I Leoni della polizia speciale macedone hanno finito di ruggire

Data: 18-02-2003 Fonte: IWPR
Autore: Todor Stojcevski

N.E. BALCANI #621 - MACEDONIA
18 febbraio 2003


I LEONI DELLA POLIZIA SPECIALE MACEDONE HANNO FINITO DI RUGGIRE
di Todor Stojcevski - ("IWPR", 28 gennaio 2003)

Il governo macedone ha sciolto i Leoni, unità delle forze speciali, dopo una grave crisi durata due giorni


Le autorità hanno deciso di sciogliere il corpo dei leoni, a seguito della loro implicazione in una lunga lista di incidenti. Questa controversa unità, che dipendeva dal Ministero degli Interni, era stata creata durante il conflitto etnico del 2001.La notizia è arrivata dopo che per due giorni da un migliaio di Leoni si è opposto armi in mano alla polizia regolare macedone. Il 23 e 24 gennaio i leoni hanno bloccato la strada principale che conduce da Skopje a Pristina, all’altezza della frontiera di Blace.

La decisione arriva dopo alcuni mesi di incertezza riguardo al futuro di questa entità a seguito della sconfitta elettorale della VRMO-DPMNE nelle scorse elezioni di settembre. Subito dopo la vittoria del suo partito, il nuovo primo ministro macedone Branko Crvenkovski aveva promesso di sciogliere il corpo, così come avevano chiesto sia la NATO che l’OSCE. Questa unità era stata creata nel 2001 dall’allora ministro degli interni Ljube Boskovski, il "pargolo" prediletto dei nazionalisti vicini all’ex primo ministro Ljubco Georgievski. Nonostante fossero stati creati nel momento più critico del conflitto interetnico del paese, i Leoni, che sono tutti di etnia macedone, raramente si erano trovati a contatto diretto con gli estremisti albanesi e il loro compito era essenzialmente quello di pattugliare i villaggi macedoni.

I membri di questa unità, che non fanno parte delle forze regolari della polizia o dell’esercito e che lavorano part time, hanno presto guadagnato una terribile reputazione poichè molti di loro avevano dei nutriti dossier giudiziari e alcuni erano già stati in carcere a lungo. In base a fonti ufficiali della polizia macedone si calcola che dal novembre 2002 a gennaio 2003 membri dei Leoni sono stati implicati in più di 70 atti criminali come risse nei locali, assassini e tentativi di omicidio nei confronti di civili.

“Questa unità non corrisponde più alle necessità della Repubblica di Macedonia. Ecco perchè bisogna trasformarla”, aveva affermato la settimana scorsa davanti ai giornalisti Branko Crvenkovski, dopo un incontro di tre ore con i rappresentanti sindacali dei Leoni e con il presidente della repubblica Boris Trajkovski. Questa riunione di crisi era stata convocata durante il secondo giorno dell’insurrezione dei Leoni, quando tutto sembrava presagire che la situazione si aggravasse. Le forze di polizia regolari avevano cercato di impedire che la strada da Skopje a Pristina fosse bloccata, cosa che ha portato le due “fazioni” a fare uso delle armi. La tensione è diminuita solo quando la polizia ha fatto marcia indietro.

Branko Crvenkovski ha dichiarato che tutti hanno il diritto di protestare pacificamente definendo il comportamento dei Leoni come anticostituzionale. E così ha annunciato lo scioglimento dell’unità promettendo che alcuni dei suoi membri verranno assorbiti dalla polizia regolare, altri saranno incorporati nell’unità della polizia speciale delle Tigri e altri ancora nell’esercito.Gli ufficiali superiori dei leoni hanno deciso di accettare la proposta del governo. Secondo il portavoce dei Leoni, Toni Mihajlovski, “con questa proposta 600 dei nostri uomini avranno un impiego assicurato”.

La VMRO-DPMNE, responsabile della creazione di questa unità, la ha sostenuta fino alla fine”Se ci sono posti di lavoro per 300 membri dell’ex Esercito di Liberazione Nazionale (UCK) nell’esercito e nella polizia, allora ci devono essere posti di lavoro per 1000 leoni”, ha spiegato Vlatko Gorcev, portavoce del partito. Si tratta di un riferimento diretto all’integrazione dei guerriglieri albanesi nell’esercito, una condizione sancita dagli accordi di Ohrid che hanno messo fine al conflitto del 2001.

Anche Ljube Boskovski, oggi deputato della VMRO-DPMNE, ha difeso questa unità. Parlando di fronte al parlamento macedone, l’ex ministro degli Interni ha affermato che il paese non poteva disfarsi dei Leoni perchè “circa seicento mujaheddin e mille membri dell’UCK si trovano sul nostro suolo” e si preparano secondo lui ad una nuova guerra. Mark Laity, portavoce della NATO a Bruxelles, ha respinto chiaramente la teoria dell’intreccio affermando che è possibile che un piccolo gruppo di persone abbia la volontà politica o criminale di attaccare degli individui. Ma niente fa presagire una minaccia di media o grande portata per la sicurezza della Macedonia.

(traduzione di Michele Novaga)

Data: 18-02-2003 Fonte: IWPR
Autore: Todor Stojcevski