"Dio, patria e Mitrovica"

Data: 09-02-2001 Fonte: "Notizie Est"
Autore: Autori vari

NOTIZIE EST #398 - KOSOVO
8 febbraio 2001


DIO, PATRIA E MITROVICA
intervista a Shahik Bajgora, del PRSH di Mitrovica (a cura di Andrea Speranza, Mitrovica, 11 novembre 2000)


[Pubblichiamo qui sotto, a titolo esclusivamente documentativo, l'intervista effettuata da Andrea Speranza a un esponente del Partito Repubblicano Albanese di Mitrovica, forza politica di destra che ha un ruolo non indifferente nella città del Kosovo divisa in due e sul quale in genere le informazioni sono molto scarse - A. Ferrario]

Intervista al Professor Shahik Bajgora, segretario della sezione di Mitrovica del PRSH (Partito Repubblicano Albanese). Il Signor Bajgora è professore di matematica in un liceo di Mitrovica sud.

D: Ci parli della nascita del partito.

R: Il PRSH fu fondato il 3 giugno 1990 a Mitrovice. Siamo nati come partito nazionalista. Il Presidente è il Signor Skender Hoti. Il nostro programma ha sempre avuto come punto fondamentale l'unione dei territori abitati da albanesi in Montenegro, in Sangiaccato, in Macedonia e nella Serbia Meridionale con il Kosova. Per quanto riguarda il rapporto con lo Stato di Albania, abbiamo sempre sostenuto la tenuta di un referendum che coinvolgesse gli abitanti di Albania e Kosova (allargato ndr) sulla scelta di un'eventuale unificazione. Ora l'obiettivo prioritario è quello di redigere una costituzione per la Kosova.

D: Qual'è stata la collocazione politica del PRSH nelle elezioni parallele del 1992 e del 1998 e che risultati avete ottenuto?

R: Nei primi anni dalla proclamazione della Repubblica della Kosova i rapporti con l'LDK di Rugova erano buoni. Il governo clandestino era formato da 11 persone e anche noi del PRSH eravamo rappresentati. Alle elezioni del 1992, che videro la LDK raccogliere il 98% dei consensi, il nostro partito riuscì ad ottenere circa l'1%. I rapporti con Rugova si deteriorarono nel corso degli anni 1995-8. Il partito si presentò alle elezioni organizzate nel 1998 dalla LDK, che reclamò il 96% dei voti, ma questa volta fece uso di manipolazioni dei risultati elettorali. Le elezioni di quell'anno non furono certamente libere e regolari per noi albanesi.

D: Che posizioni prese il PRSH durante la guerra in Kosova?

R: Noi sostenemmo in blocco la scelta della lotta armata. Il 65% degli iscritti al partito si arruolarono nell'UCK e purtroppo circa il 10% di loro furono uccisi nel corso dei combattimenti nella zona di Mitrovica.

D: Come vi poneste nei confronti degli accordi di Rambouillet e come giudicate l'intervento della Nato in Kosova?

R: Fummo contrari agli accordi di Rambouillet, in quanto garantivano sulla carta un'autonomia all'interno della Jugoslavia che era inaccettabile. L'intervento militare della Nato in Kosova è stato portato avanti con degli errori evidenti. Ci è voluto troppo tempo prima che i serbi fossero costretti a firmare gli accordi di Kumanovo e a ritirarsi dalla Kosova. In questi mesi la popolazione albanese, in questa zona, ha sofferto moltissimo. Siamo grati alla Nato, ma avrebbe potuto fare molto meglio.

D: Ci parli della situazione attuale di Mitrovica. Qual'è l'organo che dovrebbe amministrare la città divisa?

R: Sulla carta esiste un Consiglio Municipale, che l'UNMIK ha nominato, formato da 4 esponenti albanesi (Bajram Rexhepi – PDK, Ramadan Kelmendi – LDK, Vebi Beqiri – PPK, e il sottoscritto per il PRSH), 2 serbi, 2 bosniak, 1 turco e un rappresentante della comunità rom. In realtà questo organo non è mai stato in grado di funzionare, per il boicottaggio dei serbi. In 6 mesi si sono avvicendati poi ben 4 amministratori dell'UNMIK alla guida di Mitrovica, cosa che rende l'idea della complessità dei problemi da risolvere. Il migliore è stato l'italiano Mario Morcone, ora si è appena installato il nuovo amministratore UNMIK, australiano.

D: Qual'è la situazione a Mitrovica nord e che iniziative ha promosso il PRSH riguardo a tale problematica?

R: Prima della guerra la parte della città a nord del fiume Ibar era abitata per l'84% da albanesi. Ora non ne rimane che lo 0,5%! Il 13 febbraio 2000 nel quartiere rimasto a maggioranza albanese al nord è accaduto qualcosa di terribile: un attacco massiccio di serbi armati, che hanno lasciato sul terreno 14 vittime, oltre a 52 feriti. Il PRSH è sempre stato in prima fila nell'organizzare presidi e manifestazioni di piazza per protestare contro ciò che è accaduto e sta accadendo nella parte settentrionale della città e per solidarizzare con la comunità albanese che ancora resiste. Il 15 dicembre 1999 il nostro partito fu tra i principali promotori di una grande marcia sulla città. Riuscimmo a radunare 65.000 persone, che rivendicavano il diritto di recarsi al grande cimitero, situato al nord del fiume, per pregare sulle tombe dei loro cari scomparsi e dei martiri di guerra. La Kfor francese ci bloccò con violenza e ci impedì di esercitare questo sacrosanto diritto.

D: Qual era la composizione etnica della parte sud della città prima della guerra?

R: A Mitrovica sud la comunità serba costituiva il 6,2% prima della guerra, mentre il 3,5% era costituito da rom ashkali. Ora rimangono soltanto 5 famiglie rom e qualche suora ortodossa. I criminali di guerra si sono trasferiti in massa al nord del fiume Ibar, nella parte che ora è quasi esclusivamente abitata da serbi.

D: Quali sono i rapporti attuali con la Kfor?

R: Qui a Mitrovica, nessun partito albanese ha buoni rapporti con la Kfor e con il comando francese. Noi del PRSH abbiamo avuto grossi problemi con Kouchner e con il generale Ortuno (precedente comandante della Kfor, ndr). La Kfor ci ha impedito di fare campagna elettorale al nord dell'Ibar, negandoci l'uso dei mass-media: niente radio, spot elettorali in televisione, giornali in edicola. Il nostro giornale di partito, "Republika", non esce più. La Kfor ci considera un partito scomodo, con posizioni troppo radicali, e vista la situazione a Mitrovica e le difficoltà che sta avendo a mantenere l'ordine non ci ha lasciato la libertà a cui avremmo avuto diritto, come gli altri partiti albanesi.

D: Qual'è la vostra collocazione politica e quali sono i rapporti con gli altri partiti politici albanesi?

R: Il PRSH è un partito che si considera di destra, in quanto fautore di una linea nazionalista. Abbiamo buoni rapporti con gli altri partiti albanesi. Quello a cui ci sentiamo più affini è il Balli Kombetar. Il rapporti con il PDK sono molto buoni. Abbiamo anche legami e contatti con la SDA, il partito degli albanesi di lingua serba nel Sangiaccato.

D: Parliamo delle ultime elezioni municipali dello scorso 28 ottobre. Vi siete presentati soltanto in tre municipalità e avete ottenuto poche centinaia di voti [1].

R: In realtà noi avremmo voluto presentarci in 14 municipalità, ma non è stato possibile, anche a causa degli ostacoli che l'UNMIK ci ha posto, negandoci di fare propaganda elettorale. Certamente il risultato delle elezioni per noi è stato negativo, tuttavia bisogna considerare che la LDK ha fatto in modo di fare figurare come propri voti che i cittadini avevano dato al PRSH. Dalle 7.00 a 12.00 ai seggi elettorali di Mitrovica i rappresentanti della LDK hanno influenzato la scelta degli elettori in maniera evidente, in alcuni casi riuscendo a manipolare poi le schede. I brogli sono stati evidenti: che fine hanno fatto i 4250 voti che il PRSH aveva raccolto nel 1992 nella sola Mitrovica?

D: Ci parli dei punti fondamentali del vostro programma politico.

R: Sono cinque i punti principali del nostro programma: Dio, Patria (in questo caso la Kosova "allargata"), Libertà, Democrazia, Indipendenza e Costituzione della Kosova. Non accettiamo alcuna forma di autonomia all'interno della Serbia, neanche al livello di quella concessa da Tito nel 1974, che comunque non garantiva agli albanesi lo status di Repubblica Federata.

D: Mi risulta che negli anni '90 il PRSH si rese promotore di alcune iniziative sociali a favore della popolazione di Mitrovica. Ce ne parli.

R: Negli anni 1992-3 cercammo di fare del nostro meglio per dare supporto alla popolazione albanese, discriminata e senza lavoro, dopo i licenziamenti di massa. Una iniziativa importante fu la fondazione di un'ambulanza popolare, la "Sokoli", il 26 giugno 1992. A questa struttura si potevano rivolgere i cittadini, gratuitamente. La Sokoli ebbe vita breve e fu chiusa d'imperio dalle autorità serbe dopo appena 5 mesi. Un'altra esperienza interessante fu quella delle cucine popolari, che a partire dal 9 ottobre 1993 furono operative a Mitrovica. Arrivammo a fornire 513 razioni al giorno, principalmente per gli studenti, costretti a fare lezioni e a studiare in scantinati e in locali privati, portando loro il cibo nelle abitazioni. Questa forma di aiuto gratuito alla popolazione consentì al PRSH di radicarsi nella comunità albanese di Mitrovica. Le cucine popolari furono soppresse dopo 14 mesi dalle autorità.

D: Qual'è la situazione dei lavoratori nella zona di Mitrovica? Ci parti del settore scolastico e universitario.

R: A Mitrovica esistono due facoltà: metallurgia e chimica, situate ambedue al nord del fiume Ibar, e quindi irraggiungibili per gli albanesi. Situate al sud, si trovano le scuole superiori di tecnologia, geologia, tecnica, medicina, oltre a 4 scuole elementari. Il problema è che la Kfor ha occupato edifici adibiti a scuole elementari che sono ancora occupati. Il grande numero di bambini richiede che essi siano costretti a fare turni nelle poche scuole disponibili. Gli insegnanti sono pagati dall'UNMIK cifre che si aggirano dai 150 ai 250 DM al mese, una cifra che non è assolutamente sufficiente per sostenere una famiglia. E i pagamenti non sono certo puntuali. In generale la situazione dei lavoratori qui a Mitrovica è comunque impressionante: la disoccupazione nella parte sud della città ha raggiunto la cifra del 92%. Inoltre esistono 9200 pensionati, che non ricevono la loro pensione da 2 anni. Nel corso del 1999 la popolazione di Mitrovica ha vissuto esclusivamente o quasi di aiuti umanitari. Tuttavia nel 2000 solo il 2% delle ONGs presenti nell'immediato dopoguerra sono rimaste sul campo a sostenere la popolazione con aiuti concreti. Ma l'emergenza qui a Mitrovica non è certo finita...

D: Veniamo a Trepca e alla situazione dei minatori dell'area di Mitrovica.

R: Prima dei licenziamenti di massa della manodopera albanese del 1989-90, il complesso minerario di Trepca impiegava 32.000 persone; l'8% era costituito da personale serbo, una percentuale che rispecchiava più o meno la proporzione tra i due gruppi etnici prima della guerra. Per quanto riguarda la dirigenza, tuttavia, i rapporti cambiano: il 46% dei quadri dirigenti era serbo.
Ora i minatori sono ancora disoccupati, l'UNMIK ha iniziato ad impiegare alcune centinaia di lavoratori per i lavori di bonifica degli impianti, necessari dopo la guerra.

D: Come il PRSH si rapporterebbe in un futuro Kosova indipendente con le minoranze e con le forze internazionali?

R: Nella prospettiva di un indipendenza, il nostro partito sarebbe disposto alla collaborazione con le minoranze (serbi, turchi, rom) nell'amministrazione e nell'autogoverno del paese. Chiaramente dopo avere assicurato che tutti i criminali di guerra o i collaborazionisti siano stati assicurati alla giustizia. In questa prospettiva, a lungo termine le forze internazionali della Kfor e l'amministrazione UNMIK non sarebbero più necessarie e dovrebbero lasciare la Kosova.


Alcune informazioni ultieriori sul PRSH dal sito internet dell'OSCE (Political Party Guide – municipal elections 2000): http://www.osce.org/kosovo/elections

- Il PRSH è stato l'unico partito albanese a mantenere una sede a Mitrovica nord dopo la fine della guerra, situazione che è durata fino al dicembre 1999, quando la sede fu bruciata.
- Il partito è fautore di una politica di privatizzazioni delle industrie, che dovrebbe costituire una priorità nell'azione legislativa del Kosova indipendente.
- La riunificazione e ricostruzione della città di Mitrovica è uno dei punti fermi del PRSH, sezione di Mitrovica.
- A Gllogovc il PRSH si fa fautore della ricostruzione delle fabbrica di ferro e nickel bombardata dalla Nato durante la campagna aerea del 1999.


NOTA:

[1] I voti raccolti dal PRSH nelle elezioni municipali del 28 ottobre 2000 sono stati 348: Mitrovica 175 voti (0,5%), Vushtri 126 voti (0,5%), Gllogovc 47 voti (0,2%). Nessun rappresentante del partito è stato eletto in consiglio municipale.

Data: 09-02-2001 Fonte: "Notizie Est"
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