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"L'espansione economica della Grecia nei Balcani"
| Data: 05-12-2000 | | Fonte: "Kapital" |
| Autore: Autori vari |
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NOTIZIE EST #376 - GRECIA/BALCANI
5 dicembre 2000
L'ESPANSIONE ECONOMICA DELLA GRECIA NEI BALCANI
("Kapital", n. 47, 25 novembre-1 dicembre 2000)
**Circa 3,4 miliardi di dollari, pari a più del 60% degli investimenti esteri della Grecia, sono stati indirizzati negli ultimi dieci anni verso i paesi balcanici**
"Hinterland" è una parola tedesca, con la quale gli storici e i geografi indicano un territorio che è economicamente legato a una città o a un paese a esso vicino. A partire dal 1990 i politici e i businessmen greci usano questo termine per indicare l'Europa Sud-Orientale - circa 50 milioni di consumatori con economie scarsamente sviluppate e un prodotto interno lordo per abitante dieci volte più basso di quello della stessa Grecia. Dell'hinterland balcanico greco fa parte anche la Bulgaria, che a causa della sua vicinanza geografica e delle prossimità culturali, nonché soprattutto dell'assenza di un'economia funzionante, è diventata il punto di concentrazione della maggior parte dell'espansione economica greca.
DIECI ANNI DI ESPANSIONE
L'occasione storica del più povero tra i paesi dell'Unione Europea, la Grecia, un'occasione che raramente capita a un paese, è stata quella dei cambiamenti politici ed economici verificatisi nell'Europa Orientale, e in particolare nella parte meridionale di quest'ultima. Dieci anni dopo la liberalizzazione economica nella regione, le aziende greche hanno investito nei Balcani complessivamente 3,4 miliardi di dollari, mentre nell'area operano oltre 3.500 società greche. Queste cifre fanno dell'economia greca, insieme a quella turca, uno dei seri concorrenti nella regione. Tale somma rappresenta oltre il 60% degli investimenti esteri totali greci, che superano i 6 miliardi di dollari - una cifra superiore a quella investita nella stessa Grecia per il medesimo periodo. Secondo rappresentanti del governo greco, gli investimenti greci nella regione sono addirittura maggiori, poiché una parte di essi non viene registrata come greca, visto che passa attraverso Cipro o la Svizzera. "Il rischio degli investimenti in questi paesi sta gradualmente diminuendo e le somme finora investite renderanno le imprese greche più competitive e un fattore fondamentale nello sviluppo della regione balcanica", ha dichiarato una settimana fa a Salonicco Odisseas Kiriakopoulos, presidente della Federazione dell'industria greca. "I settori chiave che interessano l'espansione greca sono le telecomunicazioni, il settore finanziario, l'industria alimentare, i materiali da costruzione e la metallurgia", viene constatato in uno studio dell'espansione economica greca nei Balcani realizzato dall'"Economist Intelligence Unit", la sezione di ricerca della rivista britannica "Economist". Tali settori rappresentano allo stesso tempo il motore propulsore fondamentale dell'economia greca, che non dispone di un'industria meccanica, elettronica e chimica sviluppate, sfere nelle quali rimane nell'ombra in tutte le analisi, a causa delle loro limitate dimensioni e del ruolo predominante dei settori ad alto impiego di manodopera, il più sviluppato dei quali è quello dell'industria tessile. La stragrande maggior parte delle aziende che si espandono a nord, tuttavia, sono aziende commerciali, che riempono i buchi nella domanda, in particolare di merci di largo consumo prodotte in Grecia e nell'Unione Europea. Secondo lo studio, la rapida penetrazione delle società greche nella regione non è dovuta tanto a particolari qualità delle aziende greche, quanto piuttosto alla mancanza di un forte interesse da parte delle aziende occidentali a entrare in una regione a rischio ed estremamente povera come i Balcani.
LE AZIENDE STATALI GUIDANO L'ESPANSIONE
In testa alla classifica degli investitori più attivi nei Balcani si trovano le maggiori aziende greche: l'azienda di stato greca per le telecomunicazioni "OTE" e il suo operatore mobile KosmOTE, la società di telecomunicazioni privata "Intrakom", la società per la lavorazione del petrolio "Hellenic Petroleum", le cementerie "Titan ciment", le aziende casearie "FAGE" e "Delta", il gigante della metallurgia "Viohalko". "Sebbene siano di dimensioni medie, se raffrontate sul piano internazionale, le aziende greche riescono ad acquisire un profilo internazionale proprio grazie ai loro investimenti nei Balcani", dichiara Kiriakopoulos. L'apertura dei mercati a nord si è rivelata estremamente importante per le piccole e medie imprese della Grecia Settentrionale - una delle regioni più povere dell'intero territorio dell'Unione Europea, nella quale la disoccupazione spesso supera il 20% e il reddito per abitante, soprattutto nelle province della Macedonia Occidentale, della Macedonia Orientale e della Tracia, è meno della metà di quello delle province meridionali. Con l'apertura dei confini tali aree hanno ottenuto accesso a una manodopera a basso costo e alla possibilità di esportare nei mercati vicini. Secondo le statistiche del ministero greco per l'economia i rapporti commerciali tra la Grecia e i paesi balcanici hanno un saldo commerciale attivo per la Grecia, che ha un surplus nei confronti della Jugoslavia, della Macedonia, della Bulgaria e dell'Albania, mentre è in deficit solo negli scambi con la Romania. La crescita più alta per il 1999 è stata registrata dalle importazioni dalla Romania, che sono aumentate del 67% e hanno raggiunto i 356 milioni di dollari. Il maggiore investitore greco nei Balcani rimane fino a oggi l'azienda statale per le telecomunicazioni "OTE", che ha investito più di un miliardo di dollari per acquisizioni e investimenti nelle telecom di Serbia e Romania. Insieme alla "Telecom Italia" essa possiede il 20% della "Telekom Srbija" e, da sola, una quota strategica del 35% della "Romtelecom". La "OTE" intende creare una nuova affiliata, "OTE International", che si occuperà degli investimenti della società di telecomunicazioni al di fuori della Grecia. Oltre alla Serbia e alla Romania, l'azienda possiede anche la telecom dell'Armenia, nonché una società mista in Ucraina. La "OTE" ha dimostrato il proprio interesse anche per l'imminente privatizzazione del 51% dell'operatore macedone di telefonia fissa e mobile "Maktel" ed è stata candidata all'acquisto della Bulgarskata Telekomunikacionna Kompanija (BTK) [la telecom bulgara].
MACEDONIA: LA GRECIA E' L'INVESTITORE N. 1
La Grecia è al primo posto degli investimenti esteri diretti in Macedonia, con un ammontare complessivo di 230 milioni di dollari. Nel paese sono stati realizzati oltre 50 progetti di investimento greci, che includono l'acquisizione dell'azienda produttrice di cemento "USJE" da parte di un consorzio tra la "Titan Ciment" e la svizzera "Holderbank", l'acquisto della fabbrica di birra "Pivara Skopje" da parte della "Balkanbrew Holding" (con gli stessi azionisti della "Brewinvest" che agisce in Bulgaria: la "Athenian Brewery" e la "Hellenik Bottling"). Oltre alle fabbriche in Macedonia e Bulgaria (che è il maggiore mercato della società nei Balcani, se si esclude la Grecia), la "Hellenic Bottling" detiene il franchising per i prodotti della "Coca-Cola" per l'intera regione, possiede società miste per l'imbottigliamento di bevande analcoliche in Serbia e in Romania, dove sta costruendo due nuovi stabilimenti. Il consorzio per la produzione del tabacco "Leef Tobacco" di Alexandros Mihailidis, possiede la società produttrice di tabacco "Strumnica Tabak". La Grecia ha una posizione dominante anche nel settore bancario macedone. La Banca Nazionale della Grecia possiede il 65% del capitale della maggiore banca macedone, la Stopanska Banka, quota acquistata per 70 milioni di marchi in consorzio con la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (EBRD) e la International Financial Corporation [IFC, società controllata dalla Banca Mondiale]. La maggiore banca privata greca, "Alfa Credit Bank", detiene il 65% della "Kreditna banka" macedone. La banca ha inoltre investito 15 milioni di dollari per la creazione di una propria rete di filiali in Albania. La statale "Hellenic Petroleum", il maggiore gruppo industriale e commerciale della Grecia, ha acquistato alla fine del 1999 l'unica raffineria macedone, la "OKTA", per 190 milioni di dollari. Secondo le clausole del contratto, la società greca dovrà costruire entro la metà del 2001 un oleodotto da Salonicco fino a Skopje, al fine di raddoppiare le capacità produttive della raffineria entro il 2004. Oltre alla raffineria, la società greca è azionista di maggioranza nella centrale termoelettrica di Negotino, nell'ambito di una società mista con l'Azienda Elettrica Macedone.
ALBANIA: GRECIA E ITALIA SONO TRA I POCHI INVESTITORI CHE OSANO
Qui la Grecia è il secondo investitore diretto estero dopo l'Italia, con investimenti superiori ai 100 milioni di dollari e con più di 220 società greche presenti nel paese. Nel paese operano quattro banche greche: la Banca Nazionale della Grecia, la Alfa Credit Bank, la Tirana Bank e la Banca del Pireo. L'imprenditoria greca fiorisce soprattutto nella capitale Tirana e nella parte sud-orientale del paese, dove si sviluppano l'industria leggera e quella alimentare, nonché quella del legno, settori nei quali quali, come anche in Bulgaria e in Macedonia, operano soprattutto piccole aziende. Nel settore dell'industria leggera operano le aziende tessili "Fanco and Cocratex", "Albanian Hellenic" e il produttore di calzature "Rekor". Una delle maggiori aziende greche del settore, la "Loulis International Foods Enterprise", specializzata nella produzione e nel commercio di farina e prodotti da forno, ha una rete di distribuzione molto sviluppata nella parte meridionale del paese. La "Hellenic Petroleum" possiede in Albania una piccola rete di 11 stazioni di servizio "Global". L'infrastruttura scarsamente sviluppata dell'Albania offre buone possibilità per le società di costruzione greche, tra le quali le più attive sono la "Sarantopoulos" (ha costruito fino a oggi sette ponti in Albania), la "Gener", la "Etane-Eucleidis", la "Hellenic Hidrokataskevi", la "Mihaniki" e la "Temeliodomi", la maggior parte delle quali sono attive anche in altri paesi dei Balcani. Gli investimenti nel porto di Durazzo, effettuati dalle società petrolifere greche "Mamidoil", "Global Petroleum" ed "Evroil" sono tuttavia diventati motivo di un grave scandalo tra le due parti, dopo che il governo albanese ha annullato il contratto d'investimento in seguito a pressioni della Banca Mondiale, dopo che è venuto alla luce che il progetto è stato avviato senza l'assenso delle autorità portuali e unicamente con il supporto di membri del governo. Attualmente le aziende greche rivendicano una compensazione pari a 12 milioni di dollari.
ROMANIA: IL PIU' GRANDE MERCATO DEI BALCANI
Il maggiore mercato dei consumatori dei Balcani, la Romania, ha attratto dalla Grecia complessivamente 452 milioni di dollari, ovvero l'8,2% degli investimenti esteri totali greci, cifra che fa della Grecia il quinto investitore estero per dimensioni. In Romania operano quattro banche greche: la Banca del Pireo, la Alfa Credit Bank, la Egnatia (che ha acquisito la filiale romena della BNP Dresdnerbank nella primavera di quest'anno) e la Evrobank Ergosias, che ha acquistato la quota del 19% della Banca Postale locale, in precedenza posseduta dall'americana "General Electric Capital Corporation". La fetta di mercato delle banche greche sarebbe stata molto più grande se la Banca Agricola di Grecia non si fosse ritirata dall'affare per la Banca Agricola romena a causa del grosso rischio che l'affare comportava. Il grande mercato delle sigarette in Romania si è rivelato attraente per due delle maggiori società produttrici di tabacco della Grecia [la "Papastratos" e la "Leef Tobacco"]. [...] L'investitore più attivo nell'industria alimentare è la "Loulis International Foods", attiva già nell'intera penisola balcanica. La società possiede quote dei due maggiori stabilimenti di macinazione del grano, "Titan" e "Mopan". [...] Attualmente la società sta costruendo un nuovo complesso di macinazione a Bucarest, un investimento stimato come pari a 20 milioni di dollari. La stessa società ha acquistato il complesso di macinazione "Sofija Mel" nella capitale bulgara, che è il maggiore da essa posseduto finora e ha una capacità di 250 migliaia di tonnellate all'anno. [...]
JUGOSLAVIA: BUONE RELAZIONI, BUONI AFFARI
Prima dell'imposizione delle sanzioni internazionali la Jugoslavia era il maggiore partner commerciale della Grecia, un fatto che dà speranze alle grande aziende greche dopo il cambiamento della situazione politica nel paese. Per ora l'interesse fondamentale delle aziende greche è orientato verso il settore delle telecomunicazioni. Il maggiore investitore nel paese è la OTE che, nell'ambito di un consorzio con la "Telecom Italia" ha acquisito nel 1997 il 20% del capitale della "Telekom Srbija" per 353 milioni di dollari (la società italiana è diventata proprietaria di un'altra quota del 29%). Fino a questo momento la "OTE" ha investito circa 400 milioni di dollari in Jugoslavia, cifra che include anche l'acquisizione di una licenza di operatore GSM, ancora una volta insieme alla "Telecom Italia". In Montenegro, un consorzio di tre società greche detiene un pacchetto di maggioranza del 51% dell'operatore mobile "Pro Monte". La società ha 38.000 abbonati e copre l'80% del territorio della repubblica. Gli altri azionisti della "Pro Monte" sono l'operatore norvegese "Telenor", che possiede una quota del 40%, e lo stato, con il 9%. La "Pro Monte" ha avuto il monopolio del mercato dal 1996 fino alla metà del 2000, quando la "Telecom Montenegro" ha creato un proprio operatore GSM, denominato "Monet", per il quale sono stati reperiti finanziamenti dalla filiale croata della "Ericsson". Altri grandi investitori nel paese sono la "Delta" e la "Hellenic Bottling", la società di lotto greca "Intralot" e il gruppo metallurgico "Mitilineos". Insieme alla "OTE", tali aziende coprono il 90% degli investimenti greci in Serbia. "Mitilineos" è uno dei maggiori produttori e commercianti di metalli non ferrosi in Grecia. La società mantiene stretti rapporti con il complesso per la produzione di zinco "Trepca" in Kosovo e il complesso serbo per l'estrazione del rame "Bor", uno dei più grandi d'Europa. All'inizio del 1998, la società greca ha firmato sei contratti settennali con la "Bor" per un valore complessivo di un milione di dollari, che le danno il 40% della partecipazione nella modernizzazione degli stabilimenti e nelle forniture di impianti e di pezzi di ricambio. Oltre a ciò, Mitilineos possiede il complesso metallurgico romeno "Sometra" e il complesso per la produzione di zinco "Zletovo" in Macedonia.
BULGARIA: FINANZE, INDUSTRIA E MEDIA
[Riportiamo qui sotto per completezza la sintesi di un lungo articolo a parte, dedicato specificamente dallo stesso numero di "Kapital" all'espansione economica greca in Bulgaria e intitolato: "Il business greco in Bulgaria: dieci anni dopo"]
Nel 1989 le economie di Bulgaria e Grecia erano a livelli simili in termini di PIL e di ritmi di crescita. Dieci anni dopo la situazione è completamente diversa e il crollo dell'economia bulgara ha aperto ampi spazi agli imprenditori greci. Secondo le statistiche dell'Agenzia bulgara per gli investimenti esteri il totale degli investimenti greci ammontava nell'ottobre 2000 a 313 milioni di dollari, cifra che fa del paese il quarto investitore in Bulgaria dopo la Germania (470 milioni di dollari), il Belgio (412 milioni di dollari) e l'Italia (372 milioni di dollari). Va tuttavia tenuto presente che i dati ufficiali non includono gli investimenti greci giunti attraverso società off-shore di Cipro e Lussemburgo. Secondo un'indagine del ministero greco per l'economia, il motivo principale degli investimenti greci nei Balcani, e quindi anche in Bulgaria, è il basso costo della manodopera. Particolarmente attivo in Bulgaria è il fondo di investimento "Global Finance", che fornisce supporto ai progetti delle società greche nei Balcani. Il fondo, finanziato dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo e dall'International Financial Corporation e gestito dalla greca Evrobank, ha finora effettuato nei Balcani investimenti per più di 90 milioni di dollari, per la maggior parte in Bulgaria e Romania. Il maggiore investimento greco in Bulgaria è stato quello relativo all'acquisto nel luglio 1999 della "Obedinena Balgarska Banka", la seconda del paese in termini di attivi, da parte della Banca Nazionale della Grecia per un ammontare di 207 milioni di dollari. Tre anni fa banche greche avevano acquistato anche la Postenska Banka, la banca con il maggior numero di sportelli nel paese, e la International Commercial Bank. In Bulgaria sono inoltre direttamente presenti tre banche greche: la Banca Ionica, la Banca Popolare della Grecia e la Banca Nazionale della Grecia. Nel settembre del 2000 i capitali greci costituivano circa il 19% degli attivi complessivi del sistema bancario bulgaro. Gli investitori greci sono molto attivi anche nel campo dell'industria leggera, come indicano i casi della "Interbrew", che ha acquistato il maggiore produttore di birra del paese, la "Zagorka", e un'altra grande fabbrica di birra, quella della "Ariana". Tra gli altri settori a forte presenza greca vi sono quello alimentare ("Hellenic Bottling"), quello metallurgico ("Viohalko"), quello del cemento ("Titan Ciment") e quello tessile. In quest'ultimo, secondo dati dei sindacati bulgari, operano attualmente circa 300 medie aziende greche, mentre sono centinaia quelle medie e piccole che operano nel settore del commercio. Quest'anno si è avuta una forte intensificazione della presenza greca nel settore dei media bulgari. La greca "Antenna Group" ha infatti acquistato la stazione TV "Nota Televizija" (che ha vinto il concorso per il primo canale privato nazionale), la "Multimex I. D." e "Radio Express", a diffusione nazionale. Negli ultimi mesi la "Antenna Group" ha vinto anche i concorsi per la terza frequenza nazionale statale e per il secondo canale privato nazionale. Infine, nel settore delle telecomunicazioni è terminata senza successo la lunga saga della privatizzazione della BTK, la telecom di stato bulgara, per la quale l'unico candidato era la greca "OTE". Verrà tuttavia aperta fra breve una nuova procedura di privatizzazione, alla quale la "OTE" con ogni probabilità prenderà nuovamente parte.
(materiali a cura di Nikolaj Stajkov, Plamen Radkov, Teodora Vasileva e Viktorija Davidova; sintesi del brano relativo alla Bulgaria a cura di Andrea Ferrario)
| Data: 05-12-2000 | | Fonte: "Kapital" |
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