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Avventuriero nell'esercito jugoslavo, comandante in Kosovo
| Data: 16-01-2003 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: V. C. |
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N.E. BALCANI #609 - KOSOVO
16 gennaio 2003
AVVENTURIERO NELL'ESERCITO JUGOSLAVO, COMANDANTE IN KOSOVO
di V.C. - ("Danas" [Belgrado], 11-12 gennaio 2003)
Chi era l'ex comandante Tahir Zemaj, rimasto vittima, insieme al figlio, del recente agguato in Kosovo
La notizia che in Kosovo sono stati uccisi Tahir Zemaj (48 anni) e suo figlio Enis, è stata accolta con grande attenzione a Knjazevac, Negotino e, soprattutto, Zajecar. E' comprensibile, perché Zemaj è stato in servizio in tali città serbe come ufficiale della JNA (Esercito Popolare Jugoslavo) e suo figlio è nato e cresciuto a Zajecar, dove ancora oggi abita sua moglie, Ljiljana Stankovic, insieme alla figlia Zita. Nei ricordi di coloro che lo hanno conosciuto rimane impresso come un educato avventuriero, un giocatore d'azzardo e un donnaiolo che non si presentava sempre come albanese, definendosi a volte sloveno. Di suo figlio Enis dicono che era un bravo ragazzo. Secondo le frammentarie notizie che provengono dal Kosovo, i due Zemaj sono stati uccisi a Pec da colpi di arma da fuoco. Non vi sono informazioni precise sui motivi per cui sono stati uccisi, ma si presuppone che Tahir sia rimasto vittima dei regolamenti dei conti tra i seguaci di Thaqi e di Rugova poiché, tra le altre cose, essendo stato uno dei comandanti delle Forcate Armatosore e Republikes Kosoves (FARK), che tradotto in italiano significa "Forze Armate della Repubblica del Kosova", era inviso ad alcuni singoli comandanti dell'UCK in seguito agli arruolamenti, forzati o meno, che le FARK facevano di uomini provenienti dalle formazioni militari di Thaqi. Con ogni probabilità suo figlio è rimasto ucciso solo perché nel momento fatale si trovava di fianco al padre, visto che non vi sono dati su sue attività politiche o di altro tipo in Kosovo.
UNA VITA DA AVVENTURIERO
Zemaj, secondo quanto raccontano coloro che lo conoscevano e che comunque non sono molto disponibili a parlarne, visto che le passioni nei Balcani non si sono ancora placate, era nato in una famiglia albanese povera del villaggio di Streoca, vicino a Decani. Ha deciso di iscriversi all'Accademia Militare che ha terminato come allievo del 24° corso, conseguendo il grado di sottotenente della JNA. Come tale è stato dislocato presso la guarnigione di Knjazevac, nella quale è giunto nel 1972. Come ci è stato ripetuto da più persone, era un tipo molto ambizioeso e comunicativo, che parlava perfettamente il serbo. Fin dall'inizio ha condotto una vita avventurosa, facendo amicizia con la boheme e i giocatori d'azzardo di Knjazevac e dando prova di un grande debole per le donne. Le cambiava come fossero camice, probabilmene senza pensare alla moglie Elmaza che, secondo la tradizione, gli era stata data in sposa quando era ancora bambino. Da Knjazevac è stato trasferito nel 1976 a Negotin dove si è fatto subito molti amici e... amiche. Non si presentava come albanese, bensì come sloveno e come tale ha conosciuto Slobodanka Travic, con la quale si è sposato nel 1976. Il matrimonio è durato fino al 1979, quando hanno divorziato perché lei, come successivamente ha spiegato, non poteva tollerare le sue avventure extramatrimoniali. Non hanno avuto figli. Successivamente Zemaj è stato trasferito a Zajecar, dove ha potuto infine dare prova di sé. Soprattutto dopo che nella guarnigione della città sul Timok è giunto il colonnello Ali Muhadziri, il quale era in attesa di passare al grado di generale, nonostante le locali autorità militari sapessero bene che fosse originario dell'Albania e che una sua sorella era sposata con un alto ufficiale dell'esercito albanese. Zemaj ha ottenuto in breve tempo il grado di capitano e nel frattempo si è sposato con Ljiljana Stankovic, esperta di diritto presso la Camera Economica Regionale di Zajecar, che oggi è pensionata. Quando il colonnello Muhadziri è diventato generale è stato nominato al comando della Difesa Territoriale (TO) del Kosovo e subito dopo Zemaj è diventato uno dei comandanti della TO nella provincia. Era responsabile di un grande deposito di armi e di attrezzature militari ad Ajvalija, nei pressi di Pristina. Successivamente è stato scoperto che aveva venduto armi e attrezzature militari, distruggendo la documentazione sui relativi approvvigionamenti, ed è stato quindi condannato a svariati anni di prigione. Ha scontato la pena a Nis, da dove, in circostanze poco chiare, è stato messo in libertà vigilata, occasione che ha subito sfruttato per tornare a Zajecar e vedere la famiglia, per poi fuggire in Germania... Non si sa con precisione quando Zemaj sia tornato in Kosovo. Del suo ritorno gli abitanti di Zajecar sono stati informati dalla televisione Sky News, che nel 1998 ha dato la notizia che egli era stato nominato comandante dell'UCK per la Metohija. Il grado di colonnello gli era stato conferito da Ahmet Krasniqi, ministro della difesa nel governo in esilio di Bujar Bukoshi.
VOLEVA DIVENTARE CONSIGLIERE DI RUGOVA PER LA SICUREZZA
Secondo alcune informazioni, Zemaj è tornato in Kosovo con una sessantina di ex ufficiali della JNA ingaggiati da Sali Cekaj di Brolic, nei pressi di Pec, altrimenti presidente della LDK di Rugova a Stoccarda, ai quali è stato dato l'incarico di creare le FARK con l'obiettivo di creare un comando unico su tutte le formazioni armate albanesi in Kosovo, cosa che l'UCK non è mai riuscita a fare. Insieme a loro sono giunti in Kosovo il maggiore Sami Veselj, il capitano Rustem Tetaj, il capitano Semsedin Cekaj, Ramush Haradinaj (comandante dello stato maggiore delle FARK a Glodjane), Ahmet Krasniqi e altri. Zemaj è stato nominato comandante della guarnigione delle FARK a Papracan, nei pressi di Decani, alla quale sono stati attribuiti la fossa comune presso il lago di Radonj e crimini a Dusanovac, Rajic e Ratisa. Quando la sua caserma ha ceduto a un attacco dell'esercito e della polizia serba, Zemaj è fuggito attraverso il Montenegro fino in Albania, dove è stato coinvolto nel tentato golpe di Berisha e nell'assalto alla televisione albanese. Sulle sue successive attività vi sono scarsi dati. Si è fatto sentire solo alla fine del 2001 dalle pagine del quotidiano "Koha Ditore", con una dichiarazione nella quale affermava di avere avuto contatti con funzionari del Tribunale dell'Aia, di avere comandato la 125a brigata dell'UCK e di avere come scopo quello di unire gli albanesi del Kosovo nella lotta contro il ritorno delle forze serbe nella zona di sicurezza e contro il ritorno dei serbi nel Kosovo. Secondo alcune fonti avrebbe partecipato anche agli scontri in Macedonia e il suo maggiore desiderio era quello di diventare consigliere di Rugova per la sicurezza. Non ha potuto realizzare il suo sogno. Dopo un attentato compiuto contro di lui senza successo verso la metà dell'anno scorso nel ristorante Peja di Pec, dove è rimasto ferito, i suoi nemici questa volta sono stati molto più efficaci. Oltre a lui sono morti un suo parente e il figlio Enis, che il 21 dicembre dell'anno scorso si era iscritto al quarto anno del liceo di Zajecar. Tutti i nostri tentativi di contattare telefonicamente la moglie di Zemaj, Ljiljana, sono rimasti senza esito. Al numero di telefono che abbiamo ottenuto dalle poste di Zajecar non risponde nessuno e dai suoi ex colleghi siamo venuti a sapere che, dopo essere andata in pensione, ha cominciato a occuparsi di pittura e che lo fa con successo. Da molte persone che li conoscono, abbiamo saputo che i figli di Ljiljana Stankovic e Tahir Zemaj sono sembre stati bravi ragazzi, cosa che ci è stata confermata anche dai responsabili del liceo locale. Tahir Zemaj, il mancato consigliere di Rugova per la sicurezza, viene ricordato da molti per le sue amicizie, il suo amore per il gioco d'azzardo, la sua galanteria e l'eccezionale abilità nello sparare. E' difficile giudicare se tutto questo significa che a Zajecar nessuno lo conosceva bene.
| Data: 16-01-2003 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: V. C. |
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