"Servizi segreti: decide il voto di Djindjic"

Data: 26-01-2002 Fonte: "Reporter"
Autore: Jovica Krtinic

N.E. BALCANI #522 - SERBIA/MONTENEGRO
26 gennaio 2002


SERVIZI SEGRETI: DECIDE IL VOTO DI DJINDJIC
di Jovica Krtinic - ("Reporter" [Banja Luka/Belgrado], 23 gennaio 2002)


**La situazione pressoché immutata del Dipartimento della Sicurezza di Stato è stata confermata nel modo più chiaro dalla recente costituzione del Consiglio per la Sicurezza di Stato**

Un anno dopo che Rade Markovic [ex capo dei servizi segreti serbi - N.d.T.] ha preso con sé l'ampio inventario contenuto nel suo cassetto e ha consegnato le chiavi dell'ufficio del capo della polizia segreta all'agente Goran Petrovic, fino ad allora un personaggio sconosciuto, la fitta nebbia nella quale da decenni era avvolto questo delicato dipartimento (contrariamente a quelle che erano le ottimistiche dichiarazioni e aspettative) si è alzata solo di qualche centimetro. Questa "atmosfera" pressoché immutata sembra essere stata confermata nel modo più chiaro dalla costituzione del Consiglio per la Sicurezza di Stato, avvenuta nel giorno dell'Epifania scorsa. Nonostante l'esplicita intenzione di mettere ordine in quelli che - secondo le parole del ministro della giustizia Vladan Batic - sono i centri di potere autonomi all'interno della Sicurezza di Stato (DB) - la decisione di formare questo nuovo soggetto del governo ha suscitato molte perplessità e critiche. E questo sia perché i poteri di controllo vengono limitati al team di governo, evitando i controlli parlamentari normalmente adottati nel mondo, sia per il sospetto che con tale atto il premier (in quanto presidente del Consiglio per la Sicurezza di Stato) si sia in pratica insediato nel posto di capo effettivo della polizia segreta.

IL MANDATO
Per quanto si può giudicare dalla pubblicazione del Decreto del governo sulla formazione del Consiglio, il mandato di questo corpo costituito da tredici membri sarà quello di "gestire le situazioni di crisi, di adottare misure per contrastare gli atti di terrorismo, nonché di dare l'assenso per l'impiego delle Unità per le Operazioni Speciali [JSO - i cosiddetti "berretti rossi" - N.d.T.]. Oltre a ciò, il Consiglio "stabilirà le priorità della Sicurezza di Stato e indirizzerà il lavoro di tale dipartimento" e si prevede inoltre che nelle situazioni di crisi potrà svolgere i propri compiti direttivi in una composizione che potrà essere convocata su invito del suo presidente (Zoran Djindjic) o del suo vicepresidente (Dusan Mihajlovic). "Il Consiglio, di norma, deciderà all'unanimità e in caso contrario sarà decisivo il voto del presidente", scrive il decreto, nel quale si afferma inoltre che "i fatti e i dati riportati nel corso delle sedute del Consiglio, nonché nei materiali preparati o elaborati dopo la conclusione delle sedute del Consiglio stesso, avranno carattere di segreto di stato, a meno che il Consiglio non decida altrimenti per alcuni singoli dati".

Il motivo per il quale il governo della Serbia ha deciso di formare un Consiglio per la Sicurezza di Stato, secondo Dragan Jocic, deputato del DSS e presidente della commissione parlamentare per la difesa e la sicurezza, risiede nel fatto che "il premier Djindjic evidentemente non era soddisfatto delle informazioni che otteneva, né del modo in cui tale dipartimento veniva amministrato dal ministro e dai suoi sottoposti". Jocic, tuttavia, dubita che il Consiglio, composto in massima parte da ministri del governo della Serbia, possa ottenere il controllo effettivo della sicurezza di stato. "Se nemmeno a un anno di distanza si è riusciti a chiarire alcun omicidio, né il nesso tra tali omicidi e singoli uomini della DB, si ha tutto il diritto di porsi la domanda se il Ministero degli Interni e il governo in generale siano in grado di affrontare tale compito", ritiene Jocic.

L'ex professore dell'Accademia di Polizia e autore del manuale "La scienza della polizia", dr. Bogoljub Milosavljevic, che insieme a un gruppo di esperti facenti parte dell'organizzazione non governativa Lex ha appena terminato di lavorare al testo della legge sui servizi (o agenzie) di informazione, ritiene che la formazione del Consiglio sia comunque un cambiamento rispetto alla situazione finora in atto, nella quale in pratica non esisteva alcun controllo sul lavoro della DB. "La creazione del Consiglio dovrebbe contribuire a un'apertura della DB, visto che nei suoi lavori sono state coinvolte svariate persone", afferma Milosavljevic, aggiungendo che il Consiglo dovrà tuttavia essere una soluzione temporanea fino all'approvazione di una legge sulla DB, con la quale verranno regolati i meccanismi di controllo. "Mi riferisco soprattutto al controllo parlamentare, perché quasi in nessuna parte del mondo servizi di tale tipo non sono sotto il controllo civile", spiega Milosavljevic.

LA COMMISSIONE
L'idea di un controllo parlamentare sul lavoro della DB, molto sbandierata prima delle elezioni di dicembre, è diventata nel corso dell'ultimo anno poco più di un'idea quando, dopo la convocazione del nuovo Parlamento nazionale, è stata formata la Commissione per la verifica del lavoro della DB. "Tale commissione è stata dimenticata subito dopo la sua formazione", afferma Dragan Jocic, aggiungendo che non ha avuto un destino migliore nemmeno il Comitato per la difesa e la sicurezza. "Nel corso di un anno, come presidente del Comitato non ho ricevuto nemmeno un rapporto dal Dipartimento della Sicurezza di Stato e alle tre sedute del Comitato alle quali sono stati invitati rappresentanti del Ministero degli Interni nessuno di questi ultimi si è presentato", afferma Jocic, aggiungendo che tutto ciò è sufficientemente eloquente del trattamento ricevuto da questo corpo parlamentare, che formalmente ha il mandato di controllare il lavoro della DB.

Le osservazioni che si sono potute ascoltare negli ultimi giorni da singoli giuristi, secondo cui il governo ha formato illegalmente il Consiglio per la Sicurezza di Stato non hanno, secondo Bogoljub Milosavljevic, alcun fondamento perché, come afferma, l'orientamento e l'armonizzazione del lavoro dei ministeri e dei loro dipartimenti rientra nel mandato del governo. Egli ritiene che più di ogni altra cosa potrebbero essere oggetto di critiche le singole decisioni, come quella che rende possibile l'approvazione delle decisioni del Consiglio da parte di una sola persona - il suo presidente. Oltre a ciò, Milosavljevic ritiene preoccupante anche il fatto che nelle competenze del Consiglio per la Sicurezza di Stato rientri tra le altre cose il dare "l'assenso preventivo" all'impiego delle Unità per le Operazioni Speciali (JSO).

A parte queste perplessità, l'opinione pubblica è interessata soprattutto a capire se Djindjic e il suo team riusciranno a lavorare fino in fondo con una polizia segreta sulla quale pesa sempre decisamente l'ipoteca mistificante delle malefatte del periodo di Milosevic.

[In un riquadro, "Reporter" informa che prima della creazione del Consiglio per la Sicurezza di Stato sono stati rimossi dal loro incarico, in seguito alla "rivolta dei berretti rossi", il capo del Dipartimento della DB e il suo vice, rispettivamente Goran Petrovic e Zoran Mijatovic. Petrovic attualmente dirige il Servizio indagini e documentazione presso il Ministero degli Esteri federale, mentre corre voce che Mijatovic proseguirà il suo lavoro presso l'ambasciata jugoslava in Macedonia, che è stata per anni il feudo dell'ex capo della DB, Zoran Janackovic]


Data: 26-01-2002 Fonte: "Reporter"
Autore: Jovica Krtinic