
Schroeder, Severina e... i vescovi
| Data: 11-11-2003 | | Fonte: "Vreme" |
| Autore: Slobodanka Ast |
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N.E. BALCANI #716 - CROAZIA
11 novembre 2003
SCHROEDER, SEVERINA E... I VESCOVI
di Slobodanka Ast - ("Vreme" [Belgrado], 6 novembre 2003
In Croazia ci sarà un ritorno al potere dei tudjmanoidi? Nell'attesa di avere una risposta, la SPD di Racan organizza comizi elettorali con la partecipazione della "patriottica" cantante pop Severina
"La decisione di come votare alle elezioni è una decisione sovrana del popolo croato, ma io non nascondo per chi batte il mio cuore", sono le parole con le quali il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, durante la sua visita in Croazia, tenutasi tre settimane prima delle elezioni parlamentari, ha dato il proprio aperto appoggio alla SDP e ha augurato al premier Ivica Racan un nuovo mandato elettorale, esprimendo in modo chiaro ed esplicito il desiderio e la speranza che la nave di Racan prosegua la sua "politica di riforme democratiche".
E' stato un grande incoraggiamento per la SDP di Racan. Durante questa visita, che probabilmente è stata la più importante visita di stato per la Croazia dalla sua indipendenza, il cancelliere ha espresso la convinzione che per la Croazia vi sarà posto nell'Unione Europea e ha promesso di dare il proprio aiuto affinché si giunga a tale importante evento nel più breve tempo possibile. Schroeder ha addirittura menzionato anche la questione più scottante - quella della consegna del generale Ante Gotovina: il cancelliere ha fatto sue, quasi alla lettera, le argomentazioni di Racan, affermando urbi e orbi di non avere alcuna prova del fatto che il fuggitivo si trovi in un territorio sotto la giurisdizione croata.
I VESCOVI
Racan e i suoi socialdemocratici, nonché i loro partner di coalizione, non hanno avuto molto tempo per godersi questa "luna di miele": quasi contemporaneamente i vescovi croati hanno pubblicato una Lettera pastorale, che in realtà altro non è se una raccomandazione preelettorale ecclesiastica che, è assolutamente chiaro, non va a vantaggio di Ivica Racan e della SDP, bensì dell'opposizione e in primo luogo della HDZ di Ivo Sanader.
"Non votate per coloro che sono a favore della legalizzazione dell'aborto, dell'eutanasia e dei matrimoni omosessuali!", raccomandano i vescovi, i quali affermano che bisogna votare per i partiti che vogliono rafforzare "l'economia nazionale, i valori tradizionali e il ricambio demografico", ritenendo che in tale modo l'identità nazionale verrà preservata fino all'entrata della Croazia nell'UE. Qui vi è anche un messaggio diretto ai politici, ai quali si dice "di non giungere a compromessi politici che vadano contro la volontà di coloro che li hanno eletti".
Dunque, non ci sono più allegorie sofisticate, metafore a doppio senso, allusioni, ma si lascia ai fedeli una certa misura di libertà nello scegliere da soli la scelta da fare nella scena politica di questo paese. Il pulpito è diventato un podio politico, la Chiesa ha indicato con un dito i partiti (il partito) che solo può essere preso in considerazione e quindi le elezioni non sono quasi necessarie. Alcuni lucidi commentatori croati hanno concluso acremente che la Chiesa "dei croati" fa quello che ha sempre fatto.
La HDZ si vanta inoltre di avere anch'essa il sostegno dell'Europa, sostegno che, naturalmente, arriva dalle forze di destra, ma, afferma, anche dai cittadini croati profondamente delusi dall'operato della coalizione di Racan. Oggi in Croazia, così come in Serbia, scioperano i medici, sono insoddisfatti i pensionati, la disoccupazione è alta, vi sono molte rimostranze sull'andamento delle privatizzazioni, sull'enorme ricchezza di un certo ceto, e il blocco dei difensori della guerra patriottica è particolarmente vociante e organizzato...
Come la HDZ intende risolvere i problemi accumulatisi e che ora è felice di denunciare a tutta voce? Uno dei dettagli più bizzarri degli eventi preelettorali è il fatto che il partito di opposizione più forte terrà il suo programma segreto fino all'inizio ufficiale della campagna (5 novembre) "affinché la SDP non lo copi"!?
Negli ultimi giorni dal quartier generale di Racan erano provenute forti critiche alla HDZ perché aveva fatto la stessa cosa negli anni passati e i socialdemocratici definiscono inoltre inammissibile il fatto che la HDZ si comporti come se tutti in Croazia fossero presi da un'amnesia collettiva e come se nessuno, ma proprio nessuno, si ricordasse quello che la HDZ ha fatto nel periodo 1990-2000. Il governo oggi afferma apertamente che la "HDZ ha causato danni maggiori dell'aggressione serba".
A questa sgradevole osservazione, parallelamente alla quale è arrivata anche l'amissione di Sanader che "la HDZ ha perso le elezioni del 2000 per le proprie debolezze", Jadranka Kosor, vice-presidente della HDZ, ha risposto brevemente: "Sotto la HDZ la Croazia è stata creata, difesa e liberata".
Alcuni direbbero che il cinismo della destra tudjmanoide sa essere estremamente irritante. Sanader, esaltato, fa sapere che diventerà premier e il suo "comando supremo" sarà composto da persone che esibiscono la loro ricchezza e che sono diventate ricche "grazie ai servizi resi a un sistema deviato". Alcuni osservatori sottolineano che la HDZ non può funzionare senza grandi litigi, tagli di teste, dichiarazioni infuocate secondo cui la Croazia deve essere "ripulita dai nemici interni e dai traditori", e che è proprio questo quello che più fa paura.
I GENERALI
L'amor di patria e la guerra per la nazione sono ancora i più forti assi nella manica della HDZ; tuttavia, nell'ala dei generali all'inizio della settimana sono emersi notevoli problemi: il controverso generale Ljubo Cesic Rojs, al quale la dirigenza della HDZ ha detto che non si può assolutamente candidare a queste elezioni perché si trova sulla lista nera degli USA e dell'UE (gli è vietata l'entrata in questi paesi), ha deciso comunque di presentarsi alle elezioni. Nonostante gli avvertimenti provenienti dai massimi vertici della HDZ, e in particolare dal vice-presidente Andrija Hebrang, secondo cui in tale modo la destra si frammenta, Rojs ha deciso di presentare una propria lista di candidati "difensori della patria" nella 11a sezione elettorale per la diaspora.
Con questa decisione, Rojs ha posto fine ai suoi dilemmi politici: in passato, in seguito agli avvertimenti della HDZ, aveva annunciato che avrebbe temporaneamente abbandonato i leader politici perché non era d'accordo con gran parte del partito e perché ciò gli causava grande tristezza. Successivamente aveva annunciato di avere rinunciato alle proprie ambizioni politiche, per non arrecare danno alla HDZ nella competizione con i comunisti. Hebrang, lo ricordiamo, non nasconde di ritenere Rojs un "eroe della guerra patriottica, che ha messo a punto una dottrina di difesa dal nemico tecnicamente più forte, aprendosi una strada in profondità alle spalle del nemico".
Ora Rojs ha nuovamente rigirato le carte in tavola e si avvia alla competizione elettorale contro la volontà della HDZ: la sua lista elettorale, come afferma, è stata redatta insieme a generali in pensione e l'unica cosa che non si sa è se fino all'ultimo momento si è consultato con il generale Ante Gotovina, scomparso dopo il mandato di cattura dell'Aja, come ha pomposamente annunciato. Indipendentemente da ciò, nella sua "lista di generali" si trova anche Ivo Andric Luzanski, al quale nel 2001 Wolfgang Petritsch, alto rappresentante della comunità internazionale in Bosnia-Erzegovina, aveva vietato di occuparsi di politica.
Poiché lo statuto della HDZ prevede che nemmeno un suo membro possa candidarsi senza l'autorizzazione del partito, si prevede che vi sarà una nuova "clamorosa" estromissione.
MUSICA POP
Il grande circo elettorale si è ormai avviato, anche se la gara elettorale ufficialmente comincia il 5 novembre: i media hanno osservato che ha presentato una lista anche Braco Ciganin, il cui slogan preelettorale è "Mostra i denti!". Sotto questo motto, ha estratto la sua leggendaria forchetta e ha dato così il via alla campagna elettorale. Sulla lista della SDP compare come indipendente anche Mirko Filipovic, il più noto gladiatore croato, famosa stella delle arti marziali (la SDP ha annunciato che avrà un 30% di indipendenti nelle proprie liste, ma chissà se gli elettori di questo partito si attendevano proprio un profilo del genere?). Coloro che sono bene addentro i fatti affermano che, per quanto riguarda il suo profilo politico e le sue opinioni, Filipovic starebbe meglio in un ritratto di gruppo della HDZ che nella SDP.
Accanto ai gladiatori arrivano anche altri sport e... le canzoni. Nel corso dell'ultima campagna elettorale il gruppo dei Parni Valjak aveva con successo aperto la strada alla coalizione SDP-HSLS, dandole un'immagine moderna, urbano-rockettara. Ma sfortunatamente tra i delusi dell'operato di Racan oggi ci sono anche gli stessi Parni Valjak. Il leader del gruppo, Husein Hasanefendic Hus, spiega di avere rifiutato l'offerta da favola fatta dalla SDP affinché suonassero durante i loro comizi elettorali perché questo partito "ha mantenuto alcune promesse, ma molte altre no".
Promesse, promesse... qualcosa è stato mantenuto: il bassista dei Parni Valjak, Zorislav Preksavec, è stato nominato attaché culturale in Slovenia, anche se non possedeva la qualifica per svolgere tale funzione, dicono le persone informate. Nei corridoi si dice che questo gruppo sia deluso probabilmente anche perché non ha ricevuto il permesso per il concerto di Natale a Zagabria.
La maggiore stella delle manifestazioni preelettorali di Racan sarà Severina! Questa notizia ha avuto in Croazia l'eco di una vera e propria bomba mediatica. A dire il vero, la Seve nazionale aveva dichiarato a suo tempo che il suo cuore era posizionato più a destra. La HDZ è sempre stata felicissima che portasse sul petto un'immagine di Tudjman e i vertici del partito le hanno espresso la loro gratitudine per avere dato il suo sostegno ai generali. Se Seva fosse la stella della campagna della HDZ sarebbe una cosa abbastanza normale, ma che faccia da vedette per i comizi elettorali dei socialdemocratici è una cosa che soprende anche i più incalliti professionisti. A quanto pare la SDP ha accettato il prezzo: 20.000 euro per esibizione, dieci esibizioni - 200.000 euro, se vi sembra poco.
Jelena Lovric, commentatrice di "Novi List" non nasconde di essere rimasta irritata da questa mossa: ingaggiando Severina, la SDP mette sulla sua bandiera la piccola borghesia, lo spirito del villaggio, l'opzione "la piccola la ha data". Non solo, ma la SDP ha perso anche il proprio orientamento nel tempo e nello spazio: dà prova di non sapere in quale povertà il paese vive. Forse alla SDP volevano solo che il popolo prima delle elezioni si rallegrasse e si divertisse un po'? Ma questo vorebbe dire, ritiene la commentatrice, che la SDP non ha un'idea, non sa cosa vuole. Ed è proprio questa l'impressione che dà il comportamento e la retorica preelettorale della SDP.
I TEMPOREGGIATORI
Gli elettori disullusi e rassegnati della SDP si preoccupano non tanto delle canzoni e dei gioci, quanto piuttosto del pane. L'accusa più frequente che esprimono è che si sentono truffati: la coalizione di Racan non ha avviato riforme sostanziali, la disoccupazione è alta, la trasformazione economica e le privatizzazioni non sono state sottoposte a revisione, i colpevoli della "rapina del secolo" non si sono visti dare nemmeno uno scappellotto in testa, e nemmeno i criminali di guerra sono stati puniti. Quest'ultima, a dire il vero, è un'osservazione che fanno solo coraggiosi, rari, ma importanti singoli.
Vi è un consenso sul fatto che il governo di Racan, nelle sue mosse, abbia sempre mancato di decisione e di volontà politica. In un'intervista concessa a "Slobodna Dalmacija", Zeljka Antunovic, vicepresidente della SDP, del governo e ministra della difesa, come qui si dice in maniera politicamente corretta, ha risposto tranquillizzante che tutti hanno un po' di ragione: sia quelli che affermano che sono stati compiuti grandi passi sia quelli che esprimono critiche. Tuttavia, sottolinea, il suo esecutivo ha governato onestamente e i risultati sono quelli che sono, ma sono comunqe "risultati nella media delle possibilità croate". In questa intervista la ministra dice che i critici più accesi di questo governo sono persone responsabili della devastazione dell'economia croata, che hanno lasciato a questo governo decine di miliardi di conti non saldati e un numero infinito di obblighi legali non adempiuti.
Dopo una serie infinita di mosse tiepide e ingannevoli, e di dichiarazioni nello stile "buon giorno gente in ogni angolo", in una parte dell'opinione pubblica croata ha avuto un effetto rinfrescante la dichiarazione della ministra Antunovic secondo cui "la SDP è sicura che il popolo abbia memoria sufficiente per non fare tornare al potere dei briganti". Lo è davvero? Le indagini d'opinione dicono: nulla è ancora deciso.
| Data: 11-11-2003 | | Fonte: "Vreme" |
| Autore: Slobodanka Ast |
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