
"Quali governi per Serbia e Jugoslavia?"
| Data: 09-10-2000 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: Autori vari |
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NOTIZIE EST #355 - SERBIA/MONTENEGRO
10 ottobre 2000
QUALI GOVERNI PER SERBIA E JUGOSLAVIA?
LA DOS PREFERISCE GLI ESPERTI, IL SNP I POLITICI
di J. S. e V. K. - ("Danas", 9 ottobre 2000)
Belgrado - Nelle trattative tra l'Opposizione Democratica della Serbia (DOS) e i rappresentanti del Partito Socialista Popolare (SNP) montenegrino in merito alla formazione di un nuovo governo federale, la maggior parte degli esponenti della DOS è a favore di "un governo più tecnico che politico", hanno detto a "Danas" fonti della DOS. "Il compito più importante sarà quello di dare da mangiare al popolo e questo difficilmente potrà farlo un governo politico", dicono quelli della DOS. Miroljub Labus e Mladjan Dinkic, leader del gruppo di esperti G17 Plus, sui quali si fa affidamento per la creazione di un governo tecnico di esperti, non hanno voluto commentare alla conferenza stampa di ieri, dopo l'incontro con il ministro degli esteri norvegese Turbjer Jaglan, l'eventuale partecipazione di membri del G17 Plus al nuovo esecutivo federale. "In questo momento non possiamo dichiarare nulla a riguardo", ha detto Labus.
La Coalizione Vojvodina, che fa parte della DOS, ha dichiarato ieri di essere "a favore dell'eventuale candidatura del dr. Miroljub Labus a premier incaricato di formare un governo federale". "La DOS formerà un governo federale di esperti con rappresentanti dei partiti montenegrini nel parlamento federale, oppure un governo completamente autonomo. Se i partiti montenegrini e il Partito Socialista (SPS) tenteranno di votare la sfiducia a tale governo, tra tre mesi, se non ancora prima, si andrà a nuove elezioni federali, dopo le quali il SPS non esisterà più come partito e il partito di Predrag Bulatovic in Montenegro avrà un destina analogo", si afferma nel comunicato di ieri della Coalizione Vojvodina. Predrag Bulatovic, vicepresidente del SNP, ha chiesto ieri a Vojislav Kostunica, presidente jugoslavo, di rispettare il principio costituzionale secondo cui il premier federale sarà un montenegrino e di formare un governo federale politico. "Noi, contando su un'altra variante, abbiamo proposto come candidato a premier federale Momir Bulatovic, e in questo momento è questa la proposta ufficiale. Ci consulteremo con gli organi di partito e discuteremo con Kostunica, invitandolo a rispettare il principio costituzionale che prevede la formazione di un governo politico. "Siamo favorevoli a che un tale partito lavori nell'interesse dei cittadini del Montenegro e della Serbia e siamo favorevoli a ogni accordo", ha detto Bulatovic in un'intervista rilasciata alla televisione federale YU Info. Secondo le sue parole, "il SNP rimane in coalizione con il SPS, che, nei progetti più importanti, non potrà essere contrario a nessuno". "Tale coalizione nei progetti importanti non potrà essere contraria a nessuno. E' necessario che rinunciamo tutti agli interessi di partito, perché questo popolo si merita di che si tenga conto di esso", ha detto Bulatovic. "Il SNP è assolutamente unito e deciso a creare una comunità tra Montenegro e Serbia su basi eque. Ai cittadini della Serbia diciamo che la maggior parte dei cittadini del Montenegro è con la Serbia e al Montenegro diciamo che noi siamo un partito profondamente radicato in Montenegro e che il nostro supremo interesse è il Montenegro stesso. Ritengo che sia anche nell'interesse dei cittadini del Montenegro vivere in Jugoslavia su basi eque", ha concluso Predrag Bulatovic. Zoran Djindjic, capo del Comitato di crisi della DOS e presidente del Partito Democratico (DS), ha dichiarato sabato che le trattative per la formazione del governo federale dureranno una decina di giorni. Secondo le sue parole, la DOS condurrà negoziati sia con il SNP sia con il DPS di Milo Djukanovic.
PARLAMENTO SERBO: SOSTEGNO A KOSTUNICA, DESTINO DEL GOVERNO ANCORA IGNOTO
di M. Torov - ("Danas", 9 ottobre 2000)
Belgrado - Il Parlamento della Serbia dovrebbe riunirsi oggi, dopo una lunga pausa, per esaminare la Proposta di dichiarazione del parlamento in cui si esprime il pieno sostegno all'elezione di Vojislav Kostunica a presidente della Jugoslavia, proposta presentata dai deputati del Movimento di Rinnovamento Serbo (SPO), nonché la richiesta da parte di tale partito per la creazione di una commissione di inchiesta che chiarisca le circostanze nelle quali sono morti quattro suoi funzionari sulla strada di Ibar il 3 ottobre dell'anno scorso. All'ordine del giorno sono anche le proposte del Partito Radicale Serbo (SRS): per l'annullamento dell'attuale Legge sull'informazione pubblica e la rimessa in vigore di quella precedente, sulla privatizzazione, e sulla creazione di un'impresa pubblica per le attività giornalistiche e di radiodiffusione della società per azioni "Politika". Questo partito, insieme alle altre proposte, ha presentato anche la sua proposta di legge sull'Impresa pubblica "Radio-televizija Srbija" (RTV - l'ente radiotelevisivo statale), nonché la richiesta di sostituzione del ministro degli interni della Serbia, Vlajko Sojilkovic, "per abusi della polizia a favore dei vertici di partito nel corso della campagna elettorale". E' poco probabile che già oggi si discuta di un nuovo governo della repubblica, visto che il SPO e il SRS, che insieme hanno più della metà dei voti in parlamento, non si sono ancora accordati in merito. I radicali potrebbero contare sul sostegno del SPO quando chiederanno la sostituzione del ministro degli interni, "perché tutti ne hanno abbastanza", e, eventualmente, quando si discuterà della cancellazione della Legge sull'informazione pubblica, anche se riguardo alle modalità di risoluzione di tale questione i due partiti non sono d'accordo.
La seduta odierna del Parlamento della Serbia, già per il modo in cui è stata convocata, senza preavviso e in assenza delle normali procedure, potrebbe segnare l'inizio di una nuova epoca nella vita politica della repubblica. Non appena nel corso del fine settimana la Corte costituzionale ha dichiarato Kostunica vincitore e l'ex capo dello stato federale ha riconosciuto pubblicamente la sua sconfitta, si è fatto sentire il presidente del parlamento della repubblica, Dragan Tomic, e, cosa fino a oggi impensabile, ha convocato immediatamente una seduta, informandone addirittura con una lettera Vojislav Kostunica nella quale gli si promette il proseguimento indisturbato delle istituzioni del sistema. E' convinzione generale che i quattro maggiori partiti del parlamento, SPS, JUL, SRS e SPO, siano stati tutti perdenti e quindi gli sviluppi devono armonizzarsi con i vincitori delle elezioni, al fine di evitare l'apertura di nuove crisi nelle relazioni federazione-Serbia. Per questo nessuna delle possibili opzioni può essere esclusa. E' possibile, per esempio, che anche se non oggi, ma piuttosto nei prossimi giorni o nelle prossime settimane, vi sia un rimpasto di governo, con il quale verrebbero esclusi i ministri della JUL, con una conservazione invece di tutti i dicasteri controllati dal SPS. La seconda variante, che viene ritenuta molto più probabile, è che i deputati del SRS, dello SPO e di altri partiti minori dell'opposizione dichiarino la sfiducia al governo della repubblica, costringendolo così a dare le dimissioni. In tale caso, il presidente della repubblica [che è sempre Milan Milutinovic, uomo fidato di Milosevic - N.d.T.] sarebbe tenuto ha dare il mandato a coloro che possono formare un governo di maggioranza. Poiché SPS e JUL hanno insieme solo 110 deputati, mentre il SRS ne ha 83 e lo SPO 45 - vale a dire che questi ultimi due insieme hanno nel parlamento serbo una maggioranza superiore alla metà dei voti, con 128 deputati su un totale di 250, sarebbe logico aspettarsi che il SRS e lo SPO formino una coalizione tecnica il cui compito principale sarebbe quello di preparare nuove regole elettorali per le prossime elezioni a livello di repubblica. Se però il SRS e lo SPO non troveranno una lingua comune, e il SPS e la JUL da soli, senza radicali, non avranno una maggioranza parlamentare, si creerà un contesto per cui il presidente della repubblica dovrà sciogliere il parlamento e indire elezioni anticipate. Naturalmente vi è anche la possibilità che prosegua lo status quo, perché è difficile pensare che i radicali possano rinunciare facilmente alle posizioni che ancora conservano nel governo della repubblica. Ma ciò comporterebbe nuove tensioni e conflitti. In via non ufficiale si viene a sapere che sono stati aperti contatti tra il SRS e SPO, e tra questi ultimi due e la DOS. Il capo del gruppo parlamentare dello SPO, Milan Mikovi, il quale ha dichiarato che lo SPO cercherà di ottenere un cambiamento di governo, afferma che "con i radicali non siamo giunti ancora ad alcun accordo", e quindi nemmeno a quello sulla caduta del governo". L'unico punto di convergenza, per ora, riguarda la richiesta del SRS e dello SPO di annullare la Legge sull'informazione pubblica, ma anche in questo caso esistono disaccordi. Mentre secondo Mikovic lo SPO vuole che la questione dell'informazione venga risolta in maniera drastica, i radicali propongono solo "cambiamenti di facciata". Ci sono disaccordi tra i due partiti anche in merito alla casa editrice "Politika". Mentre i radicali chiedono che venga trasformata in un'impresa pubblica, "lo SPO già otto anni fa era dell'opinione che le questioni relative ad aziende non debba essere risolta con l'apposita formulazione di leggi". Non vi sono dubbi chelo SPO appoggerà la richiesta di sostituire il ministro degli interni, perché, come dice Mikovic, "tutti ne hanno abbastanza".
| Data: 09-10-2000 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: Autori vari |
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