
"Intervista al nuovo amministratore ONU del Kosovo, Michael Steiner"
| Data: 30-01-2002 | | Fonte: "Deutsche Welle" |
| Autore: Autori vari |
|
N.E. BALCANI #525 - KOSOVO
30 gennaio 2002
INTERVISTA ESCLUSIVA ALL'AMMINISTRATORE DELL'ONU PER IL KOSOVO MICHAEL STEINER
("Deutsche Welle", 27 gennaio 2002)
[...]
STEINER - Sicuramente la situazione in Kosovo è diversa da quella che io vissuto in Bosnia. Una cosa è certa, che la gente dopo confronti militari di questo tipo continua ad avere gli stessi interessi:
la gente ha bisogno di una vita normale, di condizioni minime di vita, la gente vuole potere decidere in ultimo da sola la propria sorte. Penso che non dobbiamo dimenticare che noi siamo in Europa, in un'Europa Unita. Il Kosovo fa parte dell'Euroland, ha la stessa nostra moneta, vale a dire che ha avuto la stessa esperienza che anche noi abbiamo avuto in Germania. Faccio riferimento a tale aspetto, perché penso che, con tutti i cambiamenti in questi paesi, in queste regioni, provincie o repubbliche, la soluzione finale deve essere orientata verso l'Europa, verso una prospettiva a lunga scadenza vincolata alle future strutture costituzionali europee. Qualsiasi altra soluzione specifica, che non veda come obiettivo finale l'integrazione nelle strutture europee, non può avere successo.
D.W. - Lei, quale nuovo capo dell'UNMIK concepisce gli obiettivi in Kosovo in maniera visionaria e insiste per risolvere passo dopo passo, in maniera pragmatica, gli interessi della vita quotidiana della gente. Appoggerebbe il concetto, più volte ribadito, di una soluzione complessiva dei conflitti balcanici attraverso una conferenza balcanica?
STEINER Come si arriverà alle soluzioni è difficile dirlo. Inizialmente si deve vedere cosa è stato realizzato specificatamente finora in Kosovo e quali sarano gli ulteriori passi. Se dovessimo fare un esame alla dirigenza del'UNMIK, potremmo dire che ha dato il via all'operatività. Ha creato le strutture dell'amministrazione internazionale. Haekkerup ha comunque creato una cornice costituzionale e sotto la sua direzione sono state effettuate le elezioni. Io credo che noi adesso stiamo entrando nella terza fase, dove si tratterà di trasmettere progressivamente le competenze alle autorità del paese. In questa fase il lavoro si concentrerà sugli interessi economici. La gente ha bisogno di sicurezza, le serve una prospettiva politica, questo è chiaro. Però le serve anche il lavoro. Ha bisogno anche di profitti economici. Penso che sia sbagliato e qui pecchiamo spesso noi diplomatici che si considerino importanti solo le questioni politiche e che si trascurino i problemi pratici della vita. Tutto questo naturalmente è molto difficile, basta citare come esempio i problemi realtivi alla privatizzazione. Considero la mancata privatizzazione un grave impedimento. Si tratta di un compito del quale noi ci dobbiamo occupare. Anche i problemi relativi all'energia, per quanto difficili siano, devono essere risolti il prima possibile.
D.W. - Ma come farà lei a compiere progressi rispetto ai problemi della privatizzazione, quando non si è ancora risolta la questione dello status del Kosovo, soluzione questa che Lei vede nella prospettiva a lungo termine. Ciò comporterà, su un altro lato, che i rapporti con le proprietà rimarranno nel frattempo incerti?
STEINER - Io penso che l'economia, se si mira a soluzioni intelligenti, deve diventare indipendente e direi anche che deve andare in direzione della soluzione finale dei dibattiti sullo status politico. Sarebbe un errore che per la soluzione dei problemi economici si aspettasse la soluzione delle questioni politiche. No, questi due aspetti devono svilupparsi contemporaneamente.
Io penso addirittura che la gente abbia un diritto che le spetta. Che si avanzi il più possibile nelle questioni economiche. [...] Come inizio ci serve un governo in Kosovo! E' nell'interesse degli stessi kosovari avere un proprio governo, perché è logico che se i kosovari aspettano che la comunità internazionale riconosca loro il grado più alto dell'autodeterminazione, ciò presuppone naturalmente che loro debbano dimostrare di essere capaci di assumersi la responsabilità di governare. E qui dobbiamo aiutarli [...]. Tutte le questioni, anche quella sullo status politico del Kosovo, si risolveranno alla fine in maniera tale da facilitare il cammino verso l'Europa ed evitando quello che la gente comprensibilmente, e io penso a ragione, non vuole rivivere, cioè il ritorno a vecchie situazioni, sia essa anche qualche forma di dipendenza. Si tratta di qualcosa che io capisco, ma bisogna vedere ma il modo in cui si organizzerà una cosa del genere in presenza di tutti questi parametri diversi lo si vedrà in futuro. Si tratta di una questione che è stata lasciata aperta anche dalla risoluzione 1244 delle Nazioni Unite [...] In Kosovo dovremo starci più a lungo di quanto desideriamo
(Traduzione dall'albanese di Sulejmani Olsi)
| Data: 30-01-2002 | | Fonte: "Deutsche Welle" |
| Autore: Autori vari |
|
|