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"Rifioriscono le buone tradizioni di convivenza"
| Data: 19-02-2002 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: Natasa Bogovic |
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N.E. BALCANI #529 - SERBIA/MONTENEGRO
19 febbraio 2002
RIFIORISCONO LE BUONE TRADIZIONI DI CONVIVENZA
di Natasa Bogovic - ("Danas" [Belgrado], 19 gennaio 2002)
**Le citta' di Novi Sad, Osijek e Tuzla firmano un accordo per la tolleranza multietnica**
La prossima settimana a Tuzla si firmera' un accordo per la tolleranza multietnica tra la citta' di Novi Sad, il comune di Tuzla e la citta' di Osijek. Tra i firmatari, a parte i rappresentanti delle citta' - Borislav Novakovic, sindaco di Novi Sad, Jasmina Imamovic, sindaco di Tuzla e Zlatko Kramaric, sindaco di Osijek - saranno inclusi anche i rappresentanti delle ONG delle tre citta' - Aleksandar Popov, Direttore del Centro per la regionalizzazione di Novi Sad; Vehid Sehic, presidente del Forum cittadino di Tuzla e Katerina Kruhonja, presidente del Centro per la Pace di Osijek.
"La tradizione di buone relazioni tra Tuzla e Novi Sad va molto indietro nel tempo, e gia' tre anni fa un simile accordo di cooperazione fu stipulato tra le due citta'. Speriamo che la firma dell'accordo sia solo l'inizio della cooperazione tra Slavonia Orientale, Vojvodina e Bosnia Nord-orientale" ha dichiarato per "Danas" Aleksandar Popov.
Le tre citta' non sono state scelte a caso, secondo Tihomir Salajic, coordinatore della cooperazione con citta' dell'Europa Sud orientale presso l'amministrazione comunale di Osijek. Non si tratta solo della simile struttura demografica, ma anche della politica delle rispettive amministrazioni cittadine, condotta nel segno della multiculturalita', tolleranza e volonta' di affermare il proprio carattere civile ed urbano.
"La cooperazione tra le ONG delle tre citta' e' iniziata gia' anni fa. Con quest'accordo essa sara' estesa anche alle amministrazioni comunali. Si tratta di citta' dove anche nei momenti piu' difficili la popolazione ha sempre affermato la volonta' di preservare i valori della societa' civile. Attraverso quest'accordo saranno confermati nel modo piu' esaustivo tali valori culturali e si stimolera' la cooperazione tra la Slavonia Orientale, la Vojvodina, la Bosnia Nord-orientale e la Macva" dichiara Vahid Sehic.
Secondo il testo dell'accordo, tra i numerosi obiettivi si menzionano anche la determinazione di un quadro sociale di riferimento applicabile alle amministrazioni locali ed ai loro rispettivi statuti, al funzionamento delle ONG ed ai cittadini delle tre citta' nelle sfere culturali, sociali e dell'educazione; la salvaguardia delle diversita' culturali, dei diritti e liberta' delle minoranze etniche e lo sviluppo delle tradizioni di convivenza pacifica. Inoltre, spiccano la promozione dei principi e pratiche europee nel campo dei diritti umani e della multiculturalita' come importanti esempi di democrazia; il rifiuto e l'opposizione a qualsiasi atto d'odio, della xenofobia sia essa basata su fattori etnici che religiosi; lo sviluppo della societa' civile, della democrazia e di un'atmosfera multiculturale, creativa basata sulla competitivita' sia nei dibattiti politici sia nel lavoro delle amministrazioni locali. Infine, s'incoraggia lo scambio e la cooperazione tra individui, associazioni ed amministrazioni delle tre citta' nel contesto degli accordi internazionali vigenti.
Nel documento si prevede che i firmatari "metteranno in atto tutte le misure possibili al fine d'impedire cambiamenti nella struttura etnica della popolazione quando tali cambiamenti siano frutto di pressioni fisiche o psicologiche, inclusa l'espulsione pianificata ", e che le citta' si sforzeranno affinche' i loro cittadini che "non abbiano commesso crimini durante il periodo di guerra ed allo stesso tempo abbiano abbandonato le loro abitazioni possano senza ostacoli esercitare i loro diritti di proprieta'". Nella parte dedicata ai media, si precisa che sara' data alle minoranze etniche la possibilita' di ricevere informazione nella loro lingua madre e che sforzi saranno fatti per promuovere la multiculturalita' e cooperazione rifiutando allo stesso tempo ogni discorso incoraggiante odio e xenofobia..
"L'accordo e' anche un messaggio politico alle rispettive autorita' centrali, poiche' l'iniziativa giunge "dalla base" e sicuramente altre citta' vorranno unirsi ai tre firmatari originali" dichiara Salajic. Esiste gia' un gemellaggio tra Osijek e Subotica, risalente a prima della guerra, e la cooperazione tra le due citta' di sicuro non e' stata interrotta. Salajic inoltre afferma che l'accordo ha ricevuto una copertura positiva da parte dei media croati e che "ogni persona civile desidera avere buoni rapporti con i vicini. Le autorita' locali di Novi Sad si sono piu' volte opposte apertamente al passato regime di Milosevic. E' un peccato che noi in Croazia non abbiamo ricevuto molte informazioni, anche perche' i giornali serbi non sono in vendita in Croazia".
Commentando il fatto che durante la guerra sia nell'area di Tuzla che di Osijek siano stati coinvolti numerosi soldati del "Corpo di Novi Sad", provenienti da quella citta', Vehid Sehic dichiara che volte e piu' volte i cittadini di Tuzla si sono dimostrati obiettivi, capendo che il fatto non si possa generalizzare. "Quelli che sono responsabili di crimini devono risponderne, ma cio' non da' a nessuno il diritto di generalizzare ed accusare tutta una nazione. Come crediamo che i diritti umani siano diritti individuali, anche le responsabilita' penali devono esserlo" dice Sehic.
Diversi interventi sono stati programmati nel contesto dell'accordo specialmente nel campo culturale, pero', come sottolinea Sehic, e' stato programmato anche un potenziamento della collaborazione economica e gia' ci sono degli accordi nel campo dell'agricoltura e delle PMI. Non si tratta di un mero processo di gemellaggio tra citta', ma di un piu' serio e profondo processo di associazione regionale.
(traduzione di Riccardo Chelleri)
| Data: 19-02-2002 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: Natasa Bogovic |
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