scorso un lunghissimo dossier sulla Telekom Srbija, praticamente un libro a puntate, intitolato "Abusi, manipolazioni giuridiche e criminalità nelle telecomunicazioni della Serbia" - lo potete leggere ricuperando i relativi numeri nella sezione "Arhiva" del sito del quotidiano (http://www.glas-javnosti.co.yu)]
4) AGGIORNAMENTI SULLE ESUMAZIONI DALLE FOSSE COMUNI IN SERBIA
Il tribunale distrettuale di Belgrado ha comunicato ieri ufficialmente che in una delle due fosse comuni individuate presso un complesso della polizia serba a Batajnica, nelle vicinanze di Belgrado, sono stati ricuperati i resti di 269 persone, che rientrano nel conteggio complessivo di 427 corpi rinvenuti nelle cinque fosse finora individuate (le due di Batajnica, quella presso il lago di Perucac [si veda sotto] e altre due nella parte orientale del paese). Nel comunicato del tribunale si afferma che alcuni dei corpi contenuti nella fossa sono stati esposti ad alte temperature. Inoltre, nella fossa era interrato anche un camion con rimorchio, la cui presenza ha notevolmente intralciato i lavori, durati nel complesso due mesi (Reuters, 18 settembre 2001)
Il presidente del Tribunale Distrettuale di Uzice ha annunciato che con gli scavi effettuati presso la foce del fiume Derventa, sulle coste del lago di Perucac (si veda "Notizie Est" #467 del 7 settembre scorso), sono stati ricuperati i resti interi di 48 persone, sui quali ora verranno svolti gli esami del DNA presso un istituto di Belgrado. All'esumazione hanno assistito rappresentanti del Tribunale dell'Aia, dell'OSCE, della Commissione Internazionale per le persone scomparse e del Fondo per il Diritto Umanitario. Dopo il termine dei lavori di esumazione giornalisti e fotografi sono stati ammessi al sito ("Danas", 17 settembre 2001).
| Data: 19-09-2001 | | Fonte: "Monitor" [Sofia] e altre fonti |
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