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L'estrema destra avrà nuova legittimità
| Data: 02-12-2003 | | Fonte: "Feral Tribune" |
| Autore: Srdjan Vrcan, Hrvoje Prnjak |
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N.E. BALCANI #727 - CROAZIA
2 dicembre 2003
L'ESTREMA DESTRA AVRA' NUOVA LEGITTIMITA'
intervista a Srdjan Vrcan, a cura di Hrvoje Prnjak - ("Feral Tribune" [Spalato], 28 novembre 2003)
Un sociologo croato analizza le conseguenze delle elezioni in Croazia, segnalando i pericoli del ruolo che l'estrema destra potrebbe avere sulla scena del paese
"Ci sarà una presenza dell'estremismo di destra, così come d'altronde c'è stata in tutti questi anni. La differenza sta nel fatto che ora essa riceverà maggiore legittimità come fenomeno socialmente normale. Si tratta purtroppo di un elemento costituente della realtà politica croata. Assisteremo anche a un ritorno dei valori tradizionali, a una legittimazione delle tendenze xenofobe, al riproponimento delle tesi sulla Croazia "scudo della cristianità". Sanader e la sua equipe non ci possono fare uscire dall'attuale crisi politica e ne provocheranno invece un inasprirsi, portando in superficie i conflitti latenti."
D: Tenendo conto dei sondaggi preelettorali e delle proiezioni che avevano fatto i partiti, è rimasto sorpreso dai risultati elettorali definitivi e dall'avvicendamento al governo?
R: Non sono rimasto sorpreso dal risultato delle elezioni, e questo per svariati motivi. Tutti i sondaggi indicavano un trend di aumento dei favori elettorali della HDZ e un decremento di coloro che intendevano votare per la SDP e i partiti della coalizione di governo che ha guidato il paese fino a oggi. Inoltre, il rivolgimento politico è stato preannunciato dal fatto che la coalizione - e soprattutto la SDP e il suo capo Ivica Racan - non ha dimostrato l'intenzione di trasformare la forte sconfitta elettorale subita dalla HDZ quattro anni in una pesante sconfitta della politica che la HDZ aveva messo in atto. La coalizione ha percorso una strada che ha assicurato alla HDZ la posizione di fattore in grado di aiutare la società croata a uscire dalla crisi e quindi non è riuscita a fare individuare nella HDZ il fattore che invece genera crisi. Il comportamento durante la campagna elettorale ne è un'indicazione: la SDP si è comportata come se la vittoria avesse dovuto venire da sola. Basta ricordare, per esempio, l'ultimo appello rivolto dal Racan agli elettori attraverso la televisione di stato (HTV): conteneva più scuse che inviti a condurre la battaglia finale nella competizione elettorale.
D: In quale misura, secondo lei, il modo in cui i singoli partiti hanno condotto la campagna elettorale ha influito sul risultato finale delle elezioni?
R: Non posso in alcun modo essere d'accordo con il commento di Vesna Pusic, la quale ha detto che la coalizione ha messo in atto una politica davvero buona, ma non ha saputo presentarla nel modo migliore. I motivi più profondi dei risultati finali non sono in alcun modo dovuti a come la campagna è stata condotta. Ciò risulta evidente se confrontiamo gli attuali risultati con quelli del 2000. Allora la SDP, insieme ai suoi partner, aveva ottenuto una vittoria in ben 9 distretti elettorali su un totale di 11. Oggi è la HDZ ad avere conseguito la vittoria in 9 distretti elettorali, e i cambiamenti d'umore del corpo elettorale vanno per la maggior parte a svantaggio della SDP. Basta prendere l'esempio dei primi due distretti elettorali, dove la coalizione SDP e HSLS - e, per inciso, queste elezioni hanno definitivamente ridotto la HSLS a una forza politica di secondo piano - aveva ottenuto alle penultime elezioni 141.435 voti, pari al 55,06%. In queste ultime elezioni i due partiti hanno ottenuto 73.488 voti, pari al 29%, e quindi il loro corpo elettorale si è ridotto della metà. Ciò è avvenuto anche a livello nazionale, dove la lista della SDP e della HSLS aveva ottenuto 1.200.000 voti, mentre oggi la SDP ha ottenuto solo 680.000 voti... Quindi, non si può in alcun modo parlare di un risultato dovuto a una cattiva campagna elettorale, ma di un risultato che è l'esito del fallimento di una politica durata lunghi anni. In generale, queste elezioni dimostrano che la Croazia si è inserita in un trend più ampio, nel senso che il voto non è più una questione di opzioni diverse tra programmi politici elettorali alternativi, cioè di una vera alternativa, e si riduce invece a una questione di cosiddetta alternanza, vale a dire di un cambiamento di governo. Cambiano, cioè, i portatori del potere, insieme agli elementi secondari, i più folcloristici.
D: Il pronunciamento degli elettori è stato anche questa volta determinato dall'insoddisfazione per gli errori del precedente governo, oppure lei ritiene che si sia votato sulla base delle differenze nei programmi, sebbene sia difficile trovare delle differenze ideologiche tra i diversi partiti, che gli elettori considerano sempre più come semplici gruppi d'interesse?
R: I programmi politici e le idee sono sempre meno importanti nelle elezioni, perché i partiti effettivamente funzionano sempre più come raggruppamenti clientelistici, che non mirano a raccogliere intorno a sé dei brain trust, bensì dei tecnocrati e degli esperti di marketing. Si tratta di un trend diffuso, d'altronde, così come nel caso del rafforzamento della destra, un fenomeno a cui si assiste in tutto il mondo e al quale la Croazia con queste elezioni non ha fatto altro che conformarsi.
D: Questi risultati comportano una definitiva svolta a destra della Croazia e, se sì, come si manifesterà tutto questo nella vita politica di ogni giorno?
R: Per rispondere a questa domanda è importante osservare quanto segue: nello stesso modo in cui nel 2000 il corpo elettorale era orientato più a sinistra di quanto non lo fosse la politica ufficiale della SDP oggi, mi sembra, il corpo elettorale è più a destra dei vertici della HDZ. Allo stato attuale non è possibile prevedere come Sanader uscirà da questo divario tra quanto viene promesso e le reali attese degli elettori. In ogni caso è chiaro che anche questa volta non si è trattato di una scelta tra programmi diversi, bensì di una rivincita per la sconfitta subita durante le scorse elezioni. Ora bisognerà stare a vedere che forma assumerà tale rivincita nella prassi, ma vedremo comunque molto presto che il revanscismo si farà sentire in alcune determinate sfere della vita pubblica, soprattutto nei media, attraverso i quali capiremo più rapidamente se si tratta di una rivincita di natura puramente elettorale, oppure di un revanscismo nei confronti dell'orientamento politico generale che è prevalso fino a oggi.
D: Il clima sociale probabilmente cambierà, anche se bisogna vedere quanto esso sia stato poi effettivamente democratizzato durante il mandato del precedente governo: in fondo, il famigerato Thompson [cantante pop di estrema destra, si vedano più sotto alcune sue dichiarazioni - N.d.T.] si è dovuto recare fino in Olanda perché qualcuno gli vietasse di tenere concerti in pubblico per il suo neofascismo, e i tifosi croati vengono ammoniti da anni quando in Europa scandiscono slogan razzisti, cosa che invece non succede in Croazia...
R: Ci sarà una presenza dell'estremismo di destra, così come d'altronde c'è stata in tutti questi anni. La differenza sta nel fatto che ora essa riceverà maggiore legittimità come fenomeno socialmente normale. Si tratta purtroppo di un elemento costituente della realtà politica croata; basta ricordarsi della radicalità delle manifestazioni nazionaliste a Spalato... Oggi è del tutto chiaro che questo elemento della realtà politica croata ha ottenuto una copertura e che adesso può affermarsi pubblicamente più di quanto non sia mai avvenuto finora. Assisteremo probabilmente anche a un ritorno dei valori tradizionali, a una legittimazione delle tendenze xenofobe, al riproponimento delle tesi sulla Croazia "scudo della cristianità"... Lo stesso vale anche per la questione di un rinnovo del culto della personalità all'interno della HDZ e dello stato. Tuttavia ritengo che, anche se tutto ciò dovesse essere "imposto dall'alto", l'attuale ricezione "dal basso" non offra molte possibilità per un tale sviluppo degli eventi. In fin dei conti, è chiaro che Sanader è il tipico uomo di facciata, che altri hanno telecomandato, quelli che tengono effettivamente nelle loro mani le redini della politica della HDZ. Le personalità carismatiche, d'altronde, non vengono create in condizioni pacifiche e democratiche, bensì durante le crisi e gli eventi turbolenti, che spero non si rinnoveranno, sebbene io sia convinto che Sanader e la sua équipe non siano in grado di farci uscire dall'attuale crisi politica e ne provocheranno invece un inasprirsi, portando in superficie i conflitti latenti.
D: Anche se un noto analista dei sistemi elettorali, Robert Moser, ha da lungo tempo osservato come le elezioni siano la raison d'etre dei partiti politici, non è esagerato che a questo voto abbiano preso parte ben 92 partiti con 5.155 candidati, superando in tale modo le cifre del 2000, quando 86 partiti e 4.006 candidati si sono contesi i seggi in parlamento?
R: E' uno degli indicatori delle dimensioni della crisi politica in Croazia, dovuta al divario tra il mondo della vita reale e quello della politica. Un sociologo tedesco ha scritto che il sistema sociale produce comunque un limitato segmento di vincitori, un segmento molto più numeroso di perdenti e un segmento ancora più numeroso di popolazione superflua, che viene marginalizzata. La comparsa di un tale numero di messia senza alcuna copertura, dimostra come la politica croata sia in preda a una crisi completa. Lo dimostra anche la legge elettorale, che divide la Croazia in dieci distretti elettorali che non hanno alcun legame con la realtà. I rapporti tra gli elettori di alcune zone e i loro presunti rappresentanti sono stati del tutto ignorati in tale soluzione. Questo sistema rafforza la fedeltà dei politici nei confronti della leadership di partito, e non nei confronti degli elettori di alcune zone, che dovrebbero essere rappresentati in parlamento. La mancata modifica di tale legge è un capitolo del fallimento del precedente governo.
D: Il premier Racan, per il momento ancora in carica, ha affermato che la Croazia entrerà in un periodo molto instabile e che le elezioni anticipate sono una possibilità molto reale. Ci possiamo davvero attendere l'inizio di una fase di elettoralismo?
R: Non sono sicuro, anche se è chiaro che la crisi politica, che è in atto già da un po' di tempo, non è stata risolta da queste elezioni. La HDZ non può più, anche se lo volesse, imporre alla Croazia il tipo di governo autoritario che esisteva quando Tudjman era ancora in vita. Inoltre, ci si può attendere che la HDZ, con i suoi nuovi partner, darà a vita a una coalizione ideologicamente molto più compatta di quella che è stata fino a oggi al governo e questo, a suo modo, sarà un fattore di stabilità. Certo, in alcune situazioni potrebbe diventare rilevante anche il fatto che con essa anche la destra nazionalista estrema è entrata nell'atrio del potere - ciò che succederà da qui in avanti dipenderà dalle trattative avviate tra Djapic e Sanader - anche se dubito che giungeranno a buon fine, visto che difficilmente la HDZ rinuncerà ai ministeri chiave a vantaggio della HSP, la quale forse opterà per l'opposizione, ma non rinuncerà alla posizione di gruppo di pressione nell'atrio del governo.
D: Uno dei particolari interessanti delle elezioni è il risultato ottenuto dal Partito Croato dei Pensionati (HSU), che da oggi avrà tre deputati in parlamento. Qual è il suo commento?
R: Il risultato del HSU è un'ulteriore dimostrazione della crisi della vita politica in Croazia, perché rende chiaro come gli attuali grandi partiti non siano in grado di articolare politicamente tutte le forme di insoddisfazione di massa che esistono nella società. Anche se, dal punto di vista della logica democratica, la comparsa di un partito dei pensionati è un'assurdità politica: è evidente che per i grandi partiti alcune categorie di cittadini sono superflue.
D: In quale stato la sinistra croata ha vissuto il cambiamento di potere, ovvero il nuovo rafforzamento della destra? Quali sono, in generale, le sue prospettive più a lungo termine?
R: La sinistra si trova in un'evidente crisi, perché non ha più un'identità e la SDP si sta trasformando in un partito "pigliatutto", cioè in un partito basato su un leader e nel quale il leader con le sue qualità, reali o inventate, deve porre rimedio alla mancanza di idee o di basi programmatiche. E' in questo contesto che bisogna guardare anche al populismo della SDP nella campagna elettorale, vale a dire al tentativo di creare consenso politico su basi non politiche, come nel caso del coinvolgimento della cantante pop Severina nella campagna elettorale o l'inserimento del lottatore Cro Cop nelle liste dei propri candidati. Ma la SDP non è l'unico partito ad avere tale problema: vale anche per la HDZ, per i liberali e per la HSS, che si appella alla tradizione, ma si comporta come un raggruppamento clientelistico.
PAROLA DI NEOFASCISTA
da "Feral Tribune", 28 novembre 2003
[Nella rubrica "Greatest Shits" del suo ultimo numero, il settimanale "Feral Tribune" riporta alcune tra le peggiori dichiarazioni di esponenti dell'estrema destra croata - ne riportiamo qui sotto una breve selezione, nella quale potete leggere alcuni "orrori" del cantante pop Thompson e del sacerdote don Anto Bakovic, direttore della rivista di estrema destra "Narod", ex viceministro della cultura della HDZ, partito che comunque da tempo ha preso le distanze da lui. Il titolo qui sopra è di "Notizie Est"]
"E' tutta colpa degli ebrei... Non ho nulla contro gli ebrei, ma sappiamo che nemmeno Gesù Cristo aveva nulla contro di loro, eppure lo hanno messo in croce lo stesso e tanto più lo faranno con me, che sono un piccolo uomo comune".
Marko Petrovic Thompson, commentando il recente divieto dei suoi concerti ad Amsterdam e Rotterdam (da "Slobodna Dalmacija").
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"Così come si aiutano gli invalidi a vivere il più possibile normalmente, bisogna fare lo stesso anche con gli omosessuali. E' proprio la posizione secondo cui questo fenomeno è naturale che aiuta meno di tutte tali persone. Nessun invalido cercherebbe aiuto se fosse convinto che la sua situazione è del tutto naturale".
don Luka Vuco (da "Slobodna Dalmacija")
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"L'Europa massona, liberale, atea, materializzata, drogata, corrotta ed edonizzata non conosce Dio, non ha mai sentito parlare di Gesù Cristo, ignora la cristianità (e come sperare che non ignori anche un popolo, come quello croato, fedele a Gesù Cristo)... Questa è l'Europa che ha legalizzato Sodoma e Gomorra! E io dovrei entrare in una tale Europa!?".
"Nel corso della battaglia di Stalingrado, Von Paulus ha chiesto a Hitler di ritirare tutti i soldati stranieri e di lasciare solo il reparto croato. Quindi, il soldato croato è il migliore del mondo".
"Prendiamo il caso di Gotovina. Come veniamo minacciati, e come si fanno piccini i politici croati quando arriva quella signora [Carla Del Ponte - N.d.T.]... Ma lo sa, quest'ultima, che siamo un popolo di eroi, un popolo di santi, un popolo di geni?".
"L'olocausto avvenuto in Croazia contro gli ebrei non è opera dei croati, e nemmeno degli ustascia, bensì dei nazisti, di Hitler e Himmler, che sono venuti a Zagabria e hanno ordinato la persecuzione degli ebrei".
don Anto Bukovic, in "Narod"
(traduzione di Andrea Ferrario)
| Data: 02-12-2003 | | Fonte: "Feral Tribune" |
| Autore: Srdjan Vrcan, Hrvoje Prnjak |
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