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Minacce agli accademici di Belgrado
| Data: 25-03-2003 | | Fonte: B 92 |
| Autore: Luka Zanoni |
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N.E. BALCANI #646 - SERBIA-MONTENEGRO
25 marzo 2003
MINACCE AGLI ACCADEMICI DI BELGRADO
a cura di Luka Zanoni
Le inquietanti minacce dell'oscuro gruppo "Patrioti della Serbia" contro alcuni professori di Belgrado, uno dei quali risulta sparito da dieci giorni
[Riportiamo una notizia diffusa da buona parte dei quotidiani serbi il 22 marzo 200; abbiamo tradotto la versione pubblicata da B92 perché è quella più completa. Per quanto abbiamo potuto riscontrare sui giornali della scorsa settimana, sino al 22 marzo non è stata data notizia della scomparsa del decano della Facoltà di Chimica. A quanto pare la notizia è uscita in contemporanea con la rivelazione della lettera minatoria indirizzata al prof. Mimica. Questi inquietanti accadimenti sembrano da ascriversi all’ondata di estremismo nazionalista in atto nel paese - l.z.]
Il professore della Facoltà di Filosofia Aljosa Mimica ha ricevuto una lettera in cui un gruppo sconosciuto, chiamato “Patrioti della Serbia”, gli chiede di andarsene o di avvelenarsi e, in caso contrario, lo minaccia di finire come il decano della Facoltà di Chimica Predrag Polic, scomparso dal 15 marzo scorso. I due professori sono accomunati, come scrive il quotidiano "Danas", dall'essere entrambi di nazionalità croata. Il Professor Mimica e il suo avvocato Ivana Jankovic hanno consegnato la lettera alla polizia del quartiere Città vecchia e hanno pregato che tale consegna venga considerata come denuncia penale, sia per minaccia alla sicurezza, sia per la diffusione dell’odio nazionale e dell’intolleranza.
L’avvocato Ivan Jankovic successivamente ha esposto denuncia formale presso il Primo tribunale comunale. “Cosa faranno la polizia e il tribunale, non lo posso prevedere. Comprendo pienamente che ciò non sia per niente semplice e che gli autori della lettera difficilmente saranno scoperti. Tuttavia, in quest’ultimo periodo è emerso che queste lettere sono giunte anche ad altre persone. Pertanto, forse qualcosa riusciremo a scoprire. Ripeto, il vero problema non è cosa sia in grado di fare la polizia, perché credo che la polizia faccia quello che può, ma che questo tipo di sortite estreme e nazionalistiche trovino l’approvazione di una parte della opinione pubblica”, ha detto Jankovic per B92. Il decano della facoltà di Chimica di Belgrado, professor Predrag Polic, è scomparso qualche giorno fa dopo che ha ricevuto una lettera in cui lo si minacciava di fare la fine del premier Zoran Djindjic, ucciso di recente.
Il rettore della Università di Belgrado, Marija Bogdanovic, a seguito della scomparsa del prof. Predrag Polic ha detto a Radio B92: “Sabato scorso se ne è andato dalla facoltà, dopo avervi lasciato le sue cose, e non si è più fatto vedere. Non ero a Belgrado, sono partita domenica e lo ho saputo dai giornali. Sono rimasta veramente colpita. Ho parlato con sua moglie ed è sconvolta. Dice che non ci può credere che se ne sia andato in questo modo, senza che suo figlio sappia nemmeno dove sia e cosa gli sia successo. Non riesco a spiegare se si tratta di un fatto personale o se è in relazione con la lettera che ha ricevuto. Quando era decano abbiamo collaborato ottimamente” ha detto la Bogdanovic.
Marija Bogdanovic ha detto di non sapere se qualcun altro della Università di Belgrado ha ricevuto lettere di minaccia. “So solo del collega Mimica e del collega Polic, ma tutto quello che so lo ho letto sui giornali. Spero che non ci siano altre minacce, perché sarebbe una catastrofe se girasse per l’università un simile incubo”.
Il Centro belgradese per i diritti umani, il Centro per un’azione contro la guerra e il Fondo per il diritto umanitario, hanno richiamato l'attenzione del pubblico sul fatto che si ripresentino sulla scena nazionalisti estremisti, i quali con simili minacce e azioni hanno portato un enorme male in questo paese e a tutti i sui cittadini. “Chiediamo agli organi competenti che si mettano sulle tracce di questi ignobili seminatori dell’odio e della paura e che li fermino energicamente. Il patriottismo di questi “Patrioti della Serbia” deve essere pubblicamente decostruito come struttura di idee e valori sui quali si basano diversi crimini, ivi compreso anche il recente attentato a Zoran Djindjic”, dice il comunicato.
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Il Prof. Aljosa Mimica insegna sociologia alla Facoltà di Filosofia dell’Università di Belgrado, è stato uno dei membri fondatori del Circolo di Belgrado e dell’idea ad esso correlata dell’Altra Serbia. Ha curato, con Ivan Colovic, i volumi “Gli intellettuali e la guerra” e “L’Altra Serbia”, pubblicati durante il regime di Milosevic e ristampati lo scorso anno in un unico volume con l’aggiunta di contributi nuovi. Da tempo non presente sulla scena pubblica, nel 2001 il prof. Mimica, insieme con lo storico Radina Vucetic, ha terminato un lavoro sulla condotta del quotidiano “Politika” durante il periodo 1988-1991 in relazione alla preparazione alle guerre degli anni novanta e all’indottrinamento della popolazione. Da sempre accanito oppositore di ogni forma di nazionalismo e odio su base etnica.
Il Prof. Predrag Polic decano della Facoltà di Chimica, è stato nominato nel 2001 capo dell’ufficio di Belgrado della BENA, un’organizzazione balcanica non governativa per la difesa dell’ambiente, fondata a Salonicco nel 1998. Coordinatore del progetto BIATEX (Biosphere and atmosphere exchange) all’interno del progetto EUREKA (un progetto dell’UE che si pone l’obiettivo di stimolare la collaborazione tra l’industria e gli istituti scientifici nell’ambito della tecnologica. L’obiettivo del programma è di aumentare la produttività e la concorrenza delle industrie europee e dell’economia sul mercato mondiale attraverso lo sviluppo di tecnologie moderne, di prodotti o di servizi orientati al mercato). Il prof. Polic da tempo cerca di portare l’attenzione del pubblico sui vari veleni disseminati in Serbia, tra i più noti ci sono il Piralen che tanto fece scandalo lo scorso anno. La scorsa estate centinaia tonnellate della sostanza vennero trasportate dalla Serbia verso la Germania e la Svizzera per lo smaltimento. Il Prof. Polic già nel 2000 aveva rilevato delle anomalie riguardo le concentrazioni di mercurio, che solo in parte sarebbe imputabile ai bombardamenti della NATO. Ci sarebbe infatti uno strato sotterraneo (circa 60 cm sotto terra) in cui sarebbero concentrate quantità discrete di mercurio che rimandano ad un periodo precedente i bombardamenti della NATO nel 1999. Nella primavera scorsa il prof. Polic aveva rilevato come ci fossero concentrazioni di mercurio pericolose vicino al poligono militare di Centa proprio nei pressi di un cratere formatosi in seguito alla brillatura delle mine, prevalentemente bombe della NATO inesplose. Il prof. Polic non ha escluso che le concentrazioni di metalli pesanti, come il mercurio, possano filtrare nelle falde acquifere e contaminare la catena alimentare. La facoltà di chimica aveva fatto appello affinché si fermasse la procedura di brillamento delle mine inesplose per via della contaminazione del terreno. Secondo quanto riportato da "Dnevnik" a seguito delle proteste dei cittadini di Centa, l’esercito avrebbe deciso di non utilizzare più il poligono per queste procedure.
(fonte: B92, 22 marzo 2003)
| Data: 25-03-2003 | | Fonte: B 92 |
| Autore: Luka Zanoni |
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