"I risultati preliminari delle elezioni in Kosovo"

Data: 24-11-2001 Fonte: AIM
Autore: Rrahman Pacarizi

NOTIZIE EST #499 - KOSOVO
24 novembre 2001


I RISULTATI PRELIMINARI DELLE ELEZIONI GENERALI IN KOSOVO
di Rrahman Pacarizi - (AIM Pristina, 20 novembre 2001)


[I risultati definitivi ufficiali delle elezioni in Kosovo, pubblicati dopo che l'articolo che segue è stato scritto, sono i seguenti: LDK 45,6% (47 seggi), PDK 25,7% (26 seggi), Coalizione Povratak 11,34% (22 seggi), AAK 7,8% (8 seggi), Vatan 1,15% (4 seggi), Partito Democratico Turco 1% (3 seggi), IRDK 0,5% (2 seggi), PDASHK 0,43% (2 seggi). Hanno ottenuto circa l'1%, e quindi 1 seggio ciascuno in parlamento, quattro partiti albanesi: LKCK, PSHDK, PD e LPK. Due altri partiti delle minoranze, BSDAK e PREBK, hanno avuto ciascuno 1 seggio, pur avendo ottenuto meno dello 0,5% dei voti. L'affluenza alle urne è stata del 64,3% - (fonte: OSCE)]

Il risultato preliminare decisamente equilibrato, venuto dopo la campagna preelettorale molto tranquilla per le elezioni parlamentari in Kosovo, non sembra tipico di un Kosovo che è uscito dalla guerra da soli due anni e mezzo e che ha già avuto l'esperienza delle elezioni locali, svoltesi l'anno scorso.

Il capo della missione OSCE in Kosovo, l'ambasciatore Daan Everts, è stato tra tutti il più entusiasta nel centro stampa della sua organizzazione quando sono stati illustrati i risultati preliminari delle elezioni. In particolare, la Lega Democratica del Kosovo di Ibrahim Rugova, noto come politico moderato, e che il giorno precedente aveva chiesto agli USA e all'UE di riconoscere rapidamente l'indipendenza del Kosovo, ha ottenuto "solo" poco più del 46%, rispetto a circa il 58% raggiunto l'anno scorso o al 70% dichiarato dal leader politico il giorno dopo il voto. Ha ottenuto meno del risultato previsto anche il Partito Democratico del Kosovo (PDK) dell'ex rappresentante politico dell'UCK, Hashim Thaci, con il 26% dei voti. La coalizione "Povratak" (Ritorno), che raccoglie i serbi del Kosovo ha avuto circa l'11% dei voti, sebbene abbia votato solo il 52% dei serbi registrati. Da parte sua, la terza forza politica del Kosovo ora è passata al quarto posto, con l'8% dei voti: si tratta dell'Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK) guidata da un ex comandante dell'UCK, Ramush Haradinaj, nonostante la sua campagna elettorale sia stata condotta da personalità molto importanti, tra cui l'ex leader kosovaro Mahmut Bakalli, mentre si ritiene che al lavoro della campagna elettorale del partito abbia partecipato anche il noto esperto Shkelzen Maliqi.

Gli elettori si sono "preoccupati" di fare in modo che le due entità politiche delle minoranze non serbe, la Coalizione dei bosgnacchi "Vatan" e il Partito Democratico Turco, ottenessero ciascuno l'uno per cento dei voti, la stessa percentuale ottenuta anche dai due partiti albanesi di orientamento più radicale - il Movimento Popolare del Kosovo (LPK) e il Movimento Nazionale per la Liberazione del Kosovo (LKCK), quest'ultimo altrimenti l'unico partito albanese che si è pronunciato contro l'indipendenza, ma per l'unione con l'Albania.

Il particolare più interessante dei risultati resi pubblici, che si basano sul 92% dei voti contati, è il successo inatteso del soggetto politico serbo "Coalizione Povratak", diventato la terza forza politica del futuro parlamento del Kosovo che verrà costituito al massimo durante la prima metà del mese di dicembre. Sommando i seggi vinti ai 10 già riservati alla minoranza serba, la Coalizione Povratak, che nel corso dei soli dieci giorni della sua campagna elettorale [Povratak ha deciso di partecipare alle elezioni solo all'ultimo momento - N.d.T.] si è scontrata con la forte reazione e opposizione della parte più radicale dei propri connazionali, ora avrà almeno 20 deputati in un parlamento che complessivamente ne ha 120. Gli esperti locali sono già giunti alla conclusione che questa Coalizione non sarà una forza che potrà bloccare l'adozione di decisioni, ma che sarà comunque una forza rispettabile e in grado di scatenare "una tempesta riguardo a tutto quello che vorrà".

Sembra comunque che in queste elezioni abbia "perso" proprio il partito politico che si trova al primo posto per numero di voti ottenuti. I deputati della LDK, con il 46% circa dei voti che hanno ottenuto, non potranno eleggere il dr. Ibrahim Rugova presidente del Kosovo. Infatti, la Cornice costituzionale temporanea del Kosovo, il documento più importante approvato sotto il governo dell'amministrazione internazionale, prevede che il presidente venga eletto con una maggioranza dei due terzi. Se il presidente non viene eletto nelle prime due tornate di voto, viene applicato il sistema della maggioranza assoluta, con il quale il candidato presidente viene eletto se ottiene almeno il 51% dei voti, vale a dire come minimo 61 voti. La LDK avrà solo poco meno di 50 deputati in parlamento.

Per questo si pone sempre più insistentemente la domanda di chi entrerà in coalizione con la LDK. Una delle varianti è che venga fatta un'offerta in tal senso all'AAK, la quale potrebbe accettare, ma solo se le verrà promesso qualche posto importante nel prossimo governo, forse addirittura quello di premier, come si afferma negli ambienti dei giornalisti. Si trattava tuttavia di un'ipotesi difficilmente realizzabile. L'altra variante è che i voti di cui Rugova ha bisogno vengano messi a disposizione dai deputati serbi della "Coalizione Povratak", un'ipotesi anche questa con un grande punto di domanda. Soprattutto perché sono note le chiare insistenze di Rugova per un riconoscimento formale dell'indipendenza che "di fatto esiste già in Kosovo". Inoltre, è generale l'opinione che nessuno dei partiti politici degli albanesi del Kosovo sia pronto oggi, né lo sarà nei prossimi anni, a una coalizione aperta con i serbi. Tuttavia, sebbene siano in numero decisamente minore, vi sono anche coloro che pensano il contrario...

Alcuni commentatori degli eventi politici afferma che Daan Everts, capo della Missione OSCE, può essere fiero di essere riuscito a trovare la formula giusta per costringere i partiti politici del Kosovo a collaborare reciprocamente, in particolare i tre maggiori, ponendo loro davanti come sfida 20 deputati serbi la cui presenza farà dimenticare ai deputati albanesi la loro appartenenza di partito. Tuttavia è difficile credere che Hashim Thaci darà il suo voto a Ibrahim Rugova per la carica di presidente, almeno non in occasione delle prime due tornate di voto, e ancor meno probabile sembra che Rugova possa offrire a Hashim Thaci - il cui partito sarà rappresentato nel futuro parlamento da 25 deputati - la carica di premier del Kosovo.

Alla coalizione serba Povratak rimane spazio sufficiente per manovrare all'interno del parlamento del Kosovo e per offrire sostegno ai partiti albanesi, che dovranno comunque impegnarsi a lavorare concretamente per migliorare la posizione della comunità minoritaria serba in Kosovo.

I rappresentanti dei partiti politici albanesi vivono i 20 seggi che i serbi avranno in parlamento come una minaccia "esplicita" da parte della comunità internazionale. Vengono ritenuti anche come un'ingiustizia da parte dei loro elettori, perché almeno 10 seggi, cioè il numero di quelli preventivamente riservati ai serbi locali, sarebbero andati ai maggiori partiti albanesi. Quindi, secondo tali loro calcoli, ognuno dei maggiori partiti politici avrebbe avuto con un sistema pienamente proporzionale almeno da tre a quattro deputati in più.

Il capo della Missione ONU in Kosovo, Hans Haekkerup ha valutato le elezioni come un grande successo. "Sono soddisfatto che queste elezioni siano state organizzate molto bene e che tutto il processo si sia svolto senza incidenti violenti", ha detto lunedì Haekkerupp felicitandosi con i cittadini del Kosovo per il test di democrazia così superato - come lo ha definito lui stesso.

Il comandante della KFOR Marcel Valentin, ha definito il 17 novembre una grande vittoria. "Il 17 novembre è stato una grande vittoria per il Kosovo e sono rimasto positivamente impressionato dal pacifico svolgimento delle elezioni e del voto", ha affermato Valentin, esprimendo la propria disponibilità a collaborare con i leader eletti del Kosovo e con l'UNMIK per la creazione di un ambiente più sicuro e per il progresso del Kosovo.

L'ambasciatore Daan Everts ha dichiarato: "Dopo la conclusione delle elezioni, io ho definito queste ultime come elezioni di alta qualità e mi sembra di non essermi affrettato quando ho formulato una tale valutazione, poiché gli eventi successivi la hanno confermata"...

Agli albanesi del Kosovo, tuttavia, quest'anno non hanno fatto un grande effetto le lodi eccezionali espresse dagli alti rappresentanti della Missione di osservazione del Consiglio d'Europa, né quelle formulate dal loro grande amico William Walker (capo della Missione di Verifica dell'OSCE in Kosovo nel 1998/1999), il quale ha detto che le elezioni del 17 novembre sono state più pacifiche e regolari di quelle che si tengono nella democrazia americana. I leader albanesi quest'anno sono stati colpiti, più che dalle lodi, dal fatto che nel parlamento del Kosovo si troveranno almeno 20 deputati serbi, cosa che li porrà di fronte a numerosi dilemmi per quanto riguarda la formazione di una coalizione, soprattutto negli aspetti relativi al difficile compito di una pacificazione dei rapporti reciproci tra i partiti albanesi. In generale, tra tutti la più soddisfatta dello svolgimento delle elezioni, e in particolare del loro esito, è la "Coalizione Povratak". Ha ottenuto più posti in parlamento di quanti non siano in percentuale i membri della comunità serba in Kosovo. I soggetti politici albanesi, tuttavia, hanno dei dubbi, o per usare un termine più moderato, delle riserve, riguardo ai risultati dichiarati dall'OSCE. Il comitato elettorale della LDK è uscito fuori con un dato secondo cui il partito avrebbe ottenuto il voto del 70% degli elettori del Kosovo. Il PDK ha dichiarato di attendersi un risultato compreso tra il 33% e il 37% dei voti, mentre la più moderata è stata l'AAK, sebbene sia noto che anche questa forza politica è diffidente rispetto ai risultati resi pubblici. Le organizzazioni non governative Azione kosovara per l'iniziativa civile (KACI) e Comitato del Kosovo per la difesa dei diritti umani sono tuttavia giunte a risultati molti simili a quelli resi noti dall'OSCE. Tutti comunque attendono i risultati finali.

Nel frattempo si pongono diverse domande, che comunque rimarranno per la maggior parte senza risposta. Tra di esse, una delle più delicate: come è possibile che nelle urne elettorali siano stati trovati voti per la Coalizione Povratak in località al cento per cento albanesi? Oppure, ci si domanda se sono davvero esatte le informazioni del portavoce dell'UNMIK, Susan Manuel, secondo cui in un villaggio abitato da serbi sono state trovate anche schede con le quali si votavano alcuni de partiti politici albanesi. Vi è anche chi afferma che vi sono state schede sulle quali i cittadini hanno scritto frasi con cui si assegnava il voto all'UNMIK, all'OSCE o alla KFOR, e che tali voti sono stati "assegnati" alla Coalizione Povratak o a qualcuno dei partiti politici albanesi. Uno degli esponenti dell'Alleanza per il Futuro del Kosovo, Bujar Dugolli, ritiene che l'OSCE abbia manipolato i voti provenienti dalla Serbia e dal Montenegro, e che quindi in realtà la forza politica che rappresenta i serbi abbia una percentuale minore. I soggetti politici, ad ogni modo, parlano molto poco della bassa affluenza degli elettori. Più precisamente, secondo i dati dell'OSCE, ha votato solo il 65% degli albanesi, e una tale bassa risposta ha in qualche modo inciso sul risultato di un voto nel quale è stato applicato il sistema proporzionale. Quasi tutti, comunque, sono convinti che i risultati delle elezioni non siano reali. Ma i soggetti politici, sebbene insoddisfatti, riconosceranno i risultati delle elezioni. Sono stati invitati a farlo anche dal capo dell'OSCE Daan Everts tramite un apposito spot che viene trasmesso dall'emittente televisiva pubblica RTK. Un grande lavoro attende ora i politici albanesi, cioè quello di come organizzarsi. Quelli serbi sono già all'erta, per non lasciarsi sfuggire alcuna occasione. La questione dello status finale del Kosovo è un aspetto importante sia a livello politico che a livello nazionale - e sia per gli uni che per gli altri...

[Segnaliamo che l'AIM ha pubblicato un interessante articolo anche sulla firma della dichiarazione congiunta del governo serbo e dell'amministratore dell'ONU in Kosovo, Haekkerup, avvenuta poco prima delle elezioni e che è stata oggetto di grandi critiche da parte delle forze politiche albanesi del Kosovo - potete leggere l'articolo in traduzione inglese, intitolato "The Haekkerup-Covic Document under Fire", all'indirizzo http://www.aimpress.ch/dyn/trae/trae-all.htm]

Data: 24-11-2001 Fonte: AIM
Autore: Rrahman Pacarizi