La disputa sulla nomina dei metropoliti

Data: 12-05-2004 Fonte: "Kathimerini", "Ethnos"
Autore: Kathimerini, Ethnos

N.E. BALCANI #799 - GRECIA
12 maggio 2004


LA DISPUTA SULLA NOMINA DEI METROPOLITI
("Kathimerini" [Atene], 27 aprile 2004)


Nei numeri precedenti di Notizie Est avevamo accennato al contenzioso in atto tra Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e Chiesa di Grecia sul tema della nomina dei Metropoliti in tre distretti. Sembrava che il problema procedesse verso una transazione (l’Arcivescovo Christodulos avrebbe scelto una rosa di candidati ed il Patriarcato Ecumenico lo avrebbe formalmente nominato), ma, secondo quanto riporta la stampa, i competenti organi della chiesa greca hanno deciso di mantenere questa prerogativa assoluta, cioè di nominarli essa stessa.
Il problema è di tipo politico e giuridico: infatti, se da un lato la carta costituzionale della Chiesa di Grecia è approvata con legge dello Stato (che deve vigilare sulla sua attuazione), dall’altro c’è il rischio di andare incontro ad uno scisma con la Chiesa di Costantinopoli, il cui Patriarca è considerato una guida spirituale per tutto il mondo ortodosso (anche se giuridicamente è un primus inter pares). Ciò che viene ritenuto in pericolo è l’Autocefalìa: la sovranità di una chiesa ortodossa all’interno del suo territorio. Come se non bastasse, anche all’interno del partito al governo vi è uno schieramento pro e contro Christodulos - Antonio Frate


Il vertice della Chiesa di Grecia ha deciso, sia pure a stretta maggioranza, di procedere alla nomina dei Metropoliti di Kozani, Salonicco e Eleftherupoli, città considerate appartenenti alle cosiddette “nuove regioni” (detto per inciso, ci piacerebbe saperne di più sui motivi che hanno spinto alle dimissioni il bravo, giudizioso, coraggioso Ambrosio, Metropolita di Kozani).

Comprendiamo le ragioni del Patriarcato Ecumenico e non vogliamo mancare ad esso di rispetto. Sosteniamo tutte le proposte che mirano ad una conciliazione del contenzioso su detta elezione. Rispettiamo quanto deciso e riportato negli Atti Sinodali e Patriarcali del 1928, ma nel loro insieme, compresi gli emendamenti apportati nei 75 anni di applicazione.

È anche vero che la Chiesa di Grecia è del tutto indipendente. L’Autocefalìa non viene considerata integra in una parte del territorio e monca in quello restante.

E non creiamo confusione tra il regime giuridico vigente a Creta (dove da sempre la giurisdizione sulla nomina dei vescovi è di competenza del patriarca di Costantinopoli n.d.t.) e quello delle regioni anzidette. La Carta Costituzionale della Chiesa di Grecia – lo statuto che disciplina l’elezione dei metropoliti - è legge dello Stato ed opportunamente il governo si cura della corretta sua attuazione.

Stando così le cose, la volontà da parte del Patriarcato Ecumenico poteva e doveva guidare verso soluzioni accettabili da entrambe le parti. Ma nessuna delle due ambisce ad essere un medioevale signorotto che litiga per il rilascio di un’area e per il potere! Sono delle guide spirituali ma i problemi li devono tenere impegnati. La Gerarchia è di fatto divisa. Tuttavia, continua ad essere un organo collegiale che ha il dovere di prendere decisioni.

Il disaccordo sulle decisioni non giustifica la scissione dell’organo. In quanto si era maturata una frattura è giusto che abbia preso la decisone che ha preso. Diversamente c’era il concreto rischio di uno scisma.

Visto che siamo solidali con le ragioni del Patriarcato Ecumenico, è per questo siamo fiduciosi che ritorni sui suoi passi e ricopra il ruolo che gli spetti: spirituale e veramente ecumenico, alieno cioè da ogni altra questione mondana e amministrativa.


SCISMA ANCHE A RIGILLI (quartiere generale di Nuova Democrazia)
"Ethnos" [Atene], 3 maggio 2004
di G. Sarandakos

(…………)

Ufficialmente il governo si colloca dalla parte di Christodulos, così come ha fato sin dal primo momento.

La scelta di riaprire la questione delle carte d’identità, l’incontro pochi giorni dopo le elezioni tra Karamanlìs e Christodulos, ora il chiaro appoggio nella disputa col Fanar (Patriarcato ecumenico, dal nome del quartiere di Costantinopoli ove ha sede n.d.t.) cui si aggiunge l’annuncio di firmare le relative disposizioni per la nomina dei Metropoliti (la ratifica del provvedimento dell’autorità religiosa avviene da parte di un organo dello Stato n.d.t.).

Tuttavia non mancano le voci dei dissenzienti. Sono quelle di coloro che ritengono che il sostegno di Nuova Democrazia all’Arcivescovo avrà un costo politico ed elettorale per il partito.

I quadri del partito paragonano l’odierna situazione al periodo in cui il tema del contendere era la menzione della religione nelle carte d’identità . All’epoca, la divisione del gruppo parlamentare di ND era evidente, sì che i parlamentari si erano divisi in filo Christodulos e non.

Oggi il positivo clima postelettorale da un lato e le pesanti responsabilità di governo dall’altro, possono celare le divisioni in seno al partito, ma ciò non significa che non ci sono o che non si mostreranno in seguito.

Aldilà della sostanza della proposta, in seno al partito di governo sono maturati diversi punti di vista: vale a dire che essi ruotano intorno al dubbio se le istituzioni devono prendere posizione oppure lasciare che la Chiesa risolva un problema che è suo.

Ambienti vicini al premier hanno riferito che le istituzioni sono pronte ad intervenire, a patto che, tuttavia, ci sia stata una relativa richiesta da ambo le parti.

Ma le ragioni che sono sottese alla posizione del governo sono essenzialmente politiche: fra non molto ci sono le elezioni europee e nei confronti della base si deve mantenere un quid distintivo dal PASOK, nonostante la specialità della competizione è tale da far prevalere il “libero voto”.

(…)

(traduzione dal greco di Antonio Frate)

Data: 12-05-2004 Fonte: "Kathimerini", "Ethnos"
Autore: Kathimerini, Ethnos