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Labus in Grecia ha proposto Dinkic come Premier
| Data: 17-09-2002 | | Fonte: "Blic News" |
| Autore: Marko R. Petrovic |
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N.E. BALCANI #577 - SERBIA/MONTENEGRO
17 settembre 2002
LABUS IN GRECIA HA PROPOSTO DINKIC COME PREMIER
di Marko R. Petrovic - ("Blic News", 11 settembre 2002)
Il premier serbo Zoran Djindjic ha dimostrato ancora una volta come tutto in questo mondo sia relativo, perfino un fatto come il sostegno dato a un candidato presidenziale. Non è passato nemmeno un mese dalla riunione della Presidenza della DOS, tenutasi il 17 agosto a Kragujevac e durante la quale Djindjic è stato l'unico a parlare con convinzione della vittoria di Miroljub Labus alle imminenti elezioni presidenziali, che già lo stesso premier parla della possibilità di un insuccesso delle elezioni. Non solo, aggiunge anche di "non essere particolarmente interessato" alle elezioni presidenziali, se non per il fatto che, qualora non dovessero terminare con un successo, sarebbe costretto a spiegare ai rappresentanti della comunità internazionale perché le cose sono andate così. Quello che ci si chiede è per quale motivo il premier serbo ha preso le distanze proprio dal candidato per cui aveva insistito così tanto presso tutti i leader della DOS affinché gli dessero il proprio sostegno.
Secondo informazioni di "Blic News" provenienti dalle fila della DOS, il capovolgimento totale della posizione di Zoran Djindjic si è verificato dopo la visita di Miroljub Labus in Grecia, svoltasi il 27 e 28 agosto scorso. In particolare, mentre si trovava in Grecia, secondo quanto afferma una fonte del nostro giornale che ha desiderato rimanere anonima, Labus ha presentato a più riprese ai suoi interlocutori greci il governatore della Banca Nazionale Jugoslava (NBJ), Mladjan Dinkic, che faceva anch'egli parte della delegazione, come futuro premier serbo.
Il candidato a presidente della Serbia (e attuale vicepresidente del governo federale) ha spiegato che dopo le elezioni presidenziali, nel caso in cui dovesse vincerle, si terrebbero presto in Serbia anche elezioni parlamentari e che egli, come presidente della Serbia, avrà in tale modo la possibilità di dare a Dinkic il mandato di formare un nuovo governo. Quando ha sentito tutto questo, Zoran Djindjic, secondo le fonti di "Blic News" ai vertici della DOS, si è letteralmente infuriato.
Predrag Markovic, presidente del Consiglio politico del G17 Plus, tuttavia, ha detto al nostro giornale che si tratta di "pura disinformazione e di stupidi pettegolezzi", mentre dall'ufficio del governatore della NBJ ci hanno fatto sapere che Dinkic aveva già fornito chiarimenti su tali voci in occasione di una conferenza stampa. "Non mi interessa il posto di premier e non so chi stia facendo circolare tali voci. Ho ancora molto lavoro da compiere alla NBJ, o comunque nella futura Banca Nazionale Serba, come per esempio il rimborso dei depositi in valuta estera, l'introduzione di milioni di carte bancomat in Serbia, gli stimoli ai crediti per l'acquisto di case", ha affermato il governatore Dinkic.
L'INTERESSE DI DJINDIC
Che comunque qualcosa stia covando dietro l'angolo lo ha confermato indirettamente, solo alcuni giorni dopo il suo ritorno dalla Grecia, lo stesso Dinkic, il quale in un'intervista alla rivista "Patriot" di Banja Luka, rilasciata il 2 settembre, si è preoccupato di spiegare come in Serbia siano inevitabili elezioni parlamentari anticipate, indipendentemente dall'esito delle elezioni per il presidente della Serbia. "Sono sicuro che dopo le elezioni presidenziali, indipendentemente dal loro esito, seguiranno molto presto elezioni parlamentari anticipate", ha detto Dinkic.
Tali previsioni, tuttavia, hanno evidentemente poco in comune con i piani di Zoran Djindjic che, in un'intervista all'agenzia Beta, ha detto di non sapere "sulla base di quale autorità Dinkic, Labus e Kostunica parlino di elezioni". "Esiste una chiara procedura per le elezioni anticipate. E' necessaria una maggioranza in parlamento o che in Serbia ci sia uno sciopero generale. Io per ora non vedo all'orizzonte nulla del genere", ha aggiunto Djindjic.
Commentando queste dichiarazioni del premier, Predrag Markovic del G17 Plus [l'organizzazione di cui fa parte Labus - N.d.T.] afferma che "ognuno è l'autore del proprio destino", aggiungendo di non dare molta importanza a tutte queste cose perché "sono molti quelli che rilasciano dichiarazioni irreali". "Proseguiamo per la nostra strada. Ci dirigiamo verso una vittoria al primo turno e per quanto riguarda le dichiarazioni del signor Djindjic, non fanno che riflettere una sua opinione", dice Markovic e aggiunge che Labus a Kragujevac ha ottenuto il sostegno di tutti i partiti che vogliono dare prova della loro serietà. All'osservazione che tra coloro che hanno dato la loro fiducia al rappresentante del G17 Plus c'era anche Djindjic, il presidente del Consiglio politico di tale organizzazione risponde di non sapere "quale fosse allora il suo interesse". "Non mi pongo nemmeno il problema di pensare se ha cominciato o meno a condurre una campagna antielettorale".
E' logico a questo punto domandarsi perché Djindjic ha compiuto un'ennesima svolta nella sua vita politica.
LA FIGURACCIA
Secondo l'opinione di Djordje Vukadinovic, direttore di "Nova srpska politicka misal", tutto questo può sembrare insolito, ma non a coloro che conoscono meglio il modo di agire politico di Djindjic. Fin dall'inizio della competizione presidenziale, in particolare, era chiaro che per Djindjic era molto più portante che non la vincesse Kostunica, di quanto non lo fosse l'obiettivo di portare al trono Miroljub Labus o qualcun altro che avesse il sostegno della DOS. Esistono due possibilità per impedire a Kostunica di ottenere una vittoria: che le elezioni vengano invalidate perché si è recato al voto meno del 50% degli elettori registrati, oppure che le elezioni vedano Labus come vincitore.
Né l'una né l'altra possibilità, tuttavia, sono facilmente realizzabili. All'inizio sembrava che la variante più reale fosse quella di fare tutto per ottenere una vittoria di Labus, ma nel frattempo Djindjic, evidentemente, ha cambiato idea.
Un insuccesso delle elezioni presidenziali di settembre porterebbe, in particolare, a una ripetizione del voto in dicembre, ma questa volta, con ogni probabilità, con altri candidati. Kostunica e Labus, dopo una tale figuraccia, potrebbero anche ricandidarsi alla nuova tornata, ma con posizioni di partenza decisamente più deboli. Ciò darebbe a Djindjic la possibilità di fare passare come proprio candidato alle nuove elezioni una terza figura che avrebbe maggiori possibilità di ottenere una vittoria, perché il suo concorrente più forte a quel punto sarebbe probabilmente il radicale Vojislav Seselj, che difficilmente riuscirebbe a ottenere la fiducia di più del 50% degli elettori della Serbia.
Djindjic, a giudicare da tutto, ha deciso di mettere in atto una campagna contro le elezioni con l'obiettivo di fare fallire il voto per scegliere il successore di Milutinovic. Vukadinovic, tuttavia, non ritiene che il leader del DS uscirà apertamente in pubblico con una tale idea, e prevede invece che mediante "metodi sottili" egli farà tutto il possibile per creare tra gli elettori un'atmosfera tale da portarli a rinunciare a recarsi alle urne.
"Con le dichiarazioni rilasciate ai media e con tutto il parlare di come queste elezioni non siano affatto molto importanti, si può favorire tra l'opinione pubblica una disposizione contraria al voto. In una società come la nostra, già stanca di elezioni e politica, una tale campagna può trovare terreno fertile", ritiene Vukadinovic.
Tale campagna, a sua volta, non vedrà come principale protagonista Djindjic, che farà invece circolare i suoi messaggi attraverso persone che gli sono vicine e Vukadinovic ritiene che la "prima voce" in tutta questa storia potrebbe essere Vladan Batic, il ministro della giustizia serbo, nonché leader del Partito Democristiano Serbo. "Batic dice e fa quello che il premier pensa e desidera, e che per determinati motivi quest'ultimo non può fare", dice Vukadinovic.
BATIC IN PRIMA LINEA
Può essere visto in questo contesto anche l'annuncio di Batic secondo cui il suo partito nel corso di questa settimana deciderà se invitare o meno i cittadini a boicottare le elezioni presidenziali in Serbia [i democristiani hanno poi in effetti deciso la settimana scorsa di invitare i propri elettori a boicottare il voto - N.d.T.]
Da parte sua, il G17 Plus continua a invitare i cittadini a partecipare alle elezioni e lo stesso Labus non perde occasione per invitare tutti a recarsi alle urne e a votare, indipendentemente dal candidato che intendono scegliere. I motivi di questo atteggiamento probabilmente vanno cercati nel fatto che il G17 Plus, secondo le stime, ha il maggior numero di potenziali elettori proprio tra coloro che normalmente si astengono o sono indecisi. La domanda, tuttavia, è quanto convenga loro mettere in atto una mossa che, alla fine, potrebbe rafforzare soprattutto Kostunica, visto che quest'ultimo continua a essere al primo posto in tutti i sondaggi, mentre le ultime indagini rilevano un calo della popolarità del G17 Plus e di Labus.
Il vicepresidente del governo federale, naturalmente, si riserva sempre la possibilità di ritirarsi dalla competizione elettorale, un'eventualità sulla quale sono circolate voci, smentite da Labus stesso. Si tratterebbe di una mossa che, tra le altre cose, avrebbe una ricaduta negativa sulla sua immagine e sul suo rating. L'alternativa, dunque, è che Labus porti avanti la strada intrapresa, anche se è cosciente di avere poche possiblità di vittoria. Non è tuttavia impossibile pensare che, dietro suggerimento di alcuni uomini della sua cerchia, egli cercherà la propria chance dopo le elezioni, siglando con Vojislav Kostunica, ormai diventato presidente della Serbia, un accordo in base al quale dopo elezioni parlamentari anticipate il mandato di formare un nuovo governo dovrebbe essere affidato direttamente a Labus stesso. Sia i leader del G17 Plus che Vojislav Kostunica sanno bene, infatti, che il leader del DSS non ha intorno a sé un team di persone in grado di affrontare con successo i compiti di un governo e, cosa forse ancora più importante, passerebbe molto tempo prima che il nuovo potere riesca a ottenere un sostegno significativo da parte della comunità internazionale, sempre che quest'ultima intenda darglielo. La domanda, tuttavia, è come trovare all'interno del G17 Plus il sostegno a una collaborazione con il DSS, e il problema maggiore di tutta questa storia è sicuramente quello di prevedere il comportamento di Mladjan Dinkic, che con le sue uscite pubbliche e con le aspre critiche dirette contro Kostunica taglia spesso tutti i ponti che potrebbero mettere in collegamento DSS e G17 Plus.
| Data: 17-09-2002 | | Fonte: "Blic News" |
| Autore: Marko R. Petrovic |
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