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In attesa dell'America

Data: 25-01-2004 Fonte: "Zeri i Dites"
Autore: Blerim Shala

N.E. BALCANI #748 - KOSOVO
25 gennaio 2004


IN ATTESA DELL'AMERICA
di Blerim Shala - ("Zeri i dites" [Prishtina], 15 gennaio 2004)


[Nel brano che segue l'autore sostiene che il motore immobile dell'intera politica nell'area balcanica siano le priorità stabilite dagli USA. Nell'attesa, che riguarda tanto gli euopei quanto le popolazioni balcaniche, si può ragionare solo per esclusione di ciò che "non si deve fare" - Antonio Frate]

Non siamo sicuri di ottenere una risposta univoca, chiara e concreta dai funzionari di Bruxelles, ma vogliamo loro porre una domanda: come prevedono che sarà il Kosovo del 2006 e come si svilupperà il processo per definirne lo status? La reticenza e le 'spallucce' sembrano una risposta forzata dopo l'evidente insuccesso nella creazione di un equilibrio tra gli investimenti politici e finanziari dell'UE in Serbia a partire dal 2000 in avanti ed il risultato delle elezioni parlamentari del dicembre scorso, nelle quali si sono affermate quelle forze politiche che non vogliono vedere affatto la Serbia né nell'UE né nella NATO. La politica euroccidentale di un graduale miglioramento della situazione in Kosovo, Serbia e Montenegro e per la democratizzazione di questi paesi, mirata a fare sì che anche i loro leader siano in grado da soli di comprendere le grandi questioni, non è precisa nè efficace. Crediamo che non ci sia affatto bisogno di argomentare questa conclusione. Nel caso del Kosovo, se parliamo più concretamente dell'odierna posizione dell'Europa, le cose anzidette vengono imposte quasi esclusivamente per mezzo di approcci passivi definibili come "cosa non bisogna fare". Apprendiamo che la KFOR non si deve allontanare e questa è assolutamente una buona notizia per noi. Ma apprendiamo anche che la missione politica internazionale non deve abbandonare il Kosovo e che non bisogna dare ai locali competenze che attengano ad elementi di sovranità, non bisogna aprire la questione del Kosovo prima del 2005, cioè fino a quando si saprà che cosa fare con l'Unione Serbia Montenegro. Ci sono molti altri esempi simili. Il denominatore comune di queste posizioni è: il timore di una politica attiva, di atteggiamenti chiari riguardo agli sviluppi in Kosovo e nella regione che siano il punto di partenza per l'apertura di questioni che sono inevitabili. In realtà, tanto noi quanto gli europei siamo in attesa dell'America.

(traduzione dall'albanese di Antonio Frate)

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Data: 25-01-2004 Fonte: "Zeri i Dites"
Autore: Blerim Shala





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