"Balcani: corridoi e porti"

Data: 16-05-2000 Fonte: AIM, "Dnevnik", "Albanian Daily News"
Autore: Autori vari

NOTIZIE EST #325 - BALCANI
16 maggio 2000


BALCANI: CORRIDOI E PORTI

[Seguono due articoli e una notizia in breve. Il primo articolo, dell'agenzia balcanica AIM, tratta la posizione del Kosovo rispetto ai vari corridoi di comunicazione della regione, il secondo, preso dal quotidiano macedone "Dnevnik" riguarda alcuni sviluppi relativi al Corridoio n. 8. La notizia in breve, tratta da "Albanian Daily News", riferisce dello "sbarco" dell'esercito turco in Albania]

DURAZZO E SKOPJE SALVERANNO IL KOSOVO?
di Ibrahim Rexhepi - (AIM Pristina, 11 maggio 2000)


Il Kosovo rimane un problema di maggiore entità per l'Agenzia Europea per il Rinnovo e lo Sviluppo, e minore invece per il Patto di Stabilità. Eppure, esso è incluso anche nei documenti di tale Patto approvati in occasione dell'ultimo incontro dei suoi donatori, durante il quale è "passato" il progetto di finanziamento di lavori per la sistemazione della rete stradale interna che copre una lunghezza di circa 300 chilometri. Ma da nessuna parte figura la possibilità di collegare il Kosovo con i segmenti stradali di importanza internazionale, ovvero con i corridoi dell'Europa sudorientale.

Bodo Hombach, coordinatore del Patto di Stabilità è convinto che lo sviluppo economico del Kosovo sarà impossibile se esso rimarrà isolato. "In linea di principio vengono finanziati anche i lavori per i 300 chilometri di strade nel Kosovo stesso, ma per il momento è una questione che riguarda i donatori", ha dichiarato Hombach.

La mappa dei corridoi paneuropei nell'Europa sudorientale, messa a punto a Helsinki nel 1997, fa parte dei documenti anche dell'ultimo incontro dei donatori del Patto di Stabilità tenutosi a Bruxelles. Anche se il fine di tale mappa è quello di esporre una rassegna dei percorsi dei corridoi, e non quello di costruire una struttura politica per questa zona d'Europa, su di essa non figura da nessuna parte il Kosovo, nemmeno come toponimo.

Se si analizzano le "linee" delle future vie stradali paneuropee, si osserva anche un nuovo orientamento strategico dell'Europa riguardo ai collegamenti con l'Asia Minore e i paesi del Medio Oriente. Il Corridoio n. 8 - molto contestato da parte dei greci - che comincia a Durazzo e attraverso Skopje e Sofia termina a Istanbul, neutralizza la Grecia e l'importanza di quest'ultima in tale contesto rimane legata unicamente al traffico marittimo, dove il porto di Salonicco rimane il punto chiave per alcuni paesi dei Balcani.

In questa città marittima terminano i corridoi 10 e 4, che si incrociano in Ungheria. Il primo passa attraverso la Macedonia e la Serbia, e il secondo attraverso la Bulgaria e la Romania. Tuttavia, nell'attuale situazione dei Balcani il Corridoio n. 10 rimane "chiuso" per la maggior parte del suo percorso, vale a dire nella tratta che passa attraverso la Serbia, e al momento non esiste un suo sostitutivo, ma si sfruttano le strade molto usurate della Bulgaria e della Romania, proprio dove dovrebbe espandersi anche una futura grande via di comunicazione, il Corridoio n. 4. Il Corridoio n. 4, tuttavia, non costituisce un'alternativa alla parte di autostrada "bloccata" in Serbia, bensì una via di collegamento naturale e indispensabile tra alcuni paesi dell'Europa sudorientale che sono orientati alle riforme e necessitano di un più facile flusso di capitali.

Guardato da questa prospettiva, il Kosovo rimarrà anche in futuro isolato e senza alcuna possibilità di essere direttamente inserito in uno di questi corridoi paneuropei. Anche se tale mappa è stata realizzata quando in Kosovo già si sentiva l'odore di polvere da sparo, sembra che la guerra, allora già nell'aria, non sia stata il motivo che ha portato al suo aggiramento.

Oggi l'Europa continua a insistere per investire nel Corridoio n. 8 e n. 4, mentre da parte sua il Kosovo potrebbe forse creare una possibilità di flussi di persone e capitali attraverso Skopje. Gli investimenti sulla rotta stradale Durazzo-Kukes-Qafe Morine [che collega il Kosovo alla costa adriatica dell'Albania] saranno in questa fase solo cosmetici, ovvero consisteranno solo in un risanamento di questa via stradale che secondo alcuni esperti potrebbe diventare più trafficata solo se si costruisse una nuova strada "fatta per metà da ponti e gallerie".

Gli esperti kosovari, nonostante la possibilità di un rapido collegamento del Kosovo con il Corridoio n. 8 (Skopje) e con il Corridoio n. 10 (Nis e Presevo), sono più inclini a dare la priorità a Durazzo, vale a dire al fatto che tale porto diventi il collegamento con l'Europa. Il prof. Aslan Pushka, geografo, ritiene che tale corridoio abbia un'importanza economica, politica, culturale e storica. Il dr. Nazmi Mustafa, incaricato dello studio della problematica relativa alle ferrovie, dice invece che "se lo sviluppo economico del Kosovo è indirizzato alle attività minerarie, il suo collegamento con il porto di Durazzo tramite una linea ferroviaria sarà di grande importanza, perché il trasporto ferroviario delle merci è molto più redditizio, soprattutto quando si tratta di minerali che potrebbero arrivare da qualunque paese del mondo fino a Durazzo mediante trasporto marittimo".

Attualmente, a causa della forte degradazione delle strade è decisamente difficoltoso anche il traffico nello stesso Kosovo. Il rinnovo o il rifacimento del segmento Pristina - Hani e Elezit (Djeneral Jankovic) dovrebbe cominciare questa estate.

I macedoni sono insoddisfatti dei 104 milioni di euro che sono stati assegnati loro da parte dei finanziatori dei progetti del Patto di Stabilità e mettono in dubbio la possibilità di realizzare tutti gli obiettivi indicati relativamente allo sviluppo delle infrastrutture. Se accadrà che i 25 chilometri della strada da Hani e Elezi fino a Skopje rimarranno nell'attuale categoria, il Kosovo continuerà a rimanere quasi ermeticamente chiuso e senza possibilità di sfuggire al soffocamento.

Ma, se si tiene conto del fatto che il Corridoio n. 8 è tra le priorità nei programmi e negli interessi strategici dell'Europa, e che l'ampliamento del punto di confine di Blace dovrebbe facilitare il flusso di traffico tra Skopje e Pristina, si può giungere alla conclusione che in un breve periodo di tempo si imporrebbe anche la necessità di ampliare e modernizzare le strade a grande scorrimento che collegano queste due città. Kaqusha Jashari, responsabile della Direzione per le strade, aggiunge che i macedoni hanno "messo a punto il Progetto e che sono molto interessati a modernizzare la tratta stradale Blace-Skopje. Forse a causa dell'interesse della KFOR o dell'UNMIK, hanno elaborato anche un progetto teorico di strada che collega Pristina con Hani e Elezit e che non passerebbe lungo l'attuale percorso, vale a dire attraverso la gola di Kacanik, bensì al di sopra di Kacanik e, attraverso Urosevac, si collegherebbe nuovamente con il percorso esistente.

La via stradale Prizren-Kukes-Durazzo, da parte sua, sembra invece rimanere solo nell'ambito degli interessi albanesi, visto che l'Europa finora non ha dimostrato alcun concreto interesse a investirvi denaro.

Si pone la domanda se il Kosovo è stato dimenticato. Anche a Bruxelles è stata chiesta una ricostruzione urgente della rete stradale di 300 chilometri, cioè delle strade sulla rotta Podujevo-Pristina e su quella Pristina-Mitrovica-Pec, ma tale ricostruzione, se si deve giudicare dalla somma dei fondi che vengono richiesti (43 milioni di euro), non può essere di qualità e livello tali da soddisfare gli standard europei. Anche il passato del Kosovo dice che esso non è mai stato strettamente collegato con importanti corridoi sulla rotta nord-sud o est-ovest. Il traffico internazionale passa pressoché per intero lontano dal Kosovo, ma ciò non avviene a caso. Il cambiamento della situazione nei Balcani, la creazione di nuovi stati con un orientamento democratico e di integrazione nell'Europa apre nuove e più facili opportunità di comunicazione con l'Asia, anche aggirando la Serbia, almeno fino a quando il regime di Milosevic sarà al potere.

Il Kosovo ora cerca una possibilità per uscire da questo soffocamento. Il traffico attraverso i "collegamenti tradizionali" tramite le vie stradali della Serbia è impossibile e l'unico collegamento attualmente esistente con il mondo, quello che passa attraverso la gola di Kacanik, è in gran parte troppo carico, tanto che già ora costituisce un "collo di bottiglia" anche per il traffico in entrata in Kosovo. Con l'ampliamento del punto di confine di Blace si creano le condizioni per un ulteriore appesantimento del traffico sulla tratta Pristina-Skopje, a meno che contemporaneamente non si effettui una modernizzazione o un ampliamento della strada di grande comunicazione, senza limitarsi a interventi di riparazione.

Il nuovo "corridoio" è quello in direzione dell'Albania, che consente un collegamento con il porto di Durazzo e da lì con l'Europa. La strada Durazzo-Kukes, lunga 125,6 chilometri, costa 420 milioni di dollari, mentre a Bruxelles per il rinnovo di questa strada sono stati approvati 14,7 milioni di euro. In una parola, si provvederà solo a un "rattoppo" e la carreggiata seguirà per intero l'attuale linea, senza essere ampliata nemmeno di un centimetro. Per questa ragione, questa rotta stradale continuerà a rappresentare un ostacolo per un flusso ininterrotto delle merci, dato che per la costruzione di una via che soddisfi standard europei sono necessari capitali europei. In Kosovo, comunque, dopo la realizzazione dei progetti finanziati dal Patto di Stabilità e di quelli della Conferenza dei donatori, si creeranno le condizioni per un traffico più fluido. Inoltre, ora cambiano le linee di collegamento, perché Pristina sarà meglio collegata con Skopje e Durazzo, e tra le alternative rimane anche Podgorica...

(AIM: http://www.aimpress.org)


IL MINISTERO PER L'URBANISTICA DICE CHE IL CORRIDOIO N. 8 NON E' STATO ANCORA ABBANDONATO
di Goran G. Petreski - ("Dnevnik", 12 maggio 2000)

La costruzione dell'oleodotto Skopje-Salonicco non mette in forse quella dell'altro oleodotto AMBO, che fa parte del Corridoio n. 8 e per il quale è già stato reperito l'80 per cento degli investimenti, afferma il Ministero per l'urbanistica nella sua reazione di ieri alle affermazioni dei media secondo cui esiste il pericolo che la Macedonia si trovi ad essere aggirata dal corridoio est-ovest. Nel frattempo il governo sta trattando intensamente con diversi istituti finanziari per il finanziamento della costruzione della linea ferroviaria, ed è in corso la costruzione di una tangenziale intorno a Skopje e di una strada a grande scorrimento Tetovo-Skopje. Riferendosi a fonti diplomatiche, "Dnevnik" ieri ha scritto che la Grecia sta effettuando un intenso lavoro di lobby a Bruxelles affinché il cosiddetto Corridoio n. 8 venga "spostato" un centinaio di chilometri a sud. Per garantirsi il sostegno a tale progetto, i Greci a quanto si dice sono pronti a rinunciare, a favore degli italiani, al punto di confine di Igoumenitsa [porto greco sul Mar Ionio, nei pressi del confine con l'Albania - N.d.T.]. Queste notizie hanno incontrato reazioni moderate presso le parti interessate. A parte il Ministero per l'urbanistica, nessuna altra istituzione statale ha voluto esprimere commenti. La cancelleria greca per i rapporti con Skopje ha annunciato per oggi un più ampio commento riguardo alle affermazioni di alcuni diplomatici occidentali secondo cui la Grecia sta effettuando pressioni affinché il percorso del Corridoio n. 8 venga spostato un centinaio di chilometri più a sud, in modo tale che passi dalla Grecia e non dalla Macedonia. L'attaché per gli affari economici ha dichiarato a "Dnevnik" che la Grecia sta effettuando lavori di costruzione sulla via Egnatia dal Mar Ionio fino alla Turchia, ma che tali lavori non comportano uno spostamento del corridoio est-ovest e rappresentano invece un progetto a sé. Si prevede che la via Egnatia sarà pronta tra due anni e che si intersecherà in verticale con svariate vie di comunicazione secondarie. Il Corridoio n. 8 secondo le previsioni verrà invece costruito entro l'anno 2008 ed esso comporterà un collegamento stradale, ferroviario, telecomunicativo ed energetico tra Durazzo e Burgas [in Bulgaria], attraverso la Macedonia. Il Corridoio prevede la costruzione di una strada da Kicevo fino al confine albanese e da Kumanovo fino alla Bulgaria, nonché un'autostrada da Kjafasan a Kriva Palanka, attraverso Psaca, Tetovo, Gostivar e la tangenziale intorno a Skopje. Se la Macedonia permetterà che il progetto venga rifiutato o ridotto in termini più contenuti, si rischiano conseguenze a lungo termine per il suo sviluppo.

("Dnevnik": http://www.dnevnik.com.mk)


L'ESERCITO TURCO SI AFFACCIA SULL'ADRIATICO
(da "Albanian Daily News", 16 maggio 2000)

VALONA - La Turchia il prossimo mese inaugurerà una base militare nella città portuale albanese, ottenendo in tal modo accesso all'Adriatico, ha scritto sabato il quotidiano turco Hurriyet. L'inaugurazione ufficiale, secondo il quotidiano, sarà condotta dal presidente degli stati maggiori congiunti turchi, gen. Huseyin Kivrikoglu, e dal comandante delle forze navali turche, ammiraglio Ilhami Erdil, il 13 giugno.

La Turchia ha già soldati che partecipano alle missioni di mantenimento della pace in Bosnia e Kosova, ma la base fa parte di un accordo sulla cooperazione militare che Ankara ha firmato con Tirana. La costruzione della base Pasha Liman a Valona, costata $10 milioni, è stata ora portata a termine. La base accoglierà 250 soldati turchi che vi soggiorneranno per progetti ingegneristici, per l'addestramento e per scopi di sicurezza, ha scritto Hurriyet. (Ripreso da "Kathimerini" - Atene).

("Albanian Daily News": http://ww.albaniannews.com)

Data: 16-05-2000 Fonte: AIM, "Dnevnik", "Albanian Daily News"
Autore: Autori vari