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"Lotta per la sopravvivenza"

Data: 09-05-2002 Fonte: AIM, "Utrinski Vesnik"
Autore: Iso Rusi

N.E. BALCANI #548 - MACEDONIA
9 maggio 2002


LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA
di Iso Rusi - (AIM Skopje, 30 aprile 2002)


[Segue più sotto un importante aggiornamento sulla vicenda dei sette stranieri uccisi dalle forze della polizia macedone a inizio marzo, di cui avevamo riferito in N.E. Balcani #537 dell'8 marzo]

**Il premier Ljubco Georgievski stringe sempre più il cappio intorno al presidente Boris Trajkovski. Il ministro degli interni Ljube Boskovski, dopo una tournée nelle città della Macedonia durante la quale ha posato svariate prime pietre di palazzetti dello sport, ora si sta organizzando da solo manifestazioni a sostegno della raccolta di firme sotto il motto "Non consegneremo mai all'Aia il fratello Ljube ". Sul lato albanese, la VMRO-DPMNE riceve un aiuto fraterno dal DPA di Xhaferri. Il partito del premier ha avviato un'intensa campagna preelettorale, sebbene alle elezioni manchino come minimo 5 mesi**

Mentre si trovava in visita ufficiale in Cina, per il presidente Trajkovski si è aperto un nuovo capitolo nella serie di attacchi orchestrati in maniera evidentemente sapiente orchestrati contro di lui, provenienti dal partito dal quale è stato candidato alla funzione che attualmente ricopre! Il presidente Trajkovski è oggetto di accuse perché, pur avendo firmato l'Accordo per la demarcazione dei confini con la Repubblica Federale Jugoslava, ora starebbe trattando tale accordo come se fosse un accordo per la modifica dei confini dello stato.

La TV Sitel lo ha accusato per questo motivo di tradimento nazionale, mentre il settimanale "Zum" ha pubblicato una storia basata sulla lettera che l'UNMIK ha inviato al governo macedone, nella quale "in relazione alle questioni originatesi in conseguenza dell'Accordo tra la Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia e la Repubblica Federale Jugoslava sulla modifica dei confini", ci si richiama all'accordo raggiunto tra il presidente Trajkovski e l'amministratore del Kosovo, Michael Steiner, sulla formazione degli organi che dovranno risolvere "i problemi pratici conseguenti alla modifica dei confini". Quello che è problematico, a prima vista, è l'impiego del termine "modifica dei confini". Perché l'accordo che Boris Trajkovski e il presidente jugoslavo Vojislav Kostunica hanno firmato ufficialmente all'inizio di febbraio dell'anno scorso è un accordo di demarcazione dei confini.

Solo fino a pochi giorni fa tale accordo era oggetto di un forte sostegno da parte dell'opinione pubblica macedone e di dichiarazioni di condanna da parte delle nuove autorità kosovare, nonché di alcuni rappresentanti della KFOR, che hanno relativizzato l'importanza dell'accordo stesso. Non sono tuttavia pochi i macedoni i quali ritengono che la guerra sia cominciata in Macedonia nel febbraio dell'anno scorso come "esportazione" dal Kosovo a causa dell'insoddisfazione che regnava in quest'ultimo per la firma dell'accordo con il quale sono stati concordati i confini tra la Jugoslavia e la Macedonia, confini che sono per la maggior parte con il Kosovo e fissati senza alcuna consultazione con i kosovari e con l'UNMIK. Per questo motivo, la recente visita di Steiner a Skopje è stata definita anche come una messa agli atti definitiva di tale problema, poiché l'amministratore del Kosovo ha ripetuto le già ben note posizione dell'ONU e della comunità internazionale (il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha salutato la firma dell'accordo nel marzo dell'anno scorso, così come hanno fatto anche gli USA, e tutto questo in una certa misura si è ripetuto anche quest'anno dopo le infelici dichiarazioni di un generale americano della KFOR secondo cui l'ONU non riconoscerebbe l'accordo jugoslavo-macedone sui confini). Steiner ha dichiarato anche in tale occasione che i problemi pratici originati dalla messa in atto dell'accordo devono essere risolti e che riguardo a tale problema ha trovato la comprensione del presidente macedone. Si tratta di circa 2.500 ettari di terra macedone di proprietà di kosovari che non possono coltivarla dopo che la Macedonia è diventata uno stato indipendente. Per questo motivo, già nel 1996, subito dopo l'instaurazione di rapporti ufficiali tra la Macedonia e la Jugoslavia, è stata creata una commissione mista che nel confermare concretamente il confine doveva tenere conto anche degli interessi delle persone che vivono nella fascia di confine.

La TV Sitel e "Zum" hanno spinto per dichiarare Trajkovski un grande traditore poiché evidentemente ritengono che egli, avendo ascoltato Steiner e avendo accettato che sia necessario trovare una soluzione, abbia in realtà accettato la possibilità che, sulla base dei documenti catastali in mano ai kosovari, il confine venga rivisto. E tutto questo viene presentato come un'ennesima concessione a favore degli albanesi ecc. Così come recentemente il premier Georgievski lo ha accusato di "amnistiare i terroristi" nello stesso momento in cui l'opinione pubblica internazionale spingeva per lo scioglimento dei "Leoni", le discusse forze speciali della polizia che il Commisariato dell'UE ritiene essere una parapolizia e per il cui scioglimento insiste insieme agli USA.

Il premier Georgievski ha reagito con indignazione a tale lettera dell'UNMIK, riversandone tutta la colpa sul presidente Trajkovski. Il gabinetto del presidente Trajkovski, il quale in quel momento si trovava in visita ufficiale in Cina, ha rigettato tutte le accuse come parte "del clima generale di distruzione che regna nella Repubblica di Macedonia, deviando l'attenzione e l'energia dell'opinione pubblica dai problemi fondamentali".

Dietro alla frase "clima generale di distruzione" vi è una guerra quasi aperta nei confronti del presidente Trajkovski, guerra che non si placa ancora dopo il suo discorso rivolto ai membri del Forum politico balcanico, nel quale egli ha parlato esclusivamente del crimine organizzato e degli stretti rapporti che esso ha con i governi della regione in generale, ma anche della Macedonia nello specifico. Dopo avere ottenuto l'aperto appoggio degli Stati Uniti, Trajkovski è diventato il bersaglio di attività mirate della commissione governativa sulla corruzione dei funzionari, guidata dal ministro degli interni Ljube Boskovski, la quale ha chiesto a Trajkovski un rapporto dettagliato sugli aiuti ottenuti, e sulla loro distribuzione, durante la crisi dei profughi provenienti dal Kosovo. A quei tempi, infatti, Trajkovski, in quanto viceministro degli esteri, era anche il coordinatore per tale settore. Lo scandalo è stato ulteriormente portato avanti dall'attuale ministro degli esteri, Slobodan Casule, il quale ha dichiarato che dal ministero sono scomparse le documentazioni sugli aiuti ottenuti e sulla loro distribuzione, sempre ai tempi della crisi kosovara, per poi ricordare, in occasione della prima seduta della già menzionata commissione, la scomparsa di polli congelati dei quali non si sa dove siano andati a finire!

Trajkovski è il principale bersaglio del nuovo ampio fronte che la VMRO-DPMNE al governo ha creato con l'obiettivo di evitare la propria sconfitta alle prossime elezioni che, secondo il documento firmato dai quattro maggiori partiti in parlamento, si dovrebbero tenere il 15 settembre prossimo. Tutte le indagini di opinione indicano che la VMRO-DPMNE subirà una sconfitta pressoché catastrofica. Il partito, quindi, nonostante alle elezioni manchino ancora come minimo 5 mesi, si è messo in azione.

Il ministro degli interni Ljube Boskovski, che in conseguenza del sostegno ottenuto dai settori nazionalisti più radicali della Macedonia è stato per lungo tempo anche il politico più popolare per i macedoni, è stato scelto come l'uomo che personificherà il partito. Egli ha ottenuto tutto lo spazio che ritiene necessario nei media sotto controllo statale, come la televisione di stato MTV. Le sue attività, che non fanno nemmeno parte dei suoi compiti di ministro, come la partecipazione ad avvenimenti culturali, di intrattenimento e di ogni altro tipo, così come anche il suo posare quasi ogni giorno prime pietre di palazzetti dello sport che vengono costruiti dall'Agenzia per lo sport e la gioventù, ottengono una quantità di tempo inusuale nei principali programmi informativi della MTV. Ora, con l'appoggio non nascosto degli stessi media, tra i quali vi è anche il canale privato TV Sitel in possesso di licenza nazionale, è in corso anche l'azione dell'"iniziativa civica" per la raccolta di firme sotto il motto "Non consegneremo mai all'Aia il fratello Ljube". Da come è stata avviata questa azione di sostegno, non ci sarebbe da meravigliarsi se alla fine verranno raccolte più firme di quanti siano gli abitanti della Macedonia. Allo stesso tempo, nessuno si pone la domanda a cosa esattamente i firmatari si oppongano, visto che, sebbene Boskovski sia implicato nel caso di Ljuboten (l'intervento della polizia nell'agosto scorso, al quale Boskovski ha presenziato, che, secondo un rapporto di Human Rights Watch, ha lasciato sul terreno dieci civili innocenti), il tribunale dell'Aia non ha ancora terminato le indagini su tali eventi e di conseguenza non ha nemmeno incriminato Boskovski, tantomeno ha chiesto la sua consegna.

Il premier e il suo ministro più forte (quello delle finanze), Nikola Gruevski, hanno riportato in primo piano anche lo scandalo TAT, cioè il caso delle piramidi finanziarie dei tempi del governo di Branko Crvenkovski, con il quale ai cittadini sono stati sotratti centinaia di milioni di marchi tedeschi. Il governo ha promesso un rimborso in contanti a coloro che avevano depositi fino a mille euro, mentre agli altri verranno corrisposte obbligazioni in valuta.

Anche nell'ambito dello scontro politico in corso tra le forze albanesi, i membri del Partito Democratico degli Albanesi (DPA) spiegano tutti questi avvenimenti con l'intenzione da parte dei loro opponenti di distruggere l'attuale collaborazione del DPA con la VMRO-DPMNE e di impedire una sua futura coalizione con lo stesso partito.

La paura di una possibile sconfitta elettorale è evidentemente il motivo che sta dietro alle eccezionali attività preelettorali del principale partito al potere, così come di quelli minori. Dalle spiegazioni che vengono diffuse si intuisce che la VMRO-DPMNE e il DPA non temono tanto la perdita del potere, quanto piuttosto l'eventuale responsabilità (penale) per tutto quello che hanno fatto esercitando il potere. Ci si può quindi aspettare che i mesi che interorreranno da qui alle elezioni saranno pieni di nuove sorprese.


"ELEFTHEROTIPIA": IL 3 MARZO FU UN MASSACRO DI EMIGRANTI
di Kosta Popovski - ("Utrinski Vesnik" [Skopje], 8 maggio 2002)


[Nell'articolo "Boskovski vuole diventare Bushkovski", pubblicato in N.E. Balcani #537 dell'8 marzo scorso, avevamo riferito nei dettagli dell'uccisione di sette cittadini stranieri da parte di forze della polizia macedoni, delle contraddittorie spiegazioni delle autorità di Skopje, nonché del sospetto che si trattasse di un massacro propagandistico compiuto sulla pelle di sette semplici emigranti asiatici. Nei giorni scorsi il quotidiano greco "Eleftherotipia" ha pubblicato un ampio servizio su tali eventi, raccogliendo testimonianze a conferma di questa ultima tesi. Ne riportiamo qui sotto il resoconto che ne fa il quotidiano macedone "Utrinski Vesnik". Intanto, le indagini riguardo al caso languono: in due mesi, le stesse autorità macedoni che con grande sicurezza avevano asserito immediatamente che i sette non erano altro se non pericolosi terroristi islamici, non sono nemmeno riusciti a stabilire l'identità degli uccisi. Va infine rilevato che ieri Carla Del Ponte è stata a Skopje e ha annunciato che il Tribunale dell'Aia aprirà altre tre inchieste riguarndanti la Macedonia, su richiesta delle autorità macedoni. Tutte queste inchieste riguardano tuttavia la parte albanese e non altri casi che potrebbero coinvolgere Boskovski, come si era pensato in un primo tempo - A. Ferrario]

**Il quotidiano greco "Eleftherotipia" ha scritto su tre pagine che i sette stranieri uccisi dalla polizia macedone il 3 marzo presso Rastanski Lozja, sei dei quali pakistani e uno indiano, non erano "terroristi di Al Qaeda", come si afferma nella versione ufficiale macedone, bensì dei poveretti che, in parte anche a piedi, stavano viaggiando da mesi verso la Grecia per raggiungere loro parenti che lavorano illegalmente ad Atene, scrive il giornale greco**

"Eleftherotipia" chiede al ministro degli esteri della Grecia, Iorgos Papandreu, di intervenire presso il governo macedone affinché i corpi degli uccisi vengano trasportati in Pakistan e in India e vengano consegnati ai loro parenti. Alcuni fratelli e altri parenti degli uccisi che vivono ad Atene hanno dichiarato a "Eleftherotipia" che le vittime, quando erano ancora vive, hanno viaggiato con grandi sofferenze per mesi attraverso la Turchia, la Bulgaria e la Jugoslavia e hanno avuto di tanto in tanto cono loro contatti telefonici; tali parenti hanno anche inviato una volta dei soldi a Sofia al fine di consentire al gruppo di continuare a viaggiare verso la Grecia. "Eleftherotipia" riporta nello stesso testo anche le dichiarazioni ufficiali rilasciate dalle autorità macedoni all'inizio di marzo, nonché quanto la stampa macedone e straniera aveva scritto su tale caso, in merito al quale si afferma nel testo che "è risultato strano a molti" e si aggiunge che gli USA non hanno accettato la versione ufficiale macedone dell'uccisione. "Eleftherotipia", sotto il titolo "Crimine balcanico - la liquidazione di emigranti nella FYROM" esprime la valutazione secondo cui si sarebbe trattato di un "massacro" con il quale "gli organi di sicurezza della FYROM hanno voluto dimostrare la propria 'attività antiterroristica' e, affermando di fronte all'Occidente che tale paese è accerchiato da 'terroristi musulmani', hanno tentato ancora una volta di stabilire un nesso tra la guerra in Afghanistan e la propria guerra civile tra slavo-macedoni (cristiani) e albanesi (musulmani)". "Eleftherotipia" è riuscito a confermare l'identità degli uccisi sulla base di fotografie scattate dalla polizia che si è procurato a Skopje e che, a quanto si afferma, sono state portate ad Atene da un giornalista del "Wall Street Journal" che ha continuato a indagare sul caso. Ieri presso la Sezione indagini del Tribunale di Skopje 2, dove è in corso l'indagine sulle uccisioni avvenute presso Rashtanski Lozja, abbiamo ottenuto in via non ufficiale l'informazione che l'indagine è ancora in corso e che il tribunale ottiene periodicamente dal ministero degli interni nuove informazioni su quanto è avvenuto presso Rastanski Lozja e sui momenti che hanno preceduto e fatto seguito a tali fatti. Concretamente, si stanno svolgendo indagini su quali materiali sono stati raccolti dalla polizia, ma tali materiali non sono ancora stati completati in maniera sufficiente per dare il via a un'indagine processuale completa. Alla nostra domanda se le persone uccise sono state idenficate e se qualcuno si è interessato dei loro corpi, ci è stato detto di rivolgerci al ministero degli interni. Al ministero degli interni ieri gli ispettori addetti all'antiterrorismo non sono stati disposti a darci informazioni riguardo al punto in cui si è arrivati nello spiegare l'uccisione dei sette stranieri. Ci è stato detto che riguardo a questo caso sarebbe stato preparato un comunicato ufficiale. Ieri siamo inoltre stati ufficialmente informati dal direttore del cimitero di Butel che nella cappella si trovano ancora i corpi dei sette uccisi. Recentemente di tali corpi si sono interessati anche diplomatici dell'ambasciata della Gran Bretagna a Skopje. Il 19 aprile, intorno alle 20, sono giunte alla cappella due persone in un'automobile con targa diplomatica, che hanno mostrato le proprie credenziali. Si trattava di John McBrian e di Ken Astman. Avevano un'autorizzazione dell'Ufficio di pubblica sicurezza, firmata personalmente dal direttore Goran Mitevski, per l'effettuazione di un'ispezione visiva dei corpi dei sette uccisi. [...]


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Data: 09-05-2002 Fonte: AIM, "Utrinski Vesnik"
Autore: Iso Rusi





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