Sofia: in 10.000 contro la guerra

Data: 31-03-2003 Fonte: "Sega"
Autore: "Sega"

N.E. BALCANI #649 - BULGARIA
31 marzo 2003


SOFIA: IN 10.000 CONTRO LA GUERRA
(da "Sega" [Sofia], 31 marzo 2003)

In Bulgaria, il paese balcanico che più ha appoggiato la guerra di Bush e Blair, si è svolta la prima importante manifestazione antiguerra


[Nel clima di generale passività nei confronti della guerra in Iraq che contraddistingue i Balcani, spicca in controtendenza la manifestazione svoltasi ieri a Sofia: un corteo di 10.000 persone contro una guerra distante è un vero e proprio avvenimento per la Bulgaria e per i Balcani in generale. Le precedenti manifestazioni svoltesi a Sofia avevano visto la partecipazione di alcune centinaia di persone. La protesta va allargandosi anche in termini politici: mentre i primi cortei erano stati organizzati da nostalgici del precedente regime e piccoli gruppi stalinisti, la manifestazione di ieri è stata promossa dai giovani socialisti (ma vi hanno partecipato persone di tutte le età). Nei giorni scorsi si sono mosse con manifestazioni contro la guerra anche organizzazioni e personalità della cosiddetta società civile, come il Comitato Helsinki e la nota studiosa e attivista Antonina Zeljazkova. Del tutto opposta invece la situazione in Kosovo: due settimane fa si è svolta una manifestazione a favore della guerra, promossa dall'Associazione dei Veterani di Guerra (cioè degli ex combattenti UCK), alla quale hanno preso parte alcune centinaia di persone. A sostegno della guerra contro l'Iraq si sono pronunciati in Kosovo, con toni entusiastici, il giornalista Surroi (che ha tuonato contro i "fondamentalisti del pacifismo"), il presidente Rugova e il premier Rexhepi - a.f.]

Circa 10.000 persone di tutte le età si sono raccolte di fronte al Palazzo Nazionale della Cultura per muoversi poi verso la piazza Battenberg. Il corteo, organizzato dalla Unione Giovanile Socialista, era aperto da 50 motociclette, seguite da una decina di auto, tra le quali la Zhiguli gialla dotata di altoparlanti che si può vedere in tutte le manifestazioni dei giovani socialisti. Le auto provenivano dalla periferia della città e sulle loro portiere c'erano adesivi con la scritta: "No alla guerra, pace subito". Il leader del Partito Socialista, Sergej Stanisev, vestito in jeans e giacchetta, ha camminato insieme al suo vice Rumen Petkov nelle prime file del corteo che si è diretto verso il viale Vitosa. Il corteo era aperto da due ragazzini di 10 anni, uno libanese e uno palestinese, che scandivano lo slogan "No alla guerra". La manifestazione ha bloccato il traffico lungo il viale Vitosa, causando un ingorgo e l'irritazione degli automobilisti. Nel corteo spiccavano molte bandiere bulgare, irachene, dell'ONU e dell'UE. La manifestazione si è svolta tranquillamente e solo di tanto in tanto si sentivano slogan come "Non vogliamo alla guerra", "Non ti crediamo" ["Ne ti vervame", allusione all'ormai proverbiale interlocuzione "Vervajte mi" ("Credetemi") del premier Sakskoburggotski - N.d.T.], "USA, vergogna della civiltà", "Il governo bulgaro tollera l'uccisione di bambini", "Liberiamo l'America da Bush", "Bush e Blair all'Aia". Quando il corteo è passato vicino a un Mc Donalds i giovani socialisti hanno invitato i bulgari a boicottare i prodotti americani. I manifestanti si sono poi fermati di fronte al palazzo del Consiglio dei Ministri scandendo "Dimissioni!". Stanisev è quindi montato sul tetto della Ziguli gialla ringraziando tutti i partecipanti alla protesta. "Vogliamo essere ascoltati dall'Europa, perché la nostra opinione è europea", ha detto alla folla. Ai manifestanti si è unito il famoso attore e deputato socialista Stefan Danailov [attore in svariati serial italiani, tra cui "La Piovra" - N.d.T.], che è salito anch'egli sul tetto della Ziguli per gridare "La pace viene con la pace, e non con le bombe" e dire che gli interessi nazionali della Bulgaria non possono essere nella guerra. Danailov ha invitato i presenti a osservare un minuto di silenzio in onore delle vittime civili e militari in Iraq. Sergej Stanisev ha infine detto che le proteste continueranno fino a quando il governo non comincerà ad ascoltare la voce della gente.

Data: 31-03-2003 Fonte: "Sega"
Autore: "Sega"