
"Giorni tempestosi per il governo di Skopje"
| Data: 23-11-1999 | | Fonte: "Kapital" |
| Autore: Autori vari |
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NOTIZIE EST #287 - MACEDONIA
5 dicembre 1999
GIORNI TEMPESTOSI PER IL GOVERNO DI SKOPJE
di Saso Ordanoski - ("Kapital", 4-10 dicembre 1999)
Nella coalizione di governo in Macedonia si è verificato un vero e proprio dramma. Dopo che la Corte Suprema ha annullato i risultati del secondo turno delle elezioni presidenziali nelle regioni occidentali del paese, dove sono state compiute gravi violazioni delle procedure elettorali, si è arrivati a un duro regolamento dei conti tra i partiti al governo. Prima degli altri, ha reagito in modo incredibilmente nervoso e scorretto la VMRO-DPMNE, che attraverso il proprio portavoce Ljuben Paunovski ha accusato la Corte Suprema di parzialità e di violazione della legge, nonché di diffusione di sciovinismo e di odio etnico. Dopo di ciò, Ljuben Paunovski si è scagliato contro il ministro della giustizia Vlado Kambovski (membro del suo partner di coalizione Alternativa Democratica), accusandolo di avere passato alla Corte Suprema dati inesatti, sulla base dei quali è stata adottata la decisione di annullare i risultati elettorali in alcune sezioni. Paunovski si è addirittura permesso di formulare commenti sui rapporti personali e i legami famigliari di alcuni membri dei partiti di opposizione, arrivando al punto di minacciare l'adozione di misure nei confronti di alcuni giudici. La televisione macedone, da parte sua, come nei giorni più neri del regime comunista, è uscita la stessa sera con un commento anonimo nel suo telegiornale in prima serata, nel quale venivano ripetute le stesse pesanti accuse contro la Corte Suprema, aggiungendo inoltre che essa è uno strumento del fascismo.
I PARTNER DI COALIZIONE SOTTO MIRA
Il giornale di partito della VMRO-DPMNE, "Nova Makedonija", ha ampliato in un suo editoriale le accuse rivolte ad Alternativa Democratica (DA). Già nel titolo di questo commento, anch'esso anonimo, il giornale accusa il suo leader Vasil Tupurkovski di tentare, mediante la propria piattaforma per un proseguimento del governo di coalizione, di imporre in Macedonia i metodi dei boss mafiosi. Dopo un primo momento di shock all'interno della DA, quest'ultima ha insistito per l'adozione del suo programma, nel quale si propone un aumento del numero dei ministeri e delle cariche direttive, il proseguimento delle riforme e un rafforzamento della lotta contro la corruzione e la criminalità. In caso contrario, ha minacciato la DA, il partito avrebbe abbandonato il governo. Durante una delle sedute del governo, il premier Georgievski ha chieso al ministro Kambovski di dare le dimissioni per motivi morali e al ministro degli esteri Aleksandar Dimitrov (anch'egli della DA) di spiegare perché aveva richiesto che le valutazioni internazionali in merito alla regolarità delle elezioni presidenziali fosserdo del tutto negative. Dopo un attacco così duro da parte di Georgievski, il vicepremier della DA, Radmila Kiprijanova, si è alzata e ha abbandonato la seduta, seguita poco dopo da tutti i suoi compagni di partito. Dopo l'abbandono da parte dei ministri della DA, il governo ha preso la decisione di richiedere informazioni scritte riguardo a tutte le aziende e le istituzioni della Macedonia che hanno ricevuto crediti da Taiwan, al fine di verificare l'entità di tali somme e le modalità del loro ricevimento. Dopo la seduta, sia la DA che la VMRO-DPMNE hanno reso pubbliche le loro posizioni, secondo cui un proseguimento della coalizione di governo è impossibile, accusandosi reciprocamente con parole pesanti e offensive. Durante l'intera durata della disputa, il leader della DA, Vasil Tupurkovski, non ha mai fatto sentire la propria voce. Successivamente si è venuti a sapere che proprio in quei giorni si trovava all'estero. Tra la gente si è diffusa la voce che fosse partito per Taiwan, per chiedere alle autorità dell'isola di proseguire il proprio impegno nei confronti della Macedonia anche nel caso in cui la DA dovesse passare all'opposizione. Dopo il suo rientro dall'estero, Tupurkovski ha negato di essere stato a Taiwan, senza tuttavia spiegare dove si era recato. Dall'aeroporto è andato direttamente a una seduta urgente del comitato esecutivo del suo partito, al termine della quale sia Tupurkovski che il portavoce della DA hanno dichiarato che il proseguimento della partecipazione al governo è inaccettabile e che la DA abbandonerà la coalizione.
RIVOLGIMENTI INASPETTATI
Verso la metà della settimana, tuttavia, la tensione politica è calata. Il portavoce della VMRO-DPMNE ha comunicato, tra lo stupore generale, che negli incontri tra il premier Georgievski e Vasil Tupurkovski è stato concordato di mantenere la coalizione fino al termine della ripetizione del voto domenica 5 dicembre e di aprire trattative sul suo proseguimento solo dopo tale data. Tupurkovski ha comunicato che la coalizione continuerà a esistere e che Georgievski si è dimostrato ben disposto nei confronti delle condizioni riportate nella piattaforma della DA. La VMRO-DPMNE ha smentito tale dichiarazione, affermando che per il momento si sta solo lavorando a un programma comune per il proseguimento della collaborazione. Il terzo partito della coalizione, il Partito Democratico degli Albanesi (DPA) e il suo leader Arben Xhaferri, sotto la cui direzione sono stati effettuati i brogli elettorali nella Macedonia occidentale, di fronte a tutto questo ha osservato un impassibile silenzio. Dopo la notizia del temporaneo proseguimento della coalizione, il vicepresidente del DPA e mano destra di Xhaferri, Menduh Thaci, ha dichiarato: "Ritengo che la DA non abbia né il morale né il coraggio per uscire dalla coalizione. Sono tutte persone del passato regime, che non possono vivere senza il potere".
COSA FARE?
E' incredibile come il rating e le posizioni politiche della VMRO-DPMNE siano calati negli ultimi mesi. Il culmine di questo periodo negativo lo si è avuto nel momento in cui sono stati resi pubblici i risultati del secondo turno delle presidenziali, quando è diventato chiaro che il candidato della VMRO-DPMNE, Boris Trajkovski, aveva subito una secca sconfitta nella parte più ampia del paese, dove è maggioritaria la popolazione di etnia macedone, e che egli è riuscito a vincere unicamente grazie ai voti degli albanesi. Si tratta di un fatto politico estremamente sgradevole per un partito che si considera il più democratico, ma anche il "più macedone" del paese. L'immagine della VMRO-DPMNE è diventata ancora più negativa a causa della reazione nervosa di fronte alla decisione della Corte suprema. E' vero che alcuni dei magistrati sono stati eletti dal precedente governo, ma questa non è una giustificazione per lo scandaloso comportamento della VMRO-DPMNE di fronte alla più alta istanza giudiziaria del paese. La situazione già sfavorevole per la VMRO-DPMNE si è così ulteriormente complicata. I socialdemocratici all'opposizione hanno visto il loro rating fare un balzo in avanti e non a caso il loro leader Branko Crvenkovski sembra vivere uno dei suoi momenti politicamente più felici. La legittimità di Trajkovski come presidente è messa in dubbio ancor prima che egli sia stato eletto alla carica dopo la ripetizione del voto. Vasil Tupurkovski, che aveva nettamente perso la competizione per la poltrona presidenziale, è ora nuovamente al centro dell'attenzione, con i suoi tentativi di ricorrere a manipolazioni politiche per "salvare" il governo. Il DPA ha confermato la sua incrollabile autorità tra gli albanesi della Macedonia, dimostrando di potere fare quello che vuole all'interno del governo macedone e tiene strettamente in pugno Georgievski e la VMRO-DPMNE. Bisogna riconoscere che in un solo anno di governo, la VMRO-DPMNE difficilmente poteva arrecare più danni al proprio stesso futuro. La VMRO-DPMNE pagherà con ogni probabilità il prezzo del proprio cattivo governo in occasione delle elezioni amministrative previste per il prossimo anno. Se poi il governo cadrà dopo la ripetizione del voto per le presidenziali, non è esclusa la possibilità che si formi una nuova maggioranza in parlamento mediante l'unione tra la DA, la SDSM e gli altri partiti minori di sinistra e di centro. E' probabile tuttavia che il governo macedone riesca a superare quella che finora è stata la sua crisi più grave. Rimane tuttavia da vedere come l'esecutivo di Georgievski intenda continuare a governare.
(il presente articolo è stato tratto dal settimanale bulgaro "Kapital"; gli articoli dell'autore, Ordanoski, vengono pubblicati in contemporanea anche dal bisettimanale macedone "Forum")
| Data: 23-11-1999 | | Fonte: "Kapital" |
| Autore: Autori vari |
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