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Circa l'80% degli aiuti esteri torna al mittente
| Data: 03-10-2003 | | Fonte: "Kapital" |
| Autore: Petre Dimitrov |
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N.E. BALCANI #697 - MACEDONIA
3 ottobre 2003
CIRCA L'80% DEGLI AIUTI ESTERI TORNA AL MITTENTE
(di Petre Dimitrov - "Kapital" [Skopje], 4 settembre 2003)
Gli stranieri che donano aiuti finanziari o di altro tipo impegnano di norma consulenti esteri e insistono per l'acquisto di apparecchiature estere
Il 10% del credito della Banca Mondiale destinato alla sanità è andato in servizi di consulenza. I consulenti esteri impegnati in questo progetto ricevevano compensi compresi tra 400 e 700 dollari al giorno. I consulenti locali hanno ricevuto compensi di gran lunga più ridotti, ha dichiarato Dragan Gjorgjev, direttore dell'unità di progettazione della Banca Mondiale per le riforme nel settore della sanità, durante un'intervista concessa all'emittente A1. Il caso del credito della Banca Mondiale non è isolato. Secondo gli esperti del settore non governativo è una pratica diffusa quella secondo cui gli stranieri donano aiuti finanziari o di altro dipo e chiedono poi di ingaggiare costosi consulenti esteri, i cui compensi giornalieri e le cui spese di soggiorno in Macedonia superano di molto le somme donate. Non di rado accade che le ONG locali, le quali lavorano principalmente con fondi ottenuti da enti e ONG esteri, siano costrette, per la realizzazione di un progetto, a ingaggiare consulenti esteri e ad acquistare apparecchiature estere, affermano alcune ONG macedoni. A conferma di queste affermazioni hanno mostrato a "Kapital" alcuni contratti di ONG locali con le loro controparti estere. Dal contratto con una ONG nord-americana si può vedere che del budget complessivo, ammontante a 1 milione di dollari, 300.000 dollari vengono impegnati per consulenti esteri, 500.000 per spese generali della sede della ONG estera nel suo paese di origine, e solo 200.000 dollari rimangono nel nostro paese. Secondo gli esperti macedoni, nel settore non governativo circa l'80% degli aiuti esteri torna nel proprio paese di origine. Gli americani impongono sempre la condizione del ricorso a loro consulenti e apparecchiature. Gli enti nord-americani (governativi e non governativi) e quelli europei lavorano in base a principi differenti, affermano gli esperti. I donatori nord-americani chiedono sempre, per l'implementazione dei progetti che devono essere realizzati da ONG locali, l'impegno di propri consulenti e apparecchiature.
Secondo i regolamenti interni di un'organizzazione governativa nord-americana, che è tra i principali donatori di fondi al paese, possono ricevere grant superiori a 20.000 dollari solo organizzazioni nord-americane. I consulenti, secondo i contratti che ci sono stati mostrati, ricevono compensi giornalieri compresi tra 700 e 1.500 dollari. Anche gli enti giapponesi lavorano in base a principi analoghi. "Il problema non sta tanto nel fatto che la maggior parte dei soldi torna nel proprio paese di origine. Si tratta di un principio che funziona in ogni paese che utilizza aiuti esteri. Questo modo di lavorare ti costringe a prendere delle decisioni che non sono economiche per te, ma non hai scelta. I veri problemi cominciano quando si ottengono apparecchiature che non si sa come usare e per il cui acquisto si è insistito affinché ci si rivolgesse ai paesi donatori. Si tratta di apparecchiature dalla manutenzione costosa, per le quali il più delle volte non esiste un'assistenza per le riparazioni nel nostro paese. Qual è allora lo scopo di tali apparecchiature?", si chiede un nostro esperto. Presso gli enti europei si opera in base a principi in parte diversi. Come consulenti possono lavorare agenzie di paesi membri dell'UE, ma anche dei paesi candidati all'adesione, nonché di quelli dei Balcani Occidentali o del nostro paese. Anche per quanto riguarda l'acquisto delle apparecchiature per la realizzazione del progetto il principio adottato è diverso. Le ONG locali che realizzano il progetto possono procurarsi le apparecchiature dall'UE, dai paesi candidati, ma anche da ditte locali. I compensi giornalieri dei consulenti europei sono compresi tra 400 e 1.000 dollari.
[RIQUADRO:]
Gli stranieri che lavorano nelle agenzie estere operanti in Macedonia guadagnano mensilmente anche 10.000 dollari, nei quali rientrano il rimborso degli alloggi e l'uso di automobili, nonché i biglietti aerei per le visite al paese di origine. Si tratta di appartamenti e case di qualità extra. Lo stipendio massimo che può ottenere una persona con cittadinanza macedone e che lavora per un ente estero è di 1.500 dollari. In media gli stipendi dei cittadini macedoni che lavorano in organizzazioni ed enti esteri è compreso tra 700 e 1.500 dollari. In linea di principio i cittadini macedoni non vengono assicurati e il loro impiego non è coperto dalle leggi macedoni sui rapporti di lavoro. Parte delle organizzazioni e degli enti esteri con contratti validi sono esentati dal pagamento di qualsiasi imposta, cosa che non accade per le ONG macedoni, che da lungo tempo chiedono l'esenzione fiscale, che stimolerebbe i donatori macedoni e consentirebbe alle ONG del paese di operare con minori costi.
| Data: 03-10-2003 | | Fonte: "Kapital" |
| Autore: Petre Dimitrov |
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