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"Hans Haekkerup ha dato le dimissioni"
| Data: 03-01-2002 | | Fonte: AIM |
| Autore: Violeta Oroshi |
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NOTIZIE EST #513 - KOSOVO
3 gennaio 2002
HANS HAEKKERUP HA DATO LE DIMISSIONI!
di Violeta Oroshi (AIM Pristina, 29 dicembre 2001)
L'inviato speciale del segretario Generale dell'ONU per il Kosovo, l'ex ministro della difesa danese Hans Haekkerup, lascia la funzione di capo della Missione civile e così sono state confermate le supposizioni e le speculazioni dei media kosovari dell'ultima settimana. Dopo le feste di Natale, due giorni fa, è tornato a Pristina, dove ha parlato a porte chiuse con i leader degli albanesi kosovari, e il giorno dopo con i rappresentanti politici serbi, per poi, nell'intervista speciale che ha rilasciato alla Radiotelevisione Pubblica del Kosovo, annunziare anche le motivazioni delle proprie dimissioni. "Mi ritiro dal Kosovo e dalla Missione per motivi familiari. Nessuno me lo ha chiesto. Si tratta di una mia scelta concordata con Kofi Anan", ha comunicato Haekkerup, smentendo in questo modo la supposizione dei giornalisti secondo cui le sue dimissioni sono state la conseguenza di pressioni dei funzionari occidentali. Si è rivolto sia ai cittadini che ai leader politici del Kosovo, dicendo che è molto importante girare le spalle alle persone cattive, cessare le attività criminali, dare più informazioni possibili alla polizia che a sua volta si occuperà dei casi. Haekkerup ha anche ripetuto che in Kosovo bisogna costruire una democrazia stabile dove tutte le comunità potranno vivere insieme e dove faranno passi comuni. Haekkerup ha lasciato il Kosovo il 13 dicembre, soltanto un giorno dopo la costituzione del parlamento kosovaro, da egli presieduto fino alla scelta del presidente, spiegando che le feste in arrivo desiderava passarle con la famiglia e che, essendo imminente la nascita di un atteso figlio, sarebbe tornato a febbraio del 2002.
Ai sospetti dei giornalisti circa il fatto che non tornerà più in Kosovo, i funzionari dell'UNMIK hanno risposto escludendo tale possibilità in modo decisivo, per poi qualche giorno fa annunciare che egli comunque tornerà per "risolvere alcune questioni cruciali". Ma il fatto che Haekkerup abbia dato le dimissioni non è stato sorprendente per il pubblico generale, e per quello politico, del Kosovo attuale. I particolari più importanti sono che il Kosovo per un periodo rimarrà senza un amministratore internazionale, che non è stato ancora nominato il nuovo capo dell'OSCE e che tutto ciò accade nel momento in cui la crisi parlamentare è evidente, poiché ancora non è ancora stato scelto il presidente del Kosovo, né è stato costituito il governo. Perciò in alcuni ambiti le dimissioni di Hans Haekkerup non sono considerate la cosa migliore in questo momento, visto che si prolunga il processo di istituzionalizzazione e in generale il processo di transizione del Kosovo. Le stesse persone notano che il capo della Missione non ha potuto capire "il modo balcanico di decidere", visto che arriva da un paese democratico.
Fra l'altro, Hans Haehherup è stato nominato come inviato speciale dell'ONU per il Kosovo nel gennaio di quest'anno e , come ha detto lui stesso, all'epoca aveva quattro priorità: l'introduzione dell'autonomia sostanziale, la realizzazione delle elezioni generali, l'inizio del dialogo con la leadership jugoslava, il rafforzamento dell'applicazione delle leggi e il rinnovo dell'economia. Dal punto di vista dei politici locali, ma anche della maggior parte del pubblico albanese, Haekkerup senz'altro verrà ricordato come l'amministratore che ha avuto sia successi che fallimenti. Da una parte, durante gli 11 mesi del suo lavoro è riuscito a creare una Cornice costituzionale per il Kosovo, a firmare alcuni accordi con i funzionari pubblici di Belgrado e così ad includere i serbi kosovari nel processo di registrazione, assicurando la loro partecipazione alle elezioni generalie includendoli così nelle istituzioni locali del Kosovo. Dall'altra parte, è stato criticato dai leader locali albanesi (e da quasi tutta la stampa) che asseriscono di non sentirsi vincolati dai contratti che Haekkerup ha firmato con il governo di Belgrado e dichiarano di non avere l'intenzione di partecipare ai gruppi comuni. Il colpo più forte lo ha ricevuto quando durante la prima seduta costituzionale del parlamento è stato accusato da parte del presidente del Partito Democratico del Kosovo, Hashim Thaci, di violare i diritti umani dei deputati spegnendo loro il microfono, cioè non permettendo che i deputati esprimessero le loro opinioni, i loro suggerimenti e le loro critiche. Anche il neo-eletto presidente del parlamento, Nedzad Daci, durante la conferenza stampa di qualche giorno fa ha detto che il suo capo non è Haekkerup, besì il popolo kosovaro, e che riguardo la somma del proprio stipendio deciderà il parlamento e non l'UNMIK, rifiutando in questo modo lo stipendio di 100 DM. Inoltre ha criticato Haekkerup per la sua decisione con la quale il 40% del bilancio del Kosovo è di competenza dell'amministrazione internazionale. Nell'ultimo periodo le relazioni fra i rappresentanti politici albanesi e il capo della Missione civile, Haekkerup, sono state un esempio perfetto dell'impossibilità di tenere riunioni al completo, ivi comprese quelle del Consiglio amministrativo temporaneo del Kosovo, ideato come organo di consiglio fino alla costituzione di tutte le istituzioni del potere. Kole Berisha, il vice della Lega democratica del Kosovo di Rugova, ritiene che l'affrettata partenza del capo della Missione e la partenza del capo dell'OSCE, Dan Everts diano adito ai sospetti dei kosovari, spiegando che si "lascia spazio al timore che si tratti di cose dubbiose e che ci sia qualcosa di enigmatico in tutto ciò". Fatmir Limaj, responsabile delle pubbliche relazioni per il Partito democratico di Thaci, e Ramush Haradinaj, presidente dell'Alleanza per il futuro del Kosovo, dicono che le dimissioni di Haekkerup sono state una cosa attesa: "Si tratta di un atto morale e atteso", ha detto Haradinaj, dicendo che ci sono state certe difficoltà, specialmente la mancanza di collaborazione fra il capo della Missione e i leader albanesi. "Queste dimissioni non impediranno una nostra futura ed efficace collaborazione con la componente internazionale", ha sottolineato Ramush Haradinaj. Rada Trajkovic, capo del gruppo parlamentare della "Coalizione Povratak" (Il ritorno) ha espresso il dispiacere per il ritiro dell'amministratore civile: "Mi dispiace che lui se ne vada; anche se tutti noi abbiamo una serie di osservazioni da fare sul suo lavoro, egli ha realizzato più o meno tutto quello che aveva promesso. Haekkerup è stato un uomo di una tale integrità da non consentire che le emozioni dei serbi e degli albanesi influenzassero le sue ragionevoli decisioni", è l'opinione della Trajkovic.
Tuttavia, la questione che momentaneamente rimane senza risposta è chi sarà nominato al posto del "freddo ed autistico danese" (come lo descrivono alcuni suoi interlocutori, ma anche la maggior parte della stampa locale) Haekkerup? La lista dei candidati potenziali è lunga, e fra loro compaiono anche i nomi dell'ex comandante della KFOR, Klaus Reinhard, poi di Emma Bonino, di Sergio de Mello, di Wolfgang Petritsch. Gli analisti credono che le possibilità più alte di essere nominati le abbiano le personalità dell'Italia e della Germania, spiegando tale supposizione come segue: la Gran Bretagna è già impegnata con Paddy Ashdown in Bosnia, il precedente mandato di amministratore civile è stato di Bernard Kouchner della Francia, e anche l'attuale comandante della KFOR Marcel Valentin, proviene da questo paese. Ci sono delle voci che indicano il fatto che la Germania e l'Italia abbiano investimenti speciali e un ruolo nella Unione Europea, e se si guarda dalla prospettiva delle relazioni diplomatiche, è certo che questi due paesi hanno anche dei buoni contatti con la Belgrado ufficiale, indispensabile per la comunità internazionale allo scopo di realizzare la propria Missione in Kosovo. Ai leader albanesi piacerebbe di più, e avrebbero una maggior fiducia, se si nominasse come primo uomo dell'amministrazione civile una personalità degli Stati Uniti, o comunque una che conosca la situazione del Kosovo e della regione. Quello che si sa già fin da ora è che le responsabilità dell'amministratore kosovaro saranno assunte dal vice di Hans Haekkerup, l'americano Charles Brayshaw, fino la nomina di quello nuovo.
(traduzione di Ivana Telebak e Luka Zanoni)
| Data: 03-01-2002 | | Fonte: AIM |
| Autore: Violeta Oroshi |
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