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"Tra NATO e monarchia"
| Data: 30-03-2001 | | Fonte: "24 casa", "Pari", "Mediapoolbg" |
| Autore: Autori vari |
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NOTIZIE EST #423 - BULGARIA
30 marzo 2001
TRA NATO E MONARCHIA
[Seguono due blocchi di materiali sulla Bulgaria: 1) alcune notizie in breve, ma importanti, sulla possibile apertura in Bulgaria di basi NATO e su come il governo di Sofia abbia deciso altre forniture militari alla Macedonia, in previsione di un lungo perdurare delle azioni militari in tale paese; 2) una serie di brevi materiali sull'imminente entrata in politica dell'ex zar Simeon II ]
1) SE SCOPPIA LA MACEDONIA, DIVENTIAMO UNA BASE DELLA NATO
("24 Casa" [Sofia], 29 marzo 2001)
"Se il conflitto in Macedonia subirà un'escalation, la Bulgaria diventerà una base della NATO", ha detto ieri l'ambasciatore bulgaro a Bruxelles, Konstantin Dimitrov. Egli ha detto che per ora non vi sono indicazioni di imminenti operazioni del patto nel nostro vicino occidentale. L'ambasciatore ha detto che il memorandum firmato con la NATO per una permanenza temporanea di contingenti del patto in Bulgaria è il preludio alla creazione di basi stabili nel nostro paese. La NATO segue con attenzione le forze politiche in Bulgaria e le loro reazioni al dibattito sull'accordo con il patto, ha detto ancora Konstantin Dimitrov. Egli ha reso noti i suoi colloqui con i capi dell'alleanza. E' sicuramente possibile che parte dell'opposizione, o l'intera opposizione, vinca le elezioni che si svolgeranno in Bulgaria il 17 giugno prossimo e per noi è importante avere delle garanzie sulla continuità della politica del paese, hanno detto i dirigenti della NATO. [...]
[L'articolo prosegue segnalando come alla NATO siano lieti della posizione ufficiale del Partito Socialista Bulgaro (BSP), seconda forza politica del paese, favorevole all'entrata della Bulgaria nella NATO, ma esprimano preoccupazioni per la presenza nella coalizione elettorale incentrata sul BSP di forze che non sono favorevoli all'eventuale creazione di basi dell'alleanza in Bulgaria. Intanto il quotidiano "Trud" di oggi riferisce che ieri i massimi leader del BSP si sono recati in visita a Bruxelles, dove sono stati accolti dal segretario della NATO per le questioni politiche, Klaus Peter. Inoltre, secondo quanto riferisce oggi un altro quotidiano, "Sega", i leader della coalizione di governo, e in primo luogo il premier Kostov, hanno deciso ieri di inviare altre forniture militari alla Macedonia. Secondo il governo di Sofia, il conflitto in Macedonia durerà ancora a lungo e rischia di interferire con le elezioni che si svolgeranno in Bulgaria a metà giugno. Secondo le informazioni dei leader del governo di Sofia, l'esercito macedone non avrebbe munizioni a sufficienza per un tale lungo impegno: la Bulgaria riempirà quindi questo vuoto, di comune accordo con la NATO e con l'UE. Infine, i media bulgari riferiscono che in questi giorni il ministro della difesa bulgaro Noev si trova a Washington, dove ha discusso della crisi in Macedonia con il segretario alla difesa degli Stati Uniti Rumsfeld e diversi altri alti funzionari dell'amministrazione USA]
2) LO ZAR RITORNA, COME IN UN FILM MUTO
La monotonia del panorama politico bulgaro è stata movimentata negli ultimi mesi dall'entrata in scena (o meglio, dal ritorno sulla scena) dell'ex zar Simeon II. Come avevamo già riferito ("Notizie Est" #399 del 10 febbraio 2001) l'ex zar si è visto rifiutare dalla Corte costituzionale la possibilità di candidarsi alle presidenziali del prossimo autunno. Il rampollo della monarchia bulgara ha quindi, a quanto pare, deciso di puntare sulle ormai imminenti elezioni politiche, anche se, come in un film muto, non ha pronunciato ancora alcuna parola esplicita in merito a tale sua eventuale partecipazione e tantomeno in merito ai suoi programmi politici, e si limita a non smentire le ormai numerosissime "didascalie" rappresentate dalle dichiarazioni di uomini politici che lo hanno contattato (Simeon risiede a Madrid). Alle insistenti voci sulla formazione di una coalizione della destra populista che lo appoggerebbe (formata da VMRO, Gergjovden, Alleanza Democratica e Partito Civico), si è aggiunta nelle ultime settimane la novità di una seria frattura all'interno della SDS, il partito di governo. Due alti esponenti di quest'ultima, Hristo Biserov e Jordan Conev, hanno abbandonato la SDS per formare un nuovo nucleo parlamentare che, secondo le loro stesse affermazioni, sarà il nucleo di un nuovo partito politico. A loro si è unito immediatamente il capofila dei monarchici che stanno all'interno della SDS, Dimitar Ivanov. L'annuncio della formazione del nuovo gruppo parlamentare è stato fatto da Biserov immediatamente dopo essere tornato da una visita a Madrid per incontrare Simeon II - da qui l'opinione unanime dei media secondo cui l'eventuale nuovo partito appoggerà l'ex zar. Biserov e Conev venivano definiti le "eminenze grigie" della SDS, ma erano anche notoriamente tra gli esponenti più corrotti di un partito ad alto tasso di corruzione. Nonostante questo, la spaccatura è un grave colpo per la SDS. Riportiamo qui sotto alcuni materiali dalla stampa bulgara degli ultimi giorni: un breve riassunto di quanto scritto dalla "Economist Intelligence Unit" su questo argomento, fatto dal quotidiano "Pari"; un'intervista al Karakacanov, leader della VMRO, un partito nazionalista di destra la cui colonna portante è la linea revanscista nei confronti della Macedonia e che è favorevole a una candidatura dell'ex zar Simeon; un commento dell'agenzia Mediapoolbg. (A. Ferrario)
L'ENTRATA IN GIOCO DI SIMEON II PUO' FARE CROLLARE KOSTOV
("Pari", 29 marzo 2001)
LE PREVISIONI: L'eventuale partecipazione di Simeon II alle imminenti elezioni può spaccare in due il voto di centro-destra, rendere difficile la formazione del prossimo governo e portare a un rallentamento delle riforme. Tali previsioni sono state formulate da Fiona Millan, esperta in Bulgaria che fa parte del gruppo di analisti "Economist Intelligence Unit". Con la spaccatura all'interno del voto di centro-destra diminuiscono le possibilità che una forza politica risulti chiara vincitrice delle elezioni, nonché che emerga un secondo partito quale partner del vincitore nella formazione di una prossima coalizione di governo. IL RISULTATO: In presenza di una tale frammentazione della rappresentanza politica nel futuro parlamento, l'esperta ritiene possibile che la formazione del prossimo governo richiederà svariate settimane e porterà indirettamente a un rallentamento delle riforme. Millan non esclude la possibilità che dopo le elezioni la SDS abbia il ruolo principale nella creazione del prossimo governo, ma probabilmente avrà bisogno del partito di Dogan [DPS, il partito della minoranza turca e musulmana - N.d.T.] e di alcuni altri partiti politici. In una tale situazione, secono l'esperta, sembra possibile che la SDS sarà costretta a liberarsi del premier Ivan Kostov. Solo in tale modo potrà ricevere il sostegno di questi partiti. L'ALTERNATIVA: Il leader più probabile della SDS dopo le elezioni sarà l'attuale sindaco di Sofia, Stefan Sofijanski, ritiene Millan. Quest'ultima tuttavia esclude la possibilità che Simeon II venga chiamato a guidare la SDS, perché la sua popolarità è dovuta al fatto che non è un politico. Se dovesse invece diventare un "normale politico di tutti i giorni", la sua popolarità cadrebbe in maniera piuttosto drastica. IL CONTESTO ECONOMICO: Fiona Millan individua come rischi per la stabilità economica della Bulgaria la diminuzione della crescita economica nel mondo, l'eventuale inasprirsi della situazione in Macedonia e una svalutazione della moneta in Turchia, in seguito alla quale si ridurrebbe sul mercato turco lo spazio per l'esportazione di energia dalla Bulgaria e aumenterebbe la concorrenzialità dei prodotti tessili turchi rispetto a quelli bulgari.
LO ZAR UNIFICATORE E' IL NOSTRO MODELLO
intervista a Krasimir Karakacanov, leader della VMRO - (a cura di Georgi Koritarov, "Mediapoolbg" [Sofia], 28 marzo 2001)
[Per la VMRO e la questione macedone vista dalla Bulgaria rimandiamo a "Notizie Est" #110 del 16 novembre 1998 e #175 del 22 febbraio 2001. Al fine di una migliore comprensione dell'intervista qui sotto, ricordiamo che il padre di Simeon II, Boris III, ha avuto fin dagli anni '20 intensi contatti con i fascisti italiani e, successivamente, anche con i nazisti tedeschi, dei quali è stato alleato. Con lo smembramento della Jugoslavia da parte della Germania nazista e dell'Italia, la Macedonia è stata assegnata da Hitler all'amministrazione della Bulgaria, che la ha occupata militarmente. Tra gli altri crimini e repressioni compiuti dalla monarchia bulgara in Macedonia spicca in particolare la consegna ai nazisti, con il fine esplicito di destinarla allo sterminio, dell'intera comunità ebraica macedone, vale a dire di 11.000 persone circa che, essendo state tutte uccise nei campi di concentramento, non possono purtroppo fare sentire oggi la loro loro opinione sul ritorno della "corona bulgara" - N.d.T.]
D: Perché proponete che venga siglato un trattato di amicizia tra la Bulgaria e la Macedonia? Questo atto non potrebbe essere interpretato come un tentativo di fare saltare gli equilibri e di fare allontanare i paesi confinanti con la Macedonia da quest'ultima?
R: La Bulgaria ha già trattati analoghi con Grecia, Turchia, Romania e Albania. Con la Jugoslavia no, perché si era isolata da sola dalla comunità internazionale. Non lo abbiamo nemmeno con la Macedonia, perché il processo di avvicinamento tra la Macedonia e la Bulgaria è cominciato due anni fa [cioè con l'arrivo al potere della VMRO-DPMNE di Georgievski - N.d.T.]. [...] Con un tale trattato, nessuno si chiederà più perché la Bulgaria aiuta la Macedonia. Il governo bulgaro, oltre alla sua dichiarazione votata in parlamento riguardo alla crisi nel paese vicino, ha votato anche l'impegno ad aiutare la Macedonia sul piano sia militare, che morale e materiale.
D: Avete fatto dei sondaggi con i partner del vostro partito in Macedonia, al fine di rilevare i loro umori ed eventualmente il loro desiderio di firmare un tale trattato?
R: La Macedonia darebbe il benvenuto a una tale proposta. Noi abbiamo contatti con il partito di governo, la VMRO-DPMNE. Una tale idea non è estranea a questo partito; in pratica renderebbe più facile alla Macedonia ottenere aiuti dalla Bulgaria.
D: La Macedonia ha chiesto aiuti concreti alla Bulgaria che non sono ancora stati rivelati al pubblico?
R: Quando la Macedonia si è ritrovata in questa difficile situazione, il governo bulgaro ha messo a disposizione tutti gli aiuti possibili, ivi inclusi quelli militari.
D: In quale modo voi, il cui simbolo di partito è il più vecchio di tutti ed è legato alla Macedonia, riuscite a conciliare il simboli di Simeon II e la Macedonia?
R: La Bulgaria è interessata a che la statualità della Macedonia venga difesa, a che essa preservi i propri confini e la propria sovranità. Quello che farà Simeon II è qualcosa che egli stesso deve dichiarare.
D: Per la Macedonia, la corona bulgara è un simbolo particolare e Simeon II la impersonifica in qualche modo.
R: Per la maggior parte della gente in Macedonia la corona bulgara è un simbolo del tutto normale, come lo è per la maggior parte della gente in Bulgaria. Negli anni 1943-1944 Simeon II è stato zar anche della Macedonia, e quindi non vi è nulla di strano. Perfino nel corso degli anni '70, quando in Bulgaria era vietato parlare della corona, in Macedonia ho visto foto della famiglia reale bulgara. La generazione più anziana, che ricorda il regno del padre di Simeon II, cioè Boris III, conserva ricordi molto buoni.
D: Il simbolo della presenza bulgara in Macedonia non susciterà sentimenti contradditori nei vostri confronti, come partito?
R: Non vedo come ciò possa succedere.
D: Voi, come partecipanti a una coalizione vicina a Simeon II, o sotto la sua egida, non troverete più difficili i contatti con la Macedonia e i partiti macedoni? Il problema, in questo caso, è che il simbolo della corona bulgara viene identificato con l'occupazione della Macedonia.
R: Queste sono tesi diffuse dai comunisti della Bulgaria e dai comunisti della Macedonia. La corona bulgara sarebbe secondo loro simbolo di chissà quali cose inventate e cattive. Non mi interessa affatto cosa pensa un comunista piuttosto che un altro.
D: Di cosa, nei fatti, è stata simbolo la corona bulgara in tale periodo?
R: Della stessa cosa di cui è stata simbolo in Bulgaria - di statualità.
D: Intende dire, che i macedoni accettano la corona bulgara come corona unificatrice?
R: La Bulgaria è stata una monarchia con a capo lo zar Boris III. Nel corso del suo regno il 42% del bilancio delle municipalità bulgare veniva speso per costruire scuole, centri culturali, ferrovie e strade in Macedonia. Di occupazione si può parlare solo dopo il 1944, quando la Bulgaria è stata occupata dall'esercito sovietico e la Macedonia dalla Jugoslavia.
D: E nel 1943, di cosa si può parlare rispetto alla Macedonia, se non di occupazione?
R: Ma di quale occupazione sta parlando, se non è mai esistito uno stato macedone.
["Mediapoolbg" ha pubblicato il 28 marzo anche un'intervista a Hristo Kurtev, presidente della Federazione monarchica "Regno di Bulgaria", l'unico partito finora ufficialmente sponsorizzato da Simeon II. Kurtev ha dichiarato, tra le altre cose: "Nel momento in cui Sua Altezza ci indicherà la via giusta, noi la seguiremo senza porci domande. Come si dice in caserma: eseguiremo la volontà dello Zar, perché sappiamo che è nell'interesse della Bulgaria"]
LA SPIACEVOLE FAVOLA RACCONTATA A UN POPOLO
di Georgi Koritarov - ("Mediapoolbg" [Sofia], 28 marzo 2001)
212 anni fa un popolo - in un altro luogo e in un altro stato - è uscito sulle strade della propria capitale e ha fatto una rivoluzione. Queste persone, più di ogni altra cosa, volevano essere dei cittadini, e non dei sudditi.
Hanno preso la Bastiglia, e la testa del re è rotolata lungo la piazza, staccata dal corpo sotto il colpo della ghigliottina. La lezione, insegnata ad alcune generazioni nelle ore di storia, ogni volta suonava in maniera differente. La prima volta, come dramma eroico, la seconda, come esempio della violenza delle masse, la terza, come espressione del desiderio di libertà, fraternità ed eguaglianzA, e la quarta, come follia senza senso.
Ma in ogni versione vi era sempre una cosa che si ripeteva immutata - queste persone sapevano cosa stavano facendo. Sapevano distinguere tra quello che volevano e quello che invece non volevano.
Due secoli dopo, altre persone - in un altro luogo e in un altro stato, dovranno presto scegliere chi le governerà. Le elezioni, perfino per questo popolo, dovrebbero essere diventate da lungo tempo una competizione politica trasparente. Di fronte alle urne - almeno, così si è sempre pensato - si troveranno persone dagli interessi concreti e ben definiti: chi intendono appoggiare, perché intendono appoggiarlo e cosa si attendono per sé. All'inizio, 11 anni fa - la scelta è stata effettivamente molto emozionale. Ma anche di fronte alle emozioni più fortI non è mai impallidito il senso dell'interesse. Si può avere una passione per il colore blu [il colore della SDS - N.d.T.], ma si sa comunque cosa ci si aspetta da esso. Si ama il rosso [il colore del BSP - N.d.T.], ma ci si rende conto cosa può portare in campo politico e si fa la propria scelta.
Oggi è come se ci trovassimo di fronte a una sorpresa. A una grande fetta dell'elettorato piace qualcosa, senza sapere di cosa esattamente si tratti. Molti si attendono l'arrivo di uno zar, che con formule magiche scaccerà il male e farà tornare il regno del bene nello stato. "Lo zar è il pastore di cui il nostro popolo ha bisogno" - una sociologa si è sentita dire da un parcheggitore. Pastore - conduttore - condottiero - duce... I sinonimi politici della parola "pastore" sono di sicuro molti di più. E più sono numerosi, più suonano non democratici.
Parlano dell'aspirazione di parte della società a essere istradata. A essere educata. a essere liberata dalla scomodità di assumersi le proprie responsabilità. A non essere civile. A non essere critica e a non avere iniziativa. Il pastore è un uomo che si prende cura del gregge che gli viene affidato. Ovvero, l'uomo che porta il gregge al pascolo. Cosa sta accadendo in uno stato così diverso da quell'altro di 212 anni fa, da far sì che ancor prima che se ne sia delineata l'immagine, si attende già il pastore? Alcuni dicono che ciò è dovuto alla delusione.
Ma delusione per cosa? Per le difficoltà? Ma fanno parte della nostra vita - e sono la maggiore prova del fatto che esistiamo, quando riusciamo a superarle! Per la mancanza di futuro? Ma il futuro dipende dalla nostra volontà e dai nostri sforzi per evolverci! Per la mancanza di idee? Ma ogni società passa attraverso una purificazione e scopre nuove idee! E allora, delusione per cosa? Forse per la mancanza di uno stato-madre, che pensi al nostro posto e si prenda cura di noi? E poiché un tale stato non ci può più essere... si attende un pastore? Non per avere più democrazia, non per avere più libertà, non per avere più iniziativa, non per avere una maggiore statura civica, ma solo per quella sicurezza che la nutritrice infonde in ogni essere vivente del quale si occupi il pastore. Cosa siamo noi, in realtà, e cosa ci attendiamo per noi stessi, se non sappiamo e non vogliamo sapere cosa ci viene proposto, ma comunque lo preferiamo fin da subito?
| Data: 30-03-2001 | | Fonte: "24 casa", "Pari", "Mediapoolbg" |
| Autore: Autori vari |
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