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"Si mischiano le carte per nuove elezioni"

Data: 18-06-2001 Fonte: "Danas"
Autore: Jasmina Lukac

NOTIZIE EST #450 - SERBIA/MONTENEGRO
18 giugno 2001


SI MISCHIANO LE CARTE PER NUOVE ELEZIONI
di Jasmina Lukac - ("Danas", 16-17 giugno 2001)


Raramente i leader della DOS, senza eccezioni, si lasciano sfuggire l'occasione di dichiarare che tale coalizione è temporanea, che non vi è l'ambizione di farla durare per alcuni successivi mandati quadriennali e che è naturale che essa si dividerà in alcuni raggruppamenti in occasione delle prossime elezioni. Zoran Djindjic ha raccontato in un'intervista televisiva come nel mondo tutti si stupiscano di come egli possa essere a capo di un governo di coalizione composto da 18 membri e funzionante da più di sei mesi. La crisi di potere a livello federale, che trova origine nei disaccordi in atto da alcuni mesi tra la DOS e il suo partner montenegrino, il SNP, in relazione alla consegna di cittadini jugoslavi al tribunale dell'Aja per i crimini di guerra, si risolverà forse anche con l'indizione di elezioni anticipate. Gli osservatori, comunque, affermano che le elezioni non risolverebbero la sostanza del problema, vale a dire il modo in cui la Jugoslavia o la Serbia risponderanno alle pressioni internazionali per una collaborazione con il Tribunale e per consegnare l'ex presidente Slobodan Milosevic. Nella DOS, tuttavia, secondo tutte le fonti, esiste una forte correne che è a favore di nuove elezioni e cerca una nuova suddivisione del potere tra i numerosi partiti al governo. "Il DS di Djindjic, con il 12% dei consensi tra gli elettori, controlla l'80% delle risorse del paese, una cosa inaccettabile", afferma non ufficialmente l'alto funzionario di un partito membro della coalizione di governo. Fonti vicine al DS, tuttavia, affermano che il "piano strategico" di questo partito è quelo di rimanere al potere per i prossimi otto anni, ovvero per almeno due mandati. Quello che in ogni caso è sicuro, è che i leader della DOS continuano a fare calcoli rigurado a quale combinazione partitica potrebbe essere più conveniente per loro, preparandosi a una dissoluzione della coalizione.

TRE COMBINAZIONI
Per ora tra l'opinione pubblica corrono voci relative a tre diversi modi in cui si disgregherà la DOS. Secondo la prima ipotesi, resa pubblica da "Danas" un mese fa, è possibile che, con un appoggio internazionale, venga creato un partito democratico, formato dalle persone che lo avevano fondato dodici anni fa, vale a dire che si uniscano nuovamente i democratici di Djindjic, il DSS di Vojislav Kostunica e il DC di Dragoljub Micunovic. Secondo un'altra ipotesi, pubblicata due settimane fa da un tabloid di Belgrado, sono già in corso accordi preliminari di coalizione nella sede del DSS, tra quest'ultimo partito, il GSS di Goran Svilanovic, la DA di Nebojsa Covic e la ND di Dusan Mihajlovic. Secondo tale versione, le direzioni di DSS, GSS, DA e ND, sulla base di indagini di opinione condotte appositamente per tali partiti, sono giunte alla conclusione di essere le forze politiche con il migliore rating o con la migliore crescita nel periodo dopo la caduta del regime di Milosevic. A quanto pare, secondo questa inchiesta, una tale coalizione avrebbe un sostegno degli elettori in grado di garantirle di vincere qualsiasi prossima elezione. Inoltre il tabloid afferma che Covic, in questa variante, sarebbe candidato a essere il nuovo premier della Serbia. La terza ipotesi era all'ordine del giorno nei mesi successivi alla caduta di Milosevic e parlava di una futura polarizzazione della DOS intorno ai blocchi rispettivamente di Djindjic e di Kostunica, sulla base di analogie programmatiche. A fianco del DSS si sarebbero schierati, quindi, alcuni partiti di destra come il DHSS e Nova Srbija, mentre con il DS si sarebbero schierati i partiti di orientamento socialdemocratico. Poiché nella vita politica della Serbia le alleanze sono una realtà molto mutevole, e il potere non è disposto a parlare apertamente e con precisione delle divisioni tra le sue fila, abbiamo chiesto a Laslo Sekelj, sociologo dell'Istituto per gli Studi Europei di Belgrado, di valutare quale sia lo stato più verosimile dei raggruppamenti all'interno della DOS.

LE COALIZIONI PIU' PROBABILI
"Si tratta esclusivamente di ipotesi ed è come tali che bisogna considerarle. La prima variante che parla di un DS forte non sta in piedi, perché non vi è nulla che possa confermarla. La cosa più realistica è che tali ipotesi abbiano come base consigli provenienti dall'estero secondo cui la DOS dovrebbe diventare un saldo partito democratico. Quindi, in questo caso si può parlare soprattutto dei desideri delle ambasciate straniere. Nella seconda versione, che parla di un raggruppamento tra DSS, GSS, ND e DA, vi sono alcuni fatti che vanno a suo sostegno. In particolare, dietro le quinte della vita politica, sono proprio da questi partiti che provengono le critiche nei confronti del premier Djindjic, e questo non tanto in relazione alle sue dichiarazioni, quanto piuttosto alle sue mosse.

"Tuttavia, bisogna tenere presente che dall'esistenza di critiche nei confronti del premier non consegue automaticamente la conclusione che questi partiti formeranno sicuramente una coalizione. Naturalmente, con la risoluzione del problema della Serbia meridionale, e sembra che tale crisi sia stata risolta con successo, Covic ha dimostrato di essere in pratica il migliore politico pragmatico all'interno della DOS. Quando ha accettato di prendersi carico di tale crisi, correva voce che Djindjic gli avesse passato una "patata bollente" in grado di distruggerlo politicamente. Inoltre, Covic è effettivamente stato alla guida di un'azienda privta, a differenza di Djindjic che ha solo teorizzato su tale argomento, e ha dato prova con ciò delle sue capacità di manager. Vi è da attendersi che Covic avrà ambizioni di diventare presidente del governo", afferma Sekelj. Commentando la terza possibilità, quella del raggruppamento dei partiti della DOS secondo le analogie di programma, il nostro interlocutore afferma che "tutti i partiti della coalizione di governo hanno programmi che sono allo stesso tempo analoghi e differenti". "Tali partiti in realtà non hanno nuovi programmi, come è evidente per esempio nel caso del DHSS, che si è originato dal DSS. Il programma del DSS manca di profilo. Semplicemente appoggia Kostunica, che è l'icona sia di tale partito che dell'intera DOS. Nemmeno il DS ha un programma chiaro, poiché l'affermazione secondo cui si tratterebbe di un partito socialdemocratico non trova nessun fondamento", spiega Sekelj. Egli osserva inoltre che "vista dal fuori, la DOS funziona come un insieme compatto" e che le storie di mancanza di unità e di litigi all'interno della coalizione di governo non trovano riflesso in dispute di grosse dimensioni. "All'interno della DOS si è giunti a dissensi soprattutto in relazione a singole mosse, e non a elementi programmatici. Al termine di queste dispute doveva, o comunque è successo esattamente questo, comparire Kostunica nelle vesti di 'grande padre' che avrebber risolto le divergenze. Nella realtà, tutti i partiti della DOS sostengono pubblicamente quello che fa, per esempio, il governo della Serbia. Questo vuole dire che Kostunica sostiene quanto fa Djindjic, indipendentemente dal fatto che le liste che hanno vinto le elezioni nella repubblica portassero il nome proprio di Kostunica. In tale modo il presidente jugoslavo accetta la responsabilità politica per quello che fa il premier della Serbia. Finora egli non ha detto pubblicamente di non essere d'accordo con i passi intrapresi da Djindjic. La politica della DOS può essere descritta come una politica che ha conservato il sistema del vecchio regime e ha cambiato le persone che ne fanno parte, contemporaneamente a un pronunciamento verbale a favore delle riforme", afferma il sociologo Sekelj.

UN GOVERNO SENZA OPPOSIZIONE
Secondo la sua interpretazione, uno dei maggiori ostacoli alle riforme è l'inesistenza di un controllo parlamentare nei confronti di entrambi i governi [quello della federazione e quello serbo - N.d.T.], ovvero l'inesistenza di un'opposizione. In un paese economicamente e politicamente stabile il governo non può funzionare a vantaggio dei cittadini in assenza di un'opposizione, ricorda il nostro interlocutore, esprimendo la speranza che in occasione delle prossime elezioni, indipendentemente da quando si terranno, si stacchi dalla DOS un raggruppamento di opposizione democratico. Se si entra nei dettagli, diventa evidente che nella DOS si sono "compiute tutte le condizioni" per un disgregamento, vale a dire che teoricamente quest'ultimo si può verificare in ogni momento e per qualsiasi motivo. Il momento della svolta si è verificato due mesi e mezzo fa, quando Cedomir Jovanovic, funzionario del DS, e Zoran Sami, alto esponente del DSS, hanno annunciato la stesura di un protocollo per il funzionamento della coalizione. Il protocollo non è mai stato redatto e da quel momento si è verificata tutta una serie di notevoli incidenti, a cominciare dal fatto che i deputati del DSS nel parlamento della Serbia a volte si astengono dal votare per le proposte comuni della DOS, fino al fatto che tale partito si sia presentato autonomamente a elezioni locali supplementari in alcune località della Serbia, o alla più recente crisi nei rapporti tra la DOS e il SNP montenegrino. Un settimanale di Belgrado ha pubblicato questa settimana affermazioni di fonti montenegrine, secondo cui Kostunica avrebbe convinto in questi ultimi mesi il SNP a non accettare la legge federale sulla collaborazione con l'Aia, per poi, a quanto si dice, piantare in asso i socialisti. Fonti del SNP raccolte dal settimanale affermano che Kostunica e Djindjic "si spostano ciascuno dietro le rispettive spalle il SNP". Le schermaglie attraverso gli organi di stampa, dunque, sono sufficientemente vociferanti da annunciare una vera e propria esplosione della coalizione di governo. E infine, nemmeno la quarta possibilità, che non abbiamo riportato in questo testo, secondo cui qualcuno della DOS farebbe un accordo con i socialisti all'opposizione, è da escludersi, soprattutto se si tiene presente come i funzionari del SPS facciano sempre attenzione a non criticare il presidente jugoslavo.


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Data: 18-06-2001 Fonte: "Danas"
Autore: Jasmina Lukac





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