|
|
 |
"In attesa del nuovo governo montenegrino"
| Data: 03-06-2002 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: Veseljko Koprivica |
|
N.E. BALCANI #556 - SERBIA/MONTENEGRO
3 giugno 2002
IN ATTESA DEL NUOVO GOVERNO MONTENEGRINO
di Veseljko Koprivica - ("Danas" [Belgrado], 1 giugno 2002)
**Assegnando il mandato per formare il nuovo governo a Filip Vujanovic, premier uscente, Milo Djukanovic ha dimostrato ancora una volta la propria supremazia politica, ha cominciato a prepararsi per le fasi conclusive di messa a punto della nuova unione serbo-montenegrina e probabilmente ha aperto la strada alla possibilità di tenere contemporaneamente le elezioni parlamentari e quelle presidenziali**
L'erede del premier montenegrino Filip Vujanovic, dimessosi la settimana scorsa, è... Filip Vujanovic. Così ha deciso il presidente del Montenegro, Milo Djukanovic, sorprendendo la maggior parte dei partiti in parlamento - l'Alleanza Liberale (LSCG), il Partito Socialdemocratico (SDP) e i partiti della Coalizione per la Jugoslavia guidata dal SNP, con i voti dei quali è stata tolta la fiducia a Vujanovic e al suo governo. Sicuramente Djukanovic in tal modo ha dato ai suoi oppositori politici una dimostrazione del proprio potere, ma allo stesso tempo ha anche tenuto un discorso di fronte al suo partito affermando che il DPS non cederà il posto di premier. E, cosa per lui ancora più importante, ha dimostrato ancora una volta di avere ben saldo nelle mani il proprio destino. Tra non più di una decina di giorni si saprà se Vujanovic, che è già stato insignito dell'epiteto di "premier intoccabile", stabilirà un record difficile da battere: essere stato per ben quattro volte in cinque anni alla guida del team responsabile della politica interna ed estera del paese! A giudicare dalle accese reazioni della maggior parte dei partiti parlamentari, Djukanovic dovrà trovare un altro candidato per tale lavoro. Ma non è nemmeno impossibile che egli riesca a fare passare Vujanovic con il sostegno del Partito Socialdemocratico e del Partito Popolare (NS). Il particolare più interessante è che in tutte due le varianti Djukanovic avrà buone possibilità di non risultare perdente.
IL POSSIBILE SOSTEGNO
Vujanovic potrà ottenere il sostegno della maggioranza dei deputati solo se il DPS di Djukanovic deciderà di orientarsi nuovamente verso i socialdemocratici, cosa che è del tutto sicura, e verso il Partito Popolare, cosa che non è da escludersi. Naturalmente dovrà fare dei controfavori, sotto forma di assegnazione di incarichi. I popolari hanno subito una debacle in occasione delle ultime elezioni locali e quindi quella che ora si presenta loro è una buona possibilità di rafforzare le proprie posizioni sulla scena politica montenegrina. Se tale combinazione riuscirà, Djukanovic sarà in grado di conseguire diversi obiettivi. Metterà fuori gioco i liberali e le condizioni che questi ultimi pongono per entrare nel governo, condizioni che Djukanovic, come ha ammesso personalmente, interpreta come una minaccia. Visto attraverso dalla prospettiva del DPS, il partito di Djukanovic ha motivi molto consistenti per lasciare i liberali fuori dalle porte del governo. Questi ultimi hanno avvertito che la loro partecipazione al governo comporterà una limitazione dei poteri del DPS e una cancellazione del suo monopolio che dura da anni. E quando mai è successo da queste parti che il partito più forte si lasci privare dei propri poteri a favore di un altro partito, molto più debole? Con una tale combinazione Djukanovic darebbe vita a un esecutivo stabile composto da partiti che hanno un invidiabile curriculum di collaborazione passata a livello governativo e, cosa che per lui è ancora più essenziale, da partiti dalla lealtà provata nei confronti del DPS, nonostante sia i popolari che i socialdemocratici abbiano abbandonato l'esecutivo di Vujanovic. Inoltre, si assicurerà una maggioranza parlamentare e avvierà la comunità statale serbo-montenegrina come variante molto più sicura del progetto pieno di incognite di un Montenegro indipendente. D'altronde, in tal modo soddisferebbe anche le richieste dell'Unione Europea, che alcuni giorni fa lo ha ammonito di essere delusa da lui, dopo il voto nel parlamento montenegrino sull'accordo di Belgrado. E con l'instaurazione di buoni rapporti con Belgrado potrà probabilmente contare anche sulla difesa da parte dei potenti d'Europa di fronte alle eventuali spiacevoli conseguenze della riapertura dello scandalo sul coinvolgimento nel contrabbando internazionale di sigarette. Il quotidiano di Podgorica "Dan" [controllato dal SNP all'opposizione - N.d.T.] afferma che il pubblico procuratore italiano ha avviato un'indagine contro Djukanovic in seguito al fatto che quest'ultimo ha scelto per il nuovo mandato Vujanovic invece di Svetozar Marovic, per il quale spingeva l'Unione Europea.
IL SOSTEGNO DELL'EUROPA AI POPOLARI
Secondo informazioni del settimanale montenegrino "Monitor", l'Unione Europea vedrebbe di buon occhio dei rappresentanti dell'alleanza filojugoslava, e in particolare i Popolari, nel nuovo governo. "In tal modo diminuirebbero le tensioni con Belgrado e con l'interpretazione sovranista dell'accordo di Belgrado da parte dell'attuale maggioranza parlamentare - DPS, LSCG, SDP", afferma una fonte di "Monitor" da Bruxelles. Tale fonte ritiene che con i Popolari il processo di messa in atto del documento di Solana si svolgerebbe in maniera molto più indolore e sarebbe anche più facile eliminare l'ostruzione del SNP nel parlamento federale. C'è un'altra combinazione che è anch'essa propizia a Djukanovic. Se il suo prescelto Vujanovic, oppure il successivo mandatario, non riusciranno a essere approvati dal parlamento entro i termini previsti dalla legge, dovranno essere indette elezioni parlamentari anticipate. Non è escluso che Djukanovic abbia proposto intenzionalmente proprio Vujanovic affinché egli venga respinto dalla maggioranza dei deputati. In tale caso si protrarrà la formazione del governo, con il risultato che Djukanovic guadagnerà tempo creando così di propria iniziativa una nuova crisi politica che gli consentirà di indire per l'autunno contemporaneamente le elezioni parlamentari anticipate e quelle presidenziali già previste. Secondo le analisi di alcuni esperti di politica si tratterebbe, come già una volta si è dimostrato nei fatti, di una combinazione che andrebbe anch'essa a favore di Djukanovic. Da questo punto di vista, infondono ottimismo anche i risultati delle recenti elezioni locali. Slavko Perovic, deputato dell'Alleanza Liberale, ritiene che Djukanovic abbia effettivamente candidato Vujanovic per riuscire a indire contemporaneamente le elezioni presidenziali e quelle parlamentari anticipate.
NUMEROSE VARIANTI
Anche all'interno della Coalizione per la Jugoslavia ritengono che tale mossa di Djukanovic porti a elezioni parlamentari e presidenziali in contemporanea. I deputati del Partito Socialista Popolare (SNP), del Partito Serbo Popolare (SNS) e del Partito Popolare hanno firmato mercoledì una richiesta di scioglimento del parlamento e hanno invitato l'Alleanza Liberale a sostenerli in modo tale che vengano automaticamente indette elezioni parlamentari anticipate, impedendo in tal modo che esse coincidano con quelle presidenziali, come invece, con ogni evidenza, desidera Djukanovic. Non si sa ancora se i Liberali accetteranno questa richiesta, ma tutta questa ginnastica dell'opposizione può stare a indicare anche un ondeggiamento della scena politica in assenza di una strategia chiara, in attesa semplicemente di vedere quali saranno le nuove mosse del DPS. Da quest'ultimo per ora giungono solo le offerte rivolte da Vujanovic ai liberali di entrare nel governo, ponendosi così al di sopra dei rapporti personali con lui e con Djukanovic. Se non lo faranno, ha annunciato Vujanovic, ci saranno trattative con coloro "che fanno anch'essi parte del parlamento". Pertanto, sono in gioco numerose varianti, sia dall'una che dall'altra parte.
| Data: 03-06-2002 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: Veseljko Koprivica |
|
|
 |

|
 |
 |
Copyright © 1997-2005 Notizie Est. Tutti i diritti riservati
|