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"Una scena politica in fermento"

Data: 19-01-2001 Fonte: AIM
Autore: Rahman Pacarizi

NOTIZIE EST #390 - KOSOVO
19 gennaio 2001


UNA SCENA POLITICA IN FERMENTO
di Rahman Pacarizi - (AIM Pristina, 15 gennaio 2000)


I risultati con i quali sono terminate le elezioni locali in Kosovo nell'autunno scorso (per molti inattesi), così come l'annuncio che nel corso di quest'anno si terranno anche elezioni generali, hanno costretto molti partiti e personalità politiche del Kosovo a riesaminare le proprie posizioni politiche e a riflettere su una loro ristrutturazione e su possibili aggregazioni ai partiti politici più forti, nonché sull'eventuale creazione di alleanze.

E' comunque un fatto che la Lega Democratica del Kosovo di Ibrahim Rugova, che ormai da dieci anni è al vertice della scena politica albanese, non ha particolari motivi di preoccupazione. La convincente vittoria ottenuta da questo partito alle elezioni locali, che molti osservatori desiderano motivare come risultato degli errori delle altre forze politiche e non come risultato del suo contributo, ha fatto proseguire per inerzia l'affermarsi di questo partito come forza politica inattaccabile. Da parte sua, il secondo partito per numero di voti ottenuti, il Partito Democratico del Kosovo (PDK) dell'ex capo del direttorato politico dell'UCK, Hashim Thaqi, sembra essere rimasto sfiancato dalla campagna autunnale molto intensa e dai risultati inattesamente deboli ottenuti. Gli stessi osservatori potrebbero ora dire che i membri di questo partito desiderano "giocare il gioco" di Rugova, ovvero cercare di vincere le prossime elezioni puntando sugli insuccessi dei funzionari locali nelle assemblee comunali...

La terza forza per numero di voti ottenuti alle elezioni locali è il più giovane tra tutti i partiti politici, l'Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK), guidato anch'esso da un ex leader dei guerriglieri albanesi, Ramush Haradinaj. A guardare in superficie, tuttavia, sembrerebbe che questo partito si stia interessando più che altro di se stesso. Se non per altro, almeno per i numerosi movimenti al suo interno - varie entrate e uscite da questa Alleanza, che raggruppa svariati partiti politici, per la maggior parte oppositori di Rugova e ciò già prima della guerra in Kosovo. Alcun giorni fa, Naim Maljoku, presidente del partito Centro Liberale del Kosovo ha dato le proprie (insolite) dimissioni pubbliche da dirigente e membro del partito e, in occasione di una conferenza stampa, ha inviato a Haradinaj la richiesta pubblica di essere accettato nel partito di quest'ultimo, il quale comunque, tramite accordi precedenti, gli aveva già dato il benvenuto. Tutto ciò è accaduto dopo che Maljoku non aveva ottenuto il sostegno del suo partito per un ingresso nell'Alleanza per il Futuro del Kosovo, incontrando invece una forte opposizione. I membri della presidenza del Centro Liberale del Kosovo, che hanno investito gran parte del loro capitale materiale e morale nel partito, hanno preso l'alleanza tra Maljoku e Haradinaj come un'alleanza di fatto contro Hashim Thaqi, del quale tra le altre cose si afferma che si stia trovando ad affrontare una crisi all'interno del proprio partito. Maljoku, uno dei rari esponenti della gerarchia dell'ex UCK che aveva pubblicamente appoggiato Rugova, è stato nel corso della campagna dello scorso autunno il più duro critico proprio delle politiche della Lega Democratica del Kosovo, mentre contemporaneamente il suo programma politico era molto vicino a quello del Partito Democratico del Kosovo di Thaqi. In quell'occasione, a ricompensa della fedeltà dimostrata, il partito di Thaqi ha generosamente ceduto "in affitto" al partito del Centro Liberale del Kosovo il posto di copresidente dell'importante dipartimento per la sicurezza e le situazioni di emergenza.

Trovatosi ad affrontare l'opposizione dei suoi collaboratori, Maljoku ha riversato la propria rabbia proprio contro la persona che lo ha "appena accettato nel partito", e cioè Ramush Haradinaj. Come se fosse stato "colto sul luogo del delitto", egli ha fatto indirettamente proprie le posizioni della presidenza del proprio partito, facendo sapere a Haradinaj "che sbaglierà se cercherà di sfruttare il rafforzamento del suo partito per una lotta contro i suoi compagni di battaglia". Naim Maljoku, ex alto ufficiale prima della JNA [esercito della federazione socialista jugoslava - N.d.T.] e poi dell'ex UCK, persona nota per la sua ostinatezza e la sua tenacità, aveva in mente soprattutto gli avvertimenti di quelli che fino ad allora erano stati i suoi collaboratori riguardo al pericolo di creare un'Alleanza contro Hashim Thaqi.

Sembra comunque che l'entrata di Maljoku nell'Alleanza per il Futuro del Kosovo abbia fatto emergere in superficie proprio una riconfigurazione della stessa AAK. In particolare sembra che, a causa dei diversi orientamenti politici e ideologici, i leader dell'ex UCK non siano riusciti a restare uniti dopo la guerra in Kosovo.

Così l'Alleanza per il Futuro del Kosovo è stata abbandonata da due piccoli partiti di orientamento radicale che hanno una lunga tradizione nell'illegalità. Ad abbandonare per primo l'AAK è stato il Movimento Nazionale per la Liberazione del Kosovo (LKCK), che afferma di avere costituito il nucleo dell'UCK. L'insoddisfazione di questo partito per l'Alleanza è emersa già fin dai primi giorni, quando nessuno dei membri del suo partito è stato eletto nelle principali strutture direttive dell'AAK. Di conseguenza, la LKCK ha posto come condizione all'Alleanza che un suo rappresentante, non molto noto al pubblico, venisse candidato alla funzione di sindaco di Pristina, anche se sull'altro fronte vi erano i candidati molto più noti e più forti della LDK e del PDK. Haradinaj, tuttavia, è stato messo di fronte a un fatto compiuto...

Anche un altro partito, il Movimento Popolare per il Kosovo (LPK), molto vicino al primo, ha abbandonato l'Alleanza immediatamente dopo il ritiro della LKCK (del quale si ritiene un'ala, ma allo stesso tempo un rivale), per essere stato ignorato, come hanno affermato i suoi membri, dai dirigenti dell'Alleanza. Anche se tutto questo non ha arrecato un gran danno al partito di Haradinaj, soprattutto in considerazione dell'autorità di cui gode quest'ultimo, l'idea originale dell'Alleanza viene ormai considerata come un insuccesso. Nei fatti è un'opinione diffusa che la AAK sia stata formata sotto pressioni estere ed è ormai noto che il creatore del suo programma politico è l'ex primo uomo del Kosovo ai tempi del comunismo, Mahmut Bakalli. Uno degli obiettivi era quello di tenere sotto controllo due forze politiche (quelle appena uscite dall'alleanza), ovvero di sottrarle all'illegalità. Si riteneva che proprio Haradinaj, con la sua autorità, fosse in grado di farlo e ciò in maniera ancora più facile perché in quel momento i "combattenti" erano ancora di moda. La rivolta degli ex alleati all'interno dell'AAK sembra ora essere meno rilevante anche per i fattori internazionali. Attualmente il Kosovo ha due forze politiche che possono minacciarsi reciprocamente, la LDK e il PDK, anche se non bisogna trascurare l'AAK.

In un momento in cui si ritiene che il PDK di Hashim Thaqi sia stato in una certa misura indebolito, ma che questo non valga per il concetto di tale partito, fatto proprio anche dalla AAK di Haradinaj, in Kosovo si è cominciato a pensare seriamente in alcuni ambienti, a quanto pare influenti, a una "divisione in lotti" anche della Lega Democratica del Kosovo. Così come l'AAK è stata fondata poco tempo prima dell'organizzazione delle elezioni locali, si attende la formazione di un altro partito, questa volta di concezione civica - una forza che mancava in occasione delle elezioni locali e della quale si ritiene che potrà raggruppare intorno a sé gli strati più alti, ma anche gran parte di quelli medi, del ceto intellettuale in Kosovo, al fine di attrarre a sé parte del corpo elettorale che in occasione delle scorse elezioni ha votato per il partito di Rugova. Lo affermano persone che sono bene informate su questa iniziativa per la creazione di un nuovo partito politico, che non è ancora stata lanciata in pubblico e della quale si afferma che è "appoggiata" da alcuni circoli internazionali. Proprio su tale appoggio contano gli ideatori del nuovo partito politico, tra i quali nuovamente trapela il nome di Mahmut Bakalli, poiché ci si attende che la LDK sarà costretta a "pagare di propria tasca il prezzo della vittoria alle elezioni locali". Ci sono anche quelli che parlano continuamente di come le dirigenze locali della LDK andranno incontro a un grande insuccesso (pensando, probabilmente, alla mancanza di fondi, alla non collaborazione e così via). Tali persone ricordano che la medesima formula è stata applicata anche nel caso delle strutture politiche uscite dalla guerra e che a suo tempo avevano fondato il Governo temporaneo del Kosovo (in un momento in cui non potevano avere alcun potere reale), sia in conseguenza delle infrastrutture completamente distrutte dalla guerra sia, come hanno essi stessi più volte affermato pubblicamente, per la presenza della comunità internazionale.

Tuttavia, la forza politica più strana di tutte in questo momento sulla scena politica del Kosovo è il Partito Democratico del Kosovo, all'interno del quale non si nota alcun movimento, sebbene esso abbia in pratica perso le elezioni. Quella che è stata definita la "ritirata strategica" di Thaqi, che è stato assente dal Kosovo per più di un mese (ha soggiornato negli USA), ha creato da una parte spazio per voci sull'esistenza di una crisi all'interno di tale partito, crisi che i suoi funzionari negano, mentre dall'altra ha creato per la LDK e per Rugova, secondo le interpretazioni degli oppositori politici di quest'ultimo, una base ancora più sicura per le prossime elezioni generali.

L'esito effettivo di tutto questo dipenderà comunque dal momento in cui verranno indette tali elezioni, ovvero se la nuova riconfigurazione della scena politica del Kosovo e l'eventuale creazione di nuovi partiti politici otterranno sostenitori e più precisamente se i loro leader avranno qualcosa di nuovo e di attraente da proporre all'elettorato kosovaro. Inoltre, al centro dell'attenzione vi è la possibile introduzione di un nuovo sistema elettorale (una combinazione di quello proporzionale e di quello maggioritario). Insomma, una sfida per tutti coloro che ritengono di essere migliori del loro predecessore...

(titolo di "Notizie Est")

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Data: 19-01-2001 Fonte: AIM
Autore: Rahman Pacarizi





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