"Al servizio della NATO, con un esercito di dieci milioni di disoccupati"

Data: 10-02-2001 Fonte: "Sega", "Kapital"
Autore: Autori vari

NOTIZIE EST #399 - BULGARIA
10 febbraio 2001


AL SERVIZIO DELLA NATO, CON UN ESERCITO DI UN MILIONE DI DISOCCUPATI


[Seguono tre brevi articoli riguardanti la Bulgaria: 1) la disoccupazione reale è molto più alta di quella ufficiale; 2) l'esercito si esercita in teatri di combattimento e chiama l'intero stato a prepararsi per la NATO; 3) i tentativi di formazione di un blocco populista di destra in Bulgaria]


1) UN MILIONE DI BULGARI DISOCCUPATI
di Anelija Antova - ("Sega", 7 febbraio 2001)


Alla fine dell'anno scorso, più di un milione di persone era senza lavoro, rivelano i dati ufficiali dell'Istituto di Statistica Nazionale (NSI). Tale cifra corrisponde al 26,9% della popolazione attiva. L'istituto diretto da Aleksandar Hadjijski, che è un organo controllato dal governo, afferma tuttavia che i disoccupati sono solo il 16,4%. Quest'ultima cifra è il frutto di abili manipolazioni dei dati e dei concetti. Secondo le statistiche sono registrate ufficialmente come disoccupate 536.700 persone. Altre 469.200 (247.800 uomini e 221.400 donne), volevano lavorare, ma hanno ormai rinunciato a cercarsi un'occupazione, perché ritengono che sia impossibile trovarla. Le statistiche registrano questi casi come "persone scoraggiate" e non li includono tra i disoccupati ufficiali, definendoli invece "riserva di lavoro". In questo modo, tali persone vengono poste al di fuori della popolazione economicamente attiva, che in dicembre era di 3.272.200 persone, delle quali 2.735.500 occupate e 536.700 senza lavoro. Così, i disoccupati risultano essere il 16,4% della popolazione economicamente attiva. Se però si aggiunge anche quella che le statistiche definiscono "riserva di lavoro", si ha che alla fine dell'anno scorso i disoccupati erano 1.005.900, pari al 26,9% della popolazione attiva della Bulgaria. Il NSI afferma che il numero delle "persone scoraggiate" continua incessantemente ad aumentare. Con la strana metodica adottata per le statistiche, tutto questo si traduce nel fatto che ufficialmente il numero dei disoccupati diminuisce, perché le "persone scoraggiate" vengono eliminate dai registri.

I licenziamenti sono la causa fondamentale della disoccupazione, affermano gli esperti del NSI. Per tale motivo prima di dicembre sono rimaste senza lavoro 323.800 persone, pari al 60,3% di tutti i disoccupati. 79.500 bulgari cercano senza successo un lavoro dopo avere terminato gli studi o il servizio militare. Il 59% dei disoccupati cerca un lavoro da più di un anno. Sono senza un'occupazione 47.770 persone con diploma universitario. Quelli con diploma di scuola superiore sono 285.000 e quelli con diploma di scuola elementare sono 204.000. 2.364.400 bulgari erano lavoratori dipendenti alla fine dell'anno scorso, comunica il NSI. In aziende pubbliche lavorava il 54% di tali dipendenti e in aziende private il 46%. Lavoravano invece per conto proprio 371.100 bulgari. Quasi la metà degli occupati lavora nel settore dei servizi e il 37% invece in quello dell'industria. Se si prendono per veri i dati della CIA secondo cui nel 2000 la popolazione della Bulgaria era di 7.796.694 persone, risulta che 2.735.500 persone che hanno un lavoro mantengono, oltre a se stessi, altri 5 milioni di persone. Ciò significa che ognuno di essi lavora per tre.

[Il giorno successivo, il quotidiano di Sofia "Sega" ha pubblicato un commento sullo stesso argomento, scritto da Krasimir Cigularov e intitolato "469.000: il numero della disperazione" - ne riportiamo qui sotto alcuni brani]

[...] Una tale situazione la si può avere solo in un'economia distrutta e che non funziona. E su uno sfondo simile, tutte le favole sui successi conseguiti, sulla crescita economica e sul balzo in avanti degli stipendi sono una perversione. Perché, così come è facile gonfiare i palloncini preelettorali [in Bulgaria il prossimo giugno ci saranno elezioni generali - N.d.T.] parlando delle prospettive luminose e facendo promesse di nuovi megaprogetti, è altrettanto facile che i palloncini così gonfiati scoppino. Quello che spaventa è che un numero sempre maggiore di specialisti dà ancora solo qualche mese di vita all'attuale ingannevole tranquillità in cui si trova la Bulgaria. E' vero, nell'ultimo decennio abbiamo fatto l'abitudine all'altalena diabolica della transizione e del fallimento. Ma se ciò accadrà ancora una volta, sarà quasi impossibile venirne fuori. E' paradossale, ma ancora una volta è la statistica nazionale che fa capire come, nel caso di un nuovo fallimento, la cosa più probabile è che rimarremo nella fossa. 469.200 persone hanno smesso di cercare lavoro, perché ritengono di non avere modo di trovarlo. [...] Così, oggi 469.000 è il numero della disperazione. E della mancanza di qualsiasi prospettiva di un'esistenza dignitosa e onesta. E questo numero continuerà ad aumentare. Verrà ingrandito da persone giovani che hanno appena terminato la scuola o l'università, oppure escono dalla caserma. Attualmente sono circa 80.000 - in pratica molto di più degli allievi di un anno di corso delle nostre scuole superiori. Per la statistica, che anche questa volta afferma di applicare una metodica conforme alle pratiche internazionali, le cose sembrano facili. Lo stesso vale per il governo. Perché con questi calcoli, tanto più crescono gli "scoraggiati" tanto più diminuisce la disoccupazione. Come si usa dire: limpido, chiaro e tondo. Prendiamo atto del nuovo successo del programma del governo e fissiamo il nostro sguardo sul futuro splendente che ci attende. Allo stesso tempo, però, la disoccupazione cresce soprattutto per i licenziamenti. E' una cosa scontata - le aziende cercano di sopravvivere nell'ambiente economico ostile del nostro paese e tagliano le spese liberandosi di personale. Questa tendenza andrà accentuandosi anche in futuro. Oltre a ciò, cominceranno presto a scoppiare anche le RMD ["società manageriali-operaie", come vengono chiamate le aziende privatizzate cedendo quote di controllo miste a lavoratori e manager. Sotto la facciata "democratica", si tratta in pratica di un meccanismo che permette alle oligarchie di governo di effettuare diversioni di fondi pubblici verso "tasche private" - N.d.T.], che hanno ottenuto per quattro soldi intere imprese, senza essere in grado di gestirle e svilupparle in maniera normale. E il numero dei disperati, che si renderanno conto di come da noi non vi sia una coerente applicazione delle conoscenze e delle capacità e che lo stato li tratta come inutile spazzatura, continuerà a crescere. La sottrazione di ogni sicurezza di sè e l'avvilimento della gente comune sono i due più grandi crimini compiuti durante la transizione bulgara. E per tali crimini, purtroppo, non pagheranno i veri colpevoli, bensì tutti gli altri - e questo per svariate generazioni.


2) L'INTERO STATO AL SERVIZIO DELLA NATO
di Rosen Mollov - ("Sega", 7 febbraio 2001)


All'inizio del 2002 verrà creata un contingente permanente di ufficiali della riserva, ha annunciato ieri il Capo di stato maggiore dell'Esercito, gen. Miho Mihov a Ruse. Di tale contingente entreranno a fare parte ufficiali di carriera, sergenti, soldati e uomini della riserva. Gli ufficiali di carriera riceveranno uno stipendio sia in tempo di pace sia in tempo di guerra e presteranno servizio nelle caserme ogni anno per un periodo compreso tra 1 e 3 mesi. Gli uomini del contingente formeranno una riserva di mobilitazione, che si attiverà solo in caso di crisi. "Anche gli Stati Uniti dispongono di forze militari di tale tipo", ha detto il gen. Mihov. [...] In una serie di esercitazioni, l'esercito bulgaro prenderà il controllo di quattro nuovi teatri militari di azioni di combattimento, ha dichiarato ancora il gen. Mihov. "Nella sua dottrina militare la Bulgaria ha già un teatro balcanico generale per potenziali azioni di combattimento". E' suddiviso nei teatri di azioni di combattimento rispettivamente sud-orientale, meridionale, settentrionale e occidentale, insieme alla zona operativa del Mar Nero", ha spiegato il gen. Mihov. Sono stati cancellati invece i teatri Greco, di Ankara e dei Dardanelli. Unità militari bulgare hanno già condotto azioni di esercitazione nel teatro occidentale. A ottobre, nell'ambito dell'esercitazione "Autunno 2001" verrà elaborato il teatro Meridionale, ha comunicato il gen. Mihov. L'esercito bulgaro effettuerà nel tempo esercitazioni su tutti i potenziali teatri di azioni di combattimento. Il Capo di stato maggiore ha inoltre dichiarato che l'esercito acquisterà aerei per una nuova squadriglia. "Nei nostri programmi non è ancora stato deiso se si tratterà di F-16, F-18 o di altri modelli", ha detto Miho Mihov. In ogni caso si tratterà di aerei in armonia con gli standard della NATO, ha precisato. Secondo il generale, "per il 2002 rimane da prendere la decisione politica per un allargamento dell'Alleanza. L'intero stato, e non solo l'esercito, deve prepararsi per la NATO". In considerazione di ciò, continuerà la preparazione delle unità dell'esercito bulgaro, al fine di renderle operativamente compatibili con le forze della NATO. [NOTA: nelle ultime settimane, e in particolare in relazione agli sviluppi della "sindrome dei Balcani", numerose fonti bulgare hanno ipotizzato che l'Occidente si stia preparando all'eventualità di sostituire, per intero o in parte, i soldati del contingente KFOR in Kosovo con soldati provenienti da altri paesi più poveri, come la stessa Bulgaria o la Romania, il cui "inquinamento" o la cui uccisione in eventuali scontri sarebbe meno "imbarazzante"]


3) VERSO LA CREAZIONE DI UN BLOCCO DELLA DESTRA POPULISTA?
di Andrea Ferrario

La stampa bulgara ha pubblicato in questi giorni svariati articoli sulla possibile creazione di un blocco della destra populista e/o revanscista bulgara in vista delle imminenti elezioni presidenziali. I partiti che unirebbero le proprie forze in tale blocco sarebbero la VMRO, il movimento "Gergjovden", il Partito Civico della Bulgaria (GPB) e, forse, anche l'Alleanza Democratica (DA). Tutti questi partiti vengono dati dai sondaggi come al di sotto della soglia del 4%, che è necessario superare per entrare in parlamento. L'unico tra questi partiti che avrebbe qualche lontana possibilità di raggiungere tale soglia è il movimento "Gergjovden", fondato l'anno scorso da Ljuben Dilov jr., sceneggiatore di una popolare trasmissione umoristica televisiva. "Gergjovden" è un tipico partito "di protesta" che incontra favori in particolare tra i giovani e si situa a destra soprattutto per le sue posizioni "patriottiche" nei confronti della questione macedone. La VMRO (alla quale avevamo dedicato a suo tempo un articolo dettagliato in "Notizie Est" #175 del 22 febbraio 1999) continua ad avere scarsi riscontri nei sondaggi (tra l'1% e il 2%) nonostante gli ampi spazi che le vengono dati dai media, ma si fa notare per il numero relativamente alto di aderenti su tutto il territorio nazionale, per gli ampi mezzi finanziari di cui dispone e per essere stata fino a poco tempo fa al governo in alleanza con la SDS. Il nucleo del partito è stato costituito ancora sotto il regime di Todor Zivkov da esponenti nazionalisti di destra, coperti dal Partito Comunista. E' un partito che fa del revanscismo nei confronti della Macedonia la sua bandiera e, tra le altre cose, è a favore di un maggiore ruolo della chiesa ortodossa nella vita dello stato, della mano dura nei confronti della criminalità e della discriminazione delle minoranze. Il Partito Civico della Bulgaria (GPB) è stato costituito solo negli ultimi mesi da Bogomil Bonev, fino all'anno scorso ministro degli interni nel governo della SDS, rimosso dal proprio incarico in seguito a un aspro conflitto con il premier Kostov. Il GPB ambisce al ruolo di "partito dell'ordine" e lascia continuamente intendere di essere pronto a combattere a suon di dossier riservati, che Bonev avrebbe accumulato nel corso della sua carriera di ministro. Il principale limite del partito è che non dispone ancora di strutture organizzate e presenti in tutto il paese. L'Alleanza Democratica (DA) è guidata da Konstantin Trencev, che guida allo stesso tempo il secondo sindacato del paese, "Podkrepa". Trencev è un personaggio poco limpido, coinvolto a suo tempo nel rogo della sede del Partito Socialista e anch'egli "produttore in serie" di scandali basati su dossier riservati dei quali mai si è capito come egli sia entrato in possesso. Anche la DA è generalmente a favore di un maggiore ruolo della chiesa ortodossa nella società bulgara e aderisce a idee populiste di destra - il suo maggiore limite è quello di essere sgradita, a causa di conflitti con il suo leader, alla maggior parte degli altri partiti candidati a formare il blocco. Alcuni di questi partiti, come per esempio la VMRO, stanno cercando di coinvolgere altre piccole forze monarchiche, e in primo luogo la Federazione Regno di Bulgaria (FCB). La speranza era fino a pochi giorni fa quella di riuscire a ottenere la "sponsorizzazione" di Simeon Koburgotski, ovvero Simeon II, l'erede al trono di Boris III, l'ultimo zar bulgaro. Simeone si era mosso per candidarsi alle prossime elezioni presidenziali, ma la corte costituzionale gli ha negato in questi giorni la possibilità di presentarsi a tali elezioni, poiché gli manca il requisito di avere avuto la residenza stabile in Bulgaria negli ultimi cinque anni - una sua eventuale sponsorizzazione del blocco delle forze populiste perderà quindi molto del suo peso.

La costituzione del blocco populista rimane comunque molto incerta, sia per i conflitti personali tra i vari leader, sia per l'eterogeneità delle forze che dovrebbero comporlo. Il rischio, soprattutto secondo i due partiti più consistenti, e cioè Gergjovden e VMRO, è quello di annacquare e confondere troppo l'immagine di forze che, nonostante la loro limitata consistenza, hanno connotati ben precisi e noti all'opinione pubblica. Una delle aspirazioni è sicuramente quella di potere fare in qualche modo da ago della bilancia in un parlamento bulgaro che si prevede sarà piuttosto frammentato. E' possibile però che un tale blocco si ritrovi infine a svolgere la funzione di "salvagente" (ed è il caso in particolare della VMRO) per una SDS oggi al governo, ma che sta perdendo rapidamente consensi.

(fonti: "Kapital", 3-9 febbraio 2001; "Sega", 5 febbraio 2001)


Data: 10-02-2001 Fonte: "Sega", "Kapital"
Autore: Autori vari