La transizione è finita, ora c'è la società di classe

Data: 12-12-2002 Fonte: "Trud"
Autore: Andrej Rajcev

N.E. BALCANI #604 - BULGARIA
12 dicembre 2002


LA TRANSIZIONE E' FINITA, ORA C'E' LA SOCIETA' DI CLASSE
di Andrej Rajcev - ("Trud" [Sofia], 3 dicembre 2002)


Uno dei più noti sociologi bulgari spiega come è terminata la transizione e perché si è formata una struttura di classe stabile

"La transizione in Bulgaria è terminata". Perché è così difficile accettare questa conclusione? Perché, se torniamo indietro, vediamo che la critica al socialismo reale è una critica da sinistra. La mattina dell'11 novembre 1989 [il giorno dopo la data in cui è stato deposto il dittatore Todor Zivkov - N.d.T.] la Bulgaria si è svegliata con l'idea che il socialismo reale fosse un socialimo insufficiente. Tutto è cominciato come critica all'ineguaglianza sociale. Loro hanno le mercedes e noi no, loro hanno privilegi e noi no, loro mangiano cibi costosi e noi no. Quando si è entrati nella transizione, è stato raccontato alla gente che si tratta di di un processo legato all'uguaglianza sociale e al miglioramento della situazione economica. Lo stesso concetto di entrata nella transizione si è quindi dimostrato profondamente falso. Su un altro piano, il concetto che avevano della transizione i nostri partner occidentali aveva una struttura chiara e univoca: la transizione è un sistema di valori che la gente deve fare propri. Quando ciò avverrà, verranno costruite istituzioni conformi a tali valori. Se i valori sono democratici, anche le istituzioni saranno democratiche e quando queste ultime cominceranno a funzionare, la transizione sarà finita. Sulla base di questa idea elementare è stata costruita l'intera politica dell'Occidente nei confronti dell'Oriente integrato. Si comincia con il creare dei media, dei partiti, la gente si entusiasma, si fanno dei discorsi e questi valori vengono realizzati. Si misurerà, con gli strumenti sociologici, che questi valori sono arrivati e si dirà: ecco, ormai sono democratici e cominciano a penetrare nelle istituzioni: oop! un presidente, oop! un tribunale, oop! questo e quello, e quando tutto sarà concluso, si dirà "Ecco qui, è finita, abbiamo costruito... la società".

In tutti questi discorsi nessuno menziona la proprietà, le classi, l'ineguaglianza. E ovviamente oggi l'idea che "la transizione è finita" porta a una reazione di insofferenza. Come può essere finita? E' per questo che abbiamo lottato? La verità è che abbiamo uno stato di tipo diverso e un'economia di tipo diverso. E, cosa più importante, anche la nostra società è diversa! Questo è il punto principale. La transizione è finita perché la società si trova in una nuova condizione. E' una società che vive nel capitalismo, è una società con classi, che hanno finito di declassarsi, anche se continuano a immiserirsi. In Bulgaria c'è una società di classe che ha il seguente aspetto: il 40% sul fondo, 2 x 25% in mezzo e 10% al vertice. Questi 10% sono gli integrati nell'economia di mercato (dei ricchi non parliamo nemmeno). Due per 25% sono quelli che sono parzialmente integrati nell'economia di mercato, mentre il 40% non è assolutamente integrato. La gente ha trovato la propria collocazione di classe e vive al suo interno. Per gli appartenenti alle classi più basse il reddito reale ideale è 300 lev [1 lev = 50 cent. di euro], per chi si trova in mezzo è 500 lev e per il cosiddetto vertice è 800 lev. Tutto ciò per un sociologo significa che si è formata una struttura monoclasse. E' questo il mio primo argomento a sostegno della tesi secondo cui la transizione è terminata. Il mio secondo gruppo di argomenti è collegato allo sviluppo di un nuovo modello politico. Noi viviamo oggi in un modello politico post-transizione. Ciò significa che i rapporti tra i partiti sono rapporti chiusi nell'ambito della élite politica, e sono estranei alla società. Cinque o dieci anni fa le sigle SDS [Unione delle Forze Democratiche] e BSP [Partito Socialista Bulgaro, ex comunisti] significavano anche un rapporto tra la gente e ora la gente è uscita dalla politica. Si tratta di una differenza qualitativa enorme. Questa differenza è emersa in modo chiaro con la comparsa sulla scena politica del NDSV, il movimento dell'ex zar Simeon, e le cose sono definitivamente terminate con la completa disillusione nei confronti del NDSV e la sua riduzione a un normale partito politico, fenomeno con il quale la politica si è separata dalla società, chiudendosi ermeticamente in una sfera a parte. E' un criterio molto importante nell'esaminare la transizione.

In terzo luogo, è possibile osservare nella maniera più chiara la fine della transizione attraverso le forme di coscienza di massa. La società in transizione è costretta, a causa del suo carattere temporaneo, ad aderire a qualche mito. A quali miti abbiamo assistito? Mito primo: il mito della Russia, secondo il quale Gorbaciov laggiù metterà a posto le cose e alla fine i russi verranno qua e metteranno a posto le cose da noi. Di questo mito hanno vissuto in Bulgaria per lunghi anni milioni di persone. E' svanito lentamente fino al punto che, quando l'allora leader socialista Parvanov ha dichiarato di essere a favore... della NATO, non è successo nulla. Il mito era oramai morto. Il secondo mito è quello del comunista. Questo mito serviva a identificare la fonte di tutti i mali nella nostra società. Questo "comunista" era una figura puramente mitologica, una creatura dell'aldilà, con caratteristiche di onnipotenza. Poteva emergere ovunque. Addirittura sotto forma di falso esponente della destra o di agente del KGB. Lo si combatteva con maledizioni e scongiuri. Il mito del comunista tuttavia è morto dopo i rivolgimenti politici del 1997. E' allora comparso il mito dell'Europa, finito con l'eliminazione dei visti per la zona di Schengen, quando ci siamo resi conto che in un certo senso ne facciamo parte. E che non è successo nessun miracolo. E infine è giunto il mito dello zar, un mito terminale. Ecco, verrà qualcuno e metterà le cose a posto, ed è arrivato lo zar. Questo mito si è sviluppato a causa di una carenza di altri miti. Nel giro di due mesi e mezzo la nazione si è riorientata politicamente, uno sviluppo possibile solo in ambito mitologico. Ma anche questo mito si è estinto. Non che ci sia un'enorme disillusione per il NDSV, semplicmente il sig. Sakskoburggotski non è più una figura mitologica, ma solo uno dei nostri governanti. Quando il mito dello zar è terminato, è rimasto solo un partito centrista. Al posto di una figura mitologica abbiamo semplicemente un leader politico.

Sono questi i tre motivi per cui penso che viviamo ormai dopo la transizione. E questo vuole dire: viviamo in soggetti di tipo nuovo, in conflitti di tipo nuovo. Con nuove idee, forse differenti per ognuno di noi.

(titolo di "Notizie Est")

Data: 12-12-2002 Fonte: "Trud"
Autore: Andrej Rajcev