
La Bulgaria possibile bersaglio dei terroristi radicali islamici?
| Data: 26-04-2004 | | Fonte: “RFE/RL Balkan Report” |
| Autore: Ulrich Buechsenschuetz |
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N.E. BALCANI #784 - BULGARIA
26 aprile 2004
LA BULGARIA POSSIBILE BERSAGLIO DEI TERRORISTI RADICALI ISLAMICI?
di Ulrich Buechsenschuetz - (“RFE/RL Balkan Report”, 16 April 2004)
Le opinioni di alcuni esperti bulgari su quali siano i rischi di una diffusione dell’islamismo radicale nel paese
Sulla scia dell’attacco terroristico dell’11 settembre a New York e Washington, in ogni parte dei Balcani le autorità hanno iniziato ad indagare all’interno delle organizzazioni islamiche in relazione ai loro presunti collegamenti con la rete terroristica Al-Qaeda di Osama Bin Laden.
Alcune indagini hanno rivelato che diverse associazioni caritatevoli islamiche in Albania e Bosnia avevano realmente dei legami con Al-Qaeda. (“RFL/RL Newsline, 18, 23 e 28 gennaio, 15 marzo, 4 aprile, 4 giugno, 2 agosto 2002 e 1 agosto 2003).
Ma in alcuni casi, testimonianze su questi collegamenti si sono dimostrate false. Nel Marzo 2002 la polizia macedone ha ucciso un gruppo di immigrati pakistani, sostenendo che fossero terroristi islamici; più tardi risultò dalle indagini che questi pakistani stavano cercando i loro familiari (RFL/RL Newsline, 5 marzo, 9 maggio, 5 giugno 2002 e RFL/RL Balkan Report, 10 maggio 2002).
Inoltre, nel 2002, il Ministro dell’Interno Macedone, capeggiato dal falco Ljube Boskovski, ha provato a collegare l’organizzazione clandestina ribelle albanese con le organizzazioni del terrorismo islamico. (RFL/RL Newsline, 6 Marzo 2002). Sia l’indagine sul collegamento con il terrorismo, sia la campagna di disinformazione hanno avuto luogo in paesi già indeboliti dai conflitti interetnici che coinvolgevano la popolazione musulmana (Bosnia, Macedonia) e/o paesi che avevano fragili istituzioni statali (Albania, Bosnia e in una certa misura la Macedonia).
È degno di nota che un altro paese balcanico con una numerosa minoranza musulmana, la Bulgaria, fino ad ora non sia stato menzionato come un possibile focolaio per il terrorismo islamico. Nelle ultime settimane, però, soprattutto dopo le bombe sui treni di Madrid dell’11 marzo, le autorità bulgare hanno aumentato le misure di sicurezza dopo gli avvisi di possibili attacchi terroristici, dato che le truppe bulgare fanno parte della coalizione delle forze militari presenti in Iraq. (RFL/RL Newsline, 17 e 18 marzo 2004).
Dopo l’11 marzo, la stampa bulgara ha iniziato a chiedersi se i musulmani in Bulgaria potrebbero essere influenzati dalle tendenze radicali all’interno dell’Islam e quale sono le possibilità che la Bulgaria diventi un bersaglio degli attacchi terroristici. L’agenzia di stampa bulgara vsekiden.com il 6 marzo ha chiesto a due esperti la loro opinione.
In una intervista, Georgi Koritarov, noto giornalista, e Vladimir Chukov, specialista di studi arabi e direttore del Centre for Regional and Confessional Studies di Sofia, hanno discusso del documento sulla strategia di Al-Qaeda in Iraq (Jihad al Iraq amal ya akhtar, www.e-prism.org/imagges/book_Iraq _al-Jihad.doc), pubblicato da Israeli International Counter-Terrorism Institute (www.ict.org.il).
La principale domanda rivolta a Chukov era se, in tale documento, la Bulgaria veniva citata come un possibile obiettivo di attacchi terroristici. Chukov disse che gli autori del documento menzionavano la Bulgaria solo una volta, insieme con gli altri paesi che supportano gli Stati Uniti in Iraq.
Inoltre, Chukov disse che l’assenza di una ampia discussione sulla Bulgaria potrebbe significare che il paese non è importante per Al-Qaeda o che non ci sono membri di Al-Qaeda in Bulgaria che potrebbero avere preparato un’analisi simile a quella sulla Polonia.
Questo non significa, comunque, che la Bulgaria non sia un possibile obiettivo di Al-Qaeda, avvisa Chukov. “Io sono stupito dell’enorme odio verso la Polonia. Lo stesso odio esiste verso di noi come, del resto, nei confronti di tutti gli altri ex paesi comunisti” sostiene Chukov.
Alla domanda su chi potrebbe essere maggiormente influenzato dalla propaganda di Al-Qaeda, Chukov ha risposto che più probabilmente, tra i vari gruppi della minoranza musulmana in Bulgaria, i bulgari musulmani o Pomazi sono i più vulnerabili a causa della loro posizione marginale all’interno della società bulgara.
I Pomazi vivono soprattutto nei Monti Rodopi nella frontiera bulgaro-greca, (End Note, RFL/RL Newsline, 25 febbraio 2003). Essi non sono considerati né come “veri bulgari” dalla maggioranza dei bulgari, né etnicamente turchi dalla numerosa minoranza turca e, di conseguenza, restano fortemente emarginati; al contrario dei turchi, essi non posseggono un loro partito politico.
Chukov sostiene che il miglior modo per prevenire la radicalizzazione dei musulmani in Bulgaria sia di favorire la loro completa integrazione nella società bulgara. “Essi devono disporre di propri rappresentati politici ed avere accesso al potere politico.”
Ciononostante, Antonina Zheljazkova, che è a capo dell’Institute for Minority and Intercultural Relations, disapprova la valutazione di Chukov secondo la quale sarebbero i Pomazi il gruppo più facilmente influenzabile dai terroristi islamici. La Zheljazkova sostiene che se c’è un gruppo musulmano in Bulgaria particolarmente vulnerabile, esso è il gruppo dei Rom musulmani.
Al contrario dei Pomazi, i quali fino ad ora appaiono immuni dalle tendenze islamiche più radicali, i Rom musulmani sono fortemente emarginati e perciò mancano di una difesa sociale propria contro la propaganda islamica, sempre secondo l’opinione della Zheljazkova.
Se la valutazione di Chukov secondo la quale i gruppi più emarginati sono quelli più vulnerabili alle influenze radicali è corretta, allo stesso modo la Zheljazkova ha ragione quando afferma che i Rom sono i più vulnerabili in assoluto. Dopotutto nessun altra minoranza in Bulgaria è stata ignorata fino a questo punto sia dalla classe politica sia da quella religiosa come i Rom.
(traduzione dall’inglese di Agnese Tassinari)
| Data: 26-04-2004 | | Fonte: “RFE/RL Balkan Report” |
| Autore: Ulrich Buechsenschuetz |
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