
"Affari militari" tra Washington e Sofia
| Data: 07-03-2003 | | Fonte: "Dnevnik" |
| Autore: Dnevnik |
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N.E. BALCANI #631 - BULGARIA
6 marzo 2003
"AFFARI MILITARI" TRA WASHINGTON E SOFIA
(da "Dnevnik" [Sofia], 6 marzo 2003)
In un'intervista, il ministro della difesa bulgaro Svinarov chiarisce alcuni punti contraddittori riguardo all'offerta di basi bulgare agli USA e preannuncia lucrosi "affari militari" tra i due paesi
D: Qual è stato il risultato dei colloqui che ha avuto negli USA?
R: Il maggiore successo è stato l'incontro tra il presidente Bush e il premier Simeon Sakskoburggotski. Non si è trattato di un riconoscimento degli americani per la nostra posizione sull'Iraq o della ricerca da parte nosta di una ricompensa, bensì di un incontro tra partner per il futuro e per un prosperoso sviluppo delle nostre relazioni. Oltre a ciò, abbiamo avuto colloqui con la Commissione del Senato, con i rappresentanti di tre aziende americane e con il Consiglio Atlantico.
D: Di quali aziende si tratta?
R: Uno degli incontri si è svolto con il direttore esecutivo della Lockheed Martin. Con lui abbiamo parlato degli F-16 e della possibilità che venga costruito un sistema di difesa della costa sul Mar Nero. L'altro incontro è stato con la General Dynamics, con la quale abbiamo parlato di una serie di importanti progetti per il Ministero della Difesa, tra i quali anche la possibilità di utilizzare tale azienda come donatore di armamenti e tecnologie per l'esercito. Prevediamo che il governo americano li incaricherà di questo progetto. La terza azienda è la Unisys, che sta elaborando per la Bulgaria due progetti nell'ambito del programma Foreign Military Fund (FMF) e desidera ottenere dal governo americano il relativo incarico. Era importante sondare le possibilità della Unisys, perché la Bulgaria avrà voce in capitolo nella scelta della società alla quale verrà dato l'appalto. Naturalmente l'azienda che verrà scelta per il programma FMF sarà americana, perché sono gli USA che stanziano gli aiuti.
D: Quali armamenti donerà la General Dynamics?
R: Ci attendiamo armamenti e tecnologia per le forze armate di terra. Sto parlando di carri armati che ci verranno messi a disposizione dagli USA. Sostituiremo 500 carri armati russi T-72, che speriamo di vendere entro due mesi.
D: E dalla Unisys, cosa ci possiamo attendere?
R: Si tratta della costruzione di un Centro Militare Nazionale di Comando dal valore di 7 milioni di dollari e della marcatura delle nostre tecnologie militari, per fare sì che in ogni momento noi possiamo sapere dove si trovano. Quando sarà pronto, avremo un regime d'esportazione del tutto garantito, che non dipenderà dalle persone che ne sono responsabili.
D: In quali incontri si è parlato del desiderio degli USA di avere basi in Bulgaria?
R: Si è parlato ovunque di questo tema. Tornato dagli USA, ho risposto alla domanda se ci sarebbero state basi americane in Bulgaria. La mia risposta è stata che se ci verrà rivolta una tale richiesta, noi possiamo offrire almeno cinque infrastrutture resesi libere, che possono essere esaminate. Naturalmente, nei media le parole "se" ed "esaminate" sono state tralasciate, così come i condizionali. Così è venuto fuori che è Svinarov a offrire le basi, e non il parlamento. Questo tuttavia non mi impedisce ora di dire che possiamo offrire in esame oltre 30 strutture.
D: Sta parlando del desiderio degli USA di dislocare basi dalla Germania in Bulgaria?
R: Il livello dei colloqui non è stato di questo tipo. Si è trattato di sondaggi delle posizioni sul tema della dislocazione di contingenti americani dalla Germania, in considerazione del fatto che basi di tale tipo non sono indispensabili e del fatto che sono in corso di organizzazione le Forze Europee di Sicurezza. E' previsto un dislocamento, ma nessuno sa esattamente di quali dimensioni e in quali paesi. Un tale trasferimento in Bulgaria sarebbe utile sia per l'esercito bulgaro che per il paese in generale. E' evidente che ci saranno degli sviluppi entro la fine dell'anno.
D: Le sue parole sono in contraddizione con quelle dei rappresentanti ufficiali della NATO, i quali dicono che l'eventuale trasferimento delle basi americane dalla Germania potrà avvenire solo dopo marzo?
R: Ma cosa c'entra la NATO con questo tema? Sono basi americane e non hanno nulla a che fare con l'alleanza, perché non ne fanno parte, così come non sono un elemento della sua difesa collettiva. Se in Bulgaria ci sarà un comando della NATO, si tratterà di un altro sviluppo positivo.
D: Le agenzie internazionali però riferiscono di basi americane che fanno parte delle forze NATO
R: Evidentemente c'è questa opinione, perché gli USA sono membri della NATO, ma queste basi sono esclusivamente americane.
D: Quanto guadagnerà la Bulgaria da ciascuna di tali basi?
R: Per una base di, per esempio, 200 uomini guadagneremo al mese circa 280.000 dollari.
D: Cosa avete portato al presidente Bush?
R: Noi ci siamo recati a Washington non per portare, ma per prendere. Spero che i nostri rappresentanti negli USA organizzeranno l'esecuzione di quanto è già stato concordato.
D: Il debito dell'Iraq è uno di questi temi [si tratta del debito iracheno nei confronti della Bulgaria, che ammonta a 1,7 mld di USD - N.d.T.]. A quali accordi siete giunti?
R: Durante tutti i colloqui è stata valutata positivamente la possibilità di risolvere il problema. Ciò potrà avvenire su alcuni piani diversi. Il modo più veloce per noi è quello dell'acquisto [riscatto] del debito da parte di aziende americane. Penso che la scadenza sia entro fine anno. Ritengo che si tratti di una buona soluzione per creare opportunità di seri invesimenti che questa volta, grazie all'accordo di rimborso del debito in qualche forma, la Bulgaria potrà organizzare da sola.
D: Intende dire che avete ottenuto una risposta positiva alla richiesta di un riscatto del debito dell'Iraq verso la Bulgaria?
R: Sì
D: Nomini quattro basi, che potremmo offrire agli USA
R: E' molto adatta la base di Ravnec, perché dispone di due piste, una disponibilità che non si incontra spesso. L'infrastruttura è simile a quella dell'aeroporto Sarafovo di Burgas, che già due volte è stato preferito dalla parte americana. Anche la base di Sabla è sufficientemente adatta. Possiamo parlare anche di Bezmer e di Graf Ignatievo, nonché di due poligoni che vengono utilizzati da forze internazionali: Koren e Novo Selo. Sono adatti, se verranno dotati delle infrastrutture necessarie. Sono molte le possibilità, ma bisogna avere una richiesta concreta, perché la base sarà una. Per esempio, difficilmente a Koren potremo ospitare la Settima flotta americana.
D: Due anni fa la Bulgaria ha offerto agli USA come basi le strutture di Dobric, Krumovo e Gabrovnica, nonché la base Atija.
R: Sono a conoscenza di questa offerta, ma secondo me ora lo schema è diverso. Dobbiamo rispondere alle proposte della controparte.
D: Quando si prevede che gli esperti americani verranno per effettuare un esame?
R: Un esame può essere effettuato per svariati motivi. Possono prendere conoscenza delle opportunità che offriamo, senza che si tratti di un'ispezione per organizzare delle basi. Ci potrà essere un esame quando il governo americano avrà preso una decisione in tale senso, e non lo ha fatto.
D: A Burgas i soldati americani hanno cominciato lavori di costruzione. Significa che rimarranno più a lungo di quando sono venuti per gli attacchi in Afghanistan?
R: Non posso pronunciarmi. L'altra volta se ne sono andati prima del previsto.
[...]
[Nella seconda parte della lunga intervista, Svinarov annuncia che è stato concluso un accordo con la Russia per il riammodernamento, in uno stabilimento bulgaro a Plovdiv, dei MIG in dotazione dell'esercito di Sofia. Il ministro della difesa annuncia inoltre l'avvio di trattative con Mosca per la fornitura su base regolare, da parte della Bulgaria, di generi alimentari per 1 milione di soldati russi - "un affare molto buono", secondo Svinarov (Putin è stato in visita a Sofia alcuni giorni fa). Infine, Svinarov nega i dissapori con il presidente della repubblica Parvanov riguardo a chi debba prendere l'iniziativa nella politica internazionale del paese, dissapori emersi pubblicamente dopo il ritorno della delegazione bulgara da Washington e l'annuncio dell'offerta a quest'ultima di basi bulgare. Il ministro della difesa bulgaro ricorda che Parvanov, in occasione di un suo viaggio negli USA nell'ottobre scorso, aveva preso i primi impegni nei confronti degli americani e aveva affermato tra l'altro che "la Bulgaria continuerà a essere un partner come lo è stato nell'operazione Enduring Freedom"]
| Data: 07-03-2003 | | Fonte: "Dnevnik" |
| Autore: Dnevnik |
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