"La disfatta di Georgievski"

Data: 13-09-2000 Fonte: "Kapital"
Autore: Saso Ordanovski

NOTIZIE EST #342 - MACEDONIA
13 settembre 2000


LA DISFATTA DI GEORGIEVSKI
di Saso Ordanovski - ("Kapital", 2-8 settembre 2000)


["Notizie Est" riprende le pubblicazioni dopo la lunga pausa estiva con alcuni materiali raccolti nelle settimane scorse, ma ancora attuali, a cominciare da questo articolo apparso una settimana prima delle elezioni amministrative in Macedonia, svoltesi il 10 settembre scorso, utile tuttavia a comprenderne il contesto. Cogliamo l'occasione per segnalare i primi dati ufficiali (ma parziali) sui risultati di tali elezioni. Secondo tali dati, che si riferiscono a 96 municipalità su 124, la coalizione di governo ha ottenuto il 30,06% dei voti, contro il 36,69% dell'opposizione unita. Più in dettaglio, tra i partiti di governo, la VMRO-DPMNE con la DA ha ottenuto il 23,03% dei voti, mentre il maggiore partito degli albanesi, il DPA, ha ottenuto il 13,03%. Il 36,69% dell'opposizione è stato conseguito invece con liste unitarie di cui facevano parte la SDSM, la LDP (Liberal-Democratici), la SPM (socialisti) e la Lega per la Democrazia. In questo primo turno la coalizione di governo ha conquistato 23 municipalità (13 alla VMRO-DPMNE e 10 al DPA) e l'opposizione 18, con la notevole vittoria nella capitale Skopje. All'altro partito degli albanesi, il PDP, è andata una municipalità. I voti nulli sarebbero, secondo dati ancora non confermati, moltissimi, si parla di 90.000. In generale, va tenuto conto che ovunque sono state segnalate irregolarità e in particolare nelle zone occidentali a maggioranza albanese - a.f.]

Dopo nemmeno due anni di governo, la VMRO-DPMNE si trova infine ad affrontare un'imminente radicale sconfitta alle elezioni amministrative e una pesante crisi nelle fila dello stesso partito. Oltre a ciò, Ljubco Georgievski, a sorpresa di tutti, ha risposto con la minaccia di indire elezioni parlamentari anticipate.

Per ora sembra che la disgregazione della VMRO-DPMNE si sia arrestata. Da quando una ventina di deputati della VMRO-DPMNE - su un totale di 49 di cui dispone tale partito - hanno dichiarato l'intenzione di cambiare uniforme politica e di passare al partito di opposizione di recente creazione VMRO-VMRO (Opzione Riformistica Macedone Autentica), e dopo che successivamente una decina di essi si sono presentati a una conferenza stampa insieme alla direzione della VMRO-VMRO per confermare la propria nuova appartenenza di partito, la reazione del governo e del premier Ljubco Georgievski nei confronti dei propri ex colleghi è stata durissima. Vi sono state pressioni brutali e minacce contro i "traditori" e le loro famiglie. I deputati hanno dichiarato di essere stati oggetto di tentativi di corruzione con offerte di denaro, automobili e appartamenti in regalo, e in alcuni casi (a Kumanovo, Prilep, Skopje) le abitazioni dei deputati sono state attaccate da assembramenti "spontanei" di membri in rivolta della VMRO-DPMNE di fronte alle loro case, azioni durante le quali sono state sfondate porte, infrante finestre e danneggiate le automobili dei deputati in questione.

La polizia è rimasta a guardare senza intervenire. Uno dei deputati oggetto degli attacchi è stato costretto a ricorrere all'autodifesa sparando alcuni colpi di pistola, che hanno lasciato feriti due degli aggressori.

In conseguenza di queste durissime pressioni, il numero dei deputati che per ora sono passati nelle fila della VMRO-VMRO all'opposizione è diminuito di cinque-sei. Ma non vi sono dubbi che la VMRO-DPMNE abbia risentito fortemente delle defezioni e che le conseguenze per il futuro del partito siano più che incerte. Con questi sviluppi è stata impedita la caduta della maggioranza governativa in parlamento, che sarebbe stata invece all'ordine del giorno con la fuga di tutta la decina di deputati verso le fila dell'opposizione.

PATRIA & FINANZE
Cosa rappresenta esattamente la VMRO-VMRO? Si tratta di un partito creato alcuni mesi fa da uno dei fondatori originari della VMRO-DPMNE, che è stato il suo primo segretario generale e uno stretto collaboratore di Ljubco Georgievski, da lui tenuto a battesimo nel mondo della politica: Boris Zmejkovski. Alcuni anni fa, dopo un tentativo senza successo di regolamento dei conti con l'ala "filobulgara" nella DPMNE (guidata dal vicepresidente del partito e attuale ministro degli esteri, Dosta Dimovska), Zmejkovski ha abbandonato la DPMNE con molti altri esponenti del vertice del partito e ha annunciato la fondazione di una nuova VMRO. Recentemente è diventato suo alleato Boris Stojmenov, fino a poco tempo fa ministro delle finanze nel governo di Georgievski (sostituito in occasione dell'ultimo rimpasto di governo alcuni mesi fa), vicepresidente della DPMNE, ma anche per lunghi anni importante gestore delle finanze di tale partito e dei coniugi Georgievski. Così, dopo essere uscito dalla DPMNE, Stojmenov è diventato presidente della VMRO-VMRO, mentre Zmejkovski ne ha assunto la carica di vicepresidente.

Zmejkovski gode altrimenti di una grande popolarità tra i membri della base della DPMNE, poiché ha fama di persona onesta e fortemente fedele alle idee del partito, nonché di uno dei più puri macedonisti [il termine, nel gergo politico macedone, sta a indicare coloro che affermano con decisione un'identità macedone come nettamente differente e autonoma da quella bulgara, a differenza dei cosiddetti "filobulgari" - N.d.T.]. La sua influenza è molto forte, poiché nei fatti, come segretario generale, è stato per anni il principale responsabile dei quadri della DPMNE e il capo informale della polizia informale di partito all'interno della stessa DPMNE. Non bisogna dimenticare che la VMRO-DPMNE trae le proprie origini dalle organizzazioni rivoluzionarie di grande tradizione degli ultimi due secoli - è scarsamente democratica al proprio interno, sempre organizzata secondo criteri militari e bisognosa di mitologie e leggende relative a "comandanti di drappelli".

E' in un tale partito che Zmejkovski è cresciuto nel tempo. E' noto, per esempio, che durante il periodo del regime comunista, Zmejkovski ha viaggiato su un cavallo bianco da Skopje a Krusevo, per celebrare simbolicamente l'insurrezione di Sant'Elia (1903) e l'aspirazione del popolo macedone all'indipendenza. In tali anni egli è stato un "cliente regolare" della polizia macedone ed è stato in prigione per furto di legna, un'accusa che successivamente Zmejkovski ha affermato essergli stata infondatamente affibbiata dai servizi segreti del regime comunista.

Stojmenov, da parte sua, grazie alla sua posizione in ambito finanziario, esercita (e ha esercitato) un'influenza tra i deputati in parlamento e le strutture tecnocratiche della DPMNE. La sua ditta BS (le iniziali del suo nome e cognome) si interessa di un'ampia gamma di attività d'affari: dai servizi di consulenza in campo finanziario e contabile, fino all'industria tipografica e la detenzione della proprietà di uno dei più popolari canali televisivi di Skopje. Così egli utilizza ora le attività da lui stesso create e l'influenza accumulata grazie alla sua posizione di alto funzionario della DPMNE (vicepresidente del partito), nonché il mandato ministeriale in una delle aree chiave delle finanze, per attrarre il numero maggiore possibile di deputati e noti esponenti della DPMNE nel suo nuovo partito. Naturalmente, le società di Stojmenov sono state le prime a entrare nel libro nero del governo di Georgievski - in questi giorni sono state bloccate da "controlli" di decine di ispettori e commissioni sul loro lavoro. L'attività finanziaria della discarica di Drisla, a Skopje, un'impresa statale per la raccolta dei rifiuti della capitale, il cui direttore è Zmejkovski, è stata anch'essa bloccata in questi giorni e fatta oggetto di svariate ispezioni statali.

UNA PROPOSTA "INDECENTE"
Ecco con cosa "si diverte" la Macedonia a due settimane dalle elezioni amministrative, il cui primo turno si svolgerà il 10 settembre. Secondo tutte le previsioni la parte macedone della coalizione di governo perderà sicuramente tali elezioni, e quello che rimane da vedere è semplicemente quale sarà il livello di gravità della sconfitta. E' possibile che l'immagine dei partiti di governo - la VMRO-DPMNE di Ljubco Georgievski, l'Alternativa Democratica (DA) di Vasil Tupurkovski, e il Partito Democratico degli Albanesi (DPA) di Arben Xhaferri, venga nuovamente "salvata" dai voti degli albanesi, come è accaduto in occasione delle elezioni presidenziali dell'anno scorso. Così, messo di fronte a una grande crisi di legittimità del suo governo e all'interno del suo partito, Ljubco Georgievski, a sorpresa di tutti (inclusi i suoi partner di coalizione), ha dichiarato che se alle imminenti elezioni amministrative i partiti al governo otterranno voti inferiori del 10% a quelli dell'opposizione unita, egli proporrà il 1 ottobre al parlamento di votare l'indizione di elezioni parlamentari anticipate.

Questa dichiarazione ha scioccato gli ambienti politici e l'opinione pubblica macedone. Le elezioni anticipate sono in realtà qualcosa che l'opinione unita, guidata dai socialdemocratici di Branko Crvenkovski, chiedeva ormai da alcuni mesi, accusando il governo per la "svendita del paese" (in particolare alla Grecia), per la "bulgarizzazione ideologica" della Macedonia e per l'alto livello di corruzione e criminalità nelle più alte sfere delle strutture del potere. Ma perfino l'opposizione non nutriva speranza nell'effettiva possibilità di elezioni anticipate, tenendo presente l'ampia maggioranza di cui godevano fino a poco tempo fa in parlamento i partiti di governo.

Da parte loro, in via non ufficiale e anonimamente, alti rappresentanti della DA hanno definito una "reazione nervosa" e "un'ennesima idiozia di Ljubco Georgievski" la dichiarazione relativa alle elezioni anticipate fatta dal premier. Sempre fedele e incline al ruolo di protettore di Ljubco Georgievski, Arben Xhaferri ha constatato invece con preoccupazione che con gli ultimi sviluppi all'interno della VMRO-DPMNE e le eventuali elezioni il paese potrebbe entrare in una grave crisi politica.

DISGREGAZIONE ANCHE NELLA "ALTERNATIVA DEMOCRATICA"?
Come ciliegina sulla torta è giunta la notizia che Vasil Tupurkovski, che è stato sottoposto una decina di giorni fa in una clinica di Washington a un'operazione chirurgica durante la quale gli sono stati effettuati tre by-pass, non tornerà in Macedonia prima della fine delle elezioni amministrative a causa delle sue condizioni di salute. Ma non è tutto - egli ha dichiarato ad alcuni media macedoni, che dopo il suo ritorno in patria dovrà "diminuire il numero degli impegni e le attività che svolge". Queste parole hanno immediatamente dato il via a una serie di speculazioni, alcune delle quali convincentemente argomentate, secondo cui Tupurkovski si starebbe preparando a un ritiro dalla politica (lasciando Ljubco Georgievski a "friggere" nella difficile situazione politica e in particolare con la complessa avventura "dollaro-diplomatica" con Taiwan) e secondo cui anche nella DA vi sono deputati pronti a passare alla SDSM e nei vertici del partito si sarebbe scatenata una lotta per chi prenderà il posto di leader ora occupato dal corpulento Tupurkovski. Alcuni giorni fa la direzione della DA è stata costretta a organizzare una seduta urgente della propria segreteria e con una dichiarazione ai media ha smentito nervosamente queste speculazioni.

Tutto ciò rende la situazione ancora più incerta. La SDSM, con i suoi alleati minori nell'opposizione, sta "volando" alto sulle ali dell'insoddisfazione degli elettori dell'attuale governo. Secondo le indagini d'opinione, i cittadini della Macedonia, nonostante non abbiano dimenticato il cattivo governo di Crvenkovski, soprattutto negli ultimi due anni dell'esecutivo dei socialdemocratici, ritengono nella loro maggioranza che il presente governo sia ancora peggiore. Al governo viene addebitata la colpa per la cattiva situazione economica, ma anche per la "svendita del paese" agli albanesi, ai greci e ai bulgari.

E' diffusa l'opinione secondo cui Ljubco Georgievski sarebbe interessato unicamente alle proposte greche per un acquisto in massa delle imprese piccole e grandi della Macedonia e che egli sia eccessivamente morbido nei rapporti con gli albanesi, nonché troppo vicino alla Bulgaria. Un'analisi obiettiva probabilmente dimostrerebbe che il governo di Georgievski è riuscito a realizzare molte cose importanti in meno di due anni di governo: ha superato con successo la crisi del Kosovo, ha introdotto la Legge per le denazionalizzazioni, così come la lungamente attesa Legge per l'IVA, ha fatto passare la nuova Legge per l'educazione di livello universitario (con la quale è stata rintuzzata l'insoddisfazione degli albanesi per il sistema universitario in Macedonia), ha conseguito una distensione nei rapporti con la Bulgaria, ha avviato una riforma dell'amministrazione statale ed è riuscito con successo a portare avanti le trattative per nuovi accordi finanziari con il FMI e la Banca Mondiale, nonché le trattative per la firma di un accordo di stabilizzazione e associazione all'Unione Europea.

Tutto ciò, tuttavia, è stato accompagnato da un centinaio di scandali di minore o maggiore entità e delle più svariate tipologie (da quelli sul ruolo della fondazione della moglie del premier fino a quelli per la corruzione in diversi affari), così come da una serie di mosse sbagliate nella politica dei quadri e in quella economica, nonché nella politica relativa alla sicurezza.

LA SOCIETA' CONTRO LA VMRO-DPMNE
Quello che colpisce più di tutto è l'incapacità del governo, e in particolare del premier Georgievski, di mantenere delle buone relazioni con la società. Da due anni ormai il governo non riesce a canalizzare gli aspetti positivi del suo governo attraverso i media del paese. Così, su 6 quotidiani esistenti in Macedonia, si può dire che 5 abbiano un atteggiamento critico nei confronti dell'operato del governo e che il sesto ("Nova Makedonija", di proprietà statale) sia talmente filogovernativo da produrre in una certa misura, con il suo stile di scrittura, un controeffetto a svantaggio del governo. La situazione è simile anche nel campo dei settimanali che si occupano di politica (e che in Macedonia sono una decina), ma anche in quello delle televisioni, che vede tutti i quattro-cinque canali privati e più guardati esprimere una valutazione assolutamente negativa e ironica riguardo all'operato del governo. Con un tale odio concertato diffuso nella società, il governo non può avere vita lunga.

Ljubco Georgievski negli ultimi tempi ha davvero bisogno di qualche grande successo. Altrimenti dopo la sconfitta quasi sicura alle elezioni amministrative dovrà proporre lo scioglimento del parlamento e, se il parlamento approverà tale proposta, cosa che è molto difficile stabilire ora - entro la fine dell'anno dovrà andare a nuove elezioni parlamentari, che produrrebbero un nuovo governo tecnico. E' possibile anche la variante secondo cui in parlamento, senza un suo scioglimento, si formerebbe una nuova maggioranza costituita dalla SDSM ora all'opposizione, ma questa situazione potrebbe addirittura essere ancora più spiacevole per Georgievski e per la DPMNE, perché quasi sicuramente produrrebbe un'ulteriore disgregazione e degradazione politica della VMRO-DPMNE stessa.

Una cosa è sicura - Ljubco Georgievski negli ultimi tempi si ricorda sicuramente con nostalgia dei bei tempi andati in cui con il suo partito guidava l'opposizione macedone. Il potere può sollevare fino alle cime più alte, ma quando non si è in grado di governare bene, con la stessa rapidità può trascinare a terra e distruggere.

(titolo di "Notizie Est")


Data: 13-09-2000 Fonte: "Kapital"
Autore: Saso Ordanovski