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"L'UCK conquista tutti i partiti albanesi"
| Data: 15-06-2002 | | Fonte: "Utrinski Vesnik" |
| Autore: Sonja Kramarska |
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N.E. BALCANI #567 - MACEDONIA
15 giugno 2002
L'UCK CONQUISTA TUTTI I PARTITI ALBANESI
di Sonja Kramarska - ("Utrinski Vesnik" [Skopje], 12 giugno 2002)
Il blocco politico albanese in Macedonia si trova di fronte a una radicale ristrutturazione, nella quale l'ultima parola spetta all'ormai disciolto UCK. I comandanti di quest'ultimo stanno entrando per la porta principale nel PDSH e nel PPD, dopo che Ali Ahmeti ha creato il nuovo partito PDI (Unione Democratica per l'Integrazione). E' diventata ormai una questione di prestigio, per i leader di Tetovo, riuscire ad accogliere nel proprio partito il maggiore numero possibile di comandanti e altri membri di primo piano dell'ex organizzazione terroristica. La necessità di identificarsi con l'UCK viene esibita massicciamente in questo periodo preelettorale. Gli uomini con i quali l'anno scorso, in questi stessi giorni, tutti i politici che tenevano alla propria carriera rifiutavano ogni possibilità di collaborazione, oggi diventano membri di primo piano dei partiti albanesi. I tre maggiori partiti degli albanesi lotteranno insieme a loro per guadagnarsi i voti degli elettori delle regioni occidentali. I "vecchi" membri del PDSH e del PPD definiscono questi processi come il ritorno di ex membri nella loro culla politica. Molti di questi uomini in passato facevano parte di tali partiti, ma è bastato un cenno di Ahmeti perché si mettessero il fucile in spalla dirigendosi verso le montagne. Con ogni probabilità in numerosi casi si è trattato di questo. Ma parte di questi uomini, invece, sono sicuramente ex membri dell'UCK che cercano di entrare in politica per la prima volta. Purtroppo, per la dignità e le prospettive di questo paese, hanno anche buone possibilità di avere successo. Sono queste le previsioni dell'ex comandante Leka, alias Daut Rexhepi, che è diventato direttamente il presidente della sezione di Tetovo del PDSH, e di Ruzhdi Matoshi, che dall'altroieri è segretario generale del PDS, nonché di Sheval Etemi, noto come comandante Valoni, che da oggi è segretario della sezione di Tetovo dello stesso partito. Tra i nuovi nomi che sono entrati a fare parte dei più alti vertici del partito di Arben Xhaferi si trova quello di un altro ex comandante dell'UCK, Fejzula Shabani, che è stato scelto per ricoprire una delle poltrone di vicepresidente al posto di Zudi Xhemaili.
Dopo tali sensazionali trasferimenti, gli esperti ritengono che anche l'ex leader moderato di Tetovo, Abdurrahman Aliti, si senta bruciare la brace sotto i piedi. Ora è del tutto chiaro che il nazionalismo continuerà a essere un'efficace arma retorica preelettorale. Il PPD cercherà di entrare anch'esso in questo gioco, attirando nelle proprie fila il comandante Shpati, il cui nome "civile" è Izair Samiu, e il comandante Hoxha, alias Xhezair Shakiri. Tutto questo è sufficiente a porre fine alla politica moderata per la quale erano diventati noti Aliti e i suoi sostenitori, che ora attendono in fila di potersi inchinare di fronte agli ex terroristi. I deputati Rizvan Sulejmani e Azis Polozhani, secondo tutte le previsioni, non saranno gli ultimi a unirsi ad Ahmeti [Polozhani, eminenza grigia e, si dice, affaristica del PPD ha abbandonato il suo partito per entrare a fare parte del PDI di Ahmeti - N.d.T.]. Lo slancio che in questi giorni sta vivendo il nuovo partito di Ali Ahmeti è un'ulteriore conferma del fatto che il PPD, anche senza contare le minacce dell'espulso Muhamed Halili, si troverà presto ad affrontare giorni tempestosi di ristrutturamento interno.
Quello che attualmente preoccupa di più gli osservatori delle vicende balcaniche per quanto riguarda il contesto dello sviluppo della situazione in Macedonia è il pericolo che i ristrutturamenti interni al blocco albanese possano incontrare eventualmente una forte reazione da parte macedone. Il fatto che tali tendenze siano in atto proprio nel periodo appena prima dello svolgimento delle elezioni per il nuovo parlamento e per il nuovo governo, insieme al sempre crecente nazionalismo della destra macedone, con il quale quest'ultima cerca di mantenere il potere, hanno fatto scattare il segnale d'allarme. Georgievski ora dovrà scegliere. O darà via libera a tutto il macchinario della propria retorica, oppure dovrà subire tutte le critiche che gli verranno indirizzate perché tiene i piedi in due scarpe. Il suo partner Xhaferi ha fatto capire che nei prossimi mesi si concentrerà sulla lotta per il primato all'interno del blocco albanese, e non per cercare di rinsaldare la coalizione con la VMRO-DPMNE. Tale coalizione non gli sarà di alcun aiuto se Ahmeti lo batterà alle elezioni. Anche Crvenkovski si trova in una situazione molto interessante. Dopo le sue dichiarazioni secondo cui non formerà un governo con Ali Ahmeti, sta perdendo lentamente tutti i potenziali alleati nel blocco albanese. Il motivo è chiaro. Ali Ahmeti, o meglio il suo UCK, sta tessendo lentamente una rete in tutti i partiti albanesi. Con una tale "rinnovata" struttura di partito, sia nel PDSH che nel PPD, non farà davvero più differenza stringere una coalizione con Ali Ahmeti e il suo PDI, o con il comandante Matoshi del PDSH, oppure ancora con il comandante Shpati nel PPD. Tanto più che durante la guerra Ahmeti si è limitato a sedere nel quartier generale e a trattare con le parti del conflitto, mentre la vera e propria guerra a livello tecnico e operativo, o meglio, per parlare chiaro, le uccisioni, si sono svolte sotto la regia dei comandanti.
L'anno scorso, quando ancora echeggiavano le battaglie, "Utrinski Vesnik" aveva espresso l'opinione che Ahmeti non sparava solo contro le forze di sicurezza macedoni e che le sue armi miravano anche contro i leader del PDSH e del PPD, rispettivamente Xhaferi e Imeri. Questa valutazione ora è stata confermata. I leader dei due principali partiti albanesi hanno spalancato la porta all'ex UCK per non scomparire essi stessi dalla scena politica. Xhaferi ha commentato tutto questo di fronte ai suoi collaboratori con le seguenti parole: "Voglio dirvi una cosa che vi sorprenderà - noi in passato abbiamo avuto il ruolo di promotori di una forza radicale che spingeva i processi in una direzione radicale, ma ora, con la formazione del nuovo partito, ci trasformiamo in un partito politico modernizzato. Ma, come ha detto sempre lo stesso Xhaferi, "a giudicare da i primi passi che sta compiendo il nuovo partito [di Ahmeti] sarà quest'ultimo a prendere una tale posizione". "Che lo vogliamo o meno, non ci rimane altro che continuare con una politica radicale", ha constatato Xhaferi, aprendo un nuovo capitolo nei rapporti tra macedoni e albanesi.
| Data: 15-06-2002 | | Fonte: "Utrinski Vesnik" |
| Autore: Sonja Kramarska |
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