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Dinkic: vinceremo le elezioni
| Data: 24-12-2003 | | Fonte: "Danas", B92 |
| Autore: Milos Miloradovic |
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N.E. BALCANI #736 - SERBIA/MONTENEGRO
24 dicembre 2003
DINKIC: VINCEREMO LE ELEZIONI
intervista a cura di Milos Miloradovic - ("Danas" [Belgrado], dicembre 2003)
Uno dei leader del partito G17 Plus illustra il proprio programma: maggiore efficienza economica e difesa degli "interessi nazionali"
[Segue più sotto una breve rassegna sui sondaggi preelettorali in Serbia]
La situazione è molto peggiorata durante l'ultimo anno, quando, nell' ambito della campagna presidenziale, abbiamo fatto un giro del Paese. Ci sono grandi problemi, la gente è disoccupata. Il Governo non ha fatto interventi ispirati da una visione. Lo dico perché noi alla Banca Nazionale avevamo messo in atto una decisione difficile, quando quattro grandi banche sono fallite, ma avevamo un programma per cui le nuove banche hanno assunto i dipendenti rimasti senza lavoro. Oggi abbiamo più banche, in confronto al periodo antecedente al 5 ottobre e più persone lavorano in questo settore. Vorremmo applicare la stessa logica anche nell'economia, naturalmente, con qualche variante - sottolinea, all'inizio dell'intervista concessa a "Danas", il vicepresidente del partito G17+ e candidato a ministro delle finanze, Mladjan Dinkic.
Dov'è stato il principale ostacolo alle riforme?
Non abbiamo portato a termine la riorganizzazione dell'amministrazione pubblica. I ministeri e la burocrazia nei comuni sono rimasti esattamente gli stessi di quelli del periodo precedente al 5 ottobre. L'organizzazione, caratterizzata da procedure macchinose, non è certo un buono stimolo per il funzionamento di tali strutture, mentre le procedure complicate in sé stimolano la corruzione. Dicendo che le istituzioni non sono state compiute, mi riferisco a tutti gli uffici di ispezione, dalle dogane alla finanza ai vari servizi del mercato. Ora è chiaro che il grado di liberalizzazione raggiunto superava i nostri effettivi bisogni; il problema vero, comunque, non consiste nell'ammontare delle tasse doganali, ma nel fatto che una serie di prodotti vengono importati in nero, ovvero, le tasse doganali prescritte non vengono pagate. La prima liberalizzazione, effettuata con Labus al Governo federale, era necessaria. Il problema si è generato quando, con la scusa di doverci conformare al Montenegro, le tasse doganali sono state ulteriormente diminuite, con il risultato che il deficit del commercio estero quest'anno s'è accresciuto di un miliardo di dollari. Ciò si è tradotto nella pressione sulle riserve di valuta pregiata e nello slittamento del valore della nostra valuta.
Dicono che lei sarà candidato a ministro delle finanze; intanto ha già delle ricette su come modificare il funzionamento del ministero. Ritiene che il ministro Djelic abbia svolto male il proprio lavoro?
Anzitutto, è stato un pessimo organizzatore. Non è riuscito a portare ordine né nell'erario, né nelle dogane. Praticava quella specie di politica finanziaria per cui un'elevata tassazione doveva assicurare in apparenza il bilancio sociale. Con tale logica, però, non si stanziava denaro per gli investimenti ed è stato registrato un calo di produzione. La logica invece è inversa: le tasse vanno abbassate e l'amministrazione dell'erario deve riscuoterle con efficacia. Credo che egli non abbia avuto il coraggio di spezzare gli equilibri di determinati gruppi di interesse, ma che abbia portato avanti una politica erariale di compromesso.
Dato che alcuni risultati li ha comunque conseguiti ed ha fatto delle esperienze adeguate, nella squadra che lei andrà eventualmente a formare ci sarà un posto per lui?
Djelic è iscritto nella lista che propone Zivkovic come premier. Io non mi riconosco in un governo con Zivkovic primo ministro. Di conseguenza, con lui non è possibile cooperare.
Dopo che sono state indette le elezioni legislative, il G17+ ha proposto Labus per la carica di premier, Lei a ministro delle finanze, Jelasic a governatore. Il giorno del voto si sta avvicinando, gli analisti prevedono che il vostro partito sarà in minoranza al governo. Sarebbe disposto a farne parte anche se Labus non sarà primo ministro?
Credo che il G17+ sarà una sorpresa positiva. Nessuno degli analisti prevede che noi possiamo vincere, ma devo dire che siamo rimasti meravigliati dall'accoglienza riservataci nel sud della Serbia, dove radicali e socialisti godevano di un appoggio tradizionalmente forte. La nostra possibilità di giungere al governo è condizionata dal fatto che siamo capaci a mantenere le promesse, specie nei settori della politica economica e della costituzione di uno Stato basato sulla legalità. Abbiamo bisogno di avere una chance e le mani libere, per poter guardare la gente negli occhi. Non voglio rischiare, a soli 39 anni, di non poter più uscire per strada. Dobbiamo riformare fin dalle radici l'amministrazione statale. Vogliamo stabilire il posto di segretario del Governo, non mi pare che gli altri lo pensino affatto. Bisogna razionalizzare l'amministrazione e insistere sul bilancio di sviluppo.
Si sentono certe speculazioni sulla distribuzione degli incarichi ministeriali, secondo cui il DSS otterrebbe solo quello dell'Interno e della Giustizia, mentre a voi andrebbero le Finanze e la Difesa (Prvoslav Davinic).
L'ultima volta che abbiamo parlato con il DSS è stato il giorno in cui veniva rovesciato il Governo, dopodiché loro sono spariti. Aspettiamo le elezioni per vedere come voteranno i cittadini.
Nel corso delle elezioni presidenziali (successivamente, lei ha anche ammesso tale errore), ha pronunciato parole molto pesanti nei confronti del DSS, affermando oltre tutto che loro avevano rifiutato di assumersi le proprie responsabilità. Adesso non teme che magari possano abbandonarla nel momento critico e non assumersi la responsabilità?
In quell'occasione abbiamo tratto alcune conclusioni e stavolta conduciamo una campagna solo in toni positivi. Quei toni negativi erano dettati da alcuni sedicenti partner di coalizione, e noi ci eravamo semplicemente sottratti a quella campagna seminegativa. Credo che stavolta otterremo un risultato migliore del DSS, anche se non di molto. Le distanze fra i tre partiti saranno minime. Queste non sono elezioni presidenziali, ma per il governo. Suppongo che i DSS avrebbero maggiori chance alle presidenziali, ma il nuovo governo dovrà risolvere i problemi economici e guidare la Serbia nell'UE.
Dovrete pur accettare una qualche coalizione.
Lo decideranno i cittadini. E' importante che la gente si rechi alle urne. Le mie previsioni dicono che, se dovessero votare più di quattro milioni di persone, il G17+ otterrà il primo posto. Se voteranno in tre milioni, vinceranno invece i radicali. Più gente vota, e meno partiti entreranno al Parlamento. Con l'affluenza aumentano il quorum di voti e la probabilità di costituire un governo stabile. Allora potrebbe accadere che solo cinque partiti entrino in Parlamento, il che si tradurrebbe in una maggiore probabilità di avere un Governo omogeneo. E' importante vedere chi avrà la maggioranza, perché il carattere del governo dipende da tale partito.
La sua dichiarazione su Mladic ha suscitato molte preplessità. Si è avuta l'impressione che lei non voglia consegnarlo. Qual'è in realtà la sua posizione in proposito?
Noi siamo contrari al principio di responsabilità di comando, ma in favore della punizione di ogni responsabilità individuale. A causa di un'attività diplomatica insufficiente siamo costretti a sopportare i ricatti provenienti dall'esterno. Tutti nel mondo fanno lobbing, anche noi dovremo cambiare le modalità dell'agire diplomatico. Non basta parlare, soprattutto non in pubblico. Dobbiamo raggiungere una posizione che ci garantisca di poter gestire alcuni processi per crimini di guerra anche nel paese. La politica del Tribunale dell'Aja ha contribuito a radicalizzare la Serbia. Spero che l'Occidente lo percepisca e cambi tale politica. Mi riferisco, poi, anche all'economia, perché senza una Serbia stabile tutta la regione sarà instabile. Sono convinto che l'UE, che già si trova a fare fronte a molte sfide nel campo della politica estera, non vorrà avere un altro problema.
In molti hanno percepito l'annuncio della scoperta dell'assassino di Curuvija come una mossa di marketing elettorale. Lei si sta preparando per svelare nuovi scandali?
Noi vogliamo concludere le elezioni con una campagna positiva. Tutti i "casi" dovranno avere un epilogo giudiziario. Garantiamo che i maggiori scandali venuti alla luce, non solo per nostra iniziativa, ma anche per quella dei giornalisti, avranno una conclusione, compreso quello dello zucchero. E' chiaro che la polizia occulta le prove. Noi abbiamo degli indizi su chi sono i responsabili e garantiamo di portarli alla luce nei primi due mesi.
LA GUERRA DEI PRONOSTICI
(da B92, 4 dicembre 2003)
Le agenzie e gli istituti di sondaggi e ricerche sociali belgradesi cercano di abbozzare una previsione per elezioni parlamentari del 28 dicembre, forse le più problematiche dagli anni ’90
Titolo: Notizie Est /Traduzione a cura di Lorenzo Guglielmi
AGENZIA “MARTIN BORD INTERNATIONAL”: AI RADICALI E A LABUS (G17 PLUS) I MAGGIORI FAVORI
L’agenzia per le indagini di opinione pubblica “Martin Bord International” ha reso noto giovedì i risultati di un sondaggio, dai quali emerge come i cittadini della Serbia diano la maggiore fiducia al Partito Radicale Serbo (SRS) e al leader del G17 Plus, Miroljub Labus.
L’inchiesta s’è svolta nel periodo dal 22 novembre al 3 dicembre, su un campione di 1485 soggetti intervistati. L’Agenzia ha precisato che l’inchiesta non è stata commissionata da nessuno, ma è una prassi regolare che si esercita ogni due mesi.
Alla domanda per chi delle coalizioni e partiti politici si voterà alle imminenti elezioni, il 23% degli intervistati ha indicato il SRS, il Partito Democratico (DS) ha ottenuto il 19%, il Partito Democratico della Serbia (DSS) il 18,23%, mentre i Partito del Rinnovamento Serbo (SPO) e Nuova Serbia (NS) hanno ottenuto il 9,1%. Secondo tale inchiesta, meno del 5% dei cittadini sarebbe disposto a votare per il Partito socialista serbo (SPS).
Alla domanda su quale sarebbe il politico più adatto a ricoprire il posto di premier della Serbia, il 9% dei cittadini si è pronunciato in favore del leader del partito G17+ Miroljub Labus, l'8,9% per il presidente del Partito Radicale Serbo, Tomislav Nikolic, il 6,3% per il leader del Partito Democratico della Serbia, Vojislav Kostunica, mentre il vicepresidente del Partito Democratico Boris Tadic ha ottenuto il 5,1% dei consensi. Alla domanda “quale uomo d’affari o industriale in vista, proveniente dal paese o dalla diaspora nazionale, sia ben visto come leader di una qualsiasi organizzazione politica o partito”, il 34% degli intervistati s’è espresso in favore del presidente dell'azienda BK (Fratelli Karic), Bogoljub Karic.
“ISTITUTO DI SCIENZE SOCIALI” E AGENZIA “STRATEGIC MARKETING”: I RADICALI GUADAGNERANNO IL CONSENSO PIU’ ELEVATO.
Il Partito Radicale Serbo otterrà i consensi più alti nelle imminenti elezioni parlamentari in Serbia, hanno rivelato Ljiljana Bacevic dell’ “Istituto di scienze sociali” e Srdjan Bogosavljevic dell’agenzia”Strategic Marketing”. Bogosavljevic è convinto che i radicali otterranno all’incirca 8 milioni di voti, mentre Ljiljana Bacevic sostiene che i radicali s’indeboliranno rispetto alle elezioni presidenziali, ma è d’accordo con la valutazione che presi singolarmente avranno il maggiore numero di voti. Entrambi mettono in rilievo come sia estremamente difficile assodare il reale bacino elettorale dei radicali, perché molti di loro simpatizzanti evitano di pronunciarsi apertamente nel corso del sondaggio, dicono che non si recheranno alle urne o sostengono che daranno il loro appoggio a qualche altro partito. Bogosavljevic crede che la vittoria nelle elezioni presidenziali abbia incoraggiato l’elettorato radicale, e quindi ora sarà più semplice preparare dei sondaggi pre-elettorali più obiettivi.
Stando a quel che pensa Bogosavljevic, i partiti di provenienza DOS possono contare su 2.400.000 voti che si distribuiranno in modo quasi uniforme tra DSS, DS e G17+.
AGENZIA “MEDIUM GALUP”: LA VITTORIA DIPENDE DAI CAPOLISTA ELETTORALI
La vittoria o meno del Partito Democratico nelle elezioni parlamentari anticipate in Serbia dipenderà da chi sarà la persona capolista di tale partito, indica l’ analisi dell’agenzia “Medium Galup”. I DS potrebbero realizzare il miglior risultato se vi fosse al vertice della lista Boris Tadic, stimato al 10% dei consensi, mentre potrebbe scendere al minimo se a condurre fosse Cedomir Jovanovic, al 6,4%, novembre. L’inchiesta è stata effettuata su un campione stratificato di 1000 intervistati della Serbia, ad esclusione del Kosovo.
La stima dei voti che i DS potrebbero conquistare se vi fosse come capolista l’attuale premier Zoran Zivkovic ammonta al 7,7%, mentre conquisterebbero il 7,8%, se la lista portasse il nome del defunto premier Zoran Djindjic. Dall’analisi si evince che i cambiamenti nel risultato dei DS si reggono massimamente sul rating dei diretti concorrenti di tale partit: il G17+, ma in modo più esplicito anche sul rating dei DSS e di Otpor. Nel caso che i DS conquistassero un numero inferiore di voti, il G17+ realizzerebbe un migliore risultato, mentre i DSS ne realizzerebbero uno peggiore soltanto nel caso che vi sia come capolista dei DS Boris Tadic. In questo caso anche Otpor perderebbe visibilmente in numero di voti. Rispetto alle stime di “Medium Galup”, i mutamenti sul fronte della lista DS dipendono anche dalla partecipazione elettorale, che sarebbe massima nel caso di Tadic capolista, mentre scenderebbe di qualche punto negli altri tre casi.
| Data: 24-12-2003 | | Fonte: "Danas", B92 |
| Autore: Milos Miloradovic |
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