Benvenuti a Campo Tirana

Data: 16-03-2003 Fonte: "Guardian"
Autore: Esther Addley

N.E. BALCANI #641 - ALBANIA
16 marzo 2003


BENVENUTI A CAMPO TIRANA
di Esther Addley - ("The Guardian" [Londra], 11 marzo 2003)

Se Bush vuole aprire basi militari nei Balcani, Blair da parte sua preferisce i lager: le nuove forme di delocalizzazione della "produzione" occidentale


State programmando un viaggio in Albania? Se è così, il Foreign Office ha qualche consiglio da darvi. "La sicurezza pubblica è notevolmente migliorata in Albania... ma la criminalità e la violenza costituiscono ancora un grave problema in alcune aree", mette in guardia solennemente il suo sito ufficiale. "Bevete solo acqua in bottiglia e latte UHT. Le strutture mediche (ivi incluse quelle di pronto soccorso) sono molto scarse. Sconsigliamo di utilizzare servizi dentistici". Particolarmente pericolose sono l'epatite e la rabbia (a causa dell'alto numero di "cani randagi") e le encefaliti da zecca ("consigliamo ai viaggiatori di tenere coperte tutte le parti del corpo quando sono vicini ad arbusti e di controllarsi sempre per individuare eventuali zecche"). In ogni caso, meglio essere sicuri piuttosto che pentirsi in un secondo tempo: assicuratevi che la vostra assicurazione medica copra l'evacuazione mediante elicottero, nel caso in cui il peggio dovesse succedere.

Un quadro complessivo che, sicuramente, metterà di buon umore gli oltre 100.000 turisti all'anno che presto potrebbero mettersi sulla via di Tirana. Secondo svariati articoli pubblicati nel corso dell'ultima settimana, il governo di Londra ha trovato una nuova soluzione ai suoi continui grattacapi con il numero crescente di profughi che cercano asilo in Gran Bregana. Invece di sommergerli di denaro e alloggiarli in lussuosi alloggi municipali, come accade attualmente, oppure costruire centri di accoglienza d'avanguardia nei quali possono risiedere tutti insieme con un enorme senso di sicurezza, il segretario agli interni sembra essere convinto che si meritino una vacanza sull'Adriatico nell'attesa che le loro domande vengano evase. I profughi che arrivano in Gran Bretagna, suggeriscono gli articoli, verrebbero fatti fluire verso l'Albania, indipendentemente dal loro paese di origine, nel momento stesso in cui i loro piedi toccherranno il suolo britannico e potranno benificiare dell'ospitalità del paese balcanico.

Nonostante la frettolosa smentita data ieri dal Ministero degli Interni sull'esistenza di tali piani, non è difficile capire perché una tale soluzione potrebbe essere appetibile per l'Albania. Ha una piccola popolazione (poco più di 3,5 milioni di abitanti), molte montagne dove potrebbero essere costruiti alloggi di tipo termale e, con un tasso di disoccupazione compreso tra il 17% e il 30%, una produzione continua di "ospiti" stile Butlins in grado di garantire che i visitatori ricevano la più calorosa delle accoglienze. Ha anche un Prodotto Interno Lordo pro capite di 730 sterline, un tasso di mortalità del 38,6 per 1.000 e un terzo della sua popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, e quindi un afflusso di contanti diventerebbe indubbiamente utile. Le principali attività industriali dell'Albania riguardano il cemento, l'olio, il cromo, il nickel, il rame e l'energia idroelettrica - perché non aggiungere alla lista quella dei profughi in cerca di asilo? Dopo tutto, noi paghiamo altri paesi affinché smaltiscano la nostra spazzatura e le nostre scorie nucleari - perché non farlo affinché accolgano i profughi che non vogliamo nel nostro cortile di casa? Potrebbero addirittura prendersi la tintarella, mentre vi rimangono in attesa. Una soluzione che farebbe contenti tutti.

Ieri nessuno all'Ambasciata albanese ha potuto confermare se il presidente del paese Alfred Moisiu, che visiterà Londra questa settimana, si incontrerà con funzionari del Ministero degli Interni per discutere il progetto. Ma ci sono chiari segni di un aperto sostegno alla sua presidenza, se è vero che, solo un mese dopo che l'Albania è stata definita libera da ogni forma di persecuzione politica e aggiunta alla "lista bianca" britannica dei paesi per i quali ogni richiesta di asilo verrà considerata infondata, David Blunkett ora ritiene l'Albania il posto ideale per inviarvi persone che fuggono dalle persecuzioni cui sono esposte in Iraq, Sudan o addirittura Zimbabwe.

Gli albanesi con i quali il "Guardian" ha parlato ieri non sono molto convinti della proposta. "Se si guarda alla cosa da un punto di visto esclusivamente economico, è attraente, perché l'Albania ha bisogno di soldi e anche di relazioni con altri paesi", dice Tomorr Kokona, un ballerino e coreografo di Londra che ora insegna cittadinanza ai profughi in arrivo. "La collaborazione con il governo britannico sarebbe in generale una cosa positiva. Ma non a queste condizioni, che costerebbero molto care all'Albania. Non posso proprio dire che me ne sentirei fiero. Soprattutto alla luce dell'accoglienza che molti albanesi hanno ricevuto qui quando sono venuti in Gran Bretagna a cercare asilo".

"Quale sarà la prossima? Contatteremo la NASA e le chiederemo se possono tenerci sotto controllo un po' di gente sulla Luna fino a quando decideremo se è abbastanza buona per potere entare in Gran Bretagna?", chiede Gazim Alpion, lettore presso l'Università di Birmingham, proveniente dal nord-est dell'Albania. "Mi sentirei tremendamente insultato se il governo albanese dovesse accettare la proposta, indipendentemente dal denaro che gli verrà offerto". Alpion intende sollevare la questione di fronte al presidente Moisiu oggi, quando si incontreranno a un ricevimento per gli albanesi che vivono qui.

Cosa potranno quindi aspettarsi i nostri turisti traumatizzati e stanchi del viaggio, quando arriveranno in Albania? Si tratta di un posto accogliente, per esempio? "Oh sì," dice Alpion. "Siamo molto ospitali. Dal settimo secolo dopo Cristo in poi, per esempio, siamo stati il primo paese a dare i benvenuto a ondate di profughi slavi". Si ferma. "In realtà, abbiamo pagato un prezzo molto pesante per questo. Siamo stati molto ingenui. Comunque, siamo stati molto accoglienti. E lo saremo ancora".

A patto che i turisti se ne stiano lontani dall'acqua di rubinetto e dai cani randagi.

Data: 16-03-2003 Fonte: "Guardian"
Autore: Esther Addley