
"L'alternativa democratica in Bosnia-Erzegovina dopo le elezioni"
| Data: 23-05-2001 | | Fonte: AIM |
| Autore: Rubina Cengic |
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NOTIZIE EST #440 - BOSNIA
23 maggio 2001
L'ALTERNATIVA DEMOCRATICA IN BOSNIA-ERZEGOVINA DOPO LE ELEZIONI
(di Rubina Cengic - AIM Sarajevo, 30 aprile 2001)
[Riportiamo qui sotto, a titolo esclusivamente documentativo, un articolo dell'AIM che completa e aggiorna i profili del Krug 99 e dell'AMV pubblicati in "Notizie Est" #422 del 29 marzo 2001]
Un politico di Sarajevo, poco tempo fa, ha risposto in modo quasi arrabbiato al suo interlocutore a una domanda sull'impegno dell'alternativa politica nella BiH [Bosnia-Erzegovina]: "Quale alternativa, ma sei matto! L'alternativa politica nella BiH non è diventata il potere?" Nello stesso tempo, un membro di quella passata, ma pur sempre alternativa, lo scrittore e giornalista, Sead Fetahagic, dice per AIM: "Ogni potere intelligente ha bisogno di un'alternativa, come ha bisogno di una opposizione buona e di qualità. L'alternativa non deve necessariamente essere contraria, ma può dare un'altra opinione
Anche la madre sgrida il proprio bambino, ma ciò non significa che non gli vuole bene."
La domanda/dilemma "L'alternativa democratica dopo le elezioni nella BiH" è stata sia il titolo che il tema centrale del convegno di due giorni tenutosi in questi giorni a Sarajevo. Organizzatore dell'incontro è stato il Parlamento civico alternativo di Tuzla, che raduna alcune organizzazioni non governative e che con la sua attività copre tutto il territorio della BiH (Circolo 99, Comitato di Helsinki per i diritti umani della BiH, Comitato di Helsinki dei diritti umani della Repubblica serba, Forum dei cittadini di Tuzla
). Coloro che sostengono la tesi secondo la quale l'alternativa politica in BiH non è più necessaria dopo le elezioni di novembre, trovano gli argomenti nel fatto che un grande numero di membri dell'alternativa è entrato a far parte del potere attuale. Per esempio, nei governi, sia statale che dell'entità, dell'Associazione degli intellettuali indipendenti Circolo 99 sono entrati: Bozidar Matic (presidente del Consiglio dei ministri della BiH), Alija Behmen (presidente del Governo della Federazione BiH), Gradimir Gojer (ministro della cultura nel Governo del Cantone di Sarajevo); del Consiglio alternativo dei ministri/governo ombra BiH: Nikola Grabovac (vice del premier federale e del ministro delle finanze), Sejfudin Tokic, uno dei creatori di AMV BiH (vice presidente della Camera dei popoli dell'Assemblea parlamentare BiH).
Slavko Santic, segretario generale del Circolo 99 non ha dilemmi sulla continuazione del lavoro di questa associazione e sull'attività dell'alternativa in generale, però si chiede se il Circolo 99 adesso debba necessariamente diventare opposizione: "L'alternativa democratica ha adesso un ruolo completamente nuovo, che non significa assolutamente l'opposizione dalla quale si osserverebbe in modo critico la realizzazione delle idee che noi abbiamo sostenuto negli ultimi anni. Le organizzazioni che fino alle elezioni sono state alternative, ora si assumono la responsabilità di essere partner fino al momento in cui tali idee si realizzeranno. Ciò non può assolutamente essere il ruolo comodo dell'opposizione, anzi - i rappresentanti dell'alternativa che oggi si trovano al potere non rispondono soltanto alla DAP (Alleanza democratica per i cambiamenti), che li ha nominati, o ai cittadini della BiH, ma anche alla stessa alternativa", dice Santic, indicando l'atteggiamento sbagliato di quelli che necessariamente identificano l'alternativa con l'opposizione politica, che in realtà è ciò che in questo momento "stanno facendo i partiti nazionali e nazionalisti".
Il potere attuale in BiH è articolato per la maggior parte attraverso l'Alleanza democratica per i cambiamenti, che in realtà non è interamente una "naturale" struttura politica. Dunque, in questo "conglomerato" di partiti politici sono entrati i forti Socialdemocratici, ma anche i deboli HSS (Partito contadino croato, N.d.T.), LDS (Partito liberaldemocratico, N.d.T.), GDS (Partito civico democratico, N.d.T.), poi alcuni partiti che si potrebbero annoverare fra quelli medio forti, ma che sono guidati da quadri di primo piano dei partiti politici nazionali come l'Iniziativa croata indipendente e il Partito per la BiH - Kresimir Zubak (provenuto dall'HDZ) e Haris Silajdzic (provenuto dall'SDA). Nella DAP, come si sottolineava anche nelle discussioni intorno a questa tavola rotonda, stanno insieme coloro che hanno concetti forti e programmi definiti e coloro che non hanno un concetto particolare, ma con un forte desiderio del potere e l'abitudine al profumo di quest'ultimo. Qualora questo e siffatto potere non riuscirà a realizzare il programma preannunciato che ci condurrà verso una normalizzazione della vita, quello retrogrado, cioè nazionale, "verrà a galla", così esprime le sue preoccupazioni uno dei membri del Circolo 99 e dell'AMV BIH il professor Juraj Martinovic.
Di organizzazioni non governative in BiH ce ne sono circa trecento e molte di loro, come nota anche il professor Martinovic, servono "soltanto per il lavoro personale, per il profitto personale degli individui, per il loro buon "mangiare e bere gratuitamente" (uhljebljenje). "Molte di loro nel rapporto con il potere e con la comunità internazionale si comportano secondo lo stile: nel non parlare c'è la sicurezza. Ma l'alternativa non può tacere, come non può essere euforica perché alcuni suoi uomini sono al potere. Questa volta l'investimento è molto più alto.", sottolinea Martinovic, ricordando che nelle lotte precedenti tra l'alternativa e l'opposizione non c'era nulla da perdere, si poteva soltanto indebolire il potere nazionalista esistente, ma adesso bisogna rafforzare e mantenere la posizione esistente e combattere l'opposizione che è forte per il fatto che essa è l'ex potere e che ha ancora numerose leve di comando. In tale situazione l'alternativa politica è una sorta di "punto di controllo" necessario, ricorda anche Zlatko Dizdarevic, pubblicista, secondo il quale non ci sono dilemmi circa la necessità oggi dell'alternativa: "Noi non siamo stati l'alternativa agli individui, ma al concetto del potere e la questione è quanto cambierà la filosofia del potere, visto il fatto che questa attuale è il dettato della matematica elettorale. L'alternativa deve essere alternativa a tutte le stupidaggini politiche. Essa non è l'alternativa agli individui, ma ai processi politici, ai processi che sono contro la società civile
Essa collaborerà con le strutture del potere dove ciò sarà possibile, ma si opporrà là dove ciò sarà necessario", dice Dizdarevic.
"Nonostante la nuova struttura del potere, il concetto del civile è ancora un qualcosa di pauroso (bauk) nella maggior parte della BiH, e nello stesso tempo l'alternativa deve avere una fiducia limitata nei nuovi poteri", ha ricordato Vehid Sehic, il presidente del Forum dei cittadini di Tuzla e anche presidente del GAP (Parlamento civico alternativo, N.d.T.), che ha domandato se sia stata data una risposta ferma circa il tipo di Bosnia che vogliono veramente i suoi cittadini. E una delle autorità guida dell'SDP BiH, poco tempo fa, ha detto non ufficialmente che lui stesso ha paura per la qualità e il carattere del nuovo potere bosniacoerzegovese: "Questo sarà un cattivo potere, ma l'unica fortuna è che con solo un minimo d'impegno non potrà essere peggiore di quello che sostituisce." Il ministro Gojer, sul rapporto del nuovo potere e dell'alternativa democratica dice per AIM: "Esiste un grande numero di organizzazioni non governative attraverso le quali si possono articolare i bisogni dei cittadini nella BiH e che possono collaborare con le strutture del potere oppure correggere il loro lavoro. Lo stesso Circolo 99 già adesso ha un atteggiamento molto critico verso il lavoro del nuovo potere e anch'io sostengo ciò. Io stesso ho bisogno del punto di controllo."
E seppure per molti il dilemma sulla necessità dell'alternativa sia soltanto "un dilemma inventato", l'analista politico indipendente della RS (Repubblica serba), Milorad Zivanovic, che è stato anche l'introduttore di questa tavola rotonda, ha ricordato la crudele realtà della BiH: "Al fine di risparmiare, il governo di un paese straniero ha raccomandato ai suoi funzionari che sono nel nostro paese di usare esclusivamente il treno! Noi non soltanto non abbiamo il treno, ma non abbiamo neanche lo stato. Nello stesso tempo, abbiamo un ambiente politico che è molto peggio di quello del 1996. Le forze democratiche praticamente non esistono. Nella RS non hanno ancora prevalso le forze sane, e la situazione è simile anche nella Federazione. L'Alleanza si è creata in realtà in modo innaturale e in sostanza è un clone della Sloga (coalizione della RS, N.d.T.) di Banja Luka. Il concetto di alternativa deve essere esaminato a fondo, poiché essa non è la somma delle istituzioni, ma è uno stile di vita, dall'ecologia all'economia, e tutto ciò nel nostro paese è ancora una vera tragedia", ha detto Zivanovic.
Vada come vada, anche questa discussione ha dimostrato, e le conclusioni hanno sottolineato, che l'alternativa democratica "manterrà un rapporto critico verso il potere attuale in BiH, come anche in entrambe le entità, avendo presente il fatto che non tutti i membri dell'Alleanza e della Coalizione offrono la garanzia per la costruzione di una Bosnia ed Erzegovina come stato civile e democratico. Riguardo ciò, l'Alternativa democratica deve avere un ruolo attivo al fine di creare i presupposti per l'uscita della BiH dalla crisi politica, economica e morale". È stato anche sottolineato che l'Alternativa cercherà di definire gli interessi nazionali vitali dei popoli che vivono nella Bosnia ed Erzegovina per impedire il loro abuso, e che fino adesso era un fenomeno regolare e i suoi protagonisti erano i rappresentanti di tre partiti nazionali. Si insisterà anche sulla legge elettorale nella BiH che proteggerà in modo migliore gli interessi sia dei cittadini delle città-cittadini dello stato (gradjanin-drzavljanin), sia gli interessi nazionali.
Vi è qui la necessità di ridefinire il ruolo del Consiglio dei ministri alternativo, che come istituzione risente del tempo: "Esso non esisterà più nella forma precedente, ma come un altro corpo composto da esperti non di partito, che lavoreranno sulla creazione del programma e del progetto che potrebbero portare la BiH verso una continua normalizzazione della vita", ha annunciato Sehic.
(traduzione di Ivana Telebak e Luka Zanoni)
| Data: 23-05-2001 | | Fonte: AIM |
| Autore: Rubina Cengic |
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