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"Rapporto del Team forense dell'UE sull'incidente di Racak, 17 marzo 1999'"
| Data: 19-05-2002 | | Fonte: Notizie Est Archive |
| Autore: Autori vari |
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N.E. BALCANI #550 (2) - KOSOVO
19 maggio 2002
SPECIALE: LE INDAGINI FORENSI SUL MASSACRO DI RACAK - 2
RAPPORTO DEL TEAM FORENSE DELL'UE SULL'INCIDENTE DI RACAK, 17 MARZO 1999
I presenti commenti si basano sulle indagini medico-legali effettuate dal Team di Esperti Forensi dell'UE a Pristina, così come localmente autorizzate dal Tribunale Distrettuale di Pristina in conformità al Diritto di Procedura Penale jugoslavo. Va sottolineato che le indagini medico-legali costituiscono solo una parte - e non coprono l'intero spettro - delle indagini penali. I commenti rappresentano le vedute personali dell'autore, Dr. Helena Ranta, e non andranno in alcun modo interpretati come una comunicazione autorizzata dal Dipartimento di Medicina Forense dell'Università di Helsinki, o dal Team di Esperti Forensici.
1. CRITERI DI RIFERIMENTO DEL TEAM DI ESPERTI FORENSI DELL'UE
Il Team di Esperti Forensici UE è composto da esperti finlandesi che sono stati coinvolti nelle indagini relative ad asserite atrocità in Kosovo fin dall'ottobre 1998. Quando la tragedia di Racak è stata scoperta il 16 gennaio 1999, l'OSCE si è rivolta all'Unione Europea per ottenere assistenza. Poiché vi era già a disposizione un Team Forense dell'UE, è stato deciso che il Team avrebbe dovuto prendersi carico anche delle indagini sulle vittime di Racak. Va sottolineato che i criteri di riferimento del Team Forense dell'UE coprono esclusivamente le autopsie medicolegali delle 40 vittime portate all'ospedale. Non riguardano la piena portata delle indagini penali. Di conseguenza, per menzionare un importante esempio -- non vi è stata la possibilità di effettuare indagini sulla scena dei fatti presso il sito effettivo del presunto crimine - possibilità che avrebbe fornito importanti informazioni aggiuntive riguardanti le modalità della morte delle vittime. Le risultanze del lavoro degli esperti si basano pertanto quasi interamente sulle informazioni ottenute esaminando i corpi presso l'obitorio. Inoltre, l'esame dei corpi presso l'ospedale è stato fortemente complicato dal fatto che gli esperti UE hanno potuto iniziare le autopsie solo circa una settimana dopo il momento stimato della morte delle vittime. Particolare ancora più importante, non vi è stata alcuna continuità di custodia dei corpi da parte degli esperti forensi dell'UE dal momento della morte [delle vittime] fino al momento in cui l'esame è cominciato il 22 gennaio 1999 a Pristina. Quello che può essere, o non essere, accaduto ai corpi nel corso di tale periodo di tempo è difficile da stabilirsi con assoluta certezza in relazione alle autopsie. Va notato che gli esperti UE hanno ora completato solo una parte delle indagini complessive riguardanti gli eventi di Racak -- in particolare l'esame medicolegale delle vittime. Per un quadro più completo di quanto è avvenuto a Racak sarebbe necessaria un'indagine penale completa degli eventi, che combinasse indagini sul luogo, l'interrogazione dei testimoni e il raffronto delle prove con le risultanze delle autopsie condotte dagli esperti UE. La missione originale degli esperti forensi UE era stata autorizzata a condurre indagini, in maniera imparziale e indipendente, presso siti di asserite uccisioni di civili in Kosovo, e più precisamente a Glodjane, Golubovac, Gornje Obrinje, Klecka, Orahovac e Volujak. Le indagini riguardanti Klecka e Volujak, iniziate l'anno scorso, verranno portate a termine entro la fine del marzo 1999, quando l'analisi del DNA sarà disponibile. Successivamente, il Team riprenderà non appena possibile le indagini relative a Glodjane, Golubovac, Gornje Obrinje e Orahovac. Il primo passo di importanza cruciale che ci si aspetterebbe venisse messo in atto in qualsiasi asserita scena di crimini, sarebbe quello dell'isolamento dell'area e l'esclusione dell'accesso non autorizzato. La scena andrebbe quindi fotografata e videofilmata, tutte le prove andrebbero raccolte e le vittime dovrebbero essere localizzate e contrassegnate sul posto. Tale passo dovrebbe includere anche un campionamento dei residui di colpi d'arma da fuoco (GSR) ai fini di una loro analisi. Le vittime dovrebbero quindi essere collocate in singoli sacchi per cadaveri al fine del loro trasporto all'obitorio. Per quanto riguarda Racak, nulla di questo è stato fatto -- oppure è stato fatto solo in parte o in maniera impropria. Pertanto, importanti informazioni presenti sul sito potrebbero essere andate perse.
2. DETTAGLI RELATIVI ALL'INCIDENTE DI RACAK
Secondo varie fonti di informazione, l'incidente di Racak ha avuto luogo con ogni probabilità il 15 gennaio 1999 o intorno a tale data. Gli esperti forensi dellUE hanno iniziato a lavorare a Prstina il 22 gennaio, quando i corpi erano già stati portati all'obitorio. Il team pertanto non ha alcuna informazione di prima mano sugli eventi di Racak. Per quanto riguarda il luogo degli eventi e le circostanze che hanno circondato la morte delle vittime, il Team deve fare interamente affidamento sulle informazioni ottenute dagli osservatori OSCE/KVM e EU/KDOM che hanno visitato il sito il 16 gennaio 1999 e sugli articoli dei media. Secondo tali fonti, complessivamente a Racak sono stati trovati 45 corpi. Tuttavia, solo 40 di essi sono stati portati al Dipartimento di Medicina Forense dell'Università di Pristina ai fini delle indagini. Sulla base delle informazioni ricevute dagli osservatori della KVM e della KDOM, un totale di 22 uomini è stato trovato in un canalone vicino al villaggio di Racak. Sono stati con ogni probabilità colpiti da armi da fuoco là dove sono stati trovati. La maggior parte di essi è stata rivoltata in un momento imprecisato. Il resto delle vittime è stato trovato nelle villaggio o nelle sue vicinanze, ed è stato rivoltato o trasportato dopo la morte nelle case del villaggio. Più tempo passa e più di norma diventa difficile stabilire il momento presunto della morte. Quando gli esperti del team finlandese hanno avuto la possibilità di avviare le indagini, era già passata più di una settimana dal momento della scoperta dei corpi a Racak. Tuttavia, la temperatura, sia nella moschea di Racak, nella quale i corpi sono stati in un primo tempo portati, sia nell'obitorio dell'ospedale di Pristina, era prossima a 0°C, una circostanza che ha contribuito alla loro conservazione. Il massimo che si può dire è che le vittime sembrano essere morte all'incirca nello stesso tempo.
La maggior parte delle vittime indossava giacche pesanti e pullover. Nessuna munizione è stata trovata nelle loro tasche. E' probabile che non si sia verificato alcun saccheggiamento dei corpi, perché su di essi è stato trovato denaro (banconote). Gli indumenti non recavano distintivi o insegne di alcuna unità militare. Non risultava evidente alcuna rimozione di distintivi o insegne. Sulla base delle risultanze dell'autopsia (per es. fori di pallottole, sangue coagulato) e delle fotografie della scena, è altamente improbabile che gli indumenti possano essere stati cambiati o rimossi. Le scarpe di alcune delle vittime, tuttavia, erano state tolte, probabilmente prima che i corpi venissero portati all'interno della moschea. Tra i corpi sui quali sono state effettuate autopsie, vi erano quelli di svariati uomini anziani e solo una donna. Non vi era alcuna indicazione che le persone fossero altro che civili disarmati.
Gli eventi di Racak sono stati descritti come un "massacro". Tuttavia, una tale conclusione non rientra tra le competenze del Team Forense dell'UE né di alcuna altra persona che abbia preso parte unicamente all'esame dei corpi. Il termine "massacro" non può essere basato esclusivamente su fatti medicolegali, ma è una descrizione legale delle circostanze che hanno fatto da contesto alla morte delle persone, giudicate sulla base di un'analisi esaustiva di tutte le informazioni disponibili. Pertanto, l'impiego di tale termine è più adatto a essere impiegato da organi che conducono indagini penali allo scopo di avviare procedimenti legali. Inoltre, gli esami medicolegali non possono dare una risposta definitiva alla questione se vi sia stata una battaglia oppure se le vittime siano morte in qualche altra circostanza. Un'indagine penale completa, combinata con gli interrogatori dei testimoni da parte di entità investigative appropriate, potrebbe gettare maggiore luce sulle circostanze precedenti la morte o coincidenti con essa. Va notato che in particolare le persone che non hanno familiarità con le indagini criminali possono avere una tendenza naturale a interpretare alcune osservazioni fatte sul sito della tragedia come segni di mutilazione post-mortem. Queste ultime, tuttavia, sono con ogni probabilità relative ad attività di animali -- come i cani randagi, che abbondano nell'area, e altri animali selvatici -- oppure tracce causate sui corpi dei morti dall'alta pressione dei proiettili. Non è stata rilevata alcuna traccia di manomissione o di falsificazione delle prove. In passato, per le analisi del residuo di polvere da sparo (GSR) si impiegava il test con la paraffina. Per rimuovere i residui dalla mano, è stato suggerito il guanto di paraffina. Questo test, tuttavia, manca di specificità, e in occasione della riunione dell'Interpol del 1968 è stato ufficialmente affermato che non lo si sarebbe più dovuto applicare. La tecnica attualmente più efficace per l'analisi del GSR è senza dubbio quella del Microscopio Elettronico di Scannerizzazione e quella dell'Analizzatore a Raggi X a Dispersione di Energia (SEM-EDX). Solo questo metodo è in grado di determinare il contenuto metallico senza doversi preoccupare di contaminazioni ambientali. Con il SEM-EDX il campione praticamente non viene alterato dall'analisi e può essere riesaminato, se necessario, più volte. Il campione per l'analisi GSR viene raccolto per mezzo di un "tape-lift" (adesivo a strappo) adottando le precauzioni di routine (contaminazione). Per i motivi esposti qui sopra, il test con la paraffina non è stato utilizzato da parte del Team Finlandese. Sono stati prelevati campioni per i test SEM-EDX ed essi hanno dato esito negativo.
3. COLLABORAZIONE TRA I VARI ORGANI E ACCORDI TECNICI
A livello professionale, il Team non ha avuto problemi nella collaborazione con i patologi jugoslavi o bielorussi. Dopo un'autopsia di dimostrazione, tutti hanno convenuto metodi e procedure comuni. Inoltre, i tecnici addetti alle indagini penali e alle autopsie hanno contribuito all'atmosfera di lavoro collaborativa. Il Team è stato in grado di portare a termine le indagini senza che alcuna pressione esterna venisse esercitata su di esso in Jugoslavia o altrove. In Finlandia, la presenza di media nei luoghi in cui si svolgono autopsie è considerata inaccettabile. Prima di iniziare le autopsie è stato convenuto che la copertura dei media sarebbe stata ridotta al minimo. Nonostante questo, il Capo dell'Istituto di Medicina Forense di Pristina, professor Dobricanin, ha consentito a equipe della televisione e a fotografi di accedere ai locali. Interrogato in merito, egli ha confermato che ciò avveniva in conformità a istruzioni da lui impartite.
Le dichiarazioni e le conclusioni premature degli esperti locali, formulate quando le indagini non erano state completate, hanno ingenerato confusione. In Finlandia non si esprimono commenti mentre le indagini sono ancora in corso. Dopo il completamento delle autopsie a gennaio, i patologi serbi e bielorussi hanno deciso di redigere dei rapporti comuni che riassumono le loro risultanze. Il Team finlandese ha rifiutato di firmarli, cosa che è stata erroneamente interpretata come un disaccordo sulle risultanze tra gli esperti locali e il team finlandese. L'opinione del Team finlandese è che nessuna conclusione professionale dovrebbe essere formulata sulla base delle autopsie senza un'analisi esaustiva dei dati raccolti dai cadaveri. Le analisi e i test sono stati condotti presso il Diparimento di Medicina Forense dell'Università di Helsinki solo dopo che il Team ha fatto ritorno dal Kosovo. Pertanto, arrivare a conclusioni o firmare rapporti in gennaio sarebbe stato prematuro e quindi fuori luogo.
Tenendo presente la natura complessa delle indagini, è opinione degli esperti finlandesi che non sarebbe stato possibile conseguire nulla accelerando la procedura senza che ve ne fosse bisogno. Il coinvolgimento del Team è cominciato dopo che 16 autopsie erano giù state eseguite dai patologi locali. Per quanto riguarda tali cadaveri, gli esperti UE sono stati unicamente nella posizione di verificare che il lavoro è stato fatto in maniera appropriata.
Non era disponibile alcuna informazione proveniente dalla scena dell'asserito crimine nel momento in cui le autopsie erano in corso, fatto che ha ulteriormente complicato un approccio sistematico. E' stato necessario effettuare tutte le analisi istologiche, tossicologiche e del DNA in un secondo tempo a Helsinki. Per motivi di sicurezza, è stato necessario sviluppare le pellicole al Helsinki. Tutte le radiografie sono state digitalizzate e incorporate in un database. Complessivamente, sono state effettuate più di 3000 foto e 10 ore di videoregistrazioni su nastro. Vi è un'ordinanza di tribunale, emessa dal Giudice per le Indagini, con la quale si autorizza il Team a condurre le autopsie medicolegali. In conformità alla legge jugoslava, i rapporti per le autopsie dovranno pertanto essere consegnati al Tribunale Distrettuale di Pristina. Una copia dei rapporti sulle autopsie verrà inoltre fatta pervenire al Dipartimento di Medicina Forense dell'Università di Pristina. Alla Presidenza dell'Unione Europea verranno notificati di conseguenza i risultati delle indagini. Va sottolineato che le indagini medicolegali intraprese dagli esperti forensi dell'UE costituiscono solo una parte delle normali indagini su asseriti crimini. Un quadro esaustivo sulla sequenza degli eventi a Racak potrà essere conseguito unicamente combinando le risultanze medicolegali del Team Forense dell'UE con altre eventuali informazioni provenienti da fonti differenti eventualmente disponibili in una fase successiva.
| Data: 19-05-2002 | | Fonte: Notizie Est Archive |
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