
"Disinteresse per le fosse comuni / Nuove forze politiche"
| Data: 14-05-2000 | | Fonte: "Danas", "IWPR" |
| Autore: Autori vari |
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NOTIZIE EST #324 - KOSOVO
14 maggio 2000
KOSOVO: DISINTERESSE PER LE FOSSE COMUNI / NUOVE FORZE POLITICHE
[Seguono due brevi aggiornamenti relativi al Kosovo: uno sulla riapertura delle ricerche di fosse comuni, l'altro sulle nuove forze politiche albanesi, argomento sul quale segnaliamo che ha pubblicato materiali più dettagliati la AIM (http://www.aimpress.ch). Si prega di leggere la Nota importante riportata dopo i due articoli]
LE VITTIME DELLA GUERRA IN KOSOVO NON INTERESSANO PIU'
L'inverno scorso "Notizie Est" aveva pubblicato un dossier relativo alle speculazioni sulle vittime della guerra in Kosovo (#282, #283 e #285, 25-27 novembre 1999), riguardo al quale riportiamo un breve, ma eloquente aggiornamento. Il rappresentante per la stampa del Tribunale Internazionale dell'Aja, Paul Risley, ha dichiarato nei giorni scorsi che le ricerche di fosse comuni stanno procedendo, ma che quest'anno i team che lavorano alla ricerca sono nettamente diminuiti. Mentre fino all'autunno scorso hanno lavorato 14 team (paesi NATO, più Svizzera e Finlandia), ora i paesi che hanno promesso di inviare ancora team di ricerca sono solo 7 (Risley non li ha nominati, segno che le promesse non sono affatto garantite, tant'è che nessuno ha ancora firmato il relativo accordo). Ma a distanza di quasi un mese, sui sei complessivi della durata prevista per il lavoro di indagine, quelli che finora hanno effettivamente inviato proprie squadre di ricerca sono solo due, cioè la Gran Bretagna e la Svezia, alle quali dovrebbe aggiungersi a giorni il Canada. I lavori proseguono quindi con solo il 20% delle forze rispetto a prima della pausa invernale e, ciò che è ancora più importante, senza il sostegno politico attivo della maggior parte dei paesi NATO.
(da "Danas", 11 maggio 2000 e "UN Kosovo Report", 28 aprile 2000).
I POLITICI DEL KOSOVO LOTTANO PER CONQUISTARE IL POTERE
di Fron Nazi - ("IWPR's Balkan Crisis Report", 12 maggio 2000)
PRISTINA - I leader politici del Kosovo stanno lottando per conquistare posizioni in vista delle elezioni locali che si svolgeranno più avanti quest'anno. Due alti esponenti della forza politica di Hashim Thaci, il Partito per la Prosperità Democratica del Kosovo (PPDK), e cioè Ramush Hajradinaj e Naim Maloku, entrambi ex comandanti dell'UCK, hanno abbandonato il PPDK per dare vita a loro partiti.
Hajradinaj ha fondato l'Alleanza per il Futuro del Kosovo, AAK, un'alternativa più radicale al PPDK. La sua alleanza riunisce svariati partiti radicali di minore entità, quale il Movimento popolare per il Kosova (LPK), il Partito Unito delle Nazioni Albanesi (UNIKOMB), il Partito Popolare del Kosova (PPK) e il Movimento di Liberazione Nazionale del Kosova (LKCK).
Il nuovo partito di Maloku, il Partito del Centro Liberale del Kosova (PQLK), offre un'alternativa più moderata della piattaforma dell'AAK. Si ritiene che Maloku, un ex membro della LDK di Ibrahim Rugova, otterrà sostegno tra i membri dell'ex partito di quest'ultimo delusi dalle politiche di Rugova.
Fadil Hysaj, un cofondatore della LDK, e Milazim Krasniqi, ex portavoce della LDK, hanno pubblicamente criticato la tattica adottata da Rugova nei mesi recenti e si prevede che abbandoneranno il partito di quest'ultimo per passare dalla parte di Maloku. Un tale abbandono rappresenterebbe la prima importante spaccatura all'interno della LDK dalla sua fondazione un decennio fa.
Durante la guerra, Maloku è stato strettamente connesso agli sforzi per unire l'UCK con i combattenti fedeli a un altro ex leader della LDK ed ex primo ministro in esilio del Kosovo, Bujar Bukoshi, che recentemente ha creato una fondazione senza scopi di lucro mirata a fornire aiuto alla ricostruzione delle istituzioni sociali della provincia. Mentre si trovava in esilio, Bukoshi è stato responsabile della raccolta di denaro presso la diaspora albanese del Kosovo per finanziare le strutture politiche parallele della provincia. Con l'intensificarsi dei combattimenti in Kosovo, il denaro della diaspora ha cominciato a fluire verso il fondo dell'UCK, "La Patria chiama". L'UCK nel frattempo si è lamentato del fatto che Bukoshi stava utilizzando i suoi fondi per finanziare un esercito rivale [le FARK]. L'ammontare esatto rimasto nel fondo amministrato da Bukoshi - le stime vanno da $30 milioni a $300 milioni - e la sua attuale ubicazione sono stati la fonte di acerrimi dibatti tra i leader politici del Kosovo fin dalla fine della guerra.
Il movimento di liberazione di Thaci è stato colpito da defezioni causate dalla firma da parte sua dell'accordo di Rambouillet nel 1999, dal suo accordo con l'ONU per il disarmo dell'UCK e dalla sua decisione di sciogliere il governo provvisorio. Hajradinaj rappresenta fino a oggi la defezione più importante, ma la sua dipartita potrebbe in realtà rivelarsi vantaggiosa per Thaci. "Se Thaci è furbo, sarà in grado di incanalare l'immagine negativa che circonda l'UCK verso Hajradinaj, che viene visto dagli internazionali come il radicale per eccellenza", ha affermato una fonte bene informata presso la Missione delle Nazioni Unite in Kosovo, la UNMIK. Thaci ha già intrapreso passi per cambiare la piattaforma del suo partito, abbandonando il tema dell'indipendenza e concentrandosi invece sulla costruzione di istituzioni locali. Una tale linea pragmatica gli garantirà sicuramente il proseguimento del sostegno degli Stati Uniti.
Rugova, invece, continua a giocare sul suo status "mitico" ed è diventato il più acceso sostenitore dell'indipendenza del Kosovo. Il suo partito, tuttavia, sembra prepararsi per le imminenti elezioni con solide politiche economiche. Per partecipare alle elezioni locali tutti i partiti politici dovranno registrarsi presso l'UNMIK. Il processo richiede tra le altre cose un minimo di 4.000 firme di sostegno. Numerosi partiti più piccoli verranno probabilmente eliminati dalla competizione in virtù di questo requisito - per esempio i socialdemocratici e i democristiani - e cercheranno di formare coalizioni.
Con la possibile eccezione di Rugova, il pubblico generale ha scarsa conoscenza o contatto con i leader politici del Kosovo. Molti degli attori sono nuovi alla politica. Quello che riusciranno a offrire all'elettorato dipenderà in larga parte dal sostegno finanziario occidentale al Kosovo.
[NOTA IMPORTANTE: Nelle prossime settimane "Notizie Est" uscirà con scadenze ancora più irregolari del solito e comunque ridotte rispetto ai 10/15 numeri distribuiti di norma al mese. Ricordo che la mailing-list è a gestione interamente individuale e senza alcun introito diretto o indiretto, cosa che ha le inevitabili ricadute sulle modalità e i tempi di pubblicazione. Oltre ai due brevi articoli riportati sopra, colgo l'occasione per segnalare telegraficamente alcuni altri sviluppi importanti delle ultime settimane, che non so se "Notizie Est" riuscirà affrontare più nei dettagli. Sempre in Kosovo, c'è da segnalare l'adesione di Rada Trajkovic al Partito Democristiano Serbo di Svilanovic (coordinatore dell'Alleanza per i cambiamenti) il 22 aprile scorso in occasione del vertice di Atene, mentre negli stessi giorni Zoran Djindjic si dichiarava a favore dell'entrata dei "radicali" del Consiglio Nazionale Serbo di Mitrovica, guidato da Oliver Ivanovic, tra le forze di opposizione di Belgrado. Nei giorni scorsi, inoltre, "Der Spiegel" ha pubblicato un dettagliato articolo in cui si sostiene che Kouchner fra breve darà le dimissioni per essere sostituito da un altro francese o da un austriaco. In Macedonia è stata avviata una nuova ondata di privatizzazioni e in particolare quella della Telecom, che vede tra i principali candidati la greca OTE e la francese Alcatel, mentre, su un altro piano, la questione delle sorti future dell'Università albanese di Tetovo continua a dividere le forze albanesi della Macedonia. In Bulgaria si è aperta un'acuta crisi all'interno del partito di governo, la SDS, che sembra esposta al pericolo di disintegrazione in conseguenza dell'apertura di un virulenta guerra intestina a suon di dossier segreti sulla corruzione, guidata dall'ex ministro degli interni Bonev e (dietro le quinte) dall'ex viceprimo ministro Bakardziev, entrambi rimossi dalle loro cariche nel dicembre scorso. L'esplicita apertura del Partito Socialista Bulgaro (principale forza di opposizione) alla NATO e, contemporaneamente, al partito della minoranza turca, hanno fatto circolare voci sulla creazione a tempi non lunghi di un governo di unità nazionale o di qualche altra forma di coalizione - Andrea Ferrario]
| Data: 14-05-2000 | | Fonte: "Danas", "IWPR" |
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