L'apoteosi balcanica di Silvio Berlusconi

Data: 19-05-2003 Fonte: "Politika"
Autore: a cura di Andrea Ferrario

N.E. BALCANI #670 - ITALIA/SERBIA-MONTENEGRO
19 maggio 2003


L'APOTEOSI BALCANICA DI SILVIO BERLUSCONI
a cura di Andrea Ferrario

Svetozar Marovic, presidente dell'unione S/M, racconta alla stampa serba gli straordinari meriti del "presidente operaio" Silvio Berlusconi


Sono giorni difficili per il nostro Premier, Silvio Berlusconi, che deve fare fronte a pesanti e vili attacchi, quali i complotti della sinistra criptocomunista contro il suo amico Previti e i tentativi di infangare il suo nome con accuse assolutamente infondate. Abbiamo perfino assistito al penoso spettacolo di persone che hanno apostrofato pubblicamente il nostro Premier con l'epiteto straordinariamente offensivo di "buffone": per fortuna questi sovversivi sono stati subito identificati dalla polizia politica e denunciati dall'Avvocatura dello Stato, una dimostrazione, se ce n'era bisogno, di come sotto Berlusconi le istituzioni lavorino al servizio dei cittadini. Nell'ambito di questa volgare campagna uno sciagurato ha perfino paventato per Berlusconi un destino simile a quello del dittatore balcanico Ceausescu, altrimenti noto nel nostro paese per le sue opere in traduzione italiana con prefazione del sen. Giulio Andreotti. Ma proprio dai Balcani ci giunge un'autorevole testimonianza di come il nostro Premier sia uno statista di eccezionale statura, un raffinato gentleman, più vicino alle massime sfere celesti che alle volgari preoccupazioni terrene, fatta eccezione per il calcio. A spiegarcelo è Svetozar Marovic, presidente dell'unione S/M (cioè unione Serbia-Montenegro, ma molti interpretano la sigla, non senza fondamento, come un'abbreviazione di Sado/Maso).

Marovic è giunto in Italia il 12 maggio per prendere parte alla riunione dell'Iniziativa Adriatica, tenutasi a Bari, ma il suo viaggio ha avuto una piacevole deviazione: una trasferta per assistere in compagnia del Premier italiano alla partita Inter-Milan. Così il presidente dell'unione S/M ha raccontato al quotidiano "Politika" (18 maggio 2003) la sua esperienza italiana: "Invece che in un Falcon della comunità statale S/M mi sono subito trovato nel moderno, confortevole e comodo Airbus del presidente del consiglio italiano", un gesto di ospitalità costoso, ma sicuramente utile a promuovere l'amicizia tra i due paesi. All'aeroporto ad attenderlo c'era Berlusconi, che ha immediatamente fatto colpo su Marovic: "Di Berlusconi mi ha fatto impressione l'attenzione, la cura, la pazienza, l'energia, il sorriso vincente e ogni cosa che di questo uomo, con tutte le sue qualità, ha fatto il simbolo dell'Italia". Durante il volo [probabilmente verso Milano - Marovic non specifica] il presidente S/M conversando con Berlusconi si rende conto di avere di fronte a sé un interlocutore "che ci comprende, che vuole dare il suo aiuto, facendo progredire l'amicizia e la regione" e si convince che, dopo tutto, nel mondo e in Europa esistono persone serie che sono sincere amiche dell'unione S/M.

"Abbiamo proseguito la nostra conversazione fino alle prime ore del mattino in casa sua, circondati da un'attenzione e da una cura senza limiti. Tutto era al servizio del nostro soggiorno, in maniera non importuna, senza formalità. Sinceramente e discretamente". Marovic ha descritto a "Politika" lo splendido palazzo in cui vive la famiglia Berlusconi, con "i suoi bagni in stile romano, la serra, il cantuccio in cui lavora il presidente del consiglio italiano". Vista la piacevolezza della dimora del "presidente operaio", come Berlusconi si è autodefinito, non meraviglia che l'amichevole conversazione tra i due sia proseguita fino alle tre del mattino. Un'esperienza che forse si ripeterà perché, come racconta Marovic, il Premier italiano lo ha invitato a essere nuovamente suo ospite privato in Sardegna, "in quanto uno dei leader dell'Europa Sud-Orientale".

Il presidente S/M racconta con trasporto anche del derby Milan-Inter, del quale ha potuto essere spettatore grazie alla cordiale ospitalità di Berlusconi: "Fino a a oggi avevo fatto il tifo per il Milan perché ne faceva parte Dejan Savicevic [...], ma d'ora in poi sarò tifoso rossonero anche per Berlusconi. E' negli spogliatoi un attimo prima del fischio di inizio, è con i calciatori dopo l'incontro, conosce la loro psicologia, le loro debolezze, le loro qualità... Mi è sembrato che senza la squadra di calcio non sarebbe evidente perché Berlusconi è un uomo che vince. Nessun dettaglio è superfluo per lui. Tutto ciò che porta al successo è importante, una stretta di mano, un sorriso, un rimbrotto, un gesto di stizza. Agisce sempre in maniera affabilmente umana e con straordinario successo". Su gentile invito del "carismatico politico d'Europa", come "Politika" definisce Berlusconi, Marovic ha preso parte ai festeggiamenti del dopo-partita e descrive, sempre con entusiasmo, "le ovazioni" con cui Berlusconi viene accolto. E il presidente S/M comprende che "la Serbia-Montenegro ha un grande alleato e amico politico, economico, europeo e personale: è l'Italia, è Silvio Berlusconi".

Tornato a Belgrado, Marovic si è sentito in dovere di scrivere subito all'amico italiano: "Caro Silvio, grazie per l'amicizia da Lei dimostrata nei confronti della Serbia e Montenegro, dei suoi cittadini, per averci augurato successo e progressi. Rimango debitore della Sua amicizia e sincerità e tiferò per Lei alla finale". E qui ci fermiamo, trattenendo a stento le lacrime.

Data: 19-05-2003 Fonte: "Politika"
Autore: a cura di Andrea Ferrario