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"Il miracolo della TV Palma"

Data: 17-01-2001 Fonte: SSJ) di Borislav Pelevic; i motivi che hanno portato al rilevante risultato conseguito da tale forza di estrema destra alle ultime elezioni in Serbia ("Vreme"
Autore: Milos Vasic

NOTIZIE EST #389 - SERBIA/MONTENEGRO
17 gennaio 2001


IL MIRACOLO DELLA TV PALMA
di Milos Vasic - ("Vreme", 28 dicembre 2000)


**Il Partito dell'Unità Serba (SSJ), fondato a suo tempo da Arkan, ha attinto nelle ultime elezioni al serbatoio degli elettori delusi dai radicali, dalla SPO e dal SPS**

Il risultato elettorale del Partito del'Unità Serba (SSJ) deve avere meravigliato più di tutti i suoi leader Borislav Pelevic [presidente del SSJ] e Miroslav-Miki Vujovic [presidente del Partito del Progresso Serbo (PSP), presentatosi in coalizione con il SSJ], anche se il primo dei due - come si conviene a un maestro di arti guerriere - ha reagito immediatamente e si è adattato alla situazione, dichiarando subito che si sarebbe aspettato almeno cinquanta seggi in parlamento. G. Vujovic, quello della TV Palma, partner di coalizione di Pelevic, ha ringraziato Dio perché finalmente abbiamo capito che siamo persone normali e civili. Così, grazie alla volontà di Dio, la coalizione formata dal Partito dell'Unità Serba e dal Partito del Progresso Serbo ha ottenuto il 5,3% dei voti e 14 seggi in parlamento.

Di tale miracolo sono state date diverse interpretazioni, delle quali merita particolare attenzione quella secondo cui Vujovic abbia per anni inviato messaggi subliminali dalla TV Palma, facendo continuamente roteare la famigerata matita; in tal modo nel cervello dei telespettatori è stata inculcata l'idea inconscia che, quando si sarebbero trovati nella cabina elettorale con la matita in mano, avrebbero dovuto tracciare un segno sulla lista della coalizione SSJ-PSP.

GLI ELETTORI
Secondo le spiegazioni più banali, per Peleta e Miki [soprannomi dei due uomini politici] hanno votato i sostenitori delusi dei socialisti, dei radicali e della SPO. Nel caso dei socialisti è difficile stabilirlo: hanno perso un milione di elettori in queste elezioni, soprattutto a vantaggio della DOS, ma anche di altri partiti; la SPO, si dice, siè sciolta tra DOS e radicali; i radicali sono in un certo senso rimasti allo stesso punto, perché hanno visto andarsene una porzione di elettori e contemporaneamente venirne di nuovi. Se tuttavia si esamina il profilo della nuova coalizione parlamentare Pele-Miki, le cose forse si possono chiarire. Nonostante il fatto che il Partito dell'Unità Serba sia stato fondato già nel 1993, e il Partito del Progresso Serbo solo dopo il 5 ottobre di quest'anno e in maniera oltretutto affrettata, entrambi possono essere descritti come partiti di "patrioti dalle competenze generali". Nelle proprie promesse preelettorali si sono mantenuti su toni generici e hanno insistituo sulla "unità" della serbitudine intera, perché i serbi sono un popolo conciliare [saboran] e solo l'unità li può salvare. A differenza del principiante Vujovic, il veterano Pelevic ha fatto attenzione a non scivolare durante la campagna elettorale nello sciovinismo rabbioso e nel delirio religioso: ha emesso esclusivamente suoni politicamente corretti, accanto ai quali le immagini della dignitosa vedova in nero di Raznatovic e dei membri dello stato maggiore del SSJ si sono incrociati in maniera quasi riverente. Miodrag Vujovic, invece, ha dato a piene mani risonanza a sé e alla propria persona attraverso la TV Palma: lanciando occhiate avide e facendo continuamente roteare la sua matita magica, ha intervistato se stesso per ore, esibendo un sempre maggiore buon umore, e lo ha fatto anche ricorrendo a una medium attraverso la quale sono state annunciate verità mistiche. Così Pele e Miki sono riusciti ad attrarre a sé due categorie di elettori: Pele ha conquistato le simpatie degli orfani di Milosevic, dei superpatrioti costruttivi e docili; Miki ha attirato le personalità rabbiose, "celestiali-spirituali", candidandosi a erede del defunto Milic di Macva e di Milja Vujanovic. Tuttavia, non vi sono dubbi su chi in tale coalizione sia il capo e il politico più serio.

LA CONCORRENZA
Il Partito dell'Unità Serba è stato fondato in maniera affrettata dal defunto Zeljko Raznatovic Arkan nel 1993, come misura pratica ad hoc nel contesto delle elezioni di allora e con l'obiettivo di cercare a ogni prezzo di disperdere i voti dell'opposizione, in particolare quelli dei radicali. Erano i tempi dei litigi tra Seselj e Milosevic, quando il primo chiamava il secondo "il maggiore criminale della Serbia" e sua moglie "la strega di Dedinje". Nonostante la campagna elettorale condotta con grandi fanfare e con il sostegno dei meritori artisti popolari del settore turbo-techno-folk, guidati dall'esempio della sig.ra Raznatovic [la cantante turbofolk Ceca, moglie di Arkan] e da offerte impossibili da rifiutare, Raznatovic non è riuscito a entare in Parlamento. Il Partito dell'Unità Serba, tuttavia, è sopravvissuto e ha conservato l'immagine di un partito ultrafiloregime, fondato su mandato dell'Altissimo, e in particolare del Comandante in persona. Il defunto Raznatovic aveva il dono dei rapporti con l'opinione pubblica e si curava di negare la propria immagine e quella del suo partito, con l'aiuto disinteressato della maggior parte delle personalità della musica leggera, di alcuni giornalisti e di esponenti dell'amministrazione e della cultura.

Dal punto di vista del programma, il Partito dell'Unità Serba si è enormemente sforzata di essere e rimanere costruttivo: Pelevic ripete instancabilmente che il partito non è al potere, né all'opposizione, e che invece è favorevole all'unità; una volta si è vantato del fatto che il SSJ non ha mai attaccato le autorità; il partito, in particolare, è patriottico ed è quello che lo è più di tutti, è la misura e l'esempio ideale del patriottismo, dell'unità e in generale è composto da persone che sono tutti degli Obilic. Verrebbe quasi da dire che si tratta del Partito per il Progresso Moderato nei Limiti della Legge inventato dallo scrittore Hasek, se non fosse per un particolare: il Partito dell'Unità Serba trasuda violenza e minacce, intese come principi, da tutte le parti. La vita e la carriera del Fondatore sono sufficientemente note; diremo solo che il defunto Raznatovic ha vissuto ed è morto come un addetto autorizzato del ministero degli interni e una persona in cui Slobodan Milosevic e il suo regime avevano un'eccezionale fiducia. Nella campagna elettorale - sulla TV Palma, naturalmente - Pelevic ha mostrato film sugli addestramenti della Guardia Volontaria Serba [la formazione paramilitare creata da Arkan], che costituisce il nucleo del SSJ. Per paradossale che sia, il SSJ è l'unico partito che ha un esercito di partito e se ne vanta; nemmeno Milosevic ne ha avuto uno.

Tuttavia è accaduto che il Fondatore è morto un anno fa colpito da mani scellerate e che il Protettore ha perso il potere il 5 ottobre e ora quest'ultimo si meraviglia - sulla TV Palma, naturalmente - di dove mai sia andato a finire Arkan, perché se ci fosse stato, il 5 ottobre non si sarebbe mai verificato... Non è un caso che Milosevic abbia scelto proprio Vujovic per aprirgli il proprio cuore di fronte alle telecamere della TV Palma (naturalmente) - nel bel mezzo della campagna elettorale - lodando fino alle vette del cielo lo stesso Raznatovic di cui un anno prima diceva che è temibile, che è imbarazzante e che lo lasciassero andare... Milosevic sapeva bene cosa stava dicendo, e in particolare a chi lo stava dicendo di fronte alle telecamere della TV Palma. Trovatosi ad affrontare il "tradimento della dirigenza" e la ribellione della popolazione, la vecchia volpe ha cercato di richiamare a sé l'esercito in rotta e di raggrupparlo intorno a già sperimentati denominatori ideologici: violenza, clericofascismo e nazionalismo estremo. In questi dieci anni, in particolare, abbiamo imparato molto bene cosa si nasconde dietro l'"unità", la "consensualità", la "spiritualità", il "culto di San Sava" e altre retoriche da quattro soldi. La coalizione SSJ-PSP è entrata in parlamento con i voti di quelle frange significative che hanno perso fiducia in Seselj e nei radicali o trovano eccessivamente volgari i loro messaggi; che hanno constatato come lo SPO sia al lumicino, la JUL non esista più e il SPS si stia trasformando in un partito diverso da quello al quale si erano abituati.

Sarà molto interessante vedere come voterà il nuovo partito parlamentare, verso chi si indirizzerà quando gli sarà passata la paura dei bulldozer e quando la DOS, come è naturale, si dissolverà in diverse correnti.


NON SIAMO CRIMINALI
intervista a Borislav Pelevic, a cura di Marijana Milosavljevic - ("NIN", 11 gennaio 2000)


[...]

NIN: Ho letto che lei apprezza più di tutti Vojislav Kostunica, mentre è molto critico nei confronti di Goran Svilanovic, il ministro degli esteri. Lo ha paragonato a Zivadin Jovanovic.

PELEVIC: Ho letto i programmi di tutti i partiti e ritengo che quello della DOS sia il più simile al nostro programma; ritengo inoltre che il signor Kostunica sia una persona morale, una persona onesta. Per quanto riguarda Goran Svilanovic, non mi sembra il caso di sprecare molte parole per lui, ma visto che lei vi ha accennato, ne parlerò. Mi ha meravigliato molto la sua dichiarazione di avere inviato una lettera al Consiglio di Sicurezza con la quale egli chiede di risolvere lo status finale del Kosovo e Metohija, ovvero del Kosovo, come dice lui, perché non ha ancora imparato che il suo paese nativo si chiama Kosovo e Metohija, e non Kosovo. Sua madre non glielo ha insegnato, probabilmente. Non so se ha una madre albanese o no, non è essenziale, ma evidentemente sua madre non gli ha insegnato che tale territorio si chiama Kosovo e Metohija. E ha detto che lo status definitivo del Kosovo verrà risolto entro tre anni. Chi è mai Goran Svilanovic per potere risolvere lo status finale del Kosovo e Metohija? Lo hanno già risolto i nostri antenati mille e più anni fa. Lo status finale è già risolto.

[...]

NIN: La Guardia Volontaria Serba è stata sciolta?

PELEVIC: Naturalmente, nel 1995. Non esiste più. Esiste solo il nostro quartiere generale non militare, che si prende cura dei nostri feriti e dei famigliari dei combattenti morti.

NIN: I membri della Guardia ha preso parte ai combattimenti in Kosovo e Metohija?

PELEVIC: Come singoli sì, in qualità di volontari, ma non in maniera organizzata.

[...]

NIN: A quali guerre e azioni ha partecipato in passato la Guardia Volontaria Serba?

PELEVIC: Lei mi pone una domanda che mi attendo dalla signora Carla Del Ponte, ma le risponderò. Non vi è alcun motivo di avere timore. La Guardia non ha commesso alcun crimine di guerra. Abbiamo agito sul territorio della Slavonia orientale, dello Srem e della Baranja, e sul territorio della provincia di Knin, nonché sul territorio della Repubblica Serba [di Bosnia] e lo abbiamo fatto sempre su invito delle rispettive autorità territoriali, vale a dire delle loro unità militari e di polizia.

[...]

NIN: Mi dica, cosa c'è di vero nelle voci secondo cui il defunto signor Raznatovic collaborava con la polizia, a livello sia di federazione sia di repubblica?

PELEVIC: Sono favole per bambini piccoli.

NIN: Era amico intimo di Radovan Stojicic Badza [ex capo della polizia jugoslava, ucciso alcuni anni fa], come dimostrano le fotografie. Anche lei conosceva questo signore?

PELEVIC: Le devo dire che tale amicizia risale ai tempi della Slavonia. Il defunto Badza era comandante della difesa territoriale e noi facevamo parte della difesa territoriale. Quindi si tratta di questo e non di una collaborazione con la polizia, bensì di una collaborazione sul piano militare per la difesa della Slavonia, della Baranja e dello Srem occidentale.

[...]


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Data: 17-01-2001 Fonte: SSJ) di Borislav Pelevic; i motivi che hanno portato al rilevante risultato conseguito da tale forza di estrema destra alle ultime elezioni in Serbia ("Vreme"
Autore: Milos Vasic





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