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Alcune domande sullo stato di emergenza

Data: 28-03-2003 Fonte: "Nova Srpska Politicka Misao"
Autore: Milorad Vesic

N.E. BALCANI #648 - SERBIA-MONTENEGRO
28 marzo 2003


ALCUNE DOMANDE SULLO STATO DI EMERGENZA
di Milorad Vesic - ("Nova Srpska Politicka Misao" [Belgrado], http://www.nspm.org.yu)

Perché solo oggi i criminali vengono chiamati con il loro nome, dopo avere agito indisturbati fino a ieri? Perché vengono chiusi i giornali? Perché uomini compromessi stanno tornando a galla in questi giorni? Tante domande "senza risposta" sullo stato di emergenza in Serbia


[L'autore del secondo articolo critico nei confronti dello stato di emergenza che riprendiamo da "Nova Srpska Politicka Misao" è un giornalista di TV B92, che in passato ha lavorato per il settimanale "Reporter" di Banja Luka]

E' doloroso il fatto che la Serbia abbia dovuto perdere il presidente del proprio governo, per poi vedere lo stesso governo emettere nel giro di alcune ore un comunicato nel quale, più o meno, si riassume tutto quello che i media serbi negli ultimi due anni e mezzo avevan pubblicato riguardo al tema della criminalità. Ed è triste che solo due giorni dopo il funerale più affollato degli ultimi venti anni, un certo signore, che deve rispondere alle convocazioni del tribunale per i festini organizzati nei night club, insieme a un suo amico, proprietario di un centro commerciale a Zemun, vengano chiamati con i loro veri nomi [si allude, rispettivamente, a Milorad Lukovic-Legija e a Dusan Spasojevic-Siptar - N.d.T.]. E' tragico anche che il fischio d'inizio per una Serbia senza criminalità sia venuto dallo sparo di un fucile automatico. Ma pur condividendo la tristezza per il fatto che un uomo sia stato ucciso da un vigliacco attentato, così come la soddisfazione per il fatto che alcuni personaggi finora intoccabili stiano ottenendo quello che si meritavano, e senza volere entrare nei dettagli sulla giustificabilità della proclamazione dello stato di emergenza, non posso non chiedermi:

Cosa ne sarà delle oltre 700 persone arrestate quando scadrà il termine di 30 giorni di detenzione? In che misura le loro deposizioni, se sono state rese senza la presenza di un avvocato, saranno una prova rilevante per il processo, quando lo stesso ministro degli interni Dusan Mihajlovic ammette che molti di coloro i quali hanno testimoniato spontaneamente riguardo a crimini, in un secondo tempo si sono rimangiati le proprie parole e hanno detto che la confessione è stata loro estorta?

Di che "6 ottobre" si tratta mai, se l'azione di lotta contro la criminalità organizzata viene guidata da un ex membro della JUL, il partito di Mira Markovic, e il più forte sostegno mediatico a tale iniziativa viene dato da un altro ex alto funzionario di tale partito, entrambi persone che hanno conservato le loro posizioni di prima del 5 ottobre?

Era necessario introdurre lo stato di emergenza per scoprire che l'enorme edificio di Dusan Spasojevic nella via Silerova a Zemun era stato costruito abusivamente? Oppure, come è stato ricordato più volte, la distruzione di edifici così grandi è troppo costosa e quindi alcuni di essi sono stati legalizzati, come la sede dell'emittente televisiva Pink, per esempio, per la quale è stato addirittura modificato il piano regolatore della capitale?

Come è possibile che a un uomo, registrato nei dossier della polizia come capo del clan mafioso di Surcin, una delle organizzazioni criminali più potenti del paese, sia consentito di occuparsi per due anni di uno degli affari più redditizi nel paese, quello dell'asfaltazione delle strade, quando la polizia dispone di informazioni secondo cui in tale modo egli ricicla capitali accumulati illegalmente? E davvero nel frattempo è scomparso il gruppo criminale di Surcin, quando nei registri della polizia sono citati i nomi di alcune altre persone di questa località, che non risultano essere tra gli arrestati di questi giorni?

Se davvero non esistevano prove sulle attività criminali di Milorad Lukovic-Legija, perché a nessuno è venuto in mente di chiedere a questo ormai ex colonnello delle JSO come aveva potuto costruire, con il suo stipendio di poliziotto, un'enorme casa nel quartiere di Filmski Grad, la Hollywood di Belgrado? O forse era impossibile perché non esisteva la Legge di verifica dell'origine delle proprietà, la cui approvazione era stata richiesta più volte senza successo?

Cosa ha impedito alla maggioranza parlamentare di votare, nei primi cento giorni di lavoro del governo (e non invece solo dopo due anni), una Legge sulla lotta contro la criminalità organizzata che desse mano libera alla polizia in maniera regolata come, per esempio, è avvenuto in Italia o negli USA? Se il problema era la mancanza di una maggioranza parlamentare a livello federale, perché non si è denunciato la cosa pubblicamente, al fine di esercitare pressione su tutti gli attori politici affinché approvassero quanto prima questa legge?

Cosa ci fa Vladimir Beba Popovic a un incontro tra i caporedattori e il governo della Serbia, se il defunto premier Djindjic già in ottobre aveva confermato la notizia secondo cui Popovic aveva abbandonato la posizione di capo dell'Ufficio per le Comunicazioni, per dedicarsi ad affari privati? Popovic allora aveva dato le dimissioni, oppure negli ultimi cinque mesi è stato in permesso retribuito? O forse si è occupato di affari privati, ma ha continuato a prendere uno stipendio dall'Ufficio, nel caso in cui i suoi servigi avessero dovuto tornare a essere utili? Se ha dato le dimissioni, chi lo ha nuovamente insediato in tale carica, ancora prima che venisse eletto un nuovo premier?

Lo stato di emergenza comporta che il ministro della cultura e dell'informazione può vietare qualsiasi media per il solo fatto che ha violato il decreto sulle misure di emergenza, senza che venga spiegato in quale modo ha violato tale decreto, comunque molto vago? E davvero il solo fatto che si tratti di un tabloid scandalistico impedisce ai combattenti per la libertà di stampa di porre la domanda del motivo per cui è stato vietato proprio il quotidiano "Nacional"?

E davvero è così difficile spiegare perché è stato vietato il settimanale "Identitet"? E' stato chiuso per le informazioni che ha reso pubbliche (tra le quali il fatto che il premier Djindjic era nel mirino di un killer) e che erano state già comunicate benevolmente ai rappresentanti dei media dal leader radicale Vojislav Seselj, oppure perché i dubbi esistenti già in precedenza sul fatto che dietro a questa testata vi fosse Milorad Lukovic-Legija e soldi accumulati con attività illegali, si sono dimostrati fondati?

E' possibile che i giornalisti siano colpevoli perché, come ha detto il vicepremier Zarko Korac, hanno pubblicato dichiarazioni degli avvocati di alcuni sospetti criminali? Questo vuole dire che bisogna mettere a tacere le posizioni della parte avversa, a meno che la parte avversa non sia il governo? I giornalisti sono colpevoli del fatto che a tutte le loro domande su singole persone ora ricercate, le autorità competenti hanno dato risposte evasive, quasi sempre "nell'interesse delle indagini"?

Il ministro dell'informazione Branislav Lecic, secondo cui i media negli ultimi due anni con i loro articoli contro il governo hanno contribuito a creare un'atmosfera di linciaggio, si è mai chiesto quanto i suoi colleghi di governo siano responsabili del fatto che ora li critichi la maggioranza dei media che li sostenevano ai tempi del regime di Slobodan Milosevic, mentre ottengono l'appoggio senza riserve proprio dei media che allora erano al servizio del regime di Milosevic?

E infine, l'emissione di tre incriminazioni contro altrettanti pensionati di Zajecar che hanno commentato in modo inadeguato l'uccisione del premier, significa che è stato reinstaurato il delitto di opinione? Vuol dire che viene vietato a tempo indefinito esprimere opinioni diverse da quelle desiderate, oppure la libertà di parola garantita dalla Costituzione ammette anche l'espressione di posizioni e valutazioni differenti, per quanto stupide e primitive esse siano?

21 marzo 2003

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Data: 28-03-2003 Fonte: "Nova Srpska Politicka Misao"
Autore: Milorad Vesic





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