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"La favola chiamata amnistia"

Data: 18-12-2001 Fonte: "Kapital"
Autore: Autori vari

NOTIZIE EST #509 - MACEDONIA
18 dicembre 2001


LA FAVOLA CHIAMATA AMNISTIA

(da "Kapital" [Skopje], 13 dicembre 2001)

[L'articolo che segue è stato pubblicato in contemporanea dal settimanale albanese "Lobi" e da quello macedone di politica ed economia "Kapital". Quest'ultimo è una delle testate più valide del panorama macedone ed è finalmente disponibile in versione integrale on-line: http://www.kapital.com.mk]

**Sembra che i politici, senza motivi, stiano ponendo la questione dell'amnistia sullo stesso livello delle favole, generando in tal modo danni e insicurezza. Per tutti**

L'unico punto di scontro nell'ambito delle incomprensioni tra macedoni e albanesi è rimasto negli ultimi tempi quello del lavoro della parte albanese e degli esperti macedoni per risolvere mediante una legge la questione dell'amnistia degli ex membri dell'UCK, formazione ora scioltasi. Il noto avvocato Jovan Trpenovski ha per l'ennesima volta ha ripetuto che la Dichiarazione del presidente Boris Trajkovski, appoggiata dal governo macedone (i rappresentanti del PDP ne hanno preso le distanze, chiedendo l'adozione di una legge) non è un atto vincolante per gli organi giudiziari e di polizia. Sono della stessa opinione anche l'Unione Europea e la NATO. Ma gli esponenti della maggioranza continuano il gioco da noi battezzato "la favola dell'amnistia", ovvero una presa in giro poco chiara della verità, come si è espresso un ex insorgente albanese, il quale, nonostante abbia dismesso l'uniforme e si ricordi il numero delle armi consegnate, continua a dubitare se sia il caso di "andare a trovare i propri figli". "Si tratta di un esempio del disprezzo nei confronti dei cittadini da parte dello stato, di un tergiversare ispirato da obiettivi ed elementi di profitto dei tipi più disparati", afferma, puntando l'indice contro la casta politica macedone, ma anche su quella albanese al governo. Nel frattempo, Ali Ahmeti è convinto, come afferma, che l'amnistia verrà realizzata perché altrimenti "le cose non funzioneranno": "Abbiamo avuto forti garanzie da parte della NATO e non abbiamo motivi per non crederle. Noi finora abbiamo adempiuto tutti gli impegni. E' stato confermato anche pubblicamente. I fatti parlano. Abbiamo consegnato volontariamente le armi, perché non intendevamo arrecare danni a questo stato, volevamo solo essere anche noi pari agli altri".

IL PRIMO GRUPPO E' STATO LIBERATO
La comissione per l'amnistia, composta da sei membri e creata dal capo dello stato Boris Trajkovski, alla fine della settimana scorsa ha infine terminato l'esame caso per caso degli 88 albanesi i cui nomi sono stati proposti per l'amnistia da parte del ministero della giustizia. E undici di essi, condannati o accusati di essere stati coinvolti nel conflitto armato, sono stati messi in libertà [negli ultimi giorni il numero è salito a 44 - N.d.T.]. Quello ha dato adito a congetture di diverso tipo è stato il fatto che fino a oggi non è ancora stato reso pubblico l'elenco firmato redatto dal numero uno del dicastero, Ixhet Mehmeti: di che persone si tratta e quale periodo viene coperto dalla grazia. La stampa macedone afferma che "sono stati messi nello stesso paniere sia i ladri che i terroristi", mentre il settimanale albanese "Lobi" afferma di essere venuto a sapere che l'amnistia copre, o coprirà, tutti coloro che sono stati condannati a partire dal 1998 fino a oggi, vale a dire anche il "gruppo di Kicevo". Qui sembra che abbia ragione l'ex rappresentante politico degli insorti albanesi, Ali Ahmeti, che non si pronuncia sulla questione perché ora, secondo lui, essa è di competenza del governo e della NATO e quest'ultima, in base all'accordo con l'UCK, è garante del fatto che il processo di amnistia, nonostante gli attuali problemi, termini con successo. Che le cose stiano così lo dicono anche le affermazioni dei media elettronici e scritti macedoni, secondo i quali non è da escludersi la possibilità che il presidente Trajkovski "decreti" questa settimana la grazia per Ahmeti e per le decine di suoi ex collaboratori accusati di "terrorismo e crimini di guerra". "L'incriminazione emessa nei confronti di Ali Ahmeti è stata fermata in questi giorni dal Consiglio giuridico", ha scritto venerdì "Utrinski Vesnik", richiamandosi a fonti del Consiglio giuridico di Skopje.

VERRANNO AMNISTIATI ANCHE I DISERTORI?
E mentre si attende la grazia del presidente e della sua commissione per gli 88 casi in esame ("Lobi" è venuto a sapere che con ogni probabilità non verranno "amnistiati" tutti, nonostante la presenza nel governo di un ministro albanese "nazionalista"), si fa sempre più pressante una nuova questione - quella dei disertori e di coloro che si sono rifiutati di entrare a fare parte, come riservisti, delle forze militari e di polizia. A tale proposito la settimana scorsa vi sono state affermazioni poco chiare anche da parte dei rappresentanti internazionali e di quelli di Bruxelles che si trovano in Macedonia. Secondo i primi, devono essere amnistiati anche i disertori, mentre secondo gli altri, quelli dell'Alleanza, è consigliabile non mettere tutti nello stesso paniere. Il ministro della giustizia, Ixhet Mehmeti, ha affermato in una dichiarazione rilasciata a "Lobi" venerdì scorso che anche questo problema non deve essere sottovalutato perché, secondo lui, è di grande importanza e può incidere sulla creazione di una pace durevole nel paese. "Mentre era in atto il conflitto armato in Macedonia vi erano alcune categorie di cittadini che sono entrate in conflitto con le normative legali, e in particolare con il Codice Penale. In tali categorie rientrano anche i cittadini che sono stati chiamati a servire nell'esercito e i cittadini che sono 'sfuggiti' a tale chiamata. Secondo le informazioni di cui disponiamo, si tratta di una cifra ingente, cioè di più di 700 cittadini nei confronti dei quali sono state emesse incriminazioni", informa il ministro Mehmeti, lasciando intendere che per superare tale problema è necessario che il governo si impegni in prima persona. "Il governo, insieme alla maggioranza in parlamento, deve trovare una soluzione. La soluzione, secondo me, consiste nell'approvazione di una legge con la quale queste persone vengano liberate dalle loro responsabilità, perché quando erano in atto i combattimenti questi cittadini non si sentivano sufficientemente sicuri da potere svolgere servizio nell'esercito o nella polizia", dice il ministro della giustizia, affermando che "non si tratta di una categoria di cittadini composta da una sola nazionalità, bensì di una categoria di cui fanno parte tutte le nazionalità. Circa il 60% di tali persone sono macedoni, mentre i rimanenti sono di un'altra nazionalità".

L'AMNISTIA VIENE RIMANDATA PER MOTIVI POLITICI?!
Per quanto riguarda la possibilità che venga messa da parte l'opzione di risolvere la questione una volta per tutte con l'aiuto di una legge, e non solo con la "buona volontà politica", si fanno sempre più intense le voci secondo cui tutto il processo sarebbe stato impostato dalle autorità su una "velocità zero" in vista delle elezioni parlamentari anticipate o di quelle regolari. Non sono rari coloro i quali pensano che l'entrata di Ali Ahmeti sulla scena delle competizioni (elettorali) politiche costituirebbe una seria sfida non solo per i due partiti politici albanesi attualmente più forti (PDP e DPA), ma anche per il campo politico macedone: nelle nuove elezioni che si terrebbero sotto l'osservazione del fattore internazionale (come nei paesi vicini) è scontato che Ahmeti, insieme ai suoi ex collaboratori, otterrebbe un'enorme vittoria tra gli albanesi. Ciò costituirebbe un serio ostacolo ai giochi post-elettorali, vale a dire alla formazione di una nuova coalizione di governo nella quale accanto a lui, secondo la ormai ben nota retorica della legittimità, sarà difficile trovere qualche altra forza politica. Così il DPA, il PDP, ma anche il NDP, saranno i primi a muoversi attivamente per cercare di risolvere le cose creando un gruppo di coordinazione dei partiti politici, piuttosto che cercare di competere con Ali Ahmeti...


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Data: 18-12-2001 Fonte: "Kapital"
Autore: Autori vari





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