Mieli e il Kosovo

Data: 19-12-2003 Fonte: Notizie Est
Autore: Andrea Ferrario

N.E. BALCANI #732 - ITALIA/KOSOVO
19 dicembre 2003


MIELI E IL KOSOVO
di Andrea Ferrario

In Italia, contro ogni evidenza, si continua a negare la scoperta di fosse comuni in Kosovo e a sminuire l'entità dei crimini compiutivi


Recentemente abbiamo pubblicato un articolo, Kosovo: i miti persistono, che prendendo spunto da un articolo scritto da Francesco Battistini per il "Corriere della Sera", constatava come a quasi cinque anni di distanza siano ancora vive in Italia le tesi, del tutto infondate e smentite da fatti documentati nei dettagli, sull'inesistenza delle fosse comuni in Kosovo o la scarsa rilevanza dei massacri compiutivi. Ora ci è stato segnalato da un lettore, che ringraziamo, un brano di Paolo Mieli, ex direttore del Corriere della Sera, che ci lascia letteralmente allibiti. Ogni commento ci sembra superfluo e riportiamo qui sotto il brano, tratto dalla rubrica "Lettere" del "Corriere della Sera", 14 dicembre 2003:

"Qualche giorno fa Francesco Battistini ha pubblicato su questo giornale un documentato reportage in cui dimostrava come le fosse comuni del Kosovo denunciate dal Presidente Bill Clinton quale pretesto per la guerra del 1999, a differenza di quelle irachene - quelle sì, purtroppo, scoperte con il macabro ingombro di centinaia di migliaia di cadaveri - non sono mai state rinvenute. Mai state rinvenute. Neanche una. « Sono state scoperte solo le piccole fosse, non quelle di massa », ha dichiarato Laurie Weisberg, commissario Onu per i profughi. E l'alto ufficiale Fabio Mini nel libro da me già citato, « La guerra dopo la guerra » ( Einaudi), conferma che in Kosovo le fosse comuni sono come le armi di distruzione di massa dell'Iraq: introvabili".

[NOTA: La frase erroneamente attribuita a Laurie Weisberg è stata in realtà pronunciata da Paul Miller, membro dell’ufficio dell’ONU per i diritti umani in Serbia e Montenegro, durante una conferenza stampa tenutasi nell'ottobre scorso in cui si lamentava l'inattività del governo di Belgrado nel condurre indagini sui responsabili dell'occultamento di centinaia di cadaveri di albanesi del Kosovo in fosse comuni in Serbia! Tra l'altro, Mieli cita solo la prima parte della frase di Miller, il quale proseguiva specificando "Il problema principale è la mancanza di informazioni, ossia non esiste un flusso di informazioni che ci possa mettere in grado di identificare dove sono queste fosse" - un particolare fondamentale, perché la tecnica di frammentazione e dispersione delle fosse di massa è stata ampiamente utilizzata dalle forze serbe sia in Bosnia che in Kosovo, al fine di occultare le tracce dei propri crimini. Per le dichiarazioni complete di Miller si veda l'articolo di "Politika" Fosse comuni in Serbia: ancora nessuna indagine da noi pubblicato in traduzione integrale il 23 ottobre 2003]

Data: 19-12-2003 Fonte: Notizie Est
Autore: Andrea Ferrario